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venerdì 24 maggio 2013

21/05/13 - Perché la Marcia? Perché sì.


2012-05-11-305Tante domande, poche risposte, date sempre ad un organo di stampa, mai a chi chiede conto in modo diretto. La marcia è diventata un affaire che si faceva ormai più danno a lasciare stare che a perseverare nella sua organizzazione. Ne è venuta fuori una passeggiata, tutto sommato anche gratificante per chi ha partecipato (per trovarsi insieme a tanti che condividono la fede granata), per alcuni un dovere per non lasciare soli gli altri tifosi del Toro, ma tutt’altro che qualcosa con chiare rivendicazioni. E’ servita per urlare al cielo, forse al Comune di Torino ma soprattutto ad un Cairo privo di capacità di ascoltare (di cui siamo testimoni da anni) che il popolo granata vuole il Fila e lo vuole fatto per bene.

Adesso che la marcia è fatta, bisogna però tirare le fila di quanto è stato detto e ripetuto in questi giorni. Beccaria vuole uno spazio, presumibilmente di circa 3000 mq per ospitare museo (che adesso a Grugliasco è contenuto in uno spazio di circa 600 mq), area ristorazione e Toro Store in collaborazione con Carlo Testa. Questo spazio, secondo le sue richieste, deve essere collocato nell’area commerciale del Fila, che secondo i piani attuali dovrebbe essere edificato in una seconda fase del progetto del Fila, quando saranno disponibili ulteriori fondi rispetto agli 8 milioni disponibili. Quindi praticamente tutta l’area commerciale – valutata intorno ai 4000 mq, ma bisogna considerare le vie di accesso e di camminamento – sarebbe asservita al museo. Mo’, per carità, tutti sono sicuri che Beccaria sia in grado di gestire quest’area in modo efficiente, ma gestita in questo modo diventa una questione non più di museo sì o museo no (la cui area, visto che era mandatoria nello statuto, poteva essere affittata a prezzi  più contenuti della tariffa commerciale se solo si fosse accontentato di meno spazio) ma una questione commerciale che è un po’ diversa da quanto era enunciata dallo statuto della Fondazione.

La verità è che è tutto diventato un gran pastrocchio, compreso il fatto che si sia marciato per rivendicare la costruzione di un museo “abbastanza” grande non si sa contro chi e contro cosa. Si parla di autonomia del museo, eppure questo potrebbe tranquillamente sopravvivere con un contratto tipo quello che attualmente lo lega al comune di Grugliasco, ovvero lo spazio in cambio dell’incasso dei biglietti (o magari, essendo in uno spazio dedicato, ad una buona percentuale dell’incasso).
Lo spazio in cambio dell’incasso è un tipico accordo che viene stipulato quando la struttura viene finanziata in una sua gran parte proprio nella componente culturale, in questo caso dalla Regione Piemonte.
Lo spazio offerto nell’area istituzionale, l’area sotto la tribuna, non è però adeguato ai desideri di Beccaria. E’ piccolo (sarebbe comunque stato di dimensioni superiori al doppio dell’attuale museo), è nel posto sbagliato e non accessibile quando chiudono i cancelli (ma questi dovrebbero essere chiusi solo alla sera, non durante le partite a porte chiuse – in cui solo le tribune non sono accessibili) e appunto non c’è sufficiente spazio per la desiderata area di ristorazione e di shopping. Sostanzialmente, quindi, la marcia era per ottenere ristorante e area di vendita, non per il museo.

In ogni caso, dopo due anni di scarse notizie e di mezze verità, visto dal di fuori per quel poco che è dato sapere, pare che ci  si sia infilati in un vicolo cieco: per costruire il Museo e l’area commerciale secondo i desideri di Beccaria, bisognerebbe levare soldi al Fila per costruire la parte commerciale e quindi magari ripiegare su campi non riscaldati (o al massimo un solo campo), magari solo una tribuna e nessuna struttura aggiuntiva per la Cairese, il che potrebbe portare ad una presa di posizione da parte del Torino FC, che facilmente potrebbe minacciare di non portare le squadre ad allenarsi.
Se l’alternativa è di estorcere  soldi a Cairo per coprire la differenza necessaria per costruire il Museo, sappiamo che era una cosa irrealizzabile prima della marcia (a causa della sua tirchieria che va oltre il mero interesse di non andare in perdita) e quasi sicuramente non lo sarà adesso che la marcia c’è stata. I 10.000 scesi in piazza? Notizia non pervenuta alla società granata,  la partenza di Capitan Bianchi e il nuovo calciomercato hanno già seppellito il Fila sotto lo zerbino.

E’ invece giunto il momento da parte dei tifosi di prendere sul serio la situazione dopo tutte le dichiarazioni, tutte le omissioni, tutte le giustificazioni inconsistenti che hanno portato a fare scelte tutt’altro che professionali (tipo la modalità di affidamento degli incarichi, l’aver trascurato i risultati e i progettisti vincitori del concorso di idee), tutt’altro che volte solo a fare il bene del Fila e dei tifosi granata. Quello che doveva essere un piccolo, seppur poco costoso, gioiello di cui vantarci non può e non deve diventare un semi-anonimo campo di allenamento progettato alla buona. Anche se il Fila lo fanno i tifosi che lo frequentano, sprecare 8 milioni di euro per fare una cosa rimediata è un peccato che urla vendetta in questo periodo di magra e di difficoltà.
Forse ci vorrebbe il coraggio di non andare avanti ciecamente con un unico progetto e capire se effettivamente non è fattibile trovare delle alternative che meglio  rispondano alle esigenze, più o meno lecite,  di tutti. Ed invece si è marciato…. ma perché?

In giro per la rete, l’unica risposta che abbiamo  visto  finora, e siamo a pochi giorni dalla marcia, è: “perché sì”.
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Posted in: FILADELFIA & Stadi, Società

http://www.forzatoro.net/Portale/perche-la-marcia-perche-si/

martedì 26 marzo 2013

26/03/13 - Fila: la montagna partorirà un topolino?


In questi ultimi giorni, sulla vicenda Filadelfia si sono fatte montagne di parole e versati fiumi di inchiostro, che si vanno ad assommare a quelli che, in questi ultimi ormai quasi 16 anni, ci sono stati propinati dai vari personaggi avvicendatisi alla sempre e solo “presunta” opera di ricostruzione.
Dai quotidiani torinesi apprendiamo che i politici locali si sono ricordati del Fila, ma ovviamente, non trattandosi di regalie alla parte bianconera o automobilistica della città, per gridare allo scandalo. Sel e Moderati chiedono che i fondi comunali destinati al Fila (promessi dal 2006 e mai erogati) vengano utilizzati per altri scopi, dimenticandosi che NON sono soldi pubblici, ma derivanti dalla quantomeno poco chiara vicenda Cimminelli/Bennet/Città di Torino, soldi già introitati anni fa dal Comune e da destinarsi, nel rispetto di quanto fu deliberato, alla ricostruzione del Fila. I politici della Regione Piemonte, trasversalmente, chiedono invece che i soldi stanziati da Cota per il Fila (il pagamento di un mutuo per 275 mila euro all’anno) vengano utilizzati per altri fini culturali.
Non si contano più inoltre le prese di posizione dei cittadini (o presunti tali) che dichiarano la propria indignazione per la spesa pubblica destinata alla ricostruzione dello Stadio: madri che vogliono gli asili, parenti di disabili, cittadini preoccupati per le finanze comunali… tutte istanze che “stranamente” trovano ampio spazio sui giornali cittadini, spazio mai trovato da chi invece sottolineava lo scandaloso trattamento di favore per l’assegnazione della Continassa.
E fra i giornali cittadini si evidenzia in particolare la “campagna” portata avanti da Tuttosport, che sforna un susseguirsi di articoli atti a convincere che il Fila deve essere progettato al risparmio, che bisogna accontentarsi, che i milioni a disposizione sono 8 e con questi si deve ricostruire, senza una minima parola di critica nei confronti di chi questa situazione l’ha creata, non mantenendo fede alle proprie parole: Urbano Cairo, che l’ultima volta ha promesso di conferire 1 milione (meno di un terzo di quanto aveva solennemente giurato anni fa, come fra l’altro riportato proprio sulle pagine dello stesso giornale) e Cota, che aveva garantito almeno 3 milioni da parte delle Fondazioni bancarie (notizia che era apparsa con grande rilievo su tutti i giornali), senza poi dar alcun seguito concreto a quanto proclamato.
Sul fronte della Fondazione si sono susseguiti un paio di incontri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Fondatori, oltre alla nuova fiammante “unità di crisi”, voluta dall’Assessore allo Sport Gallo: anche in questo caso si sprecano le montagne di parole dei vari membri, ad integrare – e a volte anche a contraddire – lo scarno comunicato ufficiale che – finalmente! – l’ultimo CdA ha deciso di diffondere.
Apprendiamo che sono stati presentati sei piani finanziari che, da quello che è dato sapere, sono modulati sulla base dell’ormai “famoso” progetto confezionato dallo studio di architetti del pinerolese. Non ci è dato però sapere come si sia arrivati all’incarico a questo studio e che professionalità ed esperienza abbia nella progettazione di impianti sportivi, come non ci è dato sapere a quale livello di definizione si spinga questo progetto, dato che i rappresentanti dei tifosi lo indicano come “disegnino” mentre i rappresentanti degli enti pubblici continuano a definirlo “progetto definitivo” pronto per il bando di costruzione. Progetto definitivo e piano finanziario da sottoporre al vaglio del “buon padre di famiglia” Fassino, che improvvisamente scopertosi particolarmente oculato ed impaziente, ha imposto – non si capisce in base a quale norma – il rispetto di una dead-line, il 15 maggio, pena il mancato versamento alla Fondazione dei fondi che le spettano di diritto.
Altra notizia che pare certa, ma anche no, è stata che l’uomo di Fassino alla presidenza della Fondazione è desaparecido, fra il giubilo degli altri componenti del CdA che ora dicono di poter finalmente lavorare. Sarà un nostro vizio, ma non riusciamo a non porci alcune domande: Chiabrera è stato designato a fine luglio 2011 presidente della Fondazione e solo dopo 20 mesi viene resa pubblica la sua inadeguatezza, palese da quasi subito ai più? E se è vero che darà, o ha già rassegnato, le dimissioni che succederà? La Fondazione potrà comunque operare?
Infine registriamo positivamente la “discesa in campo” del Gruppo Stendardi 1906 che ha diffuso e distribuito un comunicato davanti a Comune, Regione, Tribunale e Corte dei Conti: chiedono chiarezza e trasparenza sull’eventuale costruzione ed affidamento degli spazi commerciali previsti sul lato Via Giordano Bruno, denunciando la circolazione di voci di interessamenti e di trattative di affidamento svolte sotto traccia con privati, senza il rispetto dell’evidenza pubblica che deve adottare, per legge, la Fondazione.
Se siete arrivati alla fine di questo articolo e non ci capite più niente, non vi preoccupate: siete nella stessa nostra situazione, che è quella della stragrande maggioranza dei tifosi granata; se sono più di due mesi che molti tifosi sui social network continuano a chiedere – inascoltati – un incontro chiarificatore con tutti i membri della Fondazione, i motivi ci devono pur essere. E dovrebbe essere un’esigenza sentita ancor più forte da parte di chi rappresenta i tifosi, per sgombrare il campo da ogni dubbio, soprattutto se poi si chiede di essere supportati da una manifestazione di piazza.
Viceversa, non resta che attendere e sperare che questa “montagna” non partorisca un topolino, magari pure “light”, come suggerito con discutibile gusto, oggi da Tuttosport.
 

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http://www.forzatoro.net/Portale/fila-la-montagna-partorira-un-topolino/

venerdì 22 marzo 2013

22/03/13 - Comunicato: Gruppo Stendardi 1906 – “Situazione Stadio Filadelfia”

Posted in: FILADELFIA & Stadi, La parola ai tifosi

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22/03/2013

Via al volantinaggio pro-Fila

Da oggi, il Gruppo Stendardi 1906 ha dato inizio a quest'attività per smuovere l'interesse pubblico

Le iniziative per la ricostruzione dello Stadio Filadelfia non si fermano mai. Il Gruppo Stendardi 1906 ha indetto, a partire da oggi, una distribuzione di migliaia volantini in zone "strategiche" della città di Torino: il Comune, l'ufficio della Regione, il Tribunale di giustizia e la Corte dei Conti.
L'interesse suscitato dall'iniziativa è notevole, almeno per quanto è accaduto nelle prime ore di questa mattina. Molti i passanti interessati che hanno chiesto informazioni a riguardo. La speranza è che, nello smuovere le masse, qualcosa possa finalmente cambiare.
Una piccola curiosità riguarda alcuni assessori comunali che, ritirando con educazione il volantino, non sembravano a conoscenza di quanto stia accadendo al FIladelfia, come se fosse per loro una questione totalmente nuova.

Scrivi a Redazione


http://www.toro.it/press/view/2606 

venerdì 8 marzo 2013

06/03/13 - Fila: tutti colpevoli, nessuno escluso



 

E’ notizia di ieri, in seguito al CDA del 4 Marzo (anche se in realtà è solo una conferma di quanto già pubblicato sui giornali nei mesi scorsi), che la Fondazione Stadio Filadelfia non ha incassato dal Comune di Torino quanto promesso entro il 2012 e che si ripropone per l’ennesima volta, come una peperonata mal digerita, il tentativo da parte del Comune di scorporare la ricostruzione della parte lato Via Giordano Bruno, dove è possibile sfruttare commercialmente 4.000 mq di superficie.

Sembra di fare un tuffo nel passato, quando – sottobanco, o per meglio dire, sotto al tavolo al quale stava seduto in rappresentanza del Comune – il poco rimpianto Montabone prendeva accordi con la società di costruzioni De-Ga (del genero di Castellani) per fare un centro commerciale a forma di scarpone rovesciato, con a fianco un campetto al risparmio.
Sono passati parecchi anni e pare che si ritorni a quel punto, come peraltro detto chiaramente da Luigi Chiabrera, l’uomo di Fassino messo a presiedere la Fondazione Filadelfia, in televisione già parecchio tempo fa ( ospitato da Turco nella trasmissione ToroAmoreMio dell’Ottobre 2011 ) : “Si deve trovare qualcuno che lo ricostruisca e lo prenda in gestione”, dimenticandosi che è esattamente la Fondazione da lui presieduta che ha come scopo sociale la ricostruzione e gestione dell’impianto.
 
Ma i colpevoli di questa situazione, dopo ulteriori due anni (dalla data della nascita della Fondazione Filadelfia) spesi a “menare il can per l’aia”, chi sono ?
In pole position sicuramente il Comune di Torino, reo di aver incassato da anni e anni circa 4 milioni di euro dalla vicenda Filadelfia (oneri di urbanizzazione del Bennet e dei palazzinari che dovevano essere utilizzati per costruire il posteggio sotterraneo lato Via Giordano Bruno, più un milione versato dal Bennet già nel 2006 per sbloccare la costruzione del supermercato) e che ora pone delle assurde condizioni per erogarli per la ricostruzione, anche se le delibere li assegnano a questo scopo, per di più a rate e spalmati sui prossimi tre bilanci.
La vicenda della svendita a prezzi di discount della Continassa, il continuo asservimento all’altra squadra cittadina, contribuiscono a fare del Comune il vero leader incontrastato.
Condivide la prima fila, a nostro parere, il presidente Urbano Cairo, spergiuro: è ormai noto a tutti che giurò davanti a don Aldo Rabino di mettere per la ricostruzione del Fila la stessa cifra del Comune di Torino e di essersi poi prontamente rimangiato il tutto. Ora la nuova promessa di erogare alla Fondazione la somma di un milione di euro tramite una Fondazione intestata alla madre, fondazione ancora in fase di costituzione, è la dimostrazione chiara e netta di quanto poco interessi a quest’uomo il Grande Torino, la sua Storia e la sua Leggenda – se pensiamo al passato – e gli interessa ancor meno investire per dare un centro d’allenamento che si possa definire tale ed una sede degna al Torino FC ed ai suoi tifosi, se invece vogliamo pensare al futuro.
In seconda Fila, mettiamo la Regione Piemonte affiancata dalla Provincia di Torino.
La prima assai prodiga di buoni propositi nel periodo pre-elettorale (la Regione metterà subito a bilancio 3 milioni le fondazioni bancarie, grazie all’interesse del governatore Cota, hanno garantito 3/4 milioni di Euro, questo era stato dichiarato), promesse poi accantonate e trasformatesi nel pagamento di un mutuo che, ovviamente, verrà erogato solo se si sbloccherà la situazione.
La seconda ha fatto ancor peggio: manco ha aderito alla Fondazione con una somma simbolica… grazie Saitta.
 
Ed i tifosi li assolviamo? Ma neanche un po’!
I rappresentanti delle Associazioni che hanno partecipato alla Fondazione peccano di scarsa comunicazione e stanno anche loro disattendendo le promesse fatte in fase di costituzione e scritte nero su bianco nel loro sito www.fondazionestadiofiladelfia.org , sito abbandonato ed ora neanche più consultabile da più di un mese. A memoria ci ricordiamo di promesse di aggiornamenti costanti e precisi, di coinvolgimento, di incontri, di progetto condiviso con i tifosi: tutte promesse mantenute solo per un brevissimo periodo, sostituite da lunghi silenzi e da mezze verità.
Inoltre hanno validato la scelta di fare un Fila al “risparmio”, anziché pretendere che tutte le promesse appena elencate fossero mantenute: se così fosse stato sarebbero disponibili 13/14 milioni di euro e non saremmo qui a discutere sull’ennesimo tentativo di speculazione ai danni del Fila.
E noi tifosi “normali “? A parte i duecento scarsi che ancora hanno dimostrato di aver voglia di mobilitarsi, la stragrande maggioranza si occupa delle prodezze dei pedatori, delle vicende di curva, degli arbitri, dei risultati, delle esternazioni di Ventura, del caso Ogbonna o Bianchi… al massimo per il Fila scrive un po’ di insulti sui forum o sui social, già chieder loro di partecipare ad un invio di mail di protesta ottiene una ben scarsa partecipazione.
Insomma, se il Fila continua – e continuerà ancora a lungo – ad essere quattro monconi in rovina nascosti da uno steccato, regno dei piccioni e dei gatti randagi, oppure diventerà l’ennesimo business per gli amici degli amici, ben pochi potranno sentirsi con la coscienza perfettamente a posto.

http://www.forzatoro.net/Portale/fila-tutti-colpevoli-nessuno-escluso/

13/02/13 - Fila: la solita inconcludente, estenuante, “melina”

“L’Assessore giura: I soldi sono pronti. Prima dello stanziamento vogliamo studiare i piani finanziari e il progetto. Siamo come buoni padri di famiglia”: questo l’articolo pubblicato pochi giorni or sono, da Tuttosport. E noi non sappiamo veramente spiegarci come si faccia a dire cose del genere senza provare vergogna, sentimento probabilmente sconosciuto alla maggior parte dei governanti torinesi, abituati da ben oltre 15 anni a rimangiarsi senza alcun problema le promesse e i proclami relativamente al Filadelfia.
I soldi, la prima tranche da 1 milione, dovevano essere versati nelle casse della Fondazione entro l’anno 2012: questo era stato detto su tutti i giornali dal Sindaco Fassino e dall’Assessore Gallo. Non sono stati erogati e quindi – da quello che ne sappiamo noi – sono passati in “economia” (fondi messi a bilancio e non stanziati realmente). Ora solo con l’approvazione del bilancio 2013 pensiamo che si potrà procedere ad un nuovo stanziamento, sempre che ciò venga fatto. Dire che è solo uno slittamento è modificare la realtà dei fatti.
E ridiamo amaro leggendo “siamo come buoni padri di famiglia”, detto da chi – solo un paio di mesi fa – assegnava un’area da 300 mila mq all’altra squadra cittadina, senza neanche preoccuparsi di far effettuare una verifica del reale valore dell’area. E ci chiediamo se, in quel caso, siano stati richiesti progetti e piani finanziari, oppure se era bastato il solito disegnino del solito “benvoluto” architetto. Dove erano i padri di famiglia? Pare che con le aziende del gruppo Fiat si trasformano invece in spregiudicati playboy.
E ancor più ci infastidiscono le successive dichiarazioni dell’Assessore che dice di aver visto il progetto definitivo in fase avanzata. Allora per quale motivo i soldi non sono stati elargiti? E, in ogni caso, quale sarebbe il problema? Il Comune è tra i soci fondatori della Fondazione presieduta da Chiabrera, uomo di Fassino, la maggioranza all’interno del CdA sulle decisioni importanti è saldamente in mano loro, visto che è l’ente che ha effettuato – sulla carta – il conferimento maggiore, ovvero la superficie dell’area del Fila, stimata 1,4 milioni di Euro. Quali sarebbero quindi i rischi ad elargire quanto promesso ad un ente presidiato e controllato ?
Inoltre non smetteremo mai di ricordare che questi NON sono soldi pubblici, ma somme incassate da anni e anni dal Comune, derivanti dalla vicenda Cimminelli, Bennet e palazzinari. Soldi incassati con il vincolo di destinarli al Fila, ma ovviamente finiti nell’enorme buco nero di debiti in cui il Comune è risucchiato.
E in tutto questo, Urbano Cairo ? Immagino che non stupisca più nessuno il suo silenzio.
Altro punto che riteniamo doveroso evidenziare è la vicenda di questo “progetto definitivo in fase avanzata” del quale i tifosi hanno potuto vedere solo qualche incomprensibile scatto fotografico su Tuttosport, il 7 novembre scorso, progetto del quale si sta occupando uno sconosciuto studio di Pinerolo, che pare stia rimaneggiando i progetti vincitori del concorso di idee. Ai tempi si era detto che “a breve” sarebbe stato presentato ai tifosi e sono passati ormai più di tre mesi… chissà come mai, quando si parla di Fila, i tempi diventano sempre biblici.
Sia sui forum che sui social, parecchi tifosi chiedono maggiori informazioni e più trasparenza ai rappresentanti dei tifosi all’interno della Fondazione. Ci auguriamo che questi appelli non cadano nel vuoto e che a seguito della prossima Commissione Consiliare, slittata dal 5 febbraio a venerdì mattina, con l’audizione dei membri della Fondazione e con la presenza dell’Assessore Gallo, vengano prontamente chiarite tutte le perplessità.

http://www.forzatoro.net/Portale/fila-la-solita-inconcludente-estenuante-melina/

25/01/13 - Fila: da campo inespugnabile a “palude”


 
Non vogliamo essere distruttivi, ma questa è la rappresentazione che più ci pare appropriata per descrivere la sensazione che ci trasmette l’iter della Fondazione per la ricostruzione del Fila: ogni passo, seppur minimo o quasi impercettibile, richiede uno sforzo disumano che implica un progressivo annebbiamento mentale e la perdita delle forze, al punto da non riuscire più nemmeno a capire se si stia avanzando, girando in tondo o addirittura tornando indietro.

Come avevamo paventato nel nostro precedente articolo ( Fila, nessun si muove ) la riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Stadio Filadelfia non ha portato nessuna novità eclatante, bensì solo la conferma, purtroppo, della totale mancanza di volontà politica da parte della Città di Torino, nel rispettare gli impegni presi e sbandierati più e più volte sui giornali, sia dall’Assessore allo Sport, che dal Sindaco. A fine 2012, la determina che assegnava alla Fondazione il primo milione dei 3,5 promessi non è stata firmata e nel corso del CdA nessuna spiegazione credibile è stata fornita.
Inoltre, da quanto comunicato dai rappresentanti dei tifosi all’interno della Fondazione, pare si preannuncino scenari per nulla rassicuranti.
Si sta valutando la possibilità di risparmiare sia a livello di costi, che a livello di spazi: in particolare, il Torino FC rinuncerebbe al secondo campo riscaldato e opterebbe per una sala stampa non a norma UEFA (quindi un locale con meno di 75 posti a sedere). Si sta altresì incredibilmente considerando, fra le altre ipotesi sul bando di appalto per la ricostruzione, la possibilità di giungere ad un project financing, cioè l’affidamento ad un privato della ricostruzione, in cambio dei proventi della gestione.
Non è ancora ben chiaro se i 4.000 mq di superficie dedicata all’ambito commerciale sul lato di via Giordano Bruno – superficie che doveva essere utilizzata in tal modo solo ed esclusivamente ai fini di contribuire ai costi di costruzione e gestione – venga scissa dal progetto, per darla in concessione a terzi. Ci è sinceramente difficile capire il perché non venga invece utilizzata – come da tempo richiesto dal direttore del Museo del Grande Torino, Domenico Beccaria – a fini museali e ad attività complementari di sostegno economico al museo stesso: ristorazione, shop, sale multifunzionali, ecc.
Tutti questi continui ostacoli, compromessi, ritardi, “limature” fanno ben comprendere che il lungo, lunghissimo travaglio del Fila è ancora ben lontano dal concludersi e che il problema continua ad essere lo stesso di sempre: promesse non mantenute, riguardo ai conferimenti economici da parte degli enti pubblici (per non far torto a nessuno, ricordiamo che la Provincia di Torino non partecipa neanche con 1.000 euro simbolici) e assoluto disinteresse da parte della presidenza del Torino FC che, se solo volesse, stipulando un mutuo e con il pagamento di una rata annua di circa 800 mila euro, potrebbe apportare alla Fondazione un capitale di circa 10 milioni.
Tale somma, unitamente ai 7 milioni promessi da Comune e Regione, permetterebbe la costruzione di un Fila veramente degno e funzionale; senza la necessità di far lucrare qualcuno sugli spazi commerciali (i soliti ben noti architetti/costruttori torinesi?) , senza dover togliere 20 posti a sedere in una sala stampa e senza sacrificare le serpentine per il riscaldamento sotto il terreno di allenamento. Il dr.Urbano Cairo, al contrario, preferisce promettere 1 milione tramite una fondazione in ricordo di sua madre, fondazione che deve addirittura ancora essere costituita, come è stato confermato dal rappresentante del Torino FC, dr. Ferrauto, proprio nel corso del CdA di 4 giorni fa.
I prossimi appuntamenti della Fondazione saranno: il 5 Febbraio (audizione in Comune) e il 14 Febbraio ( nuovo Consiglio di Amministrazione).
Possiamo solo più sperare che dalla palude non si finisca direttamente nelle sabbie mobili…
 
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21/01/13 - Fila, nessun si muove

Lo scorso 2 gennaio nel nostro articolo ( Fila : 15 anni di menzogne… il 2013 sarà l’ultimo ? ) evidenziavamo che, nonostante quanto riportato sui media cittadini, il mancato rispetto delle promesse – da parte delle istituzioni e del presidente Cairo – è tuttora all’ordine del giorno.
Oggi è previsto un Consiglio di Amministrazione della Fondazione Filadelfia e ci auguriamo di poter dare delle notizie finalmente concrete e positive, anche se le premesse sono tutt’altro che favorevoli.
Sono i commenti su facebook del Consigliere Comunale Vittorio Bertola che ci fanno preoccupare. Il consigliere che ha presentato nei giorni scorsi un’interpellanza, dove chiede testualmente al Sindaco e all’Assessore competente:
1) per quali motivi la determinazione di pagamento del milione di Euro non sia stata firmata entro il 31 dicembre 2012 e successivamente eseguita, e chi abbia preso questa decisione;
2) se il milione di Euro stanziato sul bilancio 2012 sia da ritenersi perso per il progetto del Filadelfia, oppure se l’Amministrazione intenda recuperarlo versandolo nel 2013, come parte dell’originario programma triennale di investimenti in opere pubbliche;
3) se sia dunque confermato lo stanziamento complessivo di 3,5 milioni di Euro sugli esercizi 2012, 2013 e 2014 ed in questo caso quale sia la nuova tempistica prevista per i versamenti delle varie rate di tale cifra alla Fondazione Stadio Filadelfia.
Inoltre, in data 18 gennaio, era previsto un incontro fra il Comune ed i rappresentanti della Fondazione Filadelfia, un’audizione presso la Commissione competente annullata improvvisamente su richiesta dell’ Assessore allo Sport e posticipata al 5 Febbraio.
Insomma, la solita “parità di trattamento” a cui ci ha abituato il Comune di Torino:
da una parte nel giro di 157 giorni si delibera la concessione di un’area di 380 mila mq (come ormai tutti sanno a prezzi ridicoli): 17 Luglio 2012, presa d’atto della proposta/richiesta della Continassa da parte della Juventus; 21 Dicembre 2012, approvazione definitiva del Consiglio Comunale.
Dall’altra parte, invece, solo continui rimpalli e rimandi: la Fondazione Stadio Filadelfia è nata il 28 Marzo del 2010 e, ad oggi, dopo 666 giorni, nessuno dei soci Fondatori si è impegnato concretamente con il conferimento delle somme necessarie per porre fine ad una vergogna lunga quindici anni e mezzo: 5.666 giorni.
Toh, per due volte, tre sei di fila, il numero del diavolo…. E come dice un proverbio: “Nella cassa dell’avaro, il diavolo vi giace dentro” …
 
Esattamente 2 anni fa, oggi …
 
A tutti gli invitati a MANIFESTAZIONE: FILADELFIA, LA PAZIENZA STA FINENDO !
( http://www.facebook.com/event.php?eid=147908398596484 )
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Dario Castelletti per Radio Popolare Network – jalla! jalla!
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Le promesse dell’assessore Sbriglio dopo l’incontro con i tifosi: «Solo il Toro finora non ha preso posizione, comunque sia noi andremo avanti»

02/01/13 - Fila : 15 anni di menzogne… il 2013 sarà l’ultimo ?

Per scrivere una storia dello Stadio Filadelfia già solo dalla demolizione – avvenuta il 18 Luglio 1997 – fino ai giorni nostri, sarebbe necessario un libro di centinaia di pagine. Un lungo romanzo dove capitali, politica, poteri forti, magistratura, architetti e costruttori si intrecciano in un fil-rouge di continui rimandi, ritardi, promesse non mantenute e intoppi di ogni genere.
Ben più breve è il racconto sulla concessione ad un’altra squadra di Torino – ad un prezzo che definire simbolico è eufemistico – di un’area di circa 700.000 mq al confine con Venaria: in quella brevissima “novella” si mobilitarono – nel giro di poche settimane – Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale in un tour de force di bandi, pseudo-perizie assolutamente pro-forma e relative delibere a tempo di record.
Tornando però al Fila, ci soffermeremo qui sugli avvenimenti raccontati dai giornali nelle ultime settimane, al fine di darne una corretta lettura, ricordando quali fossero i presupposti e le promesse da cui si partiva.
Regione Piemonte.
È notizia di questi giorni l’approvazione di un emendamento al bilancio che rende la Regione garante della concessione, nonché dei pagamenti, delle rate di un mutuo – pari a 3,5 milioni di euro – destinato alla ricostruzione del Fila; mutuo che dovrà essere richiesto dalla Fondazione Stadio Filadelfia costituitasi il 28 marzo del 2010; fondazione però, ad oggi, non ancora riconosciuta giuridicamente a causa dei soliti intoppi burocratici cui accennavamo all’inizio.
Sembrerebbe una buona notizia ovviamente…. Le promesse da parte della Regione erano però ben diverse.
Gianluca Vignale a fine dicembre 2010 diffondeva il seguente comunicato:
Il Bilancio regionale, infatti, in via d’approvazione, contiene al suo interno tre milioni di €uro (un milione di €uro l’anno) destinati alla Fondazione, ai quali, grazie all’intervento del Presidente Cota e degli assessori Coppola (Cultura) e Cirio (Sport), saranno garantiti altri 3 milioni di €uro da parte delle Fondazioni bancarie.
Quindi, secondo le promesse, i milioni globalmente garantiti dalla Regione erano SEI spalmati fra il bilancio 2011 e quello 2013.
Comune di Torino
Tralasciando il fatto che ai tempi dell’Assessore Renato Montabone i milioni promessi dal Comune per la ricostruzione del Fila erano SETTE (CittAgorà, periodico del Consiglio Comunale, del 3/10/2006 : “Per la costruzione del Filadelfia la Città di Torino ha proposto nel Bilancio 7 milioni di euro derivanti dai crediti con la vecchia società del Torino Calcio, quindi senza indebitamento per il Comune”), la cifra è stata prontamente dimezzata e confermata a 3,5 milioni di euro con delibera risalente al 2008.
Giova ricordare che NON si tratta di soldi pubblici sottratti ad altre necessità dalle disastrate casse comunali, bensì di somme già da tempo introitate dal Comune e destinate, da varie delibere, alla ricostruzione. Cifre derivanti dagli oneri di urbanizzazione dovuti per la costruzione del Bennet di Via Giordano Bruno e dei palazzi, previsti questi – ai tempi – sul campetto dove si allenava la Primavera e, successivamente, planati in altre aree, ma i cui diritti edificatori derivavano dall’area del Fila.
Più e più volte Fassino e l’Assessore Gallo hanno confermato e riconfermato il conferimento alla Fondazione Filadelfia della somma, divisa in tre tranche a partire dal 2012, anno in cui doveva essere versato il primo milione.
Ma il 2012 è finito….
Urbano Cairo
Tuttosport del 24 Maggio 2008, dedicava un paginone al “giuramento solenne” di Cairo a don Aldo Rabino :“ Caro don Aldo, a patto che restiamo in A, mi impegno a mettere la stessa cifra che stanzierà il Comune. Tre milioni e mezzo? D’accordo. Metterò TRE MILIONI E MEZZO. Non sto scherzando” (Il Torino restò in A)
Ora, notizia apparsa il 6 novembre scorso, in pompa magna su tutti i media cittadini, la cifra messa a disposizione è meno di un terzo di quella garantita, addirittura solennemente giurata, nel 2008.
Si parla, perché ancora solo di parole si tratta, di 1 milione di Euro, da conferire attraverso la costituenda Fondazione intitolata alla mamma, Maria Giulia Castelli Cairo. Fondazione che non è ancora costituita, che magari dovrà anche essere riconosciuta e che poi implicherà l’attesa di tutti i necessari passaggi previsti dalla legge al fine di rispettare le norme di successione, ecc. ecc.
Eppure, i solerti giornalisti torinesi, paiono praticamente tutti affetti da amnesia collettiva: non una parola, non una domanda, né a Comune, né a Regione, né a Cairo. Solo rassicurazioni di fattibilità, di bandi ai blocchi di partenza, di cronoprogrammi, di inizio ed addirittura di termine lavori, già fissato per il 2015.
Al momento, di concreto c’è l’approvazione di una legge regionale che la impegna al pagamento di un mutuo – se mai questo mutuo sarà richiesto – e, in ogni caso, si sente solo parlare di contenimento dei costi, di un progetto di ricostruzione minimale, di una tribuna e 4 file di gradoni… A noi pare assai poco dopo 15 anni di attesa.
E ci pare inoltre che alla lunga, lunghissima fila di personaggi che si sono solo riempiti la bocca – nonché le tasche in alcuni casi – con il Filadelfia ce ne sia da aggiungere uno a pieno titolo, e cioè colui che dovrebbe avere la ricostruzione del Fila come obbiettivo primario, in quanto presidente della società che porta il nome di quella squadra leggendaria che su quel campo fece la storia del calcio nel dopoguerra.