giovedì 16 aprile 2009

17-12-1999, I tifosi stanno con Vidulich «Ma al Toro servono fatti»

STAMPA, NAZIONALE, pag.33

FORUM LA STAMPA.
Vip e ultras si schierano: Aghemo in minoranza

TORINO Limitata fiducia a Vidulich, bocciato Aghemo. Dopo il «forum» organizzato da La Stampa, i tifosi granata, eccellenti e non, si schierano dalla parte dell'attuale dirigenza, a patto pero' che il Toro ridiventi grande. Pretendono chiarezza, correttezza e onesta', ma soprattutto una squadra in grado di poter competere ai massimi livelli. Di chiacchiere ne hanno sentite abbastanza, di promesse pure; adesso chiedono fatti: dalla campagna acquisti al futuro societario, al FILADELFIA. Piero Chiambretti, una volta tanto, non ha voglia di scherzare: «Fatti, non parole. Dico questo e mi fermo qui, perche' tutti capiscano che l'importante sono gli interessi societari non quelli dei singoli. Vidulich lo vedo qualche volta allo STADIO: e' di poche parole e non ha il volto televisivo, questo non lo aiuta di certo, ma adesso deve pensare solo al Toro e a rinforzare la squadra. Aghemo? Non lo conosco». Piu' chiaro e' Gianni Mina': «Vidulich e soci hanno preso il Toro dopo mille disgrazie e solo un palo impedi' loro di salire subito in serie A. Devono pero' fare chiarezza su quel che di nebuloso si sente intorno a loro. In quanto ad Aghemo ribadisco che si e' proposto malissimo. E dal forum non mi pare che sia uscito bene. Lasci lavorare gli altri, a meno che non si presenti con una situazione economica tale da dover convincere l'attuale dirigenza granata a farsi da parte». Simona Ventura e' lapidaria: «Prima vorrei sapere chi e' il vero presidente del Toro e poi si potra' discutere sul forum. Occorre chiarezza da parte di tutti perche' mi sembra di rivivere film purtroppo gia' visti in passato». Il mago Berry, che lavora con la Ventura fra le Iene, pensa solo al bene del Toro: «Questi teatrini mi fanno ridere. Basta prendere per i fondelli noi tifosi che troppo spesso abbiamo dato fiducia incondizionata per poi ritrovarci sistematicamente beffati. E basta con la farsa del FILADELFIA: c'e' uno che vuole costruire e l'altro che non sa se andarci a giocare». Dai tifosi vip a quelli che seguono la squadra in trasferta e in Maratona. Fausto Brofferio, capo storico degli Ultras, critica Aghemo e sta con Vidulich: «Non c'era bisogno del forum per capire chi avesse ragione tra i due. Tempo fa noi abbiamo incontrato questo signor Aghemo e gli abbiamo detto in faccia che era un ciarlatano. Vidulich, a parer nostro, continua a essere coerente con la sua linea e i suoi progetti, non certo ambiziosi ma seri. Un altro bell'elemento e' Cimminelli: prima fa l'offeso e si fa da parte, poi torna annunciando la lieta novella. Ridicolo. L'unica cosa che possiamo dire ad Aghemo e' questa: finche' ci saranno gli Ultras in Maratona, lui non sara' mai il presidente del Toro». Decisamente piu' cauto e sereno il giudizio di Ginetto Trabaldo, leader dei Fedelissimi: «Ne abbiamo le scatole piene di chiacchiere. C'e' chi continua a vendere giocatori, chi parla di 70 miliardi e poi invece sono 20: insomma, ci lascino in pace tutti. Noi vogliamo solo il bene del Torino. Se rimane Vidulich ci sta bene, l'importante e' che si prenda le sue responsabilita'». Elena Bosio, fondatrice del club Girls, sta dalla parte di Vidulich: «Quello di Aghemo non e' stato l'atteggiamento giusto per avvicinarsi al Toro. Abbiamo un presidente che non sara' ricchissimo, ma e' pur sempre serio e onesto. Quel che ha detto lo ha mantenuto e noi ci fidiamo». Emiliano Saracco, presidente del Club PMG di Nole, chiede invece un segnale forte per i tifosi: «Stanno tutti facendo i loro interessi e chi ci rimette siamo sempre noi. Ci stiamo stufando, la gente non va piu' allo STADIO e purtroppo si perdono anche quei valori storici che si erano consolidati nel tempo. Aghemo al forum ha fatto una figuraccia, gli consiglio di occuparsi del Moncalieri: quella e' la sua dimensione». Chiude Fabrizio Viola, dei Granata Korps: «Da una parte c'e' una societa' che non ha soldi, dall'altra un gruppo che vuole fare l'affare. Questa e' l'unica cosa che abbiamo capito tutti. Tante parole, niente soldi e parecchi debiti. Cosi' non si puo' certo accogliere nel migliore dei modi il 2000».
Aurelio Benigno

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