Attesa la firma della Convenzione con SCR: da lì in avanti si andrà spediti verso l'obiettivo inaugurazione del 2016
L'annuncio del presidente Cairo che, ieri, ha confermato di aver acquistato tramite la Fondazione intitolata alla propria madre il progetto del Fila realizzato dagli architetti pinerolesi della ABCC, accelererà i tempi e permetterà alla macchina burocratica di procedere risparmiando qualche mese. E potrebbe, anche, rendere la firma della Convenzione con SCR una questione di ore. La stazione appaltante, una volta stipulato l'accordo, seguirebbe l'intero iter e tutte le fasi progettuali, fino alla consegna dell'impianto. La mossa del patron granata permetterà di partire non da quello studio di fattibilità approvato nel dicembre scorso, ma da un vero e proprio progetto preliminare, quello che Cairo donerà alla Fondazione Filadelfia una volta pronto. L'impossibilità di acquisire il progetto da parte di un ente come la suddetta Fondazione ha convinto il presidente a prendere la decisione. In questo modo, una volta in mano il preliminare, la Fondazione Filadelfia (tramite SCR se tutto andrà a buon fine) partirebbe con il bando per il progetto integrato risparmiando quei cinque-sei mesi necessari per indire una gara per il progetto preliminare. Snellimento dell'iter che significa anche traguardo più vicino: quel 2016 nel quale si spera che possa finalmente vedere la luce il nuovo Filadelfia.
Nel VIDEO che segue le parole di Urbano Cairo dopo la partita di ieri contro il Genoa
Torino-Genoa, parla Cairo: "Fila? Progetto acquistato, tempo guadagnato"
Sul Filadelfia: "La Fondazione ha acquistato il progetto che reputava migliore, regalandolo alla Fondazione Filadelfia, facendo guadagnare 5 mesi alla ricostruzione dello stadio. È una sorpresa pasquale per i tifosi, per fare ancora più in fretta".
A fine mese le linee definitive per la ricostruzione dello stadio
Silvia Garbarino
Tempestività e conti alla goccia. Lo stile del premier Matteo Renzi non difetta al cda della Fondazione Filadelfia che dall’arrivo del presidente Cesare Salvadori ha avuto un’accelerazione nei lavori più che positiva. Ieri l’applauso metaforico a quanto di buono il gruppo di lavoro ha fatto negli ultimi mesi è arrivato dal Collegio dei Fondatori, che ha approvato il bilancio 2103 della Fondazione alla presenza del sindaco Piero Fassino, del governatore del Piemonte Roberto Cota e del patron del Torino Fc Urbano Cairo. Tutti e tre hanno ribadito i rispettivi impegni economici per la ricostruzione dello stadio del Grande Torino: 3,5 milioni di euro in tre tranche il Comune (che ha deliberato il primo milione a fine dicembre) la Regione uguale cifra ma per coprire il futuro mutuo e Cairo il milione che verrà erogato dalla «Fondazione mamma Cairo».
Il patron granata
Cairo non ha precisato la data del versamento di propria competenza ma ha ribadito l’impegno a usufruire dell’impianto con la prima squadra e la Primavera nel momento in cui verrà eretto. «Verseremo il milione in rate parallele a quelle del Comune - la frase barocca del patron -. Presto. L’importante ora è non abbassare la guardia, siamo vicini al traguardo». Aggiungendo un particolare irrinunciabile per il club «L’impianto dovrà prevedere una schermatura totale per gli allenamenti non aperti al pubblico, onde evitare di avere gente sui balconi delle case prospicienti».
La squadra cresce
Il gruppo di lavoro della Fondazione Filadelfia nell’attesa che il conto in banca assuma consistenze reali e non solo ipotetiche cresce in competenze e numeri. Sono stati cooptati a titolo volontario, per l’ufficio tecnico Cesare Roluti, Piero Benenti, Gianfranco Leoncini; per l’ufficio legale e appalti, Maurizio Goria e Franco Ferraresi; per la sezione amministrativa, Luca Asvisio e per volontari e logistica, Antonio Cardio e Pier Vittorio Sacco.
Il nodo da sciogliere
Pacche sulle spalle e sorrisi a parte, il cda della Fondazione ha un solo grande ostacolo da superare e lo vuole dribblare entro la fine di marzo: confermare lo studio di fattibilità del nuovo stadio realizzato dagli architetti Aimetti e Martinetto, che ha fatto storcere il naso ad alcuni consiglieri comunali, in primis l’ex assessore Sbriglio. Non per la qualità del progetto che corrisponde al gruzzolo a disposizione, 8 milioni di euro, ma per il modo in cui è stato assegnato il compito, cioè in modo diretto. Perciò il cda che ha il diritto di decidere deve appunto decidere se proseguire su quella strada chiedendo integrazioni e poi passare alla stesura dei vari bandi di appalto o cambiare in corsa. Con tutto ciò che comporta in termini di tempo.
A questo si aggiunge il dubbio se affidare alla Scr, società di capitali interamente partecipata dalla Regione Piemonte, tutte le fasi progettuali dello stadio: la pubblicazione del bando, la stipula del contratto di appalto, la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza fino ad arrivare al collaudo dell’opera. Deciso questo la strada per la ricostruzione del Fila è totalmente in discesa.
Stadio Filadelfia, compiuto il passo fondamentale 20.03.2014 10:46 di Matteo Maero Twitter: @MatteoMaero Fonte: La Stampa
Rispetto dei tempi e degli accordi economici. Con questi elementi ieri si è concluso il CdA della Fondazione Filadelfia, uno dei più positivi da anni a questa parte. Approvato! - Come sempre, il nodo più delicato era quello del bilancio della Fondazione, che è stato approvato pienamente dal consiglio dei fondatori. Insieme a questa lieta notizia, sono arrivate le conferme degli impegni economici da parte del sindaco Piero Fassino (3,5 milioni in tre rate), del governatore Roberto Cota (3,5 milioni per coprire il Mutuo) e del presidente del Torino Fc Urbano Cairo (1 milione proveniente dalla Fondazione Mamma Cairo). Nuovi elementi - In attesa dei CRO riguardanti i versamenti economici promessi, aumenta il gruppo di lavoro che si occuperà della ricostruzione della Casa. Per l’ufficio tecnico sono stati cooptati Cesare Roluti, Piero Benenti e Gianfranco Leoncini, per l’ufficio legale Maurizio Goria e Franco Ferraresi, per la sezione amministrativa Luca Asvisio e per volontari e logistica, Antonio Cardio e Pier Vittorio Sacco. Ultimi nodi - Dopo le liete conferme, il CdA deve ora affrontare le ultime due questioni. La prima e più importante riguarda lo studio di fattibilità del nuovo stadio realizzato dagli architetti Aimetti e Martinetto. Il progetto, che rispetta pienamente il budget, ha fatto storcere il naso al Comune ed in primis all'assessore Sbriglio, che non ha condiviso l'assegnazione diretta dello studio. Ora sta al CdA decidere se proseguire su questa strada ed aprire la gara d'appalto oppure chiedere modifiche, che potrebbero ripercuotersi sui tempi della ricostruzione. Dopodiché, rimane il dubbio dell'affidare alla SCR, società di capitali interamente partecipata dalla Regione Piemonte, tutte le fasi progettuali dello stadio: la pubblicazione del bando, la stipula del contratto di appalto, la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza fino ad arrivare al collaudo dell’opera. Tuttavia, questi nodi dovrebbero sciogliersi entro 10 giorni, dando finalmente l'attesissimo la' alla ricostruzione tanto attesa dello Stadio Filadelfia, desiderata da ogni tifoso granata.
Si è tenuto all'ora di pranzo il Collegio dei Fondatori della Fondazione Filadelfia al quale hanno partecipato in via eccezionale anche i massimi vertici delle istituzioni coinvolte
TORINO. Si è tenuto all'ora di pranzo il Collegio dei Fondatori della Fondazione Filadelfia al quale hanno partecipato in via eccezionale anche i massimi vertici delle istituzioni coinvolte. A testimonianza del fatto che si è passati alla Fase 2, quella che porterà all'operatività della ricostruzione del glorioso stadio, sono infatti intervenuti il presidente della Regione, Cota, il sindaco di Torino, Fassino e il presidente del Torino, Cairo. Da parte di tutti la massima disponibilità a collaborare fattivamente affinché i tempi possano essere rispettati con la posa della prima pietra per la fine del 2014 e il taglio del nastro nella seconda metà del 2016.
19/03/2014 Fassino: "Torino riavrà il Filadelfia" Diretta conclusa / In Comune c'è Urbano Cairo: "Verseremo il nostro contributo a rate, così come il Comune" Sta per iniziare il Collegio dei Fondatori, chiamato a ratificare le decisioni prese dal Consiglio di Amministrazione negli ultimi tre mesi. Si attende solo l'ingresso di Urbano Cairo che è in Comune ma attualmente in un'altra sala.
E' entrato anche Cairo. Manca solamente il sindaco Fassino per il via al CdF. Il Collegio dei Fondatori è al completo con le presenze di Cairo e Cota. C'è anche il presidente onorario della Fondazione, Don Aldo Rabino.
E' arrivato da pochi istanti Piero Fassino, il CdF può iniziare.
Prende la parola per primo Bonetto, uno dei membri del Collegio: "Ci tengo a ringraziare Salvadori, la sua presenza ha reso tutto più veloce". Per alzata di mano, è stato approvato il bilancio consuntivo del 2013.
La parola passa poi a Fassino: "Il 2014 sarà l'anno decisivo per il Filadelfia. In questi due anni è stato fatto tutto il necessario e abbiamo intrapreso la giusta strada. Possiamo dirlo: Torino riavrà il Filadelfia. E' un luogo che ha fatto la storia della città e del nostro Paese". Fassino prosegue: "La città vuole continuare a dare contributi. Un milione è già a bilancio, 3.5 saranno versati".
Parla Cota: "Quattro anni fa, in campagna elettorale, era uno dei punti importanti. Avevo preso un impegno e sono contento di essere qui. Questo stadio è un patrimonio".
Il presidente del Torino, Urbano Cairo, si dice contento che "i lavori procedano". E continua: "Il Torino si è impegnato come sapete nel versare il proprio contributo tramite la fondazione dedicata a mia mamma. Una volta terminati i lavori, sarà il nostro centro di allenamento e ci giocheranno le giovanili. Verseremo il nostro contributo a rate, così come farà il Comune". Una battuta del presidente granata: "Metteremo delle alte reti di protezione per non far spiare gli allenamenti".
Dopo il presidente Cairo prende la parola uno dei membri del Collegio dei Fondatori, Domenico Beccaria: "Mi stupisce il fatto che il Torino verserà un milione, a fronte dei 3.5 promessi, l'ho detto a Cairo, questo ci mette in grossa difficoltà. Non è stato il presidente Cairo ad abbattere il Fila, ma lui è qui per riportarlo in vita".
Interviene Don Aldo Rabino: "Bisogna remare tutti dalla stessa parte. Lavoriamo per la gente, non per noi. Mi auguro che tra due anni si possa entrar dentro e giocare".
L'intervento integrale del presidente del Torino al CdF della Fondazione Filadelfia: "Siamo vicini al traguardo"
Urbano Cairo è intervenuto nel corso del CdF della Fondazione Filadelfia svoltosi questa mattina (qui il report completo). Il presidente del Torino ha risposto all'invito di Salvadori di presenziare alla riunione con le figure istituzionali Fassino, Cota e Gallo. Nel suo intervento, Cairo ha ribadito la volontà di impegno e di collaborazione al fine di accelerare i lavori per la ricostruzione dello Stadio Filadelfia. L'imprenditore alessandrino ha esordito congratulandosi con Cesare Salvadori, presidente del CdA, per il suo lavoro che sta svolgendo. Cairo ha poi ribadito la volontà di trasformare il Filadelfia in centro di allenamento per la prima squadra e campo per le partite delle giovanili. E sullo stato dei lavori ha detto: "Siamo vicini al traguardo, guai ad abbassare la guardia proprio ora".
Il discorso ha poi svoltato sulla questione contributi economici: "C'è un impegno preciso da parte della Regione e del Comune. Noi investiremo un milione di euro e poi spenderemo per gestione e manutenzione. Quando verrà versata la prima rata? Sarà in parallelo con il Comune, quindi presto". Ma per Cairo, dopo tanti anni in cui si parla della ricostruzione della casa degli Invincibili, questa è la volta buona? L'imprenditore risponde così: "Per quanto sta accadendo direi di sì: questa è la volta buona e ciò mi fa molto piacere. Dalla demolizione del '97 ad oggi, siamo ad un passo affinchè venga ricostruito".
Fila, Cairo: "Il Toro verserà il proprio milione" Mercoledì, 19 Marzo 2014 12:00 - Scritto da Manolo Chirico
In Comune presente anche il Sindaco Fassino: "Ora ci sono le condizioni per fare il Filadelfia"
E' in corso il Collegio dei Fondatori che dovrà ratificare le decisioni prese dal Consiglio di Amministrazione negli ultimi tre mesi. Presenti il Sindaco Piero Fassino e il presidente Urbano Cairo.
Il primo a parlare è Bonetto, membro del Collegio: "Ringrazio Salvadori che ha reso tutto più veloce".
Dopo aver approvato il bilancio consuntivo del 2013 a parlare è Fassino: ' Ringrazio tutti per l'impegno profuso fino ad ora. E' giusto che la città avesse il Fila, tempio granata e dopo due anni ci sono le condizioni per farlo. Ringrazio il presidente della Fondazione Salvadori e posso dire che il 2014 sarà un anno decisivo per la ricostruzione del Filadelfia l'anno successivo".
Ora è il turno di Roberto Cota: "Già in campagna elettorale dissi che il Filadelfia doveva rinascere e finalmente siamo pronti a farlo. La Regione ha messo i 3.5 milioni di euro e ora siamo pronti a partire".
La parola passa a Urbano Cairo, presidente del Torino: "Siamo pronti a poggiare la prima pietra, poi taglieremo il nastro. Non dobbiamo rallentare ora, anzi sono felice per il lavoro svolto fino ad ora e dobbiamo continuare così. Il Torino verserà il proprio milione dilazionato a rate parimenti il Comune e la Regione. Il Filadelfia è il nostro tempio, mia madre ne sarebbe onorata. Si tratta di una rinascita che ci riempie il cuore d'orgoglio ovviamente occorrerà schermare bene la struttura onde evitare che gli avversari vengano a spiare gli allenamenti della Prima squadra dai palazzi circostanti".
Dopo il presidente Urbano Cairo è Domenico Beccaria a prendere la parola: "Sono stupito che il Torino dai 3.5 milioni di euro promessi ora ne metta solamente uno. Invito il presidente Cairo ad essere più vicino e più presente. Non è stato lui a demolire il Fila ma è ora qui per poterlo riportare in vita".
Mercoledì, 19 Marzo 2014 13:17 - Scritto da Bertone-Chirico
Dopo tante parole che non si deluda la gente per l'ennesima volta
Questa potrebbe essere la volta buona. Il Filadelfia, dopo anni, troppi anni di parole, promesse e illusioni, potrebbe diventare finalmente realtà. Gli interventi di questa mattina del presidente Urbano Cairo e del sindaco Piero Fassino durante il CdF presso il Palazzo di Città fanno pensare che l’odissea possa davvero essere giunta al termine. Il Toro potrebbe davvero avere la Sua casa. Il Fila, simbolo di questa società sembrerebbe cosa fatta. “Il Torino verserà il proprio milione” ha rassicurato tutti il presidente Urbano Cairo che ha anche aggiunto: “Oggi finalmente siamo vicini a porre la prima pietra”. Anche il Sindaco Fassino ha fatto capire che questa volta non ci dovrebbero essere intoppi: “Torino riavrà il Filadelfia. Il 2014 sarà un anno decisivo”.
Insomma sembra davvero essere arrivato il momento che tutti attendevano. Ma esiste un ma, da troppo tempo infatti i tifosi granata inseguono questa chimera chiamata Filadelfia e in cambio per ora sono arrivate solamente delusioni.
Bisogna ammettere però che ora sembra tutto diverso. Le parti in causa si sono mosse con correttezza e i tempi per ora sembrano essere stati rispettati. I tifosi granata vogliono crederci e il desiderio è solo uno: che non sia l’ennesima delusione.
Giornata importante per la Fondazione: previsto il Collegio dei Fondatori, al quale saranno presenti il sindaco e il presidente del Toro, poi il CdA
Giornata importante, quella di domani, per la Fondazione Filadelfia. In programma sia il Collegio dei Fondatori, a partire dalle 11.30, che il CdA. La novità sarà la presenza sia del Sindaco di Torino, Piero Fassino che del presidente Urbano Cairo: entrambi, invitati a partecipare, hanno garantito la loro presenza domani mattina in Comune. Il CdF sarà chiamato a ratificare le decisioni prese dal CdA negli ultimi tre mesi (l'ultima riunione risale al mese di dicembre), e potrà essere molto importante la presenza di Cairo e Fassino per proseguire in modo spedito i lavori che porteranno, si spera il più presto possibile, alla ricostruzione del Filadelfia.
Presidente granata e sindaco di Torino attesi al Collegio dei Fondatori della Fondazione Filadelfia: un evento nodale per la ricostruzione
TORINO - Domani mattina, il 19 marzo, alle ore 11.30 si terrà in Comune un passaggio molto importante per il processo di ricostruzione dello stadio Filadelfia, la casa del Torino demolita del 1997 e da allora rimasta un cumulo di ruderi in mezzo alla storia. Al di là di formalismi e simbolismi, l'annunciata presenza del presidente granata Urbano Cairo e del sindaco di Torino Piero Fassino durante il Collegio dei Fondatori significa dare un segnale forte. Cairo e Fassino avranno così la possibilità di confrontarsi con il team chiamato a portare avanti e concludere il processo di ricostruzione del Filadelfia.
ENTRO IL 2016 Ci sarà l'approvazione del bilancio consuntivo relativo al 2013, ma l'evento è legato chiaramente alla probabile partecipazione di patron granata e sindaco. L'invito del presidente del CdA, Cesare Salvadori, è stato accolto positivamente da entrambi: appuntamento dunque in Municipio per proseguire il discorso che, nell'idea della Fondazione, dovrà portare a riavere il Filadelfia entro il 2016.
«IL CAMMINO VERSO LA RICOSTRUZIONE PROCEDE SPEDITO»
PRESIDENTE Cairo, si attendono prossimamente sviluppi in parlamento per legge sugli stadi. Ha mai pensato, qualora dovesse diventare esecutiva, di sfruttare questa opportunità per creare un polo granata. Quindi non soltanto il Filadelfia ma magari anche uno stadio Olimpico che diventi del Torino a tutto tondo e non solamente in affitto? «Io da sempre sono convinto di una cosa: e cioè che lo stadio granata che dobbiamo realizzare è il Filadelfia, soltanto il Filadelfia. Quella deve essere la nostra casa. Per quanto riguarda le partite abbiamo l’Olimpico in affitto e non ci penso proprio a comprarlo. Per un motivo molto semplice: non è un impianto concepito con criteri fatti per generare ricavi in più. Questo stadio ha un vizio di fondo essendo stato costruito in funzione dell’Olimpiade invernale. Le curve sono troppo lontane dal campo. Posso invece dire che il Filadelfia è molto possibile. E’ stato abbattuto nel 1997 ma da due anni a questa parte c’è stato un forte intento comune tra città, Regione, il mio impegno preso con la Fondazione Mamma Cairo, le associazioni dei tifosi e la spinta anche del vostro giornale affinché la situazione andasse in una certa direzione. Se ora siamo molto vicini al nuovo Filadelfia il merito è di tutti questi soggetti. Io dico che la facciamo. Dissi che prima di lasciare il Torino avrei voluto vedere ricostruito il Filadelfia e lo ribadisco. E aggiungo anche un’altra cosa. Appena incontrerò il sindaco Fassino, che si è speso molto affinché ora ci si trovi davvero a un passo dall’iter che porterà al nuovo Filadelfia, gli chiederò di cambiare il nome dell’Olimpico per farlo rinominare stadio Grande Torino. Del resto il Comune ha atteso a lungo che arrivasse uno sponsor per poter dare il nome all’impianto e nessuno si è fatto vivo. A questo punto mi sembrerebbe un bel gesto decidere di dedicare l’impianto al Grande Torino».
Tra 11 giorni il Cda della Fondazione dovrà valutare la questione della concessione, che il club intende a titolo gratuito. Tifosi: è ok Pecci presidente
MARCO BO STEFANO LANZO
TORINO. La questione Filadelfia avanza. Lentamente, ma avanza. Ecco due notizie fresche. La prima è la conferma delle dimissioni ufficiali, datate circa un mese fa, da parte di Giuseppe Alberto Zunino in qualità di presidente della Fondazione Filadelfia: carica che di fatto non lo ha mai visto operativo e invece quasi subito alla finestra dopo i segnali negativi arrivati dal mondo della tifoseria granata proprio per il suo insediamento. La seconda novità è invece più corposa visto che riguarda la famosa lettera che il Torino Fc doveva inviare al Comune in modo tale che venissero messe nero su bianco le intenzioni del club granata per la ricostruzione del Filadelfia. Bene, attesa per la prima metà di agosto, la missiva è arrivata al destinatario, gli uffici comunali, che, peraltroi, al momento non hanno ancora indetto il bando per individuare il nuovo presidente della Fondazione stessa. A tal proposito la disponibilità dell’ex centrocampista del Toro scudettato Eraldo Pecci ad assumere la carica di presidente qualora gli venisse chiesto, è stata accolta con calore dalla tifoseria torinista. Che vedrebbe nella sua figura un soggetto di altissima affidabilità. NODI DA SCIOGLIERE Ma torniamo alla notizia principale. Ovvero la lettera su carta intestata del Torino Fc che fa seguito all’impegno verbale assunto da tempo, pubblicamente, dal presidente Urbano Cairo sulla volontà di contribuire alla resurrezione del Filadelfia al fine di utilizzarlo come centro di allenamento della prima squadra e della Primavera che potrebbe utilizzarlo anche per le proprie partite del campionato giovanile (il progetto prevede due campi di calcio). I DUE PASSAGGI Bene, la suddetta lettera presenterebbe due passaggi che fatalmente saranno oggetto di riflessioni e confronti nel prossimo Consiglio d’amministrazione della Fondazione Filadelfia calendarizzato per lunedì 11 novembre. Il primo è relativo alle modalità di erogazione del milione che il Torino Fc darà per la ricostruzione attraverso la Fondazione Mamma Cairo. Rispetto a ciò che si aspettava, ovvero una tantum secca con bonifico da un milione, il club si impegna a erogare la cifra ma con tempistiche contestuali a quelle del Comune sino al raggiungimento del milione promesso. «In questo modo - spiega il presidente Cairo interpellato al telefono - la società e il Comune si muoveranno anche economicamente in maniera omogenea a livello di tempi. Il Comune eroga 300 mila euro, bene, altrettanto faremo noi. Dopo ics mesi bonifica altri 300 mila euro? Bene, lo faremo anche noi. Così come siamo disposti a versare un milione secco se il primo versamento del Comune sarà di un milione». La seconda situazione che sarà oggetto di discussioni riguarda invece la modalità della concessione per l’utilizzo del Filadelfia. Sempre nella lettera, infatti, il Torino si accollerebbe sì i costi di gestione e manutenzione del nuovo impianto ma a fronte della concessione a titolo gratuito per i prossimi 15 anni del Filadelfia stesso. Bene, qui il problema si pone in riferimento a due voci presenti nella lettera: manutenzione e gratuito, due situazioni che vengono sviscerate così nello Statuto della Fondazione al punto 2 dell’articolo 3 bis: «Le strutture realizzate saranno messe a disposizione dei soggetti che ne hanno fatto richiesta a titolo oneroso, secondo canone di mercato, ed altresì tutte le strutture sportive verranno affidate in gestione a titolo oneroso alla Società Torino F.C. S.p.A (...) Tali soggetti dovranno, pertanto, stipulare idoneo contratto di servizio che disciplinerà i termini di utilizzo esclusivo degli impianti ed il corrispettivo economico con la Fondazione».
EVITARE INTOPPI Va da sè che questa dicotomia sarà oggetto di un confronto che verosimilmente si affronterà, appunto, nel prossimo Cda. La questione è di per sé delicata visto che si tratterà comunque di assegnare a favore di un soggetto privato un bene costruito in parte con soldi pubblici e quindi tutti i passaggi dovranno risultare a prova di tenuta legale e non solo per evitare poi di incappare in ricorsi da parte di terzi che potrebbero ancora una volta frenare il tutto. Già in passato alcuni movimenti di cittadini ed esponenti politici hanno avanzato le proprie riserve in tal senso e sarebbe un errore concedere ulteriori margini di manovra. Foto: Così dovrebbe diventare il nuovo Filadelfia dove si allenerà la prima squadra del Torino e dove giocherà la Primavera granata
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Torino CronacaQui
La lettera Cairo mette un milione per il Fila ma non vuole pagare le spese di gestione
«Da noi 1 milione e l’onere della gestione: per tantissimi anni, direi sino all’infinito!» Siamo davvero a un passo dall’inizio della ricostruzione e con quella bella tribuna da 4 mila posti immagino anche qualche amichevole della prima squadra Ghoulam? E’ diventato una telenovela: vediamo, altrimenti c’è una sorpresa. Ma ad eccezione del terzino il mercato è stato celere e la squadra ha potuto lavorare
MARCO BO ALESSANDRIA. Meno, uguale più. La strana ”consecutio” algebrica sta a dire che, in comunicazione, meno parli e più le parole che dici assumono valore. Proprio perché rare. Ecco la filosofia abbracciata per questa stagione da Urbano Cairo , presidente del Torino. Una scelta dettata non solo dalla volontà di evitare di inflazionare il proprio pensiero, ma anche dalla necessità di dare spazio alle altre attività entrate nella sua galassia, ovvero soprattutto La7, acquistata, e Rcs, di cui ora vanta una quota di poco inferiore al 3%. Ecco che così l’occasione di ieri, per la presentazione del Trofeo Memorial Mamma Cairo riservato alle squadre Primavera, è diventata ancor più intrigante. Anche perché il nome Mamma Cairo è legato alla Fondazione che donerà per conto del TorinoFc un milione di euro al fine di contribuire alla ricostruzione del Filadelfia. E proprio per ieri il sindaco Fassino aspettava la lettera firmata dal presidente con i relativi impegni legati alla rinascita del glorioso stadio. La lettera non è arrivata ma in Comune sono più che convinti che si tratti solo di un ritardo fisiologico destinato a esaurirsi entro lunedì. Del resto lo stesso Cairo, ieri, invitato a parlare dell’argomento ha evitato strategici dribbling, certificando che il tutto verrà rispettato nella forma e nella sostanza. «Ci siamo visti lunedì con il sindaco Fassino . Abbiamo rimesso a punto quelli che erano gli impegni dei partecipanti alla Fondazione, ovvero il Comune, la Regione e il Torino. Io ho confermato la disponibilità da parte nostra, tramite la Fondazione Mamma Cairo. E’ tutto confermato. Il Torino metterà un milione, la lettera è una assoluta formalità. E’ chiaro il nostro impegno di partecipare con l’investimento oltre alla parte più onerosa, ovvero accollarci con un impegno di lunga durata la gestione dell’impianto dove portare il Torino ad allenarsi con la prima squadra e giocare con la Primavera. Per molti anni e magari per un tempo infinito. Si tratta di una letterina in cui ribadiamo l’impegno, nulla di più. In ogni caso credo non ci sia lettera più vincolante di quanto detto in passato pubblicamente e ora ribadito. Il Filadelfia per il Toro è un campo magico non fosse che è lo stadio dove giocava il Grande Torino e in cui si sono allenati giocatori come Pulici , Sala e lo stesso nostro Antonio Comi . Tornare ad allenarci al Filadelfia e magari far disputare alla Primavera e gli Allievi le loro partite è per noi un punto di orgoglio. E’ un peccato vedere il Filadelfia adesso così come è. Ma il passato è passato. Ora dopo 16 anni dalla demolizione siamo davvero a un passo dal punto d’arrivo per la ricostruzione. E chissà, magari organizzeremo anche qualche bella amichevole per la prima squadra: del resto lo stadio avrà una bella tribuna da 4 mila posti abbastanza capiente. Sarà il punto di saldatura tra il passato del Torino e il presente. Mia mamma stessa mi incitava a prendere un impegno sotto questo punto di vista. Quando è mancata a fine settembre, poco dopo ho incontrato il sindaco di Torino per annunciargli l’impegno del Torino alla ricostruzione». LA TELENOVELA Ma avere Cairo a tiro di domanda in questo periodo di mercato e non chiedergli una fotografia della situazione granata sarebbe stato delittuoso. Ecco dunque la sua fotografia su terzino e portiere: «Per quel che riguarda Ghoulam , si può dire che è una telenovela. Del resto nel calcio ce ne vuole una ogni anno. Questa volta siamo stati piuttosto veloci, non abbiamo fatto promesse del tipo “arriveremo in ritiro con il 70 80% del gruppo”, non abbiamo detto niente ma sono stati realizzati la gran parte degli acquisti. Su Ghoulam non voglio dire molto di più. C’è un presidente del Saint Etienne con una vis negoziale importante. Credo che il ragazzo voglia venire da noi. Vediamo se si troverà un punto di incontro. In ogni caso abbiamo pronte delle alternative: sia di giocatori che sono usciti sui giornali e no, magari quindi sorprese dell’ultima ora. Il portiere? Abbiamo Padelli che ci sta piacendo anche se per il tipo di impegni sinora sostenuti non è stato così torchiato. Ha fatto di più Gomis in un tempo dove si è ben disimpegnato. Padelli piace in allenamento, anche per la sicurezza che infonde. E’ titolato per avere la maglia numero uno. Gomis possiede un potenziale straordinario, ha grande reattività, è un gatto. Possono essere loro il primo e secondo portiere ma vedremo, siamo attenti a tutto». Del resto non ci si poteva aspettare che comunicasse urbi et orbi un Toro alla ricerca di un estremo difensore. Da sempre far salire il prezzo di chi è in vendita non è certo cosa gradita per chi deve aprire il portafoglio. PIU’ O MENO FORTE E a proposito di spese, il patron, disponibile a rispondere a qualsiasi domanda pur ricorrendo a volte al mercatese per evitare di scoprirsi, si chiude a riccio solo quando gli si chiede se ritiene questo Toro più o meno competitivo dell’anno passato. «No, mi spiace, ma a questo non rispondo. Non voglio giudicare questa campagna acquisti. E’ stata ben gestita dando al mister ciò che si aspettava ad eccezione del terzino sinistro in tempi veloci. Questo ha consentito di lavorare sin da subito in un certo modo. Sarà il campo a giudicare. Alcuni nuovi hanno già dimostrato delle qualità ma il calcio d’agosto non deve trarre in inganno. Diciamo che è un Toro che mi incuriosisce molto per capire che forza ha». ANNO DIVERTENTE Scorre invece veloce il pensiero che racconta le sue previsioni sul campionato delle altre e in modo particolare di chi giocherà per il titolo: «La Juventus? Ha un organico importante e rafforzato. Le concorrenti non so se si sono rinforzate. Perchè quando cambi giocatori e guida non puoi mai sapere come va il nuovo mix. Il Napoli ha cambiato molto, vediamo la chimica come reagirà. Il Milan è una buona squadra e qualcosa farà ancora sul mercato. L’Inter ha un allenatore di grandissimo livello, Mazzarri , che entra in una fase societaria evolutiva. Pure qui è difficile giudicare. La Fiorentina ha fatto una campagna importante, altro che outsider. E poi non dimentichiamoci della Lazio e della Roma. Certo la Juve ha vinto due scudetti di fila ma dovrà rinnovare gli stimoli. Mi aspetto un campionato divertente con qualche novità...». Foto: ALESSANDRIA. Urbano Cairo, 56 anni. In Comune ieri era attesa la lettera di impegno del Toro per il Fila. Dovrebbe arrivare per lunedì (LaPresse) Nel rendering la tribuna che caratterizzerà il nuovo Filadelfia dove si allenerà il Toro Immobile-Larrondo, quante gioie cosi quest’anno?
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La Stampa
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Torino, Cairo: "Filadelfia campo magico"
Il presidente granata conferma l'impegno a prendere in gestione lo storico impianto
TORINO CAIRO FILADELFIA / TORINO - Il Filadelfia al Torino: Urbano Cairo conferma la volontà di prendere in gestione lo storico impianto che diventerà campo di allenamento per la prima squadra e ospiterà le partite della Primavera. "Il Filadelfia è un campo magico - le parole di Cairo riportate da 'TuttoSport' - non fosse che è lo stadio dove giocava il Grande Torino e calciatori come Pulici, Sala e il nostro Antonio Comi. È un peccato vedere l'impianto ridotto così, ma ora siamo a un passo dalla ricostruzione".
PRONTO IL FINANZIAMENTO DI COMUNE E REGIONE, MANCA QUELLO DEL CLUB
SARANNO cruciali per le sorti del Filadelfia i primi giorni di agosto. Da un punto di vista istituzionale si provvederà a nominare il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Filadelfia dopo le dimissioni di Luigi Chiabrera presentate martedì. Ma se l’iter politico segue il suo corso con tappe già prestabilite, fondamentale sarà fissare il vertice tra Comune di Torino e il presidente del club granata Urbano Cairo per sottoscrivere l’impegno finanziario da parte della società. E’ l’ultimo tassello mancante per poter dare il via ai lavori. Dopo la presentazione del progetto definitivo, l’approvazione del piano finanziario da parte del Collegio dei Fondatori, la conferma dei fondi dai soci apicali (il sindaco Piero Fassino e il presidente della Regione Roberto Cota), l’okay della Sovrintendenza e il superamento delle verifiche tecniche, serve la “firma” del patron granata per la rinascita del glorioso impianto dove la squadra di Valentino Mazzola vinse cinque scudetti consecutivi. RIMANDI Il summit tra Comune e Cairo avrebbe già dovuto tenersi a metà luglio, poi una serie di impegni del presidente del Torino hanno costretto le parti a procrastinare l’incontro. Tra le incombenze con La7 dopo l’acquisizione della tv commerciale, l’ingresso in Rcs Mediagroup con il 2,8% del capitale e la campagna acquisti estiva del Torino, Cairo sta vivendo un’estate molto intensa. Fra mille impegni dovrà però ritagliarsi alcune ore per il confronto con il sindaco di Torino e l’assessore allo Sport Stefano Gallo. Sul tavolo l’impegno da parte del presidente di finanziare con un milione la ricostruzione dell’impianto, condizione sine qua non il progetto non decolla, individuando modalità e tempi di erogazione. E poi l’accordo sui costi di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria, e affitto del Filadelfia che diventerà il centro sportivo del Torino. TEMPI In Comune sperano che il vertice avvenga ai primi di agosto, contemporaneamente agli ultimi passaggi politici, per poter licenziare il progetto prima delle vacanze. Entro venerdì, infatti, dovranno essere presentate le domande al sindaco, in qualità di socio di maggioranza della Fondazione, per il ruolo di presidente del Cda, che verrà nominato lunedì prossimo. In questo modo entro Natale si potrebbe emettere il bando europeo per la canteriabilità dell’impianto con l’obiettivo di completare i lavori e rendere pronto il Filadelfia per il 4 maggio 2015. RINASCITA Gli 8 milioni di budget (sette milioni tra regione e città, più un milione del Torino) permettono di completare la parte sportiva dell’impianto con la realizzazione di due campi di calcio, uno per la prima squadra, uno per le partite della Primavera, di una tribunetta da 4 mila posti a sedere e di alcuni uffici. Per il secondo lotto dei lavori, legato all’area commerciale e museale, bisognerà trovare altre risorse. Ed è in questa ottica che si rivelerà fondamentale il lavoro della Fondazione: se cominciare è d’obbligo, reperire altri finanziamenti risulta indispensabile per rendere il Filadelfia il più funzionale e godibile possibile. Dopo tanta attesa, i tifosi se lo meritano. M.S. Foto: Il rendering del nuovo stadio Filadelfia: il costo dell’opera è di 8 milioni di euro, uno a carico di Cairo
Il Cda della Fondazione approverà il progetto definitivo, tra un mese la marcia dei tifosi granata. Il patron pensa già al derby: «Gara da 6 punti»
gianluca oddenino
torino
Entra nel vivo la partita per il Filadelfia. Domani il CdA della Fondazione accelererà il varo del piano finanziario, per varare il prima possibile il progetto definitivo della ricostruzione della casa del Grande Torino, e tra un mese i tifosi granata scenderanno in piazza nella “marcia per il Fila”. L’obiettivo della protesta di domenica 19 maggio, in concomitanza con l’ultima di campionato all’Olimpico contro il Catania, è quello di sollecitare le istituzioni e il Torino Fc a non perdere altro tempo per la rinascita dell’impianto chiuso nel 1994 e abbattuto sciaguratamente nel luglio 1997.
Sono giorni intensi per il Filadelfia e ieri anche il presidente Urbano Cairo è intervenuto. «Va benissimo una marcia pacifica per il Fila – ha commentato il presidente del Toro -, e sarà bello vedere il colore granata per le vie della città. Ho avuto contatti recenti con l’assessore allo sport del Comune di Torino e si sta lavorando affinché le cose possano partire. C’è veramente comunanza di intenti che può portare ad un solo risultato: rifare il Filadelfia».
Prima della marcia per il Fila, però, ci sarà il derby e la febbre cresce. Sia nella caccia al biglietto, sia nell’ipotesi che la partita del 28 aprile nell’Olimpico tutto granata la Juve possa vincere lo scudetto matematicamente. «Mi interessa quello che facciamo noi e non i bianconeri – risponde Cairo -: è una partita speciale che vale sei punti, ma restiamo focalizzati sul nostro obiettivo. Più facile risanare La7 o battere la Juve? Sono due impegni diversi, ma entrambi difficili. Da una parte ci sono tanti milioni da ridurre e non è uno scherzo. Anche il derby è una cosa seria e sappiamo cosa conta. Io non ne ho ancora vinti, ma nella vita è importanti applicarsi e chissà che…»
SVOLTA FILADELFIA Vertice in Comune Cairo mette i soldi! Un milione per la costruzione e tutte le spese di gestione
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ALBERTO MANASSERO TORINO. Chiamarla svolta clamorosa potrebbe essere rischioso, alla luce delle troppe illusioni vanamente cullate negli ormai quindici anni che ci separano dalla folle demolizione. Ma svolta sì, quella di ieri in Municipo a Torino è certamente una svolta a tutti gli effetti. Quante volte abbiamo sentito Cairo dire che i soldi per il Filadelfia li avrebbe messi, però nel momento in cui anche Comune e Regione avessero fatto altrettanto? E, così, quante volte l’abbiamo accusato di sgusciare come un’anguilla, di firmare cambiali d’aria , di fare solo parole senza portafoglio? Ebbene, stavolta il presidente del Torino l’impegno l’ha preso di fronte e insieme con il sindaco con tanto di riscontro scritto. IL COMUNICATO Il Richelieu della situazione è stato certamente l‘assessore allo sport Stefano Gallo , che in questi mesi ha lavorato nell’ombra («un lavoro non giornalistico, senza proclami» come dice lui) per giungere prima allo stanziamento di bilancio (3,5 milioni per il triennio 2012-14) e poi all’incontro strategico di ieri. Non pubblicizzato, però fruttuoso. E riassunto in questo breve comunicato: “Si è svolto oggi (ieri, ndr) un incontro tra il sindaco Piero Fassino , l’assessore comunale allo sport Stefano Gallo e il presidente del Torino F.C., Urbano Cairo. Tema del colloquio la ricostruzione dello stadio Filadelfia. Circa le risorse economiche necessarie il sindaco Fassino ha confermato che l’impegno della Città, di 3 milioni e mezzo di euro, è iscritto nel bilancio di Palazzo Civico, per il triennio 2012-2014. Il Presidente Cairo ha ipotizzato di contribuire a finanziare la costruzione con un milione di euro attraverso la costituenda Fondazione intitolata alla mamma, Maria Giulia Castelli Cairo , grande tifosa granata, che per anni ha fatto parte del consiglio di amministrazione del Torino. A tale cifra, a carico del Torino Calcio F.C., si aggiungerà quella destinata a coprire i costi di gestione e manutenzione dell’impianto sportivo, quota non ancora quantificabile in quanto sono in corso valutazioni e verifiche. L’incontro si è concluso con soddisfazione reciproca e con l’auspicio che anche da parte degli altri soggetti partecipanti alla Fondazione vi sia presto la conferma delle risorse che intendono conferire”. LA CONCESSIONE Il milione in questione può apparire, o forse pure essere, pochino, tuttavia è fondamentale, basilare anzi risolutivo il contemporaneo impegno del Torino che, oltre ad adoperare l’impianto, lo manterrà in vita. I costi di gestione di un impianto simile, infatti, sono un problema ostativo assoluto per l’amministrazione comunale, senza la cui risoluzione certa la ricostruzione del Filadelfia resterebbe vana speranza. Adesso invece si può continuare a sperare e sperare di più. Il Torino, dunque, otterrà in ultradecennale concessione il Fila e ne sosterrà le quotidiane spese. Questo è il passo probabilmente più concreto, nella giornata della svolta cairota . Adesso tocca alla Fondazione, traino della rinascita, proseguire la corsa che è riuscita a imporre negli ultimi quattro anni. E tocca alla Regione Piemonte dare seguito agli impegni promessi (una cifra simile a quella disposta dal Comune). E non sarebbe male cercare altri sostegni, altri contributi. La raccomandazione, visto il momenti di vacche magre, è di non sbagliare progetto: per rispettare la storia e il luogo, certo, però anche l’utilità e la funzionalità del nuovo Filadelfia. Per non consegnare un palliativo, insomma. Foto: 4 maggio 2005: 56° anniversario di Superga. La vedova Pianelli accanto a un grande toro (LaPresse)
VERSO LA RINASCITA«Mai così vicini Grazie a mamma» CAIRO «Spero di poter vedere il Fila entro il 2014» Pag. 15
MARCO BO TORINO. Diciassette ottobre 1926: i torinesi torinisti assistono all’inaugurazione dello stadio Filadelfia promosso dal Conte Enrico Marone Cinzano . Diciotto luglio 1997: i tifosi torinisti assistono alla demolizione dello stadio Filadelfia promossa dall’onorevole Diego Novelli . Sei novembre 2012, cioè ieri, il tam tam mediatico porta alle orecchie dei tifosi la notizia che il Comune di Torino e il Torino Fc hanno condiviso un comunicato dove si annuncia l’intesa per la ricostruzione del Filadelfia con tanto di stretta di mano tra il sindaco Piero Fassino e il presidente granata Urbano Cairo . Soltanto il tempo permetterà di capire se anche questa data novembrina passerà alla storia. Al momento non resta che registrare l’importante novità che apre le porte a un sogno, anzi, il sogno più bello che si staglia nell’immaginario onirico dell’universo granata. OMELIA PROFETICA In una delle sue recenti omelie, in occasione della celebrazione della messa nella Basilica di Superga, Don Aldo Rabino , cappellano granata da 42 anni, ricordò al presidente Urbano Cairo che il patron capace di restituire la “Casa” al Torino, cioè il Filadelfia, sarebbe entrato per sempre nella storia granata. Bene, l’eco di quelle parole e l’emozione per la recente scomparsa dell’amatissima mamma Maria Giulia Castelli , devono aver fatto vibrare i sentimenti del presidente, che ha così trovato la forza e la voglia per compiere l’atteso passo ufficiale verso le istituzioni territoriali, Comune in primis: «Sì, è stata una giornata importante, ho avuto un incontro alla presenza dello stesso sindaco Fassino per affrontare la questione Filadelfia - confermava Cairo quasi in contemporanea con la pubblicazione del comunicato congiunto nel tardo pomeriggio». PAROLE E PAUSE Al telefono non arriva il solito timbro della voce del presidente. Anche le pause sono più lunghe, inusuali rispetto alla sua solita parlantina ritmata e incalzante. Del resto non sta commentando né l’ultimo pareggio, né l’ultimo acquisto di calciomercato. Sta parlando dello stadio Filadelfia, il teatro del Grande Torino, la culla in cui sono cresciuti nidiate di ragazzi del Fila. «Ho verificato la disponibilità del Comune e comunicato quella del Torino attraverso una Fondazione che sto definendo intitolata a mia mamma, grandissima tifosa granata, la “Fondazione Mamma Cairo”. Mi sento di poter dire che è stato fatto un passo in avanti decisivo per dare un impulso forte al fine di ricostruire lo stadio Filadelfia. C’è stata una valutazione dei costi che definirei compatibili. Ora tutti i soggetti coinvolti, quindi la stessa Fondazione Filadelfia, potranno procedere. Mi è stato fatto vedere un progetto ed è davvero bello, molto bello. Difficile fare date ma diciamo che visto che per la realizzazione occorre un anno, un anno e mezzo, diciamo che vorrei vedere la rinascita entro il 2014. Voglio ringraziare tutti coloro che si sono adoperati perché il Filadelfia risorga». Nel tono c’è un pizzico di orgoglio ma anche prudenza, del resto quando ci si mette di mezzo la politica è sempre meglio essere cauti come insegnano le ultime vicende italiane. La telefonata con il presidente Cairo si chiude con una richiesta del patron: «Ci terrei che venisse messa in evidenza un aspetto a me molto caro: il merito per questa mia mossa è di mia mamma. Che non c’è più». Foto: Il Filadelfia virtuale in uno dei progetti vincenti del Concorso di idee indetto dalla Fondazione Urbano Cairo con il sindaco Piero Fassino. A destra l’assessore allo sport Stefano Gallo
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07/11/2012 - Il futuro del campo del Grande Torino “Mancava solo Cairo, ora il Fila può rinascere La Fondazione divisa a metà: «Pochi soldi», «Segnale decisivo»
Silvia Garbarino torino Cairo dixit e una parte della Torino granata per una volta ritrova un sorriso spontaneo per il suo presidente. Il patron del Toro ha ufficializzato l’impegno economico per la ricostruzione del Filadelfia davanti al sindaco della Città, Fassino: «Un milione di euro attraverso la costituenda Fondazione intitolata alla mamma, Maria Giulia Castelli Cairo». È la prima volta dal 2005 che “papa Urbano” si espone concretamente per il campo che vide estasiare anche i non tifosi di Valentino Mazzola e compagni. «Mi fa molto piacere - esordisce Domenico Beccaria, uno dei due rappresentanti dei tifosi nel cda della Fondazione Filadelfia - perchè entrano finalmente dei soldi veri nella Fondazione. Finora quelli promessi da Comune e Regione sembrano i soldini del Monopoli. Comunque, questa previsione economica fatta da Cairo aiuta tecnicamente la Fondazione a non essere sciolta proprio perchè in cassa entra denaro sonanti e dal punto di vista politico dà un ulteriore senso di credibilità al progetto di ricostruzione. Progetto di massima che sarà spero pronto a fine anno, anche se ci sono alcuni spigoli da limare nell’assegnazione degli spazi. Stavolta però sono fiducioso». Stessa sintonia umorale dal rappresentante della Regione nel cda, Gianluca Vignale. «La dichiarazione di Cairo va in continuità con il lavoro svolto da noi finora. Però è fondamentale più che il milione di euro per la ricostruzione, il fatto che Cairo dichiari di accollarsi i futuri costi di gestione e manutenzione dell’impianto. Io credo che il nuovo Fila possa essere realizzato con 8-10 milioni di euro. E con i 3,5 milioni di euro del Comune, i nostri 3,5 (per il mutuo, ndr) e il milione di Cairo si arriva a 8, due li potremo chiedere ai tifosi ma non subito, solo a cantiere aperto. Il mio sogno sarebbe inaugurare il nuovo Fila il 4 maggio 2015». Meno soddisfatti gli altri due rappresentanti del cda della Fondazione. Il presidente Luigi Chiabrera è parco di commenti. «Prendo atto della cifra dichiarata anche se a me risultava che l’impegno economico sarebbe stato diverso. Penso anche che la struttura che sarà la casa del Toro, il luogo d’allenamento, avrebbe potuto richiedere un investimento più sostanzioso». «Mi auguro per prima cosa che Cairo voglia ribadire l’impegno anche davanti al cda - chiosa l’avvocato Andrea Voltolini, neo entrato nel cda - e seppure un milione a fondo perso sia pur sempre onorevole vorrei sentire parlare anche di canone d’affitto per un progetto di ricostruzione che è innovativo e accattivante». La battaglia più intensa si sposterà ora su quei 4mila metri quadrati di area commerciale che rendono il campo del Grande Torino affascinante anche ai cuori (portafogli) non granata. Foto: Un milione di euro è la cifra che il patron del Toro calcio, Urbano Cairo, ha dichiarato ieri, in un incontro con il sindaco Fassino, di voler mettere per la ricostruzione del Filadelfia. Oltre ad accollarsi la gestione e manutenzione dell’impianto
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CAIRO: "METTO SUBITO UN MILIONE" IL PROGETTO FILADELFIA PUO' PARTIRE
Il sindaco Fassino: "Momento importante per la città"Sede e campi di allenamento: il Toro si accollerà i costi di gestione
Il Comune garantisce 3,5 mln, altrettanti la Regione. Urbano: "Lavori al via nel 2014 " (S. Garbarino/G. Oddenino)
Incontro con Fassino a Torino: ecco i soldi per il Filadelfia
TORINO - A Torino si è da poco concluso un importante vertice in Municipio. Il presidente granata, Urbano Cairo, e il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino, hanno affrontato il nodo gordiano dello stadio Filadelfia, quello assurdamente raso al suolo nel 1997. I primi rumors sembrano clamorosi: sarebbe stato sciolto il nodo del nodo, il più tosto, quello economico. E il patron del Toro, spesso e ripetutamente accusato di fuggire il problema e di fare orecchie da mercante alla domanda “quanti soldi metterà per la ricostruzione del Filadelfia", avrebbe preso impegno di far fronte alla sua parte di investimento. Insomma, in soldoni, a Torino oggi è stata posta la prima, per quanto metaforica, pietra. Questa: ricostruire lo stadio del Grande Torino costerà tot e questo tot lo dividiamo così.
«Il Presidente Cairo ha ipotizzato di contribuire a finanziare la costruzione con un milione di euro attraverso la costituenda Fondazione intitolata alla mamma, Maria Giulia Castelli Cairo, grande tifosa granata, che per anni ha fatto parte del consiglio di amministrazione della società»
TORINO - Ecco il comunicato del Comune di Torino che annuncia l'accordo di massima tra il Comune e il club per la ricostruzione del Filadelfia: «Si è svolto oggi un incontro tra il Sindaco Piero Fassino, l’Assessore comunale allo Sport Stefano Gallo e il Presidente del Torino F.C., Urbano Cairo. Tema del colloquio la ricostruzione dello Stadio Filadelfia. Circa le risorse economiche necessarie il Sindaco Fassino ha confermato che l’impegno della Città, di 3 milioni e mezzo di euro, è iscritto nel bilancio di Palazzo Civico, per il triennio 2012-2014. Il Presidente Cairo ha ipotizzato di contribuire a finanziare la costruzione con un milione di euro attraverso la costituenda Fondazione intitolata alla mamma, Maria Giulia Castelli Cairo, grande tifosa granata, che per anni ha fatto parte del consiglio di amministrazione del Torino. A tale cifra, a carico del Torino Calcio F.C., si aggiungerà quella destinata a coprire i costi di gestione e manutenzione dell’impianto sportivo, quota non ancora quantificabile in quanto sono in corso valutazioni e verifiche. L’incontro si è concluso con soddisfazione reciproca e con l’auspicio che anche da parte degli altri soggetti partecipanti alla Fondazione vi sia presto la conferma delle risorse che intendono conferire. Torino, 6 novembre 2012».
Fassino ha incontrato Cairo per la costruzione del nuovo stadio. Il patron verserà un milione dalla fondazione intitolata alla madre
Il Comune di Torino ha destinato 3 milioni e mezzo di euro, nel triennio 2012-2014, per la ricostruzione dello Stadio Filadelfia. L’impegno, inserito nel bilancio cittadino, è stato ribadito oggi dal sindaco Piero Fassino nell’incontro con Urbano Cairo, presidente del Torino.
Cairo ha informato il sindaco di voler contribuire alla costruzione del Filadelfia con un milione di euro attraverso la fondazione intitolata alla madre, Maria Giulia Castelli Cairo, che per anni ha fatto parte del consiglio di amministrazione del Torino.
Foto: La festa per la promozione al vecchio Filadelfia
24/05/08 - Fila: Cairo promette i soldi! Scoperto il clamoroso voto che il presidente fece il giorno di Superga Don Rabino: «Sì, il patron prese quell’impegno davanti a me in caso di salvezza» «Mi strinse la mano e chiamò De Biasi a “tagliare” per suggellare la parola d’onore. Disse: se il Toro resta in A, metterò la stessa cifra del Comune, cioè 3 milioni e mezzo»...
Patto Fassino-Cairo: «Abbiamo preso un impegno solenne»Il presidente del Toro: «Trattiamo il rinnovo dell’affitto all’Olimpico, ma prima viene il Fila».
Il sindaco e la gaffe sul Grande Torino
STEFANO LANZO TORINO. Nel giorno della memoria granata, della riflessione, della preghiera, della costante attesa di una rinascita auspicabile e auspicata, il Municipio di Torino indossa il suo vestito da cerimonia per celebrare con i massimi onori, per la prima volta ufficialmente, il Grande Torino a 63 anni da quel tragico pomeriggio che si portò via un «simbolo di un’Italia che voleva uscire dalle sofferenze della guerra», estrapolando un passaggio del discorso del presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris , in apertura della commemorazione istituzionale. Ma piangere Superga non deve significare guardarsi indietro, rimpiangere un passato che non tornerà più: è progettare e costruire un futuro migliore. Un futuro granata che non può prescindere dalla ricostruzione del caposaldo dell’universo del Toro: il Filadelfia. E allora è vitale che le parole spese ieri dal sindaco di Torino, Piero Fassino , e dal presidente del club granata, Urbano Cairo , non finiscano nel vento, ma siano la concreta spinta alla rinascita. «Adesso ci sono delle condizioni riguardo il Filadelfia, attraverso il lavoro della Fondazione, che prima non si erano mai concretizzate», è la premessa di Cairo: accelerare, dunque, deve essere l’imperativo assoluto. LA STRETTA DI MANO Sorrisi, cordialità, una calorosa e significativa stretta di mano nella Sala Rossa gremita, per poi rinnovare l’intesa in una stanza di Palazzo di Città, lontano da occhi e orecchie indiscreti: l’unità di intenti traspare nelle parole di Fassino e Cairo che risuonano all’unisono. Annuisce il patron granata: «Sì, abbiamo la possibilità di svoltare sul Filadelfia, a 15 anni dalla sua demolizione. Abbiamo unità di intenti e assoluta concordia con tutti i soggetti presenti nella Fondazione: noi del Torino Fc, il Comune, la Regione, le associazioni dei tifosi. Siamo pronti a dare un impulso determinante alla ricostruzione e il Torino Fc c’è, pronto a fare la sua parte anche dal punto di vista economico. In una giornata come questa, con tutti i significati che si porta dietro, ci prendiamo un impegno solenne: nel concreto, diamo velocità alla Fondazione Filadelfia, ora con il vaglio dei 34 progetti e poi con i prossimi passi nell’immediato futuro, anche attraverso l’intervento finanziario del Credito sportivo. Con il sindaco Fassino permane una grande intesa: la collaborazione è proficua e sul Filadelfia la vediamo allo stesso modo». E l’Olimpico? «Stiamo trattando con il Municipio per il rinnovo del contratto di affitto, ma ciò non esclude altre situazioni, come ad esempio il comodato d’uso per 99 anni. Ma l’Olimpico, in questo momento, non è una priorità assoluta per noi: la precedenza deve averla il Filadelfia». LUSTRO ALLA STORIA Le riflessioni di Fassino non sono differenti: «Abbiamo il dovere di trasmettere questa memoria alle generazione future, anche per questo motivo ho intenzione di arrivare a una felice conclusione nel progetto di ricostruzione del Filadelfia, che sia allo stesso tempo luogo di sport e di memoria. E’ una parte importante del nostro programma elettorale e dunque è nostra intenzione portare a termine l’obiettivo, perché la Città vuole dare ancora più lustro al Torino e alla sua storia unica». Il sindaco ha sottolineato come «la tragedia di Superga sia uno di quegli eventi che non si possono dimenticare e ciascuno di noi ha cristallizzato nella memoria ciò che i nostri genitori ci hanno raccontato. Il Torino ha reso onore allo sport italiano e dunque il nostro sentimento è di gratitudine, augurandoci che la società possa cogliere quel successo auspicato da tutti noi». Un ricordo sincero e sentito, non senza una gaffe, quando Fassino ha evidenziato come «il Grande Torino poteva vantare nove giocatori su undici nella Nazionale italiana». In realtà sono stati anche dieci, ma è un peccato veniale per chi non ha mai nascosto la propria fede juventina. LA PROPOSTA DI LEGGE Il giorno della memoria granata il 4 maggio è diventato evento ufficiale, a livello locale, soltanto da quest’anno, ma non tutti sanno che esiste una proposta di legge per istituirlo anche a livello nazionale. L’ha presentata l’onorevole, torinese e granata, Davide Cavallotto , Lega Nord (che aveva presentato la mozione comunale a Torino per il 4 maggio), qualche mese fa e da allora è rimasta “sepolta” tra le carte di una delle commissioni parlamentari. Un peccato, perché il Grande Torino è stato un simbolo dell’Italia intera. «Sarebbe bellissimo - è il pensiero di Cavallotto - se la ricostruzione del Filadelfia andasse di pari passo con l’iter parlamentare, anche piuttosto breve, per riconoscere il 4 maggio come giorno di commemorazione dei Caduti di Superga. La proposta di legge c’è, adesso serve soltanto la volontà politica di rendere omaggio a un patrimonio della nostra storia, ovvero il Grande Torino».
Nella predica una stoccata anche al mondo del calcio: «Continueremo a esistere: ma ci sarà consentito?»
SUPERGA. Ogbonna , Coppola , Franco Ossola declamano le letture sacre dal pulpito. Don Rabino li guarda con trasporto. La predica è intessuta come sempre di molti richiami sportivi, la basilica anche stavolta risuona, il cappellano del Toro fa sempre breccia. Saluta i presenti, i parenti delle vittime, porta idealmente in braccio «i tanti giovani, la speranza, la garanzia del futuro». Saluta tutto il Toro. I suoi sono atti di accusa. O inviti pressanti. E memorie da proteggere. Per Cairo : «Caro pres, hai fatto molto, lo confermano i fatti, ma una bella canzone dice che si può dare di più. Hai fatto 30, fai 31!». Applaudono tutti, anche tanti giocatori. Si coglie un sorriso in Cairo, chissà se e quanto tirato. Don Aldo lo guarda fisso, la parlata è carica di carisma: «Sono 3 o 4 i grandi presidenti del Toro. Puoi diventarlo anche tu, ma devi fare una cosa. E sai bene quale». Il Filadelfia, senza dubbio. Il gioco di parole è per « Ventura , cui auguro che l’avventura finisca in gloria». Quindi, ai giocatori: «Deponete ogni paura. Siete bravi ragazzi. Raccogliete il sangue versato a Superga. Imparate a capire, qui, cosa significa indossare la maglia del Toro». Altri applausi. «Senza distinzioni, invito i tifosi a stare uniti. La forza dei poveri ottiene risultati solo se tutti remano verso la medesima meta. Vogliamo tutti vincere la sfida. Il senso della marcia dei 50 mila non si è perduto, è quassù. Non si è fermata quella fiumana. Continua a vivere, procede. Ognuno faccia la sua parte. Non so per chi tifa il Padreterno, ma don Bosco era granata. Questo è certo. Perché era dalla parte dei poveri». Applausi. «Ricordiamo anche le vittime dell’Heysel, le loro famiglie. Noi saremo anche i parenti poveri, ma siamo ricchi di sentimenti». Applausi. Mani che si stringono.
CIMMINELLI «Ritempriamo le energie morali. Ricordiamo anche Cimminelli », il patron del fallimento, scomparso nei mesi scorsi. Pietà umana e giustizia invoca don Aldo: «Uomo troppo schietto e sincero, Cimmi, per poter stare in un sistema che fa della menzogna l’arma migliore. Obbligato a entrare in un mondo non suo, ha pagato tutto, colpito dalla giungla del calcio e da cattivi consiglieri. Eppure, lui, aveva forgiato un Toro cresciuto per molti elementi nel vivaio, che oggi vediamo giocare anche in Nazionale. Incappò in un fallimento premeditato. Che brutta pagina». Il crescendo: «La coscienza di appartenere alla storia granata si è un po’ smarrita, sopita in questi anni per promesse mai realizzate. Che fatica proporre un progetto che apra alla speranza. Ci sono spaccature tra i tifosi: è brutto. Vedo circolare strani personaggi. Vedo partite e fatico a capire strane decisioni arbitrali. Vedo violenze verbali e fisiche. Vedo sentenze e controsentenze (black out di Padova, ndr). Fino a quando? Qualcuno pesca nel torbido? Chi ci marcia sopra? E’ solo merce di scambio tra calcio, tv spezzatino e giustizia sportiva? Continueremo a esistere: ma ci sarà consentito? Che futuro ha il Toro, questa realtà unica e storica? Ma voglio trasmettere speranza: siamo sempre in marcia. E Superga è il patrimonio più forte del Toro. La cassaforte del Toro. La sua coscienza». Dirà Cairo, a posteriori: «Mi piace molto la canzone citata da don Aldo. “Si può dare di più” è quella che canto più volentieri, è la mia preferita».
BALICE-BONETTO
Foto: SUPERGA. Don Aldo con Ferri, Ventura, Comi e Cairo prima della funzione (LaPresse)