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mercoledì 27 aprile 2011

21/04/2001 - Chiamparino: "Il Filadelfia per Torino 2006"


" Cimminelli può stare tranquillo: la prossima amministrazione può recuperare il tempo perso sul Filadelfia, uno stadio importante per il suo valore storico, ma anche come sede di gara delle Olimpiadi del 2006 "
...

domenica 12 dicembre 2010

31/03/01 - Sul Filadelfia il derby dei candidati


Rosso attacca l'Ulivo: al palo tutti gli impianti

Silvio Viale: «Il Toro mi ha indicato come l'unico nemico ma anche la sinistra ha le sue colpe»

Emanuela Mìnucci

«Il grande affossatore dell'operazione Filadelfia, al secolo Silvio Viale, candidato sindaco per la Lista Bonino, ieri ha convocato i giornalisti per chiarire due o tre cosette. Prima di tutto che nei suoi confronti si sta organizzando un autentico linciaggio: «Guardate quante lettere di minaccia: è il Toro che mi ha indicato ai tifosi come il nemico numero 1, quando i nemici veri sono altri». Secondo, la maggioranza starebbe versando lacrime di coccodrillo al funerale del Filadelfia: «Come mai giovedì sera siamo riusciti a chiudere il bilancio in tempo utile nonostante ci fossero ben 560 emendamenti?». Terzo: «Perché si stupiscono del fatto che io sia contrario a quest'operazione? Il presidente del Toro Cimminelli è al corrente delle mie posizioni sin dall'ottobre scorso, quando fu ascoltato in commissione. Non ho mai fatto mistero del fatto che per me a Torino ci devono essere soltanto due stadi: la Juve al Delle Alpi e il Toro al Comunale che, in questo modo, riconquisterebbe pure la sua curva storica». Ci potrebbe anche essere un quarto punto, e pure un quinto e un sesto vista la proverbiale loquacità del radical-verde, ma ce n'è abbastanza per sistemare sulla griglia della polemica politica nuove costolette. Mentre Viale pensa a come non farsi rigare la macchina dagli ultra granata, il candidato sindaco per la Casa delle Libertà Roberto Rosso non si fa sfuggire un'occasione tanto ghiotta. Dopo aver letto sui giornali che il suo rivale dell'Ulivo Sergio Chiamparino assicurava al Toro che in caso di elezione avrebbe comunque garantito, entro giugno, l'approvazione della variante nel nuovo consiglio passa al contrattacco: «Le dichiarazioni rese dal mio antagonista fanno soltanto sorridere spiega nell'ultimo giorno di ricovero alle Molinette -, semmai è vero il contrario, cioè che i torinesi possono augurarsi di vedere approvata quella delibera soltanto in un caso: che il nuovo sindaco sia Roberto Rosso». Incalza: «Hanno avute un anno per far passare questo progetto e non ci sono riusciti, lasciando al palo tutta la partita degli impianti sportivi. In ragione di quale miracolo dovrebbe riuscirci Chiamparino?». Il candidato sindaco dell'Ulivo gli risponde a tono: «Per quanto riguarda questo "anno perduto" ci ha messo del suo, abbondantemente, anche il Polo: più volte infatti il numero legale non è stato raggiunto a causa dell'assenza dell'opposizione, per non parlare dell'ostruzionismo organizzato per lo Statuto che ha bloccato tutta una serie di delibere fra cui questa». Aggiunge: «Dopodiché non si tratta di fare nessun miracolo, quelli li lasciamo a professionisti della materia come il Cavaliere. Più semplicemente si tratta di riprendere la delibera al punto in cui è rimasta e di accelerarne la discussione in consiglio insieme con quella dei siti olimpici». Conclude: «Non dimentichiamo che il progetto Filadelfia è strettamente legato a uno degli impianti sportivi da costruire in vista del 2006 vale a dire lo stadio di hockey». E mentre i due candidati sindaco non se le mandano a dire, ce n'è un terzo (Viale) che continua, salomonicamente, a prenderle sia da destra sia da sinistra. Beppe Borgogno (Ds) e Franco Quesito (Comunisti italiani) hanno ieri, più volte, sottolineato come Viale abbia «scientificamente perseguito l'archiviazione della delibera sul Filadelfia». Infine Agostino Ghiglia di Alleanza nazionale spara a zero sia sul radical-verde («è un irresponsabile alla ricerca di una squallida propaganda»), sia sui suoi compagni del centrosinistra «che fanno soltanto finta di indignarsi».


Vicino alle foto:

. Il progetto del nuovo stadio Filadelfia presentato da Diego Novelli (da destra) e Francesco Cimminelli

. Roberto Rosso candidato sindaco per il Polo: «Hanno perso un anno intero».

. Sotto, Sergio Chiamparino candidato sindaco dell'Ulivo: «Lo abbiamo perso per il vostro ostruzionismo»





BUGIARDI ?

E ORA QUERELATEMI PURE…


“Prendetevela piuttosto con quei politici che oggi vi ammiccano e domani scopriranno realisticamente che altre sono le soluzioni migliori”.

Silvio Viale (4 aprile 2001, Lettera aperta ai tifosi granata)

____________________

“E’ evidente che siamo di fronte a frasi di circostanza, pronunciate da persone che non conoscono a fondo il problema, ma che sperano di accattivarsi il consenso delle frange più estreme della tifoseria torinista”.
Silvio Viale ( 5 aprile 2001, Il Giornale del Piemonte)
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AVEVATE DETTO...


SERGIO CHIAMPARINO
Dal programma elettorale UNA CITTA’ CHE GUARDA AVANTI
“E’ nostra intenzione portare all’immediata approvazione del Consiglio Comunale la variante urbanistica necessaria per la costruzione dello Stadio Filadelfia”.

· In Consiglio comunale non ci è nemmeno arrivata …


ROBERTO ROSSO
Dal programma elettorale per Torino SCEGLI IL TUO FUTURO
Mi dispiace … ma non trovo alcun accenno al Filadelfia.

· Non ci avevano neanche pensato … e non ci hanno nemmeno pensato dopo, magari con un emendamento


SERGIO CHIAMPARINO
“Se sarò sindaco, mi impegno perché a giugno la delibera sulla variante al piano regolatore passi con assoluta priorità in Consiglio Comunale”.
“Per rendere ancora più credibile il mio progetto ho già chiesto ad alcune bandiere del Torino la disponibilità a seguire in una funzione di staff tutto l’iter per la realizzazione del Filadelfia. Si tratterebbe di una sorta di garanzia per i tifosi.”
· 1 aprile 2001, la Repubblica

Pensate un po’ se avesse pensato di fare tutto da solo.


ROBERTO ROSSO
“La giunta di centrodestra riprenderà il progetto e rifarà rinascere il Filadelfia”
.31 marzo 2001, la Repubblica
“Filadelfia subito”
.5 maggio 2001, il Giornale del Piemonte

· Chissà se lo ha scritto anche su uno striscione allo stadio…


ALBERTO NIGRA e BEPPE BORGOGNO
“La delibera si è fermata ma è sempre valida e sarà esaminata dal prossimo Consiglio Comunale”
.5 maggio 2001, la Repubblica

· Era talmente valida, che il Consiglio Comunale piange ancora adesso …


Giovedì 3 maggio 2001, TUTTI a GRP
Tutti, da Rifondazione Comunista ad Alleanza Nazionale, a spergiurare che avrebbero subito dato via libera al Nuovo Filadelfia

· La parola al Signor Domenico Beccaria, presidente della Memoria Storica Granata..
La domanda era: “Come pensa di comportarsi …sia che venga eletto Sindaco, sia in veste di Consigliere Comunale ?”



GIOVANNI NIGRO (che non è il maschio di Nigra)
“In qualità di vecchio cuore granata e di Consigliere comunale, voglio rassicurare tutti i tifosi del Toro che non è intenzione dei Verdi bloccare ed ostacolare la ricostruzione del Glorioso Tempio Granata”
7 aprile 2001 Tuttosport

· E’ stata una rassicurante fortuna, per i tifosi, che proprio Nigro si sia occupato delle sorti del Glorioso Tempio Granata..


ALBERTO NIGRA e BEPPE BORGOGNO“
"Quanto a Viale che sostiene che il Torino dovrebbe giocare in un Comunale a sua volta ristrutturato, deve sapere che ciò è impossibile, perché al Comunale non esistono gli spazi esterni previsti dalle nuove leggi. A meno di non danneggiare il Parco di piazza d’Armi.”
5 maggio 2001, la Repubblica

· Chissà cosa pensano di avere poi fatto di diverso … da quello che diceva Viale ?


DIEGO NOVELLI
“Quanto è accaduto offende le istituzioni democratiche. Un consigliere disturbato ha impedito che venisse votata una deliberazione che avrebbe raccolto la maggioranza dei consensi”.
31 marzo 2001, Tuttosport

· L’ex sindaco, disturbato, potrebbe cominciare con il restituire i mattoni … e per non offendere le istituzioni democratiche spiegare perché, due mesi dopo, quella delibera non avesse più la maggioranza dei consensi: tutti disturbati ?.


VALENTINO CASTELLANI
“Prendetevela con Viale”
29 marzo 2001 La Stampa

· Fu la sentenza di Ponzio Pilato, presidente del TOROC.. Ma neanche una telefonata a Chiamparino per dirgli quanto fosse “bella e pronta” la sua delibera sul Filadelfia?


ATTILIO ROMERO
“…ulteriore materiale per i nostri legali”
“Il danno provocato dall’ostruzionismo è stato di incredibile gravità. Per un progetto che aveva ottenuto unanimi consensi tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione e in tutte le sedi competenti”.

31 marzo 2001 Tuttosport

· I consensi sono rimasti unanimi … o no ?


FRANCESCO CIMMINELLI
“Non ricostruisco più il Filadelfia. Compro il Delle Alpi”
31 marzo 2001 Tuttosport

· Tempismo freudiano. Tutti con lui anche sul Delle Alpi?


FRANCESCO CIMMINELLI
Insisterà sul Filadelfia? “Comunque vada qualcosa di granata sorgerà dove c’era il Filadelfia”.
3 giugno 2001 La Stampa

· Comunque vada … ma cosa intende per qualcosa di granata?


MASSIMO GRAMELLINI (prototipo del tifoso)
“Bisognerebbe almeno informare Viale che il Comunale è da alcuni anni il campo di allenamento della Juve, per cui, se vuole, può andarci a giocare lui.
”3 aprile 2001, La Stampa

· Se non altro la soddisfazione di avere fatto smammare la Juve.

“L’impressione è che il Filadelfia si farà, comunque, e sarà pronto per il 2006 delle Olimpiadi e del Centenario”.
3 aprile 2001, La Stampa

· Come giornalista bravo nei commenti, ma come tifoso scarso per le previsioni, … per ora.


EPPURE

IL 19 NOVEMBRE 2001 LA GIUNTA HA REVOCATO LA DELIBERA
SUL FILADELFIA, NONOSTANTE:

· NESSUN CONSIGLIERE AVREBBE PRESENTATO PIU’ DI UN PAIO DI EMENDAMENTI;

· LA MAGGIOR PARTE DEGLI ASSESSORI E DEI CAPIGRUPPO SIA TIFOSA O SIMPATIZZANTE DEL TORINO, COME PURE MOLTISSIMI CONSIGLIERI COMUNALI.




BUGIARDI? FORSE NO.

MA CHI OSEREBBE ANCORA VOTARE PER QUELLA DELIBERA, CHE DUE MESI DOPO AVETE AFFOSSATO, TUTTI INSIEME?


Silvio Viale

RIPRODOTTO IN PROPRIO (FEBBRAIO 2003)


www.webalice.it/carlamarchisio/FILADELFIA%20%20Bugiardi.doc

giovedì 9 luglio 2009

02/2001 - ECCO IL FILA!

Alè Toro, Gennaio-Febbraio 2001

Il 18 dicembre il Torino ha acquisito i terreni dal Demanio ed entro l'autunno partiranno i lavori per la ricostruzione dello stadio della leggenda: ecco il progetto completo. E il patron Cimminelli ha presentato anche il disegno relativo al centro sportivo di Borgaro.

Francesco Cimminelli ce l'ha fatta! Quello che non è riuscito ai suoi predecessori è ora diventato realtà: l'acquisizione dei terreni del Demanio, presso gli ex-mercati generali, il tassello più importante per la ricostruzione del mitico Fila. La notizia e l'illustrazione del progetto sono stati presentati in sede, lunedì 18 dicembre, dallo stesso Cimminelli e da Attilio Romero, accompagnati da due assessori Corsico (urbanistica) e Passoni (patrimonio), oltre che dal direttore generale del Demanio, Giuseppe Favale, di quello compartimentale del territorio, Gerbino, e della dogana, Fiorillo. Cimminelli visibilmente entusiasta, benediceva in conferenza stampa l'importante passo, come se davanti a lui avesse avuto lo stadio già costruito e non il solo modellino, per dir la verità accattivante quanto bastava per far sognare.
Dopo tante chiacchiere, finalmente, si fa sul serio e per l'autunno è stata fissata la data d'inizio dei lavori. All'inizio del 2004, poi, il sogno sarà realtà, il Torino potrà ritornare a giocare nello stadio-simbolo, anche se il nuovo Fila sorgerà nell'area adiacente quella dello storico impianto, che l'ha visto diventare per sei volte campione d'Italia. I numeri parlano chiaro: su una superficie complessiva di 83930 metri quadrati sorgerà uno stadio avveniristico polifunzionale, con tre superfici intercambiabili (adatto anche per volley, basket, e per ospitare le gare su ghiaccio di Torino 2006), un grande parcheggio multipiano, un albergo di lusso, ristoranti, attività collaterali, un museo permanente sui Campioni periti a Superga, un parco e, naturalmente, la nuova sede del Torino Calcio. La spesa ingente, supererà i 300 miliardi di lire: un onere pesante, ingentissimo, che il presidente si è accollato per far ritornare il Toro nella sua storica casa. La rifondazione granata avrà nella ricostruzione del Filadelfia il suo fiore all'occhiello. Società e tifosi lo sanno bene.
Ma non è tutto, perché prima di Natale, il 21 dicembre, è stato presentato in sede anche il progetto relativo alla costruzione del nuovo quartier generale del Torino che sorgerà a Borgaro. La cittadella granata sarà edificata su un'area non inferiore ai 450 mila metri quadrati e sarà destinata ad ospitare tutte le attività delle formazioni del Toro, dalla Prima Squadra fino ai Pulcini. I numeri sono impressionanti: otto campi da calcio, quattro da tennis, un club-house, le due foresterie (una per i giovani, l'altra per i grandi) e un campo da golf, ma non solo. Cimminelli ha previsto tutto, anche un centro polifunzionale destinato ad ogni tipo di attività e di merchandising.
La diaspora delle squadre granata è finita: entro l'estate del 2002 il Toro avrà la sua casa. Bella, polifunzionale, unica. E nel 2004 rinascerà anche il Fila. Fantastico!


***

Il 18 dicembre 2000 Francesco Cimminelli e Attilio Romero illustrano in sede il progetto del nuovo Filadelfia. La cerimonia ha tutti i crismi dell'ufficialità. Vengono esposti plastico e planimetrie, e sono presenti diverse autorità (assessori, direttori del Demanio e della Dogana).

Cimminelli: «Uno stadio come non se ne sono mai visti, con la copertura e tre terreni mobili per ospitare il calcio, ma anche il pattinaggio su ghiaccio e non soltanto quello delle Olimpiadi del 2006, per tenere concerti e congressi. Ci saranno 25mila posti a sedere, 1900 posti auto, il Parco Filadelfia, il museo del Toro, negozi ed esercizi commerciali, un albergo a cinque stelle. Se superiamo gli ultimi ostacoli burocratici, entro il 28 febbraio partiamo».
Romero: «Nel gennaio 2004 il Toro tornerà a giocare al Filadelfia».

Lo stadio non sorgerà nello storico quadrilatero (che sarà adibito a parco) ma nell'area adiacente, tra Via Giordano Bruno e Via Zino Zini. Il progetto sembra molto oneroso ma Cimminelli non pare preoccuparsene: «Cento miliardi? Se alla fine dovessi spendere il triplo sarei soddisfatto di me stesso».

Che fine ha fatto il Filadelfia da 25.000 posti?

Il 28 marzo 2001 il Consiglio Comunale di Torino non approva la variante al piano regolatore relativa all'area Filadelfia, decisiva è la presentazione da parte del Consigliere Silvio Viale (Verdi) di 537 emendamenti.

Cimminelli sentenzia stupito e indignato «Non costruisco più il Filadelfia, compro il Delle Alpi».

Viale si sente invece accusato ingiustamente di essere l'unico responsabile della vicenda: «. Viale è il responsabile ma ha avuto molti complici. Complici sono tutti quelli che sapevano della mie posizioni. Cimminelli le conosceva fin da novembre. Lo stesso si può dire del sindaco di Torino (Valentino Castellani). Ho sempre detto che mi sarei adoperato perché non passassero i documenti sulle Olimpiadi e quello sulla variante Filadelfia. Chiedete a loro cosa hanno fatto per evitare quello che è successo. Nulla, anzi: l'argomento è stato messo all'ultimo punto».

Il Torino Calcio non pare però aver abbandonato l'idea di ricostruire il Filadelfia per le partite della Prima Squadra e auspica di tornare alla carica con la nuova Amministrazione Comunale che si insedierà in giugno. L'ipotesi Comunale non viene presa in considerazione nemmeno nei mesi successivi.

Cimminelli (14 aprile 2002):«Una cosa è certa, il Torino giocherà sempre e solo a Torino, lo stadio lo vedremo. Sarà il Filadelfia se la juve sceglierà il Delle Alpi, il Delle Alpi se la juve lo costruirà altrove. Abbiamo pronto un progetto anche per il Delle Alpi, da 20-25mila posti. Acquistarlo ci costerebbe meno che rifare il Filadelfia: 26-28 miliardi contro circa 80. Per quanto riguarda l'ipotesi Comunale, l'assessore allo sport Montabone ci ha detto che è vincolato per le Olimpiadi e per l'hockey. Poi al massimo si riuscirà a ricavare uno stadio da 10-12mila posti che non serve al Toro».

Passano soltanto due mesi (18 giugno) e il Torino Calcio firma con il Comune l'accordo per lo Stadio Comunale. E il Filadelfia? Sarà rifatto con un progetto minimo.

Cimminelli: «Non c'erano gli spazi lì per fare uno stadio».


http://oldblog.aruba.it/user/torovox/200410archive001.html

martedì 2 giugno 2009

18-12-2001, GRANATA DA LEGARE - Per riavere il «Fila» faremmo sulla fiducia 30 mila abbonamenti

STAMPA, NAZIONALE, pag.37

L'ULTIMA volta che il Toro mi ha fregato e' stato proprio un anno fa, 18 dicembre 2000, quando Cimminelli compro' dalle Dogane il terreno intorno ai ruderi del «FILADELFIA». Il plastico del futuro STADIO, con annesso parco della memoria, venne mostrato ai fotografi sotto lo sguardo benedicente di Novelli. Il presidente Romero parlo' di «giornata storica» e non faticammo a credergli, nonostante fosse lo stesso Romero che con entusiasmo commovente aveva definito il prepensionato Garzya «un fuoriclasse». Ci trovavamo ancora negli scantinati della B (la rimonta di Camolese, guai a chi ce lo tocca, era appena cominciata), ma il sogno di festeggiare il Centenario Granata del 2006 nella nostra tana ci restitui' la voglia di esistere, dopo un decennio di porcherie che avrebbero steso chiunque. Forse, mi dicevo, un giorno riusciro' anch'io a vedere uno scudetto al «Fila» come mio padre (lui veramente ne aveva visti 5 di fila, ma nemmeno dopo una cassa di grignolino i miei deliri arrivano a tanto). La seconda parte del sogno la conoscete. Il 2001 ci ha portato la promozione, ma anche una campagna-acquisti un po' gaglioffa e tale da condannarci alla sofferenza eterna, con il contorno di torti arbitrali e pagliacciate televisive (da vergognarsi lo Strippoli di «Novantesimo minuto», che ha deformato le proteste del Toro per il gol irregolare del Lecce, imputandole a un fuorigioco inesistente invece che al fallo su Asta). Soprattutto il 2001 ha pugnalato alle spalle la favola del «Fila», trasformandola nella squallida prosa di una coabitazione infinita al «Delle Alpi», lo STADIO piu' triste del mondo: persino la sacra Maratona, da quando abita li', non e' piu' la stessa, orba della Torre da cui prende il nome e incapsulata fra due anelli di poltrone perennemente vuote. Ma ecco che, a un anno esatto dalla sua comparsa, la Grande Illusione torna a fare capolino. Niente STADIO in condominio, il Cimmi ha rifiutato di essere l'ancella di un'unica Signora e Padrona. E il sogno del «Fila» decolla di nuovo, come un aquilone indistruttibile, anche se con meno soldi, perche' adesso non rientra piu' nei finanziamenti olimpici. A maggior ragione i patti fra il patron e la tifoseria devono essere chiari. Cimmi ci dica se intende rifare lo STADIO in via FILADELFIA oppure altrove, magari a Borgaro. Per finanziarsi, metta pure tutti i supermercati e gli alberghi che vuole: siamo uomini di mondo. Ma porti l'impianto a 35.000 posti, perche' 25. 000 sanno di serie B. In cambio noi tifosi potremmo impegnarci a sottoscrivere 30.000 abbonamenti quinquennali nel nuovo Tempio: un'ipotesi piu' percorribile della compartecipazione alle spese di cantiere, benche' sul sito «toronews.net» un gruppo di innamorati granata abbia lanciato l'ipotesi di una colletta miliardaria. Se crediamo nel «Fila», e' il momento per tutti di lasciare una sola mano sul cuore per mettere l'altra dentro il portafogli.
Massimo Gramellini

18-12-2001, Il Toro rilancia: «Costruiremo il Filadelfia» Il club granata rinuncia all'asta per aggiudicarsi l'impianto dei mondiali

STAMPA, TORINO, pag.45

Il Comune vuole vendere il «Delle Alpi», ma Rubentus e Torino non si mettono d'accordo sulla gestione successiva all'acquisto. Anzi, i granata rilanciano l'ipotesi FILADELFIA, ossia l'idea di costruire una struttura propria (e non solo un campo di gioco) sull'area del mitico STADIO dei Mazzola, Bacigalupo e Gabetto, mentre la Rube chiede di poter comperare, anche da sola, il manufatto costruito alla Continassa per i Mondiali di calcio «Italia 90». Questo lo scenario emerso ieri mattina nell'incontro fra il sindaco Sergio Chiamparino, l'assessore allo Sport, Renato Montabone, e i rappresentanti dei club del calcio cittadino, di una Rubentus e un Torino, rappresentati, rispettivamente dai massimi livelli: Antonio Giraudo, Roberto Bettega, Luciano Moggi e Renato Oppezzi per i bianconeri, Attilio Romero, con il legale della societa', per i granata. Un passo indietro di sei mesi? Un ritorno alla scorsa primavera quando il club granata presento' il progetto per il «FILADELFIA olimpico»? «No - ha detto Romero - ormai i Giochi del 2006 non c'entrano piu' con la nostra voglia di STADIO. Adesso vorremmo costruire un impianto solo per il calcio. Ovviamente a determinate condizioni, ossia con tutti gli annessi e connessi, per esempio con una dotazione certa di spazi commerciali, fra cui un possibile albergo». A questo punto in ballo per il «Delle Alpi» resta soltanto la Rubentus. Conferma il suo amministratore delegato, Antonio Giraudo: «Abbiamo offerto la nostra disponibilita' a comperare. Ora la palla passa all'amministrazione che dovra' dirci in che modo vuole procedere, come vendere». Quale sara' la base d'asta, su cui indire il bando di concorso? L'assessore Montabone non lo anticipa. Precisa: «La decisione spetta al sindaco e alla giunta. Ci riuniremo e lo faremo dopo la pausa natalizia, e non e' affatto detto che si debba arrivare ad una gara». Vendita diretta? Anche qui tutto da verificare. Unica certezza, stando alle parole del presidente Romero, e' che il Torino non partecipera' all'eventuale asta, puntando, come detto, alla realizzazione di un proprio impianto, senza pista d'atletica, e, quindi, solo per gli appassionati del calcio, come del resto dovrebbe essere trasformato il «Delle Alpi», non appena sara' comperato dal club bianconero. I rappresentanti della civica amministrazione, sentite le intenzioni dei vertici delle due societa' pedatorie, ieri sono, tuttavia, rimasti nel vago. Spiega Montabone: «Sul FILADELFIA dobbiamo intenderci sia sugli standard urbanistici, sia su quelli commerciali. Dopo di cio' gli uffici dovranno preparare le varianti al piano regolatore. Prima di tutto, pero', i vertici granata dovranno farci avere il loro progetto». Se tutto filera' liscio, la soluzione per lo STADIO - o gli stadi - della citta' potrebbe uscire dal tunnel delle proposte e delle ipotesi, al piu' tardi, in primavera (ad un anno dal dibattito infruttuoso della scorsa stagione) e, aspettando la fumata bianca, le squadre dovranno continuare il campionato nell'attuale STADIO. In tal senso, da Palazzo Civico, sia l'assessore allo Sport, Montabone, sia il suo collega al Patrimonio, Paolo Peveraro, pare siano pronti ad allungare il contratto d'affitto, che scade a fine 2001, sino a giugno, all'ultima partita di serie A. Su questo non dovrebbero esservi grossi problemi, che, invece, nascerebbero, se, per esempio, la gara che il Comune lancera' (salvo soluzioni diverse) nella seconda meta' di gennaio, dovesse essere vinta da un soggetto estraneo al calcio cittadino.
Giuseppe Sangiorgio

18/12/01 - Sì al Filadelfia, ma prima il progetto

Repubblica — pagina 3

Il Comune vorrebbe vendere lo stadio Delle Alpi a Torino e Rubentus ma le due società non trovano l' accordo sull' eventuale gestione. Così i granata rilanciano la proposta della riedificazione del Filadelfia, accantonata qualche mese fa, mentre i bianconeri fanno capire di essere intenzionati a procedere da soli nell' acquisto dell' impianto della Continassa, che darebbe ulteriore forza al piano per lo sbarco in Borsa. Dopo l' incontro di ieri mattina con i vertici delle due società (Moggi, Giraudo e Bettega per la Rube, il presidente Romero per il Torino), l' assessore allo sport Renato Montabone non nasconde la delusione: «In pratica siamo tornati indietro di sei mesi. La vicenda stadio non fa un passo avanti». Montabone era convinto di poter risolvere entro la fine dell' anno la telenovela. In realtà ci sarà una nuova puntata (forse neppure decisiva) dopo le feste natalizie. Il sospetto è che qualcuno cerchi di perdere tempo, per ritardare la soluzione definitiva. Il Comune, in ogni caso, vuol vedere su quale basi poggi questo nuovo innamoramento del Torino per la rinascita del Filadelfia, che non sarebbe più, uno «stadio della memoria» ma una vera arena da 2530 mila posti. «Attendiamo il progetto» commenta Montabone, che sottolinea: «Il Comune deve rispettare i vincoli di legge nell' assegnazione degli spazi commerciali». Romero e patron Cimminelli dicono che faranno ricorso al Credito sportivo per finanziare il loro nuovo progetto. Il loro disinteresse per il Delle Alpi è tale, che rinuncerebbero anche a partecipare all' eventuale asta che il Comune farebbe per la cessione dello stadio. Cui, a questo punto, potrebbe partecipare soltanto la Rubentus. «Vedremo come si evolverà la situazione aggiunge l' assessore Non abbiamo ancora definito le modalità di vendita. Le decideremo dopo il nuovo incontro». L' unica certezza è che le due squadre fino al termine della stagione giocheranno al delle Alpi pagando quattro miliardi annui di canone d' affitto (due a testa) più il 50 per cento delle spese per i lavori realizzati dal Comune. Non sono d' accordo, però, a gestire insieme lo stadio, da proprietari. «Ci sono differenti esigenze tra le due società» sostiene Montabone. È difficile, dicono in Comune, far conciliare gli interessi tra una società che sta per essere quotata in Borsa, come azienda di intrattenimento, che punta molto sui ricavi pubblicitari e quelli del Torino che ha altre mire. A sentire almeno il suo patron Cimminelli. La telenovela però è sempre meno avvincente.
(g.l.v.)

16/12/01 - Stadio al Filadelfia riparte il progetto

Repubblica — pagina 24

Non c' è davvero da illudersi troppo, viste le cocenti delusioni del passato e le macerie crudeli del campo di gloria del Grande Torino, le cui rovine, con buchi e passaggi inverecondi nella recinzione, sono ferite per tutti gli sportivi. Però c' è da registrare quanto segue: la società granata, nelle vesti del presidente Attilio Romero e del patron Franco Cimminelli, ha fatto sapere in questi giorni all' assessore comunale allo Sport, Renato Montabone, di avere rispolverato l' ipotesi della ricostruzione del Filadelfia per farci giocare la prima squadra. L' idea sarebbe quella di uno stadio da 25 mila posti. L' investimento potrebbe essere coperto, nelle intenzioni del Toro, da una adeguata concessione di metri quadrati per spazi commerciali. La notizia, confermata sia dal Comune sia dal club di via Maria Vittoria, filtra a poche ore dall' incontro che domani si terrà in Municipio per risolvere (o meglio, non risolvere) l' ormai annosa questione della vendita dello stadio delle Alpi. Come è probabile, Rubentus e Torino si presenteranno senza avere trovato un accordo. A questo punto, il Comune dovrebbe decidere di indire il bando per la gara d' appalto finalizzata alla vendita dell' impianto della Continassa. Mentre Romero e Cimminelli dovrebbero rilanciare il progetto, che si credeva morto e sepolto, del nuovo Filadelfia come stadio vero e proprio dei granata. Che cosa replicherà la giunta Chiamparino? Quanto aveva già detto il sindaco prima ancora di essere eletto, e che ha ripetuto dopo, assieme all' assessore Montabone. E cioè: piena disponibilità all' ipotesi del «Fila» per la prima squadra, se supportata ovviamente da piani concreti e soprattutto da solide garanzie finanziarie. E i metri quadrati commerciali richiesti? Anche qui, dovranno essere rispettati i tetti fissati. Significa circa 16 mila metri quadrati, non uno di più non uno di meno. Il catalogo, per così dire, è dunque questo. Sarà la volta buona per il Filadelfia? Nessuno può dirlo. E l' esperienza induce alla massima (e oltre) prudenza, per non dire altro. Intanto il distrutto Campo Torino muore ogni giorno la sua morte, alle mercé di topi, erbacce e poveri cristi che tra i moncherini delle curve e della tribuna trovano pericoloso riparo.
- MASSIMO NOVELLI

27-07-2001, Viale-Ds, ritirata querela

STAMPA, TORINO, pag.37

I Democratici di sinistra hanno ritirato la querela contro il consigliere radical-verde Silvio Viale per la vicenda FILADELFIA. Viale, autore di 500 emendamenti contro la delibera che autorizzava la ricostruzione dello STADIO, aveva criticato l'atteggiamento dei Ds parlando di «puzza di bruciato» e «torta da spartire».

05/07/01 - I tifosi storici si oppongono a qualsiasi speculazione

Repubblica - pagina 2

Qualcuno li ha chiamati i «superghisti», forse per irriderli o quantomeno accusarli di passatismo. Ma per loro è soltanto motivo d' orgoglio. E in queste ore, appreso che il Filadelfia non si farà più, i «superghisti» si sentono soprattutto traditi. «Traditi su tutti i fronti» dice l' architetto Franco Ossola, memorialista granata, figlio del campione del Grande Toro morto a Superga. «Ma tutto era cominciato con l' abbattimento dello stadio. Se ci fosse ancora, grande e ingombrante, sarebbe un altro discorso. Avremmo un corpo di fabbrica non solo dignitoso, ma storicamente apprezzabile, che avrebbe potuto diventare campo di allenamento, ritrovo dei tifosi, museo». Anche Manlio Collino, direttore di Fegato Granata, vivace periodico di resistenza umana e calcistica, che non ha lesinato le critiche a Diego Novelli per la demolizione del Campo Torino, è indignato. «Questo è il momento - aggiunge - in cui ci rende conto che avevo ragione quando scrivevo duramente sul Filadelfia. E tutto ciò non mi piace. In ogni caso, si tratta di una grandissima sconfitta di Novelli». Insieme a Domenico Beccaria, che con la sua associazione «Memoria granata» porta in giro per l' Italia i cimeli del vecchio Toro, però, Collino fa una proposta. «A questo punto, noi 'superghisti' vogliamo che lì, dove c' era il Fila, si faccia un grande prato con i resti dello stadio, con quei moncherini di gradinate. Un po' come i templi greci, che, sopravvissuti magari con due o tre colonne, danno tuttavia l' idea di quello che c' era una volta. Ma diciamo no a qualsiasi speculazione, così come a stadietti da tremila posti o giù di lì». Beccaria, che tra l' altro, da qualche mese, edita un giornale pienamente «superghista», Il trombettiere del Filadelfia, va oltre: «Siamo pronti a lanciare una sottoscrizione tra tutti i tifosi per riprenderci quanto resta dello stadio, affinché rimanga così com' è. O meglio: per farne un' area della memoria, con un prato, quei ruderi, un museo. Cimminelli ha pagato un miliardo e trecento milioni alla Fondazione Filadelfia. Troviamo i soldi e li compriamo noi i resti del Fila». È un' idea che non dispiace a Ossola: «Dato che siamo stati traditi, con il danno e pure con la beffa, cerchiamo, noi tifosi, una via parallela per salvare qualcosa della memoria del Torino». Che cosa ne pensa la società granata? Il presidente Attilio Romero sembra guardare con interesse alle proposte dei «superghisti». Afferma: «L' azionista Franco Cimminelli ed io vogliamo che l' area del Filadelfia diventi la fotografia della storia del Toro». Una volta tanto, sul cadavere dello stadio di BaloncieriLibonattiRossetti e del Grande Torino, si può nutrire qualcosa di più di un' illusione? A compensazione di tutte le illusioni perdute?
MASSIMO NOVELLI

05/07/01 - La Fondazione voleva lo stadio proprio così

Repubblica — pagina 2

Per molti è l' uomo delle ruspe, quindi l' «assassino» di un sogno. Colui che ordinando di abbattere il Filadelfia nel 1997, invece di farlo morire per permettergli di rinascere in una sorta di eutanasia positiva, lo fece morire e basta. La vera casa del Grande Torino resterà un ammasso di mattoni ricchi di storia, e gli accusatori di Diego Novelli - presidente della Fondazione che prende il nome dallo stadio diventato un rudere - vedono in lui l' architetto e il principale artefice di una beffa tutta granata. Novelli, si sente in colpa? «No, perché il Filadelfia si farà». Come, scusi? «Non sarà un impianto di trentamila posti, visto che non esistono le condizioni per una capienza del genere, ma comunque verrà costruito uno stadio per quattromila persone. Oltre a quello, anche il museo storico, la sede del Torino e la casa dei tifosi con attività commerciali annesse. Insomma, sarà seguito il progetto iniziale della Fondazione». E se Francesco Cimminelli non vorrà? «Come da contratto, la Fondazione gli restituirà i soldi ricevuti per la cessione dei terreni e farà quello che si era deciso in passato». Allora non si sente proprio in colpa? «Ho già detto di no. Il vecchio Filadelfia fu abbattuto perché stava crollando, e non perché fui travolto da un raptus da Attila. Esistevano precisi problemi di sicurezza, per esempio. Mi furono recapitate cinque diffide nel giro di un mese: cosa dovevo fare, andare in galera? E poi senza abbattere quello vecchio, non si poteva ricostruire. Una cosa, comunque, è certa». Quale? «Si fa in fretta a dire stupidaggini. Se a prendersela con me è gente come il direttore di Fegato Granata Manlio Collino, non ci faccio caso. Lui è bravo solo ad andare in giro con la sua mantellina colorata, fa parte del folklore». AI tifosi cosa si sente di dire? «Che il Filadelfia, comunque, si farà».
ALESSANDRO ALCIATO

05/07/01 - Non potrà ospitare partite ufficiali

Repubblica — pagina 2

Era un grande sogno, sarà uno stadio in miniatura tagliato fuori quasi da tutto, sicuramente dall' avventura olimpica. Il Filadelfia rinascerà, ma con le sembianze di un piccolo impianto sportivo che non potrà ospitare nessuna partita ufficiale. Dopo mesi di parole, promesse, trattative e polemiche, la decisone definitiva sulle sorti di quel che resta del campo del Grande Torino è stata presa. Ieri sera in Comune si sono incontrati i dirigenti della società granata e il sindaco. Da una parte Sergio Chiamparino e l' assessore allo sport Renato Montabone, dall' altro Franco Cimminelli, il presidente Tilly Romero e Alberto Forchielli, il responsabile finanza del Gruppo Ergom. Hanno trovato una soluzione di «reciproca soddisfazione». Ecco come l' ha spiegata il presidente del Torino Tilly Romero: «Abbiamo accertato che c' erano delle difficoltà oggettive per costruire il nuovo Filadelfia così come l' avevamo progettato. Difficoltà non soltanto legate all' area commerciale. Anche i parcheggi e i sistemi di sicurezza non avevano spazio sufficiente per un' adeguata realizzazione. Faremo rinascere un "mini Filafelfia" esattamente sull' area del vecchio stadio. Si giocheranno partite di allenamento e celebrative. Sarà l' area della memoria granata, con un museo e la sede. Quel pezzo di città sarà restituito per sempre alla storia del Torino. Bene così: è stata presa la decisione migliore». Nel giro di tre mesi il Torino ha cambiato completamente idea. Era la fine di marzo quando Cimminelli e Romero attaccavano duramente il consigliere dei Verdi Silvio Viale «colpevole» di aver bloccato l' approvazione del progetto con una serie di emendamenti. Era proprio Viale il primo a porre il problema della sicurezza e dei parcheggi. In quei giorni il Torino Calcio accusava il Comune e la «politica», responsabile di aver causato un ennesimo ritardo. Ieri sera è scoppiata la pace. Anche il sindaco Sergio Chiamparino si è detto molto soddisfatto: «Il Comune non poteva in nessun modo accontentare il Torino per ragioni urbanistiche. La soluzione di un "mini campo" è la miglior soluzione possibile. Sono contento perché la città di Torino avrà una casa della memoria granata». Sarà la società granata a costruire il nuovo impianto sportivo con annessa una catena di negozi. Le tribune non ospiteranno più di 10 mila persone. «Ma è ancora presto per dire come sarà fatto - ha detto Tilly Romero - da domani i nostri tecnici si metteranno al lavoro insieme ai tecnici del Comune». È impossibile, a questo punto, azzardare i tempi della realizzazione. Quello che è sicuro è che la fine del sogno del grande Filadelfia sposta le cose anche per quel che riguarda i giochi olimpici di Torino 2006. Le gare di hockey su ghiaccio si giocheranno allo stadio Comunale, per il quale verrà lanciato un concorso di idee internazionale per il suo riutilizzo. Diventerà un impianto multifunzionale per concerti e manifestazioni. L' ennesimo stadio a metà.
NICCOLO ZANCAN

04-07-2001, Addio al progetto del Filadelfia. Oggi l'incontro decisivo fra Torino e Comune

STAMPA, TORINO, pag.37

Il presidente Romero: ci sono obiettive difficolta'. La societa' sta pensando alla realizzazione di un museo granata

Il sogno di veder giocare il Torino del terzo millennio sul campo dove Valentino Mazzola e i suoi compagni conquistarono buona parte degli scudetti granata e' definitivamente tramontato. Certo, la parola conclusiva arrivera' stasera nell'incontro che si svolgera' alle 19,15 in Comune tra il sindaco Sergio Chiamparino, l'assessore allo Sport Renato Montabone e i dirigenti della societa', dal patron Franco Cimminelli al presidente Tilli Romero, ma l'addio al desiderio dei tifosi della Maratona appare evidente dalle affermazioni dello stesso Romero: «Aspettiamo di conoscere le posizioni della citta', ma ci sono oggettive difficolta' per una conclusione positiva della trattativa». E per «oggettive difficolta'» si intendono l'impossibilita' di soddisfare la richiesta avanzata dal Torino calcio di poter costruire un centro commerciale di 25 mila metri quadrati o, in alternativa, un albergo a cinque stelle. Ma i granata non intendono rinunciare allo storico edificio. Spiega Romero: «Una cosa e' certa: nel caso non fosse possibile costruire lo STADIO noi vogliamo utilizzare quegli spazi per farli diventare i luoghi della memoria granata. Il FILADELFIA e' la nostra sede storica. Li' potrebbero sorgere un museo e i nuovi uffici». Ma questo e' un discorso del futuro, la cui realizzazione e' slegata dalla delibera di individuazione dei siti olimpici che la Giunta esaminera' domani mattina alle otto e mezzo con la relazione dell'assessore Elda Tessore. L'obiettivo e' quello di iscriverlo all'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 9 luglio per arrivare ad una sua definitiva approvazione entro la fine del mese. In quella delibera, dunque, entrera' a pieno titolo la ristrutturazione del Comunale che sara' utilizzato come impianto dell'hockey 1. E' probabile che stamattina nella riunione settimanale del coordinamento interassessorile Tessore illustri ai colleghi il progetto di recupero presentato dal Toroc. Una cosa e' certa: si parte dalla curva Maratona e dall'omonima torre, le uniche strutture che saranno conservate. Il progetto - ripreso in parte da una vecchia idea dell'allora assessore allo Sport Lorenzo Matteoli - e' di riprodurre una struttura ad anfiteatro. Sugli spalti della Maratona potrebbero essere sistemati i 12.500 posti a sedere richiesti dal Cio. Sotto la curva verra' sistemata la pista di ghiaccio. Un impianto coperto ma con una volta mobile in grado di trasformarsi in un'arena-auditorium. Quelli che una volta erano i distinti, la tribuna e la curva FILADELFIA sarebbero invece abbattuti. Mentre la pista di prova dell'atletica e la piscina potrebbero diventare il fulcro di quella piastra polisportiva polivalente ipotizzata da Chiamparino.

Maurizio Tropeano

28-06-2001, LA VICENDA STADI Quanti equivoci sul Filadelfia

STAMPA, TORINO, pag.35

SI dice che il tempo sia galantuomo, ma non avrei mai pensato che sul FILADELFIA i fatti mi avrebbero dato ragione cosi' presto. In campagna elettorale tutte le forze politiche, da quelli di Fiamma ai duri di Rifondazione Comunista, avevano solennemente promesso che il nuovo Consiglio comunale avrebbe subito approvato la delibera bloccata la sera del 28 marzo dai 530 emendamenti di Viale. Castellani sentenzio' lapidariamente: ''Prendetevela con Viale''. E tutti di corsa a rassicurare le corporazioni granata. Qualche dirigente del Torino Calcio SpA minaccio' pure una causa per danni, ma furono i Ds che, in occasione del 4 maggio, anniversario di Superga, decisero di sporgere davvero querela. Quel ''sento puzza di bruciato'' non era stato proprio digerito. Io sostenevo che prima di imbarcarsi nell'avventura di costruire un terzo STADIO per il calcio fosse necessario definire prima un percorso comune che portasse a due stadi per le due societa' di calcio torinesi. Pensavo poi che il sito del comunale fosse comunque preferibile al budello di via Giordano Bruno e che ci fosse il rischio di dover subire ulteriori modifiche di maggiore impatto ambientale e commerciale, una volta approvato l'avvio dell'operazione. I fatti sembrano dare ragione ai miei dubbi. Quella variante al Piano Regolatore avrebbe dovuto aprire la strada ad ulteriori varianti per aumentare la parte commerciale, soddisfacendo le pretese - allora solo sussurrate - del Torino Calcio SpA. Del resto la vicenda stadi torinese e' proprio tutta riconducibile ad un semplice contenzioso commerciale, con le societa' di calcio che ritengono di potere ottenere condizioni diverse da quelle delle altre imprese concorrenti. Forse la Citta' potrebbe anche decidere di concederle, ma la vicenda del FILADELFIA suona come un campanello d'allarme anche in chiave olimpica. E' possibile che alla fine della storia io sia smentito sia sul FILADELFIA sia sugli impianti olimpici, ma non mi stupirei che qualche nuovo carrozzone rimanga poi di nuovo sul groppone dei torinesi.
Silvio Viale

26-06-2001, Il centro commerciale divide citta' e Torino Gli uffici: quello progettato al Filadelfia e' troppo esteso

STAMPA, TORINO, pag.37

Si allontana, forse per sempre, la possibilita' di realizzare il progetto di ristrutturazione del vecchio STADIO del Torino. Lo ha spiegato il sindaco Sergio Chiamparino, nel corso dell'incontro che si e' svolto ieri mattina in Consiglio regionale con i parlamentari piemontesi sul tema dell'organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali. «Stiamo valutando - ha precisato - la fattibilita' della realizzazione dell'impianto di hockey 1 al FILADELFIA. C'e' un progetto presentato dalla societa' granata. Sono in corso verifiche tecniche sia per l'impatto ambientale che per la compatibilita' con il piano commerciale della citta'». Poi ha concluso: «Se questa verifica si concludera' con la dimostrazione di uno scostamento dal progetto iniziale del FILADELFIA l'amministrazione ha pronta un'alternativa: l'utilizzo del Comunale». FILADELFIA addio, allora? Tilli Romero, presidente del Torino Calcio, replica: «Le verifiche tra la nostra societa' e l'amministrazione civica sono appena iniziate. Sono al lavoro le delegazioni tecniche. Poi la societa' incontrera' di nuovo il sindaco». Aggiunge: «C'e' un contenzioso legato allo sfruttamento di una parte dell'area a fini commerciali. Vedremo». Il problema nasce dalla richiesta dei granata della possibilita' di costruire una piattaforma commerciale di 25 mila metri quadrati, praticamente il triplo di quella concessa per la realizzazione del centro commerciale di corso Umbria che negli anni passati ha scatenato non poche polemiche. Renato Montabone, assessore allo Sport della citta', spiega: «C'e' una differenza di cubature per gli spazi commerciali rispetto al primo progetto. Se le condizioni del Torino calcio rimangono tali, l'accordo e' difficile». Da ieri, dunque, gli uffici comunali stanno lavorando per studiare la trasformazione del Comunale in impianto per l'hockey «da riutilizzare alla fine dei giochi olimpici come struttura polivalente». I tempi sono stretti. Il 30 giugno, infatti, scade il termine ultimo fissato da Chiamparino per conoscere il destino del FILADELFIA. Il primo cittadino, poi, si e' pubblicamente impegnato ieri davanti al presidente Ghigo, ai vertici del Toroc, a membri del governo e ai parlamentari del Piemonte a portare «il 2 di luglio all'esame della giunta comunale la delibera di individuazione dei siti olimpici, in modo che possa essere inserita all'ordine del giorno del Consiglio Comunale il 9 e approvata prima della pausa estiva». Spiega ancora Montabone: «I costi dell'eventuale ristrutturazione del Comunale saranno coperti con i fondi messi a disposizione del Comitato Organizzatore. Al momento non e' possibile quantificare la spesa finale. Lo studio di fattibilita' sara' pronto in tempo per essere inserito, se necessario, nella delibera sui siti». In quella delibera, probabilmente, ci sara' spazio anche per la nuova localizzazione del palazzo per la velocita' su ghiaccio, dopo l'annuncio del trasferimento della Fiat Avio da via Nizza a Rivalta che secondo Chiamparino offre una «prospettiva completamente diversa per l'insediamento della struttura all'interno di un'area compresa tra quelle di proprieta' del Lingotto Fiere, delle Ferrovie e della stessa Fiat». Chiamparino, poi, ha chiesto al viceministro per le Infrastrutture, Ugo Martinat, «la disponibilita' del Governo a finanziare nuovi progetti di viabilita' in citta'». Due le richieste. La prima relativa al «prolungamento della linea 1 della metropolitana fino alla nuova stazione del Lingotto che comporterebbe una spesa minima visto che correrebbe tutta in superficie». La seconda, punta ad ottenere risorse per il «sottopasso di corso Spezia che, nel caso di utilizzo del Comunale a fini olimpici, costituirebbe una valida soluzione alla circolazione e alla velocizzazione del traffico». Martinat ha replicato spiegando che «prima di chiedere nuovi finanziamenti e' necessario capire se quelli gia' stanziati e previsti sono o meno sufficienti». Conclude: «In ogni caso la concessione di nuovi fondi deve essere strettamente collegata al rispetto dei tempi per la realizzazione delle opere».
Maurizio Tropeano

16/06/01 - Delle Alpi, il sindaco riapre la trattativa

Repubblica — pagina 2

Lo stadio Delle Alpi il prossimo anno quasi certamente continuerà ad ospitare Torino e Rubentus. Notizia meno banale di quanto possa apparire in un primo tempo, considerati i pessimi rapporti tra i dirigenti bianconeri e la precedente amministrazione comunale e lo stop al progetto di ricostruzione del Filadelfia nell' ultima riunione della Sala Rossa. Ieri mattina il sindaco Sergio Chiamparino, in compagnia dell' assessore allo Sport Renato Montabone e del city manager Cesare Vaciago, ha riaperto il dialogo con il vicepresidente Rubentino Roberto Bettega e l' amministratore delegato Antoni Giraudo. A segnare la fine delle ostilità tra Palazzo Civico e i bianconeri c' era stato lunedì scorso un incontro tra il neo sindaco e Umberto Agnelli. Così ieri il nuovo vertice si è concluso positivamente, è il commento ufficiale, con l' impegno rivedersi al più presto per definire nel dettaglio il nuovo contratto tra il Comune e la Rubentus per la nuova stagione (l' attuale scade il 30 giugno). Ma prima di arrivare ad un' intesa, c' è bisogno di capire quali le sono intenzioni del Torino di Franco Cimminelli. Alla festa di giovedì sera, l' azionista di maggioranza dei granata e il sindaco hanno promesso una novità entro 15 giorni, mentre il presidente Attilio Romero ha confermato la disponibilità a giocare i prossimi due campionati al Delle Alpi. E la ricostruzione stoppata del Filadelfia? In un precedente incontro con Chiamparino, i dirigenti del Toro avrebbero chiesto una modifica al progetto, soprattutto per quanto riguarda il nulla osta per la parte commerciale, che dovrebbe aumentare a 20 mila metri quadrati. Richiesta che il Comune non è in grado assolutamente di soddisfare. Così quel sogno sembra destinato a svanire. Ma entro la fine del mese il Torino dovrà finalmente mostrare le proprie carte. Nell' ipotesi di una rinuncia definitiva al progetto Filadelfia, tornerebbe in piedi la possibilità di una gestione diretta delle due squadre dell' impianto della Continassa. Una delle tante soluzione inventate nei mesi scorsi in Comune per risolvere la telenovela stadio. Ma l' opposizione dei bianconeri ad una delle clausole del contratto fece naufragare l' operazione. E stessa sorte subì il progetto di un' acquisizione diretta dello stadio delle Vallette da parte della Rubentus, che avrebbe realizzato, a fianco dell' impianto, altri campi di allenamento e avrebbe individuato anche una zona per attività commerciali non alimentari. Dopo una serie sterminata di riunioni, anche quella proposta venne accantonata, a causa della presenza di una centralina dell' Aem da spostare. Ma ora tutto potrebbe tornare in gioco: la Rubentus deve confrontarsi con una nuova amministrazione comunale, destinata a governare la città per cinque anni. E con questo interlocutore bisogna fare i conti mentre va avanti il progetto di Mondo Rube a Nichelino.
(g.l.v.)

16-06-2001, Delle Alpi a rubentus e Torino per un anno. Hanno chiesto al Comune di prorogare il contratto

STAMPA, TORINO, pag.39

Rubentus e Torino giocheranno il prossimo campionato di serie A allo STADIO delle Alpi. Le due societa', infatti, hanno chiesto al Comune di prorogare il contratto di affitto in scadenza il 30 giugno. I granata hanno formalizzato la richiesta al sindaco, Sergio Chiamparino, l'altra sera durante la cena per festeggiare il ritorno nella massima divisione. L'amministratore delegato dei bianconeri, Antonio Giraudo, l'ha fatto ieri a Palazzo Civico incontrando il primo cittadino e l'assessore allo Sport, Renato Montabone. La breve durata della proroga - fino al primo di novembre - lascia supporre la volonta' di arrivare in tempi rapidi ad un accordo complessivo sulla gestione dello STADIO della Continassa da parte della rubentus, un'intesa che sembrava quasi raggiunta alcuni mesi fa e poi sfumata a causa della contesa su una centralina elettrica, e sulla durata di un'eventuale gestione. Adesso, a pochi giorni dal voto amministrativo che ha consegnato il governo della citta' ad una maggioranza stabile e con la prospettiva di durare 5 anni, le trattative sembrano ripartite con posizioni meno rigide. Ambienti della societa' bianconera, pero', fanno sapere che si e' trattato solo di una visita di saluto e di presa di contatto con il sindaco appena eletto. Che cosa fara' il Torino? Al momento resta ancora aperta l'ipotesi della ristrutturazione del FILADELFIA. Chiamparino, pero', ha chiesto ai dirigenti granata di pronunciarsi in modo definitivo entro il 30 giugno sulla volonta' o meno di rispettare gli accordi presi prima della bocciatura da parte del vecchio consiglio comunale della variante del Piano regolatore necessaria alla realizzazione del nuovo complesso. Chiamparino e' pronto ad inserire quella variante nella delibera sui siti olimpici ma a patto di mantenere immutate le condizioni precedentemente stabilite. Adesso la societa' granata ha quindici giorni di tempo per dare una risposta al Comune. Dunque anche il campionato 2001-2002 si giochera' nello STADIO delle Vallette. rubentus e Torino hanno ottenuto di pagare lo stesso canone di affitto - circa quattro miliardi di lire - ma si sono impegnate a pagare le spese della manutenzione straordinaria dell'impianto a partire dall'eventuale rifacimento di parti del manto erboso. Fin qui il nuovo campionato. La soluzione definitiva della questione stadi della citta' e' nelle mani dell'assessore Montabone che nel giro di poche settimane dovrebbe convocare i vertici delle societa' ed incontrare anche i responsabili del Toroc, il comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali.

12-06-2001, LA LINGUA DEL TORO Caro patron, ascolti l'istinto l'uomo-record l'ha scoperto lei

STAMPA, NAZIONALE, pag.38

SIGNOR Cimminelli, dopo lo scambio di missive col presidente Romero, scrivo una letterina aperta anche a lei. Non mi aspetto risposte: considerati i suoi modi impazienti, mi accontenterei gia' che trovasse i tre minuti necessari per leggerla. Intanto, complimenti. A furia di ricordare i meriti dell'allenatore, della squadra, dei dirigenti e dei tifosi, ci siamo un po' dimenticati quelli dell'azionista. Non e' cosa da poco aver ridato solidita' economica e dignita' sociale a un club avviato verso l'estinzione. Ha sbagliato per inesperienza alcune mosse, ma altre ne ha azzeccate, a cominciare dalla scelta di Camolese e dalle correzioni della campagna-acquisti estiva che ci hanno permesso di vincere il campionato. E' riuscito persino a dirottare la iella granata sulla rube: insomma, ha gia' fatto molto e chiunque non sia prevenuto deve dirle grazie. Adesso naturalmente viene il bello e le decisioni delle prossime settimane daranno l'impronta definitiva alla sua gestione. Non capisco come possa rinunciare al FILADELFIA, dopo che era stata la costruzione dello STADIO a spingerla a comprare il Toro. Un impianto di 25.000 posti va bene per una squadra senza ambizioni. Ma se vuol portarci in Europa, gliene serve uno da 40.000 e quindi bisognera' erigere il nuovo Tempio in qualche paese della cintura. A meno che non voglia davvero buttarsi nell'antipatico progetto del Delle Alpi, rinunciando al fascino (anche economico) di uno STADIO tutto suo. E veniamo alla squadra da serie A. Non si illuda: quello di Asta e Brambilla non e' il Toro neopromosso di Cravero e Lentini, figlio di un vivaio ancora fertile. Per arrivare nei primi dieci bisognera' investire almeno 60 miliardi e farlo con coerenza, nel senso che uno non puo' strepitare contro Bonomi e poi puntare su un guappo come Taribo West. Ho lasciato volutamente in fondo la pratica piu' scottante. Io non so cosa le abbia fatto Camolese. Chi non lo considera adatto alla A dice che ha un solo modo di giocare (due punte e un trequartista). Boh. Di sicuro sa costruire cassaforti in difesa e ha altre mille qualita', compresa quella di essere l'unico fra i suoi collaboratori a conoscere ogni anfratto del Toro, dai pulcini all'ultima riserva. Una memoria aziendale che in questa fase di rifondazione puo' permetterle di ridurre al minimo gli errori. Colomba e' bravo, ma lo hanno gia' scoperto altri. Camolese invece e' un'idea sua. Ascolti l'istinto, Cimminelli, e scommetta ancora su di lui.
Massimo Gramellini

09-06-2001, Cimminelli e Romero in Comune. Viale a giudizio. Il sindaco incontra il Torino. Riparte il sogno Filadelfia

STAMPA, TORINO, pag.40

Si riparla dello STADIO FILADELFIA. Il discorso e' stato affrontato ieri sera alle 19 dal sindaco Sergio Chiamparino con il presidente e l'amministratore delegato del Torino-Calcio, Attilio Romero e Franco Cimminelli (quest'ultimo e' l'azionista della societa'), nel primo incontro dei vertici granata con il leader della coalizione vincente. Per ora si e' trattato piu' che altro di un incontro di cortesia, durante il quale Romero e Cimminelli hanno fatto gli auguri di buon lavoro al nuovo sindaco, ma anche l'occasione - hanno sottolineato il presidente e l'amministratore delegato del Torino - per riprendere un discorso interrotto bruscamente alla fine dello scorso marzo, quando la Sala Rossa si areno', non riuscendo ad approvare la delibera che avrebbe consentito di far procedere la costruzione del FILADELFIA, grazie ai circa 500 emendamenti presentati dall'allora capogruppo dei Verdi, Silvio Viale. Il quale non consenti' all'assemblea di Palazzo Civico di arrivare al voto prima dell'ora che, per legge, sanci' il termine della gestione Castellani. In quelle ore, tra polemiche e insulti, Viale, durante uno dei suoi interventi, disse che sulla vicenda «sentiva puzza di bruciato». Una frase che offese parte del centro-sinistra, in particolare i consiglieri della Quercia, che annunciarono querela nei suoi confronti. Concluse le elezioni, il pm Paolo Cappelli, dopo aver esaminato la questione, ha chiesto di archiviare la pratica, ma l'avvocato Valentina Castellino, su mandato dei Ds, si e' opposta: cosi' la querelle si concludera' in tribunale, dove il giudice Antonio Rapelli ha fissato la prima udienza per il 27 luglio.
G_SAN

05-05-2001, Il caso Filadelfia finisce dal giudice. Querela presentata dai Ds contro Viale

STAMPA, TORINO, pag.41

L'ultima sugli stadi e' una denuncia. L'hanno depositata Alberto Nigra e Piergiorgio Scoffone, rispettivamente segretario provinciale e tesoriere dei Ds, contro Silvio Viale, consigliere comunale e candidato sindaco per la Lista Bonino. «Un atto dovuto, per difendere la nostra onorabilita'», dicono i Democratici di sinistra. I fatti risalgono allo scorso 28 marzo, quando il Consiglio comunale, riunito per discutere una variante al piano regolatore necessaria per l'approvazione del progetto FILADELFIA, fini' con un nulla di fatto, «a causa dell'ostruzionismo di Viale - dicono i Ds - che ha presentato 540 emendamenti, e del centrodestra che ha a lungo disertato le riunioni di commissione». Era l'ultima seduta utile per approvare delibere prima dello scioglimento del Consiglio comunale in vista delle elezioni, e i tifosi granata non furono affatto contenti. Secondo la denuncia di Nigra e Scoffone, in quella circostanza Viale accuso' i Ds di comportamenti poco trasparenti: «Fiuto la puzza di bruciato - avrebbe affermato - e lo dico senza mezzi termini... Dietro c'e' il bruciato, cioe' la torta da dividere... E' contro questa puzza di bruciato che questa sera intervengo e continuero' a illustrare gli emendamenti». Affermazioni, dice Nigra, «pesantissime, che imponevano la querela per diffamazione: querela che, naturalmente, siamo disposti a ritirare in qualunque momento, prima o dopo le elezioni, Viale decidesse di ritrattarle». Ai Ds preme soprattutto, a pochi giorni dalle elezioni, ricordare qual e' la posizione del partito sulla spinosa questione degli stadi: «In questi quattro anni - spiega il consigliere comunale Borgogno - si' e' cercato di risolverlo in un modo assolutamente innovativo per l'Italia, ossia andando verso gli stadi di proprieta' delle societa'. Un obiettivo che non e' stato raggiunto per due motivi: un'incertezza normativa che solo negli ultimi mesi si e' andata chiarendo, e l'ostruzionismo del centro-destra e di altre forze politiche». Per i Ds, la soluzione da perseguire e': Rubentus al Delle Alpi, un nuovo STADIO da edificare nell'area del FILADELFIA per il Torino, recupero del Comunale in vista delle Olimpiadi del 2006 e suo successivo riutilizzo per il quartiere. Da parte sua Viale, che si considera «l'ultimo laico nel tempio del calcio», non ritratta, ma smorza i toni: «Ho riletto il verbale di quella seduta del Consiglio - dice - e non capisco quale sia il problema. La mia era una critica politica, sulla diversita' di atteggiamento tenuto nei confronti della Rubentus e del Torino. Quando ho parlato di puzza di bruciato mi riferivo al fatto che quando si affronta l'argomento stadi, la discussione ha sempre inevitabilmente risvolti di tipo commerciale: e il mio avvertimento andava a tutti, non solo ai Ds. Li ho visti tutti, dall'umanista al missino, dal rifondarolo al dipietrista, dico tutti inginocchiati davanti a Cimminelli, il proprietario del Torino... Ma se sul FILADELFIA c'e' tutto questo unanimismo, com'e' che il progetto s'e' bloccato? Possibile che sia solo a causa della mia opinione?».
ST_M

05/05/01 - I ds querelano Viale Sbaglia sugli stadi

Repubblica — pagina 3

I Democratici di sinistra hanno querelato Silvio Viale, candidato a sindaco della lista Bonino, per le dichiarazioni che questi aveva rilasciato nell' ultima seduta del consiglio comunale in cui si discuteva della delibera di giunta sullo stadio Filadelfia. Viale aveva detto, rivolgendosi al capogruppo Ds, Beppe Borgogno, di «sentire puzza di bruciato» sulla vicenda, e aveva parlato di «torta da dividere». La delibera poi non era stata approvato, proprio per l' ostruzionismo di Viale. La querela, presentata dal segretario cittadino della Quercia Alberto Nigra e dal tesoriere, Piergiorgio Scoffone, «è un atto dovuto - ha spiegato lo stesso Nigra - Siamo disposti a ritirarla in qualsiasi momento se Viale farà ammenda e ritirerà quelle dichiarazioni». Nigra e Borgogno hanno poi spiegato che la vicenda non riguarda la discussione politica sugli stadi: «La nostra posizione è chiara: sosteniamo da anni, in anticipo su tutte le altre città italiane, che le due squadre torinesi devono avere un proprio stadio. Il delle Alpi per la Rubentus e il Filadelfia ricostruito per il Torino. La delibera si è fermata, ma è sempre valida e sarà esaminata dal prossimo consiglio comunale. Quanto a Viale, che non vuole la ricostruzione del Filadelfia e sostiene che il Torino dovrebbe giocare in un Comunale a sua volta ristrutturato, deve sapere che ciò è impossibile perché al Comunale non esistono gli spazi esterni previsti dalle nuove leggi. A meno di non danneggiare il parco di piazza d' Armi. Anche per noi il Comunale va rifatto, e grazie alle Olimpiadi lo sarà, per l' hockey, ma anche per essere poi a disposizione del quartiere e di altre attività sportive non calcistiche». Replica Viale: «Ai Ds sono saltati i nervi. Adesso per par condicio dovrebbero querelarmi anche Ciminelli e Forza Italia. Ribadisco le mie posizioni: in quella vicenda sento puzza di bruciato. Per Torino ci vogliono due stadi, uno per squadra, non tre o quattro».