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sabato 27 giugno 2009

12/05/00 - "LA SCUOLA ADOTTA UN MONUMENTO". DOMENICA MANIFESTAZIONE ALLO STADIO FILADELFIA

Domenica 14 maggio lo Stadio Filadelfia ritorna, per un giorno, ad ospitare spettatori e appassionati, e sul suo campo da gioco potranno giocare alcuni ragazzi con Claudio Sala.

Infatti nella prima giornata della manifestazione "La Scuola adotta un monumento", tra le strutture aperte al pubblico con l'aiuto degli alunni delle scuole torinesi, merita un'attenzione particolare lo Stadio Filadelfia, adottato, da quest'anno, dagli allievi della Scuola Media Statale "G. B. Vico", che stanno realizzando una raccolta di cimeli del grande Torino e sono impegnati nella costruzione di un plastico della struttura.

Il luogo caro alla memoria degli sportivi torinesi, situato in via Filadelfia 38, potrà essere visitato dalle 15 alle 19.

Alle 18 vi sarà un momento particolare, con la presenza dell'Assessore Paola Pozzi, di Claudio Sala uno dei campioni che hanno giocato nel Torino, del Presidente della Fondazione Campo Filadelfia Diego Novelli e di Domenico Beccaria Presidente dell'Associazione Memoria Storica Granata.

In conclusione, a partire dalle 18,30, si svolgerà uno spettacolo musicale.

Non tutti sanno che il vero nome del glorioso stadio Filadelfia, detto semplicemente il Fila, e "Campo Torino"; nasceva con questo nome il 17 ottobre 1926 per volere del Conte Enrico Marone di Cinzano, allora presidente del club Torino F.C. Il progetto fu affidato all'ingegnere Gamba, insegnante al Politecnico torinese, e la costruzione fu eseguita dal Commendator Filippa. Fu inaugurato alla presenza del principe ereditario Umberto e della principessa Maria Adelaide con la benedizione dell'arcivescovo di Torino Monsignore Gamba. La prima partita disputata il giorno stesso fu Torino FC-Fortitudo Roma, con il risultato di 4-0 per il Torino, alla presenza di 15.000 spettatori. Lo stadio, situato nell'area dei Mercati Generali, è ubicato in via Filadelfia, da cui poi prese il nome.

La rievocazione storica dell'inaugurazione (73 anni dopo) è stata fatta dai ragazzi della Scuola Media G. B. Vico, il 17 ottobre 1999 con la collaborazione dell'Associazione Memoria Storica Granata, allo stadio Delle Alpi prima della partita di campionato Torino-Bari. (g.f.)

Torino, 12 maggio 2000

http://www.comune.torino.it/servizi-educativi/adotta/sch_a-m-02/stadio-filadelfia.htm


SCUOLA MEDIA VICO - v. Tunisi 102
STADIO FILADELFIA - v.Filadelfia 36

a cura di Graziella Grasso e Pierangela Triberti

COLLOCAZIONE DEL MONUMENTO NEL CONTESTO STORICO
Non tutti sanno che il vero nome del glorioso stadio Filadelfia, detto semplicemente il Fila, è "Campo Torino"; nasceva con questo nome il 17 ottobre 1926 per volere del Conte Enrico Marone di Cinzano, allora presidente del club Torino F.C. Il progetto fu affidato all'ingegnere Gamba, insegnante al Politecnico torinese, e la costruzione fu eseguita dal commendatore Filippa. Fu inaugurato alla presenza del principe ereditario Umberto e della principessa Maria Adelaide, con la benedizione dell'arcivescovo di Torino Monsignore Gamba.
La prima partita, disputata il giorno stesso, fu Torino F.C. - Fortitudo Roma, con il risultato di 4-0 per il Torino, alla presenza di 15000 spettatori. Lo stadio, situato nell'area dei Mercati Generali, è ubicato in via Filadelfia, da cui poi prese il nome. La rievocazione storica dell'inaugurazione (73 anni dopo) è stata fatta dai ragazzi della scuola media G.B. Vico, il 17 ottobre 1999 con la collaborazione dell'Associazione Memoria Storica Granata, allo Stadio Delle Alpi, prima della partita di campionato Torino-Bari.

MOTIVO DELL'ADOZIONE
Far conoscere ai ragazzi le origini gloriose del vecchio stadio ormai in completo abbandono, depositario della storia di un periodo eccezionale per la nostra città.

ATTUALE DESTINAZIONE E RAPPORTO CON L'AMBIENTE
Attualmente in disuso, con alcuni elementi architettonici di epoca fascista visibili, è in attesa di prossima ricostruzione

METODO DI LAVORO
È stata fatta una prima ricerca di materiali presso testate giornalistiche, personaggi legati alla storia del Grande Torino, la Società Torino; in collaborazione con l'Associazione Memoria Storica Granata, si è poi realizzata una mostra che verrà riproposta in maniera più dettagliata ed articolata.

PROPOSTE PER LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA
Mantenere vivo il ricordo del glorioso passato dello stadio Filadelfia, con la speranza di restituirlo alle generazioni future, in modo che possano riflettere su che cosa è diventato il gioco del calcio oggi, e quali erano invece gli antichi valori morali ad esso legati.

giovedì 23 aprile 2009

29-12-2000, DA RICORDARE

STAMPA, TORINO, pag.38

STADIO FILADELFIA. Udite udite: in otto mesi, il patron del Torino Francesco Cimminelli e' riuscito dove avevano fallito tanti suoi predecessori. Firmato l'accordo con il Demanio, e' ormai certo che il Toro riavra' la propria «casa»: diversa, certo, fantascientifica con tanto di superfici mobili. Ma si chiamera' «FILADELFIA» e tanto basta per regalare un sogno.

24-12-2000, Filadelfia, centro giovanile, successi: addio tristezza La tentazione dell'ottimismo

STAMPA, NAZIONALE, pag.30

TORINO. BEN sapendo cosa la gente del calcio vuole toccare, palpare, pomiciare, possedere, il Torino inteso come squadra ha provveduto ieri, vincendo sul Pescara, a fare ai suoi tifosi un altro regalo di Natale, dopo i due - ancora cartacei, ma davvero sembra carta che canta - che si chiamano STADIO FILADELFIA e centro di Borgaro. Lo spacchettamento di questo regalo "da campo", il quarto consecutivo - e tre volte per 1 a 0 - in quattro giornate di campionato, con impressionante risalita di classifica, e' stato meno sofferto di quello dei precedenti. L'ipotesi di un pareggio pescarese contro i granata in profondo rosso fisico ha occupato quasi esclusivamente i dieci minuti finali. Contro l'Empoli occupo' tutto il secondo tempo, contro il Cagliari tutti gli 81 minuti fra il gol di Schwoch e il fischio finale, contro il Ravenna tutta la partita, se si pensa che la squadra romagnola era arrivata a Torino a pezzi, persino piu' del Pescara di ieri, e subito il Torino le aveva balbettato contro. Insomma, va sempre meglio, o meno peggio. Ieri Bucci non e' stato chiamato ad interventi salvifici in extremis, e Schwoch alla fine e' parso meno asfissiato che nel match precedente, e qualcuno dopo 90' e passa correva ancora, e Camolese ha fatto infatti un solo innesto fresco (Tricarico) prima del secondo minuto di recupero, quando ha offerto la comparsata a Cudini. Si soffre insomma sempre di meno, si spera sempre di piu', si vede un gioco in grosso miglioramento sia nei fondamentali che nelle chicche. Tutto cio' e' assai poco "granata oggi", visto che sofferenza e visione di pessimo gioco erano ormai diventate situazioni fisiologiche della tifoseria. Intanto che e' assai poco granata la presenza di una proprieta' con forti mezzi economici. Gli adepti del soffrire, gli asceti della sfiga dovrebbero essere addirittura preoccupati, e forse lo sono. Nell'ultima settimana e' diventato persino possibile pensare ad un Toro che sale in A e ci resta intanto che le ruspe e poi le gru gli danno lo STADIO piu' moderno e interessante d'Italia e il centro giovanile piu' utile e intelligente. Francamente troppo, la pausa del campionato e la pausa anche un po' delle notizie arriva al momento giusto per non far affogare il popolo granata in un ottimismo che storicamente non gli puo' ne' deve appartenere, che fisiologicamente non puo' ne' deve permettersi. Perche' poi le mazzate arrivano, si batte la testa contro un vetro, la palla sbatte contro un palo (due volte, ieri), il comune vieta il FILADELFIA perche' i portaceneri non sono a norma... Tutto il balordo del mondo puo' accadere al Toro, anzi e' gia' accaduto e puo' accadere di nuovo. La tentazione, guardando la classifica e anche il gioco, guardando la squadra e anche (soprattutto) la societa', di fare due o tre esercizi di ottimismo e' forte, ma bisogna stare attenti, stare calmi. Quello di domani non e' un buon Natale, e' un non brutto Natale. Per chi sa di cose granata, la constatazione e' bellissima.
Gian Paolo Ormezzano

19-12-2000, Dai vecchi ricordi all'attesa svolta che apre nuovi orizzonti Si torna a scommettere sul futuro

STAMPA, NAZIONALE, pag.34

La giornata di ieri a Torino, al Torino, potrebbe/potra', dovrebbe/dovra' diventare storica: verifica nel 2004, forse anche prima, nel nuovo STADIO della squadra che intanto dovra' essere tornata Toro. Adesso e' molto difficile, praticamente impossibile tornare indietro, sfoggiando ingenua improvvida follia o pavida perfida «saggezza»: e d'altronde Francesco Cimminelli ha tutte le intenzioni e tutti i soldi e tutte le esperienze di lavoro per andare avanti. La Fondazione FILADELFIA di Diego Novelli e di altri tifosi ricchi di fede e di idee ha trasmesso i suoi poteri sul terreno del vecchio STADIO al Torino, la palla per il calcio d'inizio e' passata al Comune, i lavori stanno davvero per cominciare. Potete conoscere altrove, su questa pagina, i connotati della creatura dalla base trivalente (erba, legno, ghiaccio). Ovviamente ci saranno polemiche: il nuovo FILADELFIA non sorge sul terreno del vecchio, ma appena piu' in la'. Non sara' un tempio di memorie (comunque il museo del Torino e' previsto a pochi metri), sara' un costoso complesso sportivo-commerciale che dovra' fra l'altro fruttar soldi, che sposera' innumeri esigenze della citta'. Cimminelli ha detto: «Ma si chiamera' FILADELFIA, non potrebbe essere altrimenti». I vecchi tifosi stenteranno a ritrovarsi, i piu' giovani dei vecchi obietteranno che. Ma noi ricordiamo che quando la Fondazione prese in mano la situazione, pagando poco piu' che simbolicamente il vecchio decrepito STADIO a Calleri, si parlava di campo di allenamento con intorno settemila posti, e a tutti andava bene. I posti saranno quadruplicati, il campo sara' di calcio soltanto quando avra' lo strato verde, ma e' chiaro che, trattandosi di amore pieno, dunque di sentimento assoluto al cui detentore non puo' andar bene nulla di relativo, qualsiasi soluzione sarebbe discussa. Se uno sceicco folle avesse offerto la ricostruzione integrale, precisissima, si direbbe di culto del passatismo. Se qualcuno avesse regalato i miliardoni per l'operazione, si direbbe di elemosina offensiva oppure (speculazione) pelosa. Se si fosse ripensato a una sottoscrizione popolare, ci sarebbe stata legittima diffidenza. Resta il fatto che ieri alla sede del Torino e' stato persino possibile frequentare, nelle fortunatamente spampanatissima ufficialita' della cerimonia, accanto all'emozione del momento l'emozione del passato e - massi' - del futuro. Molti gli occhi lucidi doc. Facile sentimentalare per Romero vecchio cuore granata, ma anche Cimminelli ci e' andato vicino, lui che si professa ancora rubentino pero' «con mutazione di pelle in pieno corso». L'estrema e persino spregiudicata modernita' della costruzione potrebbe stridere con il grumo sentimentale, la «pietra nera» del tifo fondamentalista granata, che il nuovo FILADELFIA terra' dentro di se', che sara' in ogni caso il suo cuore. Ma l'esperimento e' stimolante, oltre che inevitabile, necessario. E adesso bisogna decidere se continuare il sogno impossibile o svegliarci e vivere una realta' che al sogno puo' assomigliare abbastanza.
Gian Paolo Ormezzano

19-12-2000, Il nuovo Filadelfia come l'Arena dell'Ajax Acquisiti i terreni: 25 mila posti, pronto nel 2004

STAMPA, NAZIONALE, pag.34

Romero, presidente del Toro, l'ha definita «una giornata storica»: nasce uno stadio polivalente inserito in un parco

TORINO Un'arena per il Toro, si chiamera' come lo STADIO del mito: FILADELFIA. Non e' la prima volta che scriviamo della resurrezione del vecchio «Fila». Pero', adesso non scriviamo di intenzioni che chissa' quando si vestiranno di concretezza. No, adesso e' successo un fatto fondamentale al punto che Tilli Romero, presidente della societa', ha definito la giornata «storica». Francesco Cimminelli, il patron del club, ha acquisito dal Demanio e dalle Dogane i terreni sui quali edifichera' il nuovo impianto. Grazie a una rapidissima, considerate le lentezze della burocrazia, operazione di permuta, sono diventati di cimminelliana proprieta' i vasti spazi che fronteggiano le poche macerie del leggendario STADIO. Qui, dove per decenni ha abitato la frenesia dei Mercati generali, nascera' il tempio granata. Guardera' all'antico trasformato in un parco, il parco FILADELFIA, guardera' alle cosiddette «Tribune della memoria» dove, sulle ceneri di quella lignea che vide l'epopea degli Invincibili capitanati da Valentino Mazzola, sara' costruita una struttura nella quale alloggeranno il museo del Toro, la sede. In cambio di questi terreni, Cimminelli edifichera' un palazzo per le Dogane. «Per il 2004 avremo uno STADIO unico, ipermoderno. Speriamo entro fine febbraio di avere l'ok del Comune». Frasi di un euforico Cimminelli. L'ok, a sentire gli assessori comunali Corsico e Passoni, non dovrebbe essere in discussione. Abbiamo parlato di arena, non casualmente. Dato che il nuovo STADIO s'ispira' all'Arena dell'Ajax, la spettacolare bomboniera argentata nel verde della periferia di Amsterdam. Quell'impianto e la forma del vecchio Comunale sono i padri del progetto dell'architetto Alberto Rolla. Due differenze: il tempio del Toro sara' grande la meta', conterra' al massimo 30 mila spettatori («Ci fermeremo a 25 mila - e' il volere di Cimminelli -: meglio avere la gente che fa la coda fuori che vedere gradinate con buchi vuoti»). La seconda differenza: «Il FILADELFIA sara' polivalente, con tre pavimenti: ne togli uno ed ecco il campo per l'hockey. Togli questo ed ecco il terzo, per mega manifestazioni, esempio concerti». Per gli spettatori, una pacchia, siccome il campo sara' distante solo 8 metri dalla prima fila di sedili. Una pacchia anche per Cimminelli, dal punto di vista dell'affare: dopo il Toro sara' cosi' suo anche lo STADIO i cui costi s'aggirano sui cento miliardi e, rientrando l'opera nei fini olimpici (impianto del ghiaccio), dovrebbero rientrare almeno in parte nei contributi statali per i Giochi. Una pacchia, ha assicurato Corsico, e assicurano gli urbanisti, pure per il quartiere: disporra' di un polmone verde, il parco FILADELFIA, e godra' di nuove attivita' commerciali. Gia': il business comprende l'hotel a cinque stelle e la galassia di negozi, ristoranti, sale-gioco, videoteche, discoteca e centri-fitness che fasceranno l'arena. Esattamente com'e' lo STADIO Ullevi di Oslo. Certo, in Norvegia mica c'e' l'insidia della teppaglia che ogni partita riversa sugli italici impianti. Comunque, questi sono problemini. Il problemone e' che nell'arena granata ci giochi un Toro da A. Certo, e' augurabile che i granata, entro il 2004, siano tornati all'onore del mondo (pallonaro). Guai a dirlo al padrone («Ci torniamo subito, ora») e a Romero che s'aspetta un «regalino per Natale: la vittoria sul Pescara» con conseguente vista, seppure da lontano, del Paradiso. Ieri, comunque, il Paradiso si chiamava FILADELFIA, «la lunga marcia per arrivarci e' finita» (parole del patron giustamente euforico). Come dargli torto? In manco un anno s'e' comperato il Torino e adesso e' quasi riuscito nell'impresa che arricchira' lui e dara' ai granata una casa vera.

Claudio Giacchino

19/12/00 - Filadelfia, la rinascita

Repubblica — pagina 13

Polemiche, parole e promesse fanno parte del passato: ieri mattina è iniziato il periodo più concreto. Nella sede granata di piazza San Carlo è stato compiuto il primo passo di un cammino importante. Quello che, nel giro di tre anni, dovrebbe regalare al popolo della Maratona una specie di sogno, da molti ormai abbandonato: la rinascita della storica casa del Grande Torino; la nuova vita del mitico Filadelfia. Non proprio dello stadio che fu, visto che di quello sono rimasti solo due spicchi di curva e un muro pericolante, ma comunque di qualcosa di simile, in grado di ricreare la magica atmosfera dei bei tempi andati. La prima mossa concreta di un progetto che fino a due giorni fa poteva sembrare un'utopia, è stata la firma del protocollo preliminare di intesa per l'acquisto, da parte della Sis (la società di Cimminelli proprietaria del Torino), delle aree demaniali su cui l'impianto sarà costruito. Si tratta della zona che si affaccia su via Giordano Bruno, esattamente di fronte al luogo in cui sorgeva il vecchio Filadelfia, quello vero. Lo spostamento dall'altra parte della strada è stato necessario per ovviare ad altrimenti irrisolvibili problemi di spazio: «La lunghezza dello stadio utilizzato da una squadra professionistica - ha spiegato Alberto Rolla, l'architetto che ha curato il progetto - è fissata in duecento metri. Dove ci sono i resti del vecchio campo, quello nuovo non ci sarebbe stato». Le trattative per il passaggio delle aree dal demanio alla Sis (e quindi a Cimminelli, ma non al Torino) sono state portate avanti su tre fronti. Si è dovuto infatti discutere anche con la dogana, principale fruitrice dei terreni. Per risolvere la questione, in una sorta di baratto, il padrone del club granata farà costruire, per gli sfrattati di lusso, un nuovo edificio. Per la buona riuscita di queste prime operazioni, ha svolto un ruolo fondamentale la Fondazione Filadelfia di Diego Novelli. Protagonista delle prossime diventa il Comune, a cui spetterà concedere le necessarie licenze: «Se questo accadrà entro il prossimo 28 febbraio - sono state parole di Cimminelli - nel 2004 il Filadelfia sarà funzionale. Altrimenti i tempi si allungheranno». Anche perché il progetto non prevede l'edificazione di un semplice stadio da 25 mila posti finalmente senza pista di atletica, bensì un impianto polifunzionale studiato «prendendo ad esempio la forma del Comunale e la funzionalità dell'Amsterdam Arena, dove gioca l'Ajax». Ci saranno tre manti sovrapposti: uno in erba, uno per le gare di hockey di Torino di 2006 e un parquet. La copertura sarà mobile e verrà aperta solo in occasione degli incontri di calcio. In totale l'opera occuperà quasi 84 mila metri quadrati, comprendenti negozi, un albergo, parcheggi e il «Parco». Quest'ultimo sorgerà dove c'era una volta il Filadelfia: ai pochi e storici ricordi rimasti intatti, saranno aggiunti ampi spazi verdi e una costruzione nella quale saranno ospitati il museo e la sede del Torino. L'intera zona andrà incontro a un positivo processo di riqualificazione.
- ALESSANDRO ALCIATO

18-12-2000, In mattinata si definisce l'acquisto del terreno per il «Filadelfia" " Tre punti per gustare la firma di oggi

STAMPA, NAZIONALE, pag.34

TORINO. GUAI se ieri il Torino si fosse fatto pareggiare dall'Empoli, subendo nel finale, oltre all'iniziativa avversaria, anche un gol, con tutta la squadra granata mantecata dalla fatica. Guai non soltanto per la classifica, che si sta risistemando, per la Maratona alla fine comunque felice, per Camolese che sta insegnando bene in fatto di disimpegni arretrati e di manovre avanzate, ma per la cerimonia di stamani. Perche' alla sede sociale, ore 10,30, verra' firmato con il Demanio l'atto di acquisto dei metri quadrati, circa 40.000, che mancano per fare del FILADELFIA uno STADIO completo. Sono i terreni al di la' della via Giordano Bruno, Cimminelli li comprera', e nell'occasione verra' anche mostrato un plastico choccante del nuovo complesso. Si pensi ad un momento cosi' decisamente storico dopo appena un pareggio, e in casa. Se Bucci non si fosse alzato a parare «da miracolo» un tiro di Iacopino, a poco dalla fine, stamani sarebbe stato di nuovo un purgatorio, o un paradiso teorico. Invece si gustera' meglio l'annuncio dello STADIO da 28. 000 posti, della copertura totale, della piena trasformabilita' dell'impianto per diventare un palazzo del ghiaccio (quello di Torino 2006) o un posto per conventions, sport indoor, feste, della raggiunta disponibilita' finanziaria anche attraverso la Banca Europea Investimenti, dell'inizio possibile dei lavori gia' nel prossimo gennaio per finire nel 2004. Il Torino, che ieri ha guadagnato altri 10' di tenuta atletica, alcuni schemi in piu', Schwoch for ever, Colombo idem, guadagna stamani una forte sicurezza in un futuro speciale (aggettivo normale per le cose granata), ma speciale in bene per quella che sara' la consistenza di una fede nel tempio ritrovato, e pazienza se trasformato.
Gian Paolo Ormezzano

16/12/00 - Toro e demanio firmano intesa

Repubblica — pagina 13

Lunedì prossimo il Torino calcio e il Demanio sigleranno, nella sede di via Maria Vittoria, il protocollo d' intesa che prevede l' acquisizione, da parte della società granata, dell' area demaniale prospiciente quella del "Filadelfia". Una volta che sarà rimosso questo ostacolo burocratico, il Torino è avviato verso la realizzazione del progetto di ricostruzione del glorioso stadio, che secondo i programmi dovrebbe essere portata a termine entro un paio d' anni.

06/12/00 - Delle Alpi altro rinvio sull'accordo

Repubblica — pagina 7

Ancora un tempo per l'estenuante partita fra il Comune, la Rubentus e il Torino per la gestione «bianconera» dello stadio Delle Alpi, con il contorno di attività commerciali, campi di allenamento, sede sociale. Ieri i vertici di piazza Crimea hanno chiesto chiarimenti sul protocollo d'intesa presentato dagli assessori Viano, Passoni, Perone, Bonino e dal direttore generale Vaciago che successivamente hanno incontrato i dirigenti granata. La Rube non contesta la cifra da versare (36,2 miliardi in base ad una perizia) per ottenere la gestione dell'impianto per 99 anni. È disposta ad ospitare (ma dietro il pagamento di un canone d'affitto) il Torino fino al 30 giugno 2005. E soprattutto sollecita più chiarezza sul trasferimento di una centrale Aem ai lati di corso Ferrara (7 miliardi il costo). Il Torino vuole che le modifiche al piano regolatore per dare il via alla ricostruzione del Filadelfia siano avviate dal Comune contemporaneamente a quelle per la Continassa. Le parti si risentiranno domani per arrivare ad un accordo entro la fine dell'anno.
(g.l.v.)

18-10-2000, Il progetto, che comprende stadio, negozi, albergo, ristorante e museo, presentato ufficialmente alla citta'

STAMPA, TORINO, pag.41

E' caduto il velo sul nuovo Filadelfia Sara' ultimato tra 4 anni

Una superficie complessiva di oltre 73 mila metri quadrati, che comprende il campo di gioco con tetto semovente e tribune con copertura fissa per 25 mila spettatori, uffici direttivi della societa', il museo, un ristorante, negozi, un albergo con 150 camere (occupera' 10 mila metri quadri) e parcheggi. Costo presunto dell'intera operazione: circa 100 miliardi. Ecco lo STADIO del Toro che risorge poco sotto il mitico FILADELFIA, previsto su una nuova area fra le vie Zino Zini, Giordano Bruno, FILADELFIA, Tunisi e Spano a poche centinaia di metri dal futuro sottopasso di corso Spezia. Il progetto e' stato presentato ieri ai capigruppo del Consiglio comunale da Franco Cimminelli, Tilli Romero e dall'architetto Alberto Rolla con mappe, foto, volumetrie e particolari illustrati su un fascicolo di 25 pagine con i simboli granata sulla copertina. Durante l'audizione - chiesta dal capogruppo di Forza Italia, Daniele Cantore, e sollecitata da due mozioni firmate dal verde Silvio Viale e da Mario Contu di Rifondazione comunista - i dirigenti del Torino Calcio hanno precisato di avere di fatto in tasca l'accordo con la Finanza e il gruppo Recchi per acquisire le aree necessarie a realizzare l'impianto che non sara' costruito dove sorgeva il vecchio campo di gioco, ma al di la' di via Giordano Bruno, sui terreni oggi occupati da un edificio delle Fiamme Gialle che verra' spostato di un isolato in uno stabile nuovo da realizzare a spese della societa' granata. I tempi operativi dovrebbero essere rapidi con tutto pronto nel 2004. Soprattutto se il «Toroc», ossia il Comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali del 2006 (presieduto dal sindaco Valentino Castellani e dalla vice vicaria, Evelina Christillin), e l'Agenzia appena varata dal governo accoglieranno l'opzione (in alternativa ci sarebbe il Comunale, mentre l'ipotesi della Continassa sembra tramontata) di far disputare le gare dell'hockey su ghiaccio nell'area FILADELFIA. In tal caso la nuova «bomboniera» - fra le piu' grandi d'Europa - avra' due campi con annesse tribunette mobili: il primo per le gare vere e proprie, il secondo per gli allenamenti. Successivamente, dopo l'evento del 2006, la struttura sara' riconsegnata al calcio, con possibilita' permanente di utilizzarla ancora per l'hockey. Le spese, per quest'ultima disciplina, saranno in parte a carico dell'Agenzia olimpica. Se, invece, non dovesse scattare la cosiddetta corsia preferenziale prevista per le strutture utilizzate per «Torino 2006», l'intervento edilizio per ottenere la concessione avra' bisogno di una variante al piano regolatore che, se tutto filera' liscio, assorbira' alcuni mesi per i necessari esami in giunta, in commissione e in Consiglio. I vertici granata hanno inoltre annunciato di aver rilevato (tramite la societa' «Sis») i terreni di proprieta' della Fondazione (i 22 mila metri quadrati dove sorgeva il vecchio impianto) e di confidare che l'operazione-hockey andra' a buon fine, con impianto costruito sull'area FILADELFIA. Decisione attesa nei prossimi giorni, quando si riunira' nuovamente il Consiglio di amministrazione del «Toroc» per indicare i siti olimpici in citta'. Sul piano tecnico, stando alle dichiarazioni dei capigruppo, restano da risolvere due problemi: quelli delle aree di fuga e per la sosta, che, come sono state presentate ieri, in parte coincidono.
Giuseppe Sangiorgio

29-09-2000, Cimminelli da' credito al Toro Trenta miliardi per De Ascentis, poi lo stadio

STAMPA, NAZIONALE, pag.30

Il patron e' deluso dall'avvio ma scommette su tecnico e squadra
TORINO Il re della plastica sta entrando, anima e corpo, nel mondo del pallone. Nel suo ufficio alla Ergom, accanto a Tilli Romero, Francesco Cimminelli parla di tutto. Del Toro che lo fa arrabbiare ma nel quale continua a credere (e a investire una trentina di miliardi per rafforzarlo, acquistando dal Milan De Ascentis, in campo lunedi' contro la Samp), del progetto di un mega FILADELFIA multiuso per il 2004 e del centro di Borgaro (una cinquantina di miliardi, compreso il finanziamento del Credito Sportivo) per il settore giovanile, inizio lavori a fine anno. Mille idee nella mente di questo capitano d'industria d'altri tempi. Un patron di vedute moderne che parla schietto e ha il coraggio di scusarsi coi tifosi per partite come con l'Ancona e il Venezia, auspicando che non si ripetano piu'. Non si e' mai pentito di aver preso il Toro? «Pentito no, perche' non ho acquistato il Toro ma me lo sono... trovato. Dovevo essere uno della cordata, ma s'e' sciolta e sono rimasto unico. Una sfida che ho accettato per dimostrare che e' possibile portare l'impresa nello sport. Un'impresa fatta di sinergie. E che sia deciso a restare a lungo lo dimostra il fatto che mio figlio Simone sara' vicepresidente e Romero lo accompagnera' per qualche anno, insegnandogli a diventare presidente». Cos'e' rimasto in lei dello rubentino? «Andavo a vedere la rube piu' come spettatore che come tifoso. Ora ho scoperto che il tifo e' una malattia. Non l'ho contratta per la rube e non l'avro' per il Toro. Il mio sara' un tifo all'acqua di rosa ed e' garanzia di successo». Per il momento piu' sofferenze che gioie. Arriveranno tempi migliori? «Siamo una societa' che puo' gestire in modo armonioso e risolvere qualsiasi problema. Abbiamo le persone giuste al posto giusto. Per il momento la delusione e' totale. Non mi aspettavo una partenza simile con una rosa da A cosi' ampia. Considero Simoni serio e affidabile. Con lui ho un rapporto schietto e trasparente. E' sicuro di poter centrare subito la promozione. Sa che se manchera' l'obiettivo non verra' confermato, come lo sa Mazzola». Simoni ha rinunciato ad una punta per De Ascentis, un centrocampista costato 12 miliardi per il cartellino e 9 netti per l'ingaggio quinquennale, cifra che fa salire a 46 miliardi il tetto stipendi. Le e' spiaciuto sacrificare Saudati, ossia il «regalo» autunnale promesso ai tifosi? «Ormai era diventato il segreto di Pulcinella. Saudati sarebbe venuto al Toro per giocare e, con due attaccanti di grossa personalita', potevano nascere problemi. Pertanto non ho esitato a privilegiare la richiesta di Simoni acquistando un incontrista che ci servira' per tornare in A e anche per diventare l'ottava sorella». C'e' ancora qualche malessere nello spogliatoio e si profila un caso Galante, escluso da Simoni a Treviso. Come intende intervenire il club? «So che Galante accusa un infortunio, ma se ci sono altri problemi non tratteniamo nessuno. E questo discorso vale per tutti». Nuovo FILADELFIA, un'operazione da 700 miliardi? «Non amo parlare di cifre. Ma tutto l'investimento e' coperto da istituti bancari mondiali primari e dal Credito Sportivo. Piu' andremo in alto, piu' il business crescera'. Per il centenario della fondazione, il Toro giochera' nel suo STADIO che sogno di inaugurare il 1— gennaio 2004. Uno STADIO coperto, tra 25 e 31 mila posti su un'area di 73.924 mq. Area che comprendera' un albergo a 5 stelle, centri commerciali e un museo granata. Lo STADIO, ubicato nell'area della ex dogana, sara' a tre pavimenti, uno col prato per il calcio, uno per i concerti e uno per l'hockey ghiaccio». Domani si riunira' il CdA per approvare il bilancio e distribuire le cariche. Chi sostituira' Marangio? «Marangio e' un ottimo dirigente ma rientra nella Ergom. Saro' io ad assumere l'incarico di amministratore delegato e quello di vicepresidente esecutivo. Presidente Romero, vicepresidenti mio figlio Simone e Umberto Rosa. Ma la novita' e' un comitato esecutivo che prendera' decisioni e sara' formato dal sottoscritto, Romero, Mangiarino, Zandano e Simone, il mio futuro erede nel Toro».

Bruno Bernardi

26/08/00 - Olimpiadi al Filadelfia

Repubblica — pagina 1

«Il Comune di Torino sta accumulando pesanti ritardi nella definizione dei siti olimpici in città e la Regione rischia di dover ritardare i tempi per la valutazione di impatto ambientale». Durissima l'arringa di William Casoni, vicepresidente della giunta regionale. Casoni accusa esplicitamente il sindaco Castellani di essere «latitante» e insinua che «le divisioni all'interno della sua risicata maggioranza potrebbero ulteriormente allungare i tempi». L'assessore allo Sport di palazzo Lascaris, Ettore Rachelli, aggiunge una critica generale: «L'organizzazione delle Olimpiadi sta accumulando ritardi imbarazzanti». Altrettanto dura la risposta di Valentino Castellani: «Sono polemiche strumentali. In realtà il Comune sta rispettando i tempi e il 22 ottobre, quando verrà a Torino la commissione del Cio, saremo in grado di presentare il quadro completo delle localizzazioni». Il sindaco ha anche anticipato quale potrebbe essere l'ubicazione di alcuni impianti: la pista di velocità dovrebbe andare al Lingotto, lo stadio di hockey nel futuro Filadelfia e il villaggio degli atleti ai mercati generali. Il villaggio dei giornalisti dovrebbe essere sistemato vicino ai poli universitari.
- griseri e zancan

27/07/00 - Centro commerciale anche al 'Filadelfia'

Repubblica — pagina 5

Tra Torino e Rubentus è derby anche sul calcio mercantile del 2000, che vuole coniugare l'evento calcistico con attrattive commerciali. Il giorno dopo l'accordo nella maggioranza (contestato dal centro destra con minacce d invio dei documenti alla procura) per offrire alla società bianconera la gestione dello stadio Delle Alpi e un'area di 17 mila metri quadrati per sistemarvi attività di intrattenimento o terziarie, arriva nell'ultima agitata seduta del Consiglio comunale prima della pausa estiva, la delibera di variante al piano regolatore, che permette, in base alla legge regionale sul commercio, di insediare un centro commerciale di 6 mila metri quadrati nell'area dell'ex Filadelfia, di proprietà dell'omonima fondazione presieduta da Diego Novelli. Ma ad una condizione, dettata dal verde Silvio Viale e da Mario Contu di Rifondazione, con emendamento: quel centro si deve fare contestualmente alla ricostruzione del mitico stadio granata. Toro e Rube, dunque, potranno scontrasi in futuro non soltanto su un campo di calcio ma anche sulla capacità di attirare spettatori e clienti nei negozi, nelle birrerie, nei bar e ristoranti che possono sorgere attorno al delle Alpi e al Filadelfia, gestiti rispettivamente dai bianconeri e granata. Due progetti al centro del dibattito politico da anni e che in questo scorcio di luglio possono aver imboccato la strada verso la soluzione. Ma gli ostacoli da superare non mancano: la Fondazione (dalla quale, secondo Viale e Contu, come hanno ripetuto ieri, il Comune deve uscire) è sempre in attesa del via libera del ministero della Finanze per occupare, con lo stadio, anche l'area demaniale di via Zino Zini. Nel frattempo propone al comitato olimpico 2006 di realizzare nell'area Filadelfia l'impianto per l'hockey, da trasformare, dopo le Olimpiadi, in stadio per il calcio. Ieri in Sala Rossa si è anche discusso della vicenda dello stadio Delle Alpi, su sollecitazione di Alleanza nazionale. Nel mirino non tanto l'accordo possibile tra Rubentus e Comune, quanto il fallimento della gara d'appalto decisa dalla giunta (nessuna offerta) per la gestione dell'impianto per la stagione 20002001. «Fatto superato, se arriverà l'accordo. In caso contrario ci sarà una trattativa privata. Ma la gara è stata trasparente e corretta» ha sostenuto il vicesindaco Domenico Carpanini, che negli ultimi tempi ha preso di petto la questione. «Avete invalidato la gara. Chi volete ingrassare?» sono state le dure accuse di Agostino Ghiglia (che ha violentemente polemizzato pure con Viale) d'accordo con il vicesindaco su un solo punto: mandare gli atti del dibattito con i duri attacchi reciproci, in procura. A margine del dibattito, i capigruppo di maggioranza, l'assessore alla viabilità Franco Corsico e il collega all'arredo urbano Paolo Hutter, hanno provato ricomporre lo scontro nella coalizione dopo la richiesta diessina di costruire il parcheggio sotto piazza Vittorio e bloccare la delibera di giunta che prevede la pavimentazione in porfido di parte della piazza. Seppur isolati, i Ds non hanno cambiato idea . Ma Corsico ha spiegato che il parcheggio è tecnicamente di difficile realizzazione per la presenza sotterranea, tra l'altro, del collettore fognario del consorzio PoSangone. E che se i lavori di risistemazione non partiranno entro la fine dell'anno, bisognerà riavviare la procedura finanziaria per avere i soldi del mutuo. E per un anno tutto rimane bloccato. Il dialogo (o lo scontro) riprenderà domani.
- GINO LI VELI

29/06/00 - Castellani e il caso della fondazione Filadelfia

Repubblica — pagina 2

E' la proprietà transitiva a mettere nei guai Castellani. Visto che l'onorevole Diego Novelli, il presidente della Fondazione Campo Filadelfia, è entrato a far parte del Consiglio d'amministrazione del Torino Calcio, allora anche il sindaco di Torino, che è socio di minoranza della stessa Fondazione, si trova adesso legato a filo doppio agli interessi della squadra granata. Almeno sul piano formale, pare essere in gioco l'imparzialità del Comune su decisioni molto importanti, e sembrano delinearsi i contorni di un conflitto di interessi. «Nessuno mi ha interpellato - spiega seccato Castellani - per il momento non posso far altro che prendere atto della situazione» . La situazione è complicata. Diego Novelli, appena si è accorto dell'impaccio che stava per comportare la sua cooptazione all'interno del consiglio d'amministrazione della squadra granata, ha fatto parziale marcia indietro. Prima aveva detto con soddisfazione: «Finalmente il Filadelfia si ricongiunge con la proprietà» . Poi ha corretto il tiro, spiegando: «Entro nel Toro a titolo personale» . In realtà è solo questione di tempo, infatti il nuovo statuto del Torino Calcio, che verrà approvato a settembre, prevede precisamente la presenza di un membro della Fondazione Campo Filadelfia all'interno del suo direttivo: quella persona è già stata scelta, ed è appunto Novelli. A settembre anche il Comune, in qualche modo, farà parte del società privata di calcio di piazza San Carlo. Sindaco Castellani, Rifondazione comunista e i Verdi ritengono che sia inaccettabile la situazione che si è creata, qual è la sua opinione? «Non capisco il motivo di tutto questo trambusto. La vicenda si è sviluppata all'insaputa del Comune. Non sono stato assolutamente interpellato. Adesso mi sono fatto inviare il verbale del Consiglio della Fondazione del 22 maggio e sto studiando le carte. Valuterò attentamente ogni cosa, parlerò con Novelli, poi deciderò il da farsi. Ma, sia chiaro, che non c'è proprio nulla, in questa storia, che mi faccia arrossire per l'imbarazzo» . Il Comune dovrà decidere sui progetti della Rubentus e del Torino, sono in ballo concessioni per stadi, negozi, campi d'allenamento e attività connesse: non crede che il sindaco debba essere sopra le parti? «Certamente si: non ci sono dubbi al riguardo. Ma per quel che mi risulta, fino a quando il Consiglio d'amministrazione del Torino non avrà approvato il suo nuovo statuto, non si configurerà nessun conflitto di interesse. Al momento l'onorevole Novelli è stato cooptato a suo nome, e la Fondazione Filadelfia ancora non è formalmente entrata nel Torino» . Allora è soltanto questione di tempo: cosa farà a settembre? «E' evidente che il Comune non può far parte del consiglio di amministrazione di una squadra di calcio. Ce ne andremo sicuramente, ma abbiamo ancora tutto il tempo per farlo senza sentirci in difficoltà» .
- NICCOLO ZANCAN

28/06/00 - La Fondazione nel Toro fa arrossire Castellani

Repubblica — pagina 3

Rosso è il colore dell' imbarazzo e dell' espulsione, granata quello del Toro, del suo stadio e della Fondazione Campo Filadelfia. «Ma come? dice, il capogruppo dei Verdi, Silvio Viale Il Comune che entra far parte del consiglio d' amministrazione di una squadra di calcio? E' la prima volta che capita una cosa del genere in Italia». È così che si passa, quasi distrattamente, dall' imbarazzo al conflitto d' interesse e dal dubbio alla polemica. «La Fondazione Campo Filadelfia deve sciogliersi spiega, a nome del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista, Mario Contu . È venuto decisamente meno il ruolo di super partes che aveva assunto la città». Ora tutti si chiedono cosa farà l' imbarazzato, gran tifoso granata, e soprattutto sindaco di Torino, Valentino Castellani: perché qualcosa, probabilmente, dovrà fare. Castellani è stato preso in contropiede da Diego Novelli, onorevole e presidente della Fondazione Campo Filadelfia, di cui il Comune è socio di minoranza. Novelli, dopo essere stato corteggiato e consultato dai nuovi padroni della squadra granata, è stato cooptato nel consiglio d' amministrazione del Torino Calcio in qualità di rappresentante di spicco della fondazione. Il che vuol dire, in parole povere, che adesso anche il sindaco di Torino si ritrova, suo malgrado, strettamente avvinto agli interessi della squadra di calcio del suo cuore: non proprio una congiuntura politicamente corretta. Cosa dirà, ad esempio, la Rubentus, orfana di un padrino tanto importante al tavolo di trattative delicatissime? Nessuno aveva valutato questo aspetto della vicenda. «Studierò attentamente ogni cosa spiega Castellani certo se ci fossero gli estremi che configurano il conflitto di interessi, dovrò prendere le decisioni del caso. Il problema è capire se Diego Novelli è stato cooptato a titolo personale o a nome della fondazione». In realtà, non paiono esserci dubbi al riguardo: il nuovo statuto del Torino Calcio, che verrà approvato a settembre, prevede proprio un posto nel consiglio d' amministrazione per un rappresentante della fondazione. E' nata nel ' 95: il Comune vi era entrato per un credito non riscosso di 600 milioni nei confronti del Toro. Come si legge nel suo statuto, «la fondazione si pone come scopo la salvaguardia del campo per i suoi valori architettonici, storici e sportivi il restauro e la successiva utilizzazione degli impianti a fini sportivi e sociali». Adesso in via Filadelfia 40 c' è un mucchio di macerie: su quello spazio il Toro ha un progetto e il Comune deve decidere.
- NICCOLO ZANCAN

27/06/00 - Il Filadelfia entra nel Toro

Repubblica — pagina 1

La notizia è questa: la Fondazione Filadelfia è entrata a far parte del consiglio di amministrazione del Torino Calcio. Il che vuol dire sostanzialmente due cose: la prima è che c'è accordo sul progetto e fiducia fra le persone, la seconda, assai più rilevante, è che il nuovo Toro tornerà presto a giocare nel suo vecchio stadio. Se tutto andrà bene, succederà in un giorno memorabile del 2003. È una buona notizia: dovrebbe essere l'ultimo mattone prima della ricostruzione affidata agli ingegneri e alle ruspe. Ieri il consiglio d'amministrazione del Torino ha cooptato Diego Novelli, in qualità di rappresentante della Fondazione Campo Filadelfia. «Cimminelli mi aveva proposto di fare il presidente della squadra ­ ha spiegato Novelli ­ non ho accettato perché considero il mio ruolo incompatibile per quella carica. Sono stato molto felice della nomina di Tilli Romero, come sono felice adesso del fatto che la Fondazione sia entrata a far parte del consiglio d'amministrazione granata. È il ricongiungimento fra il vecchio Filadelfia e la proprietà» . Il nuovo Filadelfia sarà costruito sul modello dello stadio di Arnhen, dove l'Italia ha giocato la prima partita degli Europei: 32 mila posti, copertura apribile e campo a scomparsa, per usare l'impianto anche per manifestazioni non sportive, senza per questo rovinare il prato. Nel nuovo stadio troveranno posto il Museo del Toro e la sede, un albergo, ristoranti, una biblioteca, una cineteca e negozi. È un Toro che pensa in grande senza imbarazzo. Lo si vede anche dal fatto che si appresta a festeggiare l'inizio della nuova stagione, che sarà pur sempre serie B, con una grande manifestazione in Piazza San Carlo. Quella che si terrà la sera del 18 luglio, sarà un festa per presentare la nuova squadra e cercare un nuovo abbraccio con i tifosi. «Io devo essere prudente ­ ha detto Diego Novelli - ma la dirigenza granata mi sembra composta da gente che mantiene le promesse che fa».
- NICCOLO ZANCAN

06-06-2000, Uno stadio ultramoderno per il Toro Insediato il consiglio direttivo della Fondazione

STAMPA, NAZIONALE, pag.35

Pronto fra 3 anni, capienza di 31 mila posti con soffitto mobile trasparente

TORINO Ieri si sono riuniti i 17 della Fondazione FILADELFIA: nel consiglio di amministrazione sono entrati, per il Torino, Cimminelli proprietario e Marangio amministratore delegato, a sostituire Vidulich e Palazzetti. Li affiancano Novelli, presidente, Re, Ferreri, Rabino, nonche' per il Comune Castellani e Zanetti. La Fondazione ha da tempo passato le azioni di proprieta' del FILADELFIA a una fiduciaria, che si fara' garante dei lavori presso la Sis, Societa' Incremento Sportivo, di Cimminelli, in previsione del passaggio del nuovo impianto, via Sis, al Torino. A sancire i buoni rapporti tra la Fondazione e il club di Cimminelli, la notizia, ieri, della cooptazione nel consiglio del Torino di un membro della stessa Fondazione (naturalmente prima verra' nominato il presidente al posto di Aghemo, poi si passera' alla nomina degli otto consiglieri: questione di giorni, se non di ore). Inoltre il commercialista Giorgio Re, del consiglio di amministrazione della Fondazione, e' gia' stato nominato presidente del consiglio sindacale del Torino. Ieri, Cimminelli e Marangio hanno fatto toccare, toccare e non guardare, l'incartamento con il progetto del nuovo complesso FILADELFIA. In attesa della presentazione ufficiale, presenti i progettisti della Deloitte & Touche per l'insieme, il progettista Renacco per l'impianto sportivo vero e proprio, non si e' voluto ufficializzare nulla. Comunque lo STADIO dovrebbe essere di 31.000 posti, ed e' confermato il soffitto mobile trasparente, in nuovissimo materiale plastico, brevetto della Snia del cui centro-ricerche Cimminelli («Mi occupo di plastica da 42 anni») e' magna pars. Un materiale robustissimo e supersigillante di fronte a neve e pioggia e grandine, capace di mutare di colore e quindi di permeabilita' alla luce, per sua natura e per speciali stimoli elettrici, se il sole e' forte. L'insieme del complesso (nessun supermercato, tante attivita' commerciali, un albergo a 5 stelle con 100 suites in vista di Torino 2006) prevede uno STADIO adattabile anche ad altri sport che non siano il calcio, a conventions, a raduni, con il tappeto erboso che scivola via e viene sostituito da un pavimento solido. Il tutto, se i permessi arrivano come si spera, sara' finito entro il 2003, per una spesa di fronte alla quale i 70 miliardi della fidejussione garantita da Ciminelli alla Fondazione sono la meta' del costo del solo STADIO. Cimminelli e' apparso sereno, giovanile, entusiasta. Ha fatto capire che Pieroni avrebbe significato anche giocatori di valore adesso gia' in granata, e Foti preparatore atletico eccezionale, e Mazzone e.. . L'ipotesi che in un futuro prossimo lui e Marangio rischino altre antipatie di popolo tifoso e' fondata. Due notizie per finire: Sandro Mazzola, dopo soli due mesi, ha lasciato l'incarico di consulente di mercato del Cagliari. Secondo alcuni, si tratterebbe di una mossa per rendersi disponibile in vista di una possibile chiamata del Torino tuttora in cerca di un ds. In realta', la decisione e' stata provocata da motivi familiari. E ancora: oggi alle 16 il Torino presenta Renato Zaccarelli nella sua nuova veste di responsabile del settore giovanile.

05-06-2000, SI PARLA DEL «FILA»

STAMPA, NAZIONALE, pag.35

TORINO. Francesco Cimminelli e Giorgio Marangio, entreranno nel consiglio d'amministrazione della Fondazione FILADELFIA che stamane, al Circolo della Stampa Sporting, incontrera' i nuovi dirigenti del Toro per parlare del progetto di ricostruzione del vecchio STADIO. Intanto, in giornata, Simoni visionera' il centro di Orbassano, l'albergo di Leini' che ospitera' la squadra alla vigilia della partite e poi si rechera' in Valle d'Aosta per vedere quale potra' essere la sede del ritiro precampionato. In settimana, Marangio cerchera' di definire i contratti di Bucci, Galante, Ferrante e Bonomi. Poi, di concerto con Simoni e il nuovo ds, preparera' le mosse di mercato.

22-05-2000, NUOVO FILADELFIA IL PROGETTO E' PRONTO

STAMPA, NAZIONALE, pag.37

TORINO. Alla festa del Centenario della Lazio neo campione d'Italia, che si celebrera' stasera a Roma, il Toro sara' rappresentato dal presidente Giuseppe Aghemo, accompagnato dal figlio Paolo e da Simone Cimminelli, figlio dell'azionista di maggioranza della societa' granata. Nei prossimi giorni, il Toro conta di presentare l'organigramma e lo staff tecnico per la stagione 2000-2001. Probabilmente, solo verso fine settimana, e alla presenza del sindaco Valentino Castellani, verra' illustrato il progetto del nuovo STADIO FILADELFIA, un impianto modernissimo e dotato di copertura mobile, con una capienza sui 31 mila spettatori, e con il campo abbassato di qualche metro. Sara' una sorta di cittadella dello sport, che dovrebbe comprendere un residence dove la squadra potra' andare in ritiro alla vigilia delle partite. I giocatori, intanto, sono in vacanza sino a mercoledi' mattina, giorno in cui si ritroveranno a Orbassano per riprendere gli allenamenti. L'attivita' proseguira' sino alla prima decade di giugno anche se non ci sono amichevoli in programma.

12-05-2000, Il Toro ripiomba nel caos Cimminelli-Aghemo, e' gia' alta tensione

STAMPA, NAZIONALE, pag.37

Una cena del nuovo patron con Moggi crea polemiche e amplifica le divergenze al vertice della societa' granata

TORINO Toro caos. O meglio, rivoluzione e controrivoluzione. Giuseppe Aghemo starebbe per stabilire un record assoluto: quello del presidente che, dopo aver impiegato piu' di un anno a lottare contro Vidulich & C. per salire sulla poltrona piu' prestigiosa, dura meno di tutti i suoi predecessori nella storia della societa'. E, al di la' delle smentite, ci sono fondati motivi per ritenere che - salvo accetti un ridimensionamento o una «promozione» a presidente onorario -, l'imprenditore di Moncalieri stia per uscire di scena. Ma non senza far rumore, com'e' nella natura del suo personaggio vulcanico. Un personaggio diventato troppo ingombrante nella parte di dirigente che deve maneggiare denaro altrui senza pero' potersi spingere oltre certi confini. Una cena di lavoro al «Cambio» tra Francesco Cimminelli e Luciano Moggi, assente Aghemo, ha subito scatenato una ridda di illazioni sul divorzio tra il nuovo «patron» granata e il suo presidente. All'origine della «rottura», sia la conferma di Mondonico, voluta da Cimminelli nonostante le perplessita' di Aghemo, sia lo slittamento dell'accordo con Carlo Regalia per le anticipazioni fatte dal presidente sul nome del piu' probabile candidato a diventare direttore sportivo del Toro. Lunedi' scorso, parlando con i giornalisti, Aghemo stesso annunciava che Mondonico aveva 80 probabilita' su cento di rimanere. Le restanti 20 lasciavano spazio ad altre soluzioni. Mancava, insomma, l'ufficialita' di una notizia che Aghemo aveva rinviato a meta' settimana, in attesa di controindicazioni. Su Regalia, invece, si era sbilanciato in ottimistiche previsioni verso un «si'», anche se c'era da superare lo scoglio del contratto che lega il ds al Bari ancora per una stagione. La notizia della cena, comparsa mercoledi' sera sul Televideo di Mediaset e corredata da commenti allarmati, ha fatto rapidamente il giro della citta', mettendo in agitazione la tifoseria che per domenica, al Delle Alpi, in occasione del congedo dalla serie A con il Piacenza, annuncia contestazioni sia contro Cimminelli, per le sue simpatie juventine, che contro Mondonico, per la retrocessione, e striscioni pro Aghemo, l'uomo che ha propiziato la svolta societaria e si e' battuto per la ricostruzione del FILADELFIA coinvolgendo il «re della plastica». Il presidente, in clinica per accertamenti, non fa commenti. Un silenzio parlante. Secondo il suo «entourage», si sente emarginato dalle decisioni piu' importanti: la scelta dell'allenatore, le trattative con il ds Regalia e quelle di calcio-mercato. Era ipotizzabile fosse difficile conciliare la forte personalita' di Cimminelli con quella di un presidente-tifoso, estroverso, passionale e «senza portafoglio» ma non si pensava si arrivasse ad una situazione che potrebbe avere sviluppi a dir poco clamorosi. Cimminelli smentisce: «Balle». Cosi' come smentisce seccamente di voler gia' vendere il Toro. E sull'incontro con Moggi aggiunge: «Vado a cena con chi mi pare e piace. E poi, sbaglio o Moggi ha una montagna di calciatori?». L'amministratore delegato Giorgio Marangio nega di essere tifoso bianconero: «Sono neutro e il virus granata e' contagioso, e in tempi brevi. La Juventus sara' sempre la nostra principale rivale sul piano sportivo, ma anche un club di primissimo piano con cui chi opera nel mondo del pallone deve avere a che fare. Da sole 4 settimane siamo approdati nel pianeta calcio e stiamo lavorando con impegno e serieta' per rimettere in sesto i conti della societa' e per programmare un futuro che, nell'arco di un anno, riporti la squadra in A». Il 22 maggio prossimo, Cimminelli illustrera' l'organigramma del Torino e presentera' il progetto avveniristico del nuovo STADIO FILADELFIA, con copertura totale e mobile. Uno STADIO da serie A, come lo sognava Aghemo.
Bruno Bernardi