venerdì 28 ottobre 2011

mercoledì 26 ottobre 2011

26/10/11 - Stadio Filadelfia, si parte. Al via il bando per le idee

Confermata la nostra indiscrezione: sara' pubblicato entro una decina di giorni presso l'Albo pretorio comunale e regionale il bando per il concorso di idee per la ricostruzione dell'impianto calcistico di via Filadelfia
TORINO - Sara' pubblicato entro una decina di giorni presso l'Albo pretorio comunale e regionale il bando per il concorso di idee per la ricostruzione dell'impianto calcistico di via Filadelfia. Lo ha deciso il Collegio dei fondatori della Fondazione Stadio Filadelfia, che si e' riunito nel pomeriggio. Il bando e' gia' approvato dal Consiglio d'amministrazione della Fondazione.
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Tratto dal forum ForzaToro...
CCTC, su 20 October 2011 - 14:39, ha detto:
mercoledì 26 ottobre ci sarà l'ultimo incontro preparatorio dei soci Fondatori, prima della pubblicazione del Concorso di Idee, primo atto di ricerca del progetto di ricostruzione del Fila.
Il bando e lo statuto aggiornato secondo le vigenti disposizioni di legge, saranno presto resi noti attraverso i canali ufficiali della Fondazione e successivamente dalle Associazioni partecipanti.
cctc
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articolo edilizia & territorio sole 24ore

Torino, idee per il Filadelfia
Ciriè valorizza i parchi urbani

Due concorsi di idee ai nastri di partenza a Torino e cintura. Il primo, già pubblicato, riguarda la valorizzazione del sistema dei parchi urbani del centro di Ciriè: poco più di tre ettari, che comprendono il giardino di Palazzo D’Oria, il viale di corso Martiri, il parco di Villa Remmert e che rappresentano un polmone verde per la città, da reinserire nel contesto e rendere fruibile agli abitanti. Il bando, cofinanziato dalla Regione, è promosso dal Comune e realizzato grazie al supporto tecnico della Fondazione ordine degli architetti di Torino. Il premio per il primo classificato è di 10mila euro: 7mila al secondo, 3mila al terzo. Escluso l’ex-aequo. La scadenza è fissata per le ore 12 di lunedì 9 gennaio 2012.
Il secondo concorso riguarda, invece, la ricostruzione sotto la Mole dello storico stadio granata del Filadelfia. La Fondazione stadio Filadelfia, che rappresenta anche la tifoseria e ha avuto in carico dalla città il compito di far risorgere l’impianto (attualmente l’area di oltre 29mila mq versa in stato di degrado) ha approvato il bando, che sarà pubblicato a cavallo con l’inizio di novembre. Il premio per il vincitore è di 5mila euro (3.500 e 1.500 per il secondo e terzo classificato). Ai progettisti sarà chiesto di ripensare l’area, dove è prevista la realizzazione di due campi regolamentari Uefa in erba, destinati alle partite della prima squadra e delle formazioni giovanili del Torino, con spalti e la ricostruzione della tribuna storica, fedele dell’originale. Il complesso dovrà anche essere dotato di una sala stampa, di spazi per ospitare un museo storico dedicato al Torino Calcio e le sedi della Fondazione e del Torino FClub, nonché di una foresteria per accogliere i ragazzi della squadre giovanili.
M.C.V.

http://www.selpressmm.com/cceto/immagini/261011T/2011102635372.pdf

15/10/11 - Stadio Filadelfia

Dedicato agli encomiabili Piergei, Ribelle & co. che continuano a mantenere il FILA in uno stato, più che dignitoso, splendido... 
GRAZIE di cuore !!! ;-)



 

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Video bloccato per l'aggiunta di brani musicali :-(

martedì 25 ottobre 2011

24/10/11 - Filadelfia, nulla di nuovo

Se non tante parole.
Ai lettori: ecco perché non parlarne, oggi

La Fondazione Filadelfia sta seguendo il proprio iter ; dopo il cambio al vertice che ha portato Luigi Chiabrera alla presidenza, é in corso il procedimento di modifica dello statuto, visti i problemi tecnici che erano sorti alla nascita per l'inserimento delle varie componenti nel consiglio.
La nascita della Fondazione, celebrata mesi fa dopo un'attesa di anni, é stata a tutti gli effetti il primo atto della rinascita del Fila, il momento dal quale davvero tutto é tornato possibile dopo lustri in cui ipoteche ed ostacoli vari avevano reso impossibile anche solo il progettare e in cui solo l'impegno di un ristretto gruppo di persone l'aveva tenuto in vita.
Quali le novità recenti? In una parola: nessuna.
Come detto, la Fondazione sta seguendo il percorso istituzionale che le permetterà di procedere nella direzione della ricostruzione dello stadio.
Nel frattempo, però, si é alzato un certo clamore intorno alle vicende legate al suolo sacro al popolo granata.
Perché? E' quello che la nostra Redazione si domanda.
Si parla dell'ingresso di Cardinaletti, e quindi del Credito Sportivo, tra i fondatori; ma questo non c'entra, ed é una condizione che si può adottare in qualsiasi momento; da statuto, in ogni istante può essere integrato un qualsiasi ente.
E si parla, soprattutto, di dialoghi fra Urbano Cairo e Piero Fassino, intorno ai quali si é udito un certo clamore.
Ai nostri abbonati riteniamo, per il rapporto che da sempre ci lega, di dovere un chiarimento pubblico: la Redazione ritiene che intorno al Filadelfia non solo non stiano accadendo cose di rilievo, ma che -più esplicitamente- non stia accadendo nulla.
Cairo e Fassino si sono scambiate un mucchio di buone intenzioni, e hanno scelto di farlo pubblicamente. Buone intenzioni alle quali, sia chiaro, vogliamo credere; tutto legittimo, come lo é -nella maniera più assoluta- l'attenzione che alcuni hanno voluto conceder loro.
Questione di scelte; noi pensiamo che le sole cose che non hanno mai trovato un argine, dal 1997 ad oggi, siano proprio le parole. Fiumi di parole. Oceani. Tutte belle e promettenti. Così come non sono mancati gli incontri fra Cairo e Chiamparino, tutt'altro.
Questo, ripetiamo, non significa che alle attuali dichiarazioni non si debba dar credito; ma, di certo, la nostra scelta é quella di dare conto solamente dei fatti, delle cose che accadono. E nulla é accaduto. Nessuna nuova é stata data, il Torino non ha chiarito l'entità della cifra che vuole mettere sul tavolo, il Comune non ha dato indicazioni precise, nessuno lo ha fatto. Come sempre.
Speriamo capiate, se non addirittura condividiate, la nostra scelta.
Semmai, si parla (ma anche qui, siamo solo alle primissime -per quanto roboanti- dichiarazioni di intenti) dello Stadio Olimpico, il quale comunque deve rimanere e rimarrà sempre una questione slegata dal nostro " luogo del cuore ".
Vi promettiamo, come sempre, la massima attenzione su ogni fronte legato al Fila: sugli sviluppi del lavoro della Fondazione, sulle speculazioni, sulle iniziative, sugli eventuali imprevisti, sui molteplici progetti, sulle varie e le eventuali; insomma, su tutto quanto dovesse accadere. Sui fatti. Come sempre vi abbiamo garantito, fra le nostre priorità, un'assoluta allerta su tutto quanto si accaduto al “nostro” Filadelfia.
http://www.toronews.net/?action=article&ID=24646

lunedì 24 ottobre 2011

Come era...


1933  -  by Giovanni B.

domenica 23 ottobre 2011

23/10/11 - Ecco come sarà il nuovo Fila!

IL BANDO DI GARA IN ANTEPRIMA
Due campi, tribuna simile a quella storica
Il problema adesso riguarda i resti del ’26

Obbligatorie le gradinate su ogni lato: capienza di 3.500 spettatori.
Dovranno esserci il museo del Toro e la foresteria del vivaio
MARCO BONETTO
TORINO. Due campi in erba regolamentari con sistema di riscaldamento, destinati agli allenamenti e alle amichevoli della prima squadra e alle par­tite più importanti del vivaio. Spalti su tutti e 4 i lati del cam­po principale. Una tribuna centrale il più possibile simile a quella originale, all’epoca in legno, che rappresentava una pietra preziosa in quel gioiello che era lo stadio realizzato ne­gli Anni 20 e poi ampliato. Una capienza complessiva di 3.500 spettatori. Un sottopassaggio spogliatoi-campo chiamato an­ch’esso a riprodurre quello sto­rico. Realizzazione di un corti­le tra i due campi con libero ac­cesso per il pubblico, i tifosi. Creazione di un museo dedica­to alla storia del Torino. Uffici per le esigenze della società granata (sede o anche solo di­staccamenti operativi). Spazi riservati per associazioni di tifosi. E anche una foresteria per ospitare i ragazzi del setto­re giovanile granata.
 SALVATE I RUDERI!
Sem­bra il vecchio Filadelfia, a rac­contarla così. Nessuna illusio­ne, ci mancherebbe. Ma quan­to si è scritto fin qui costituisce i paletti fondamentali cui do­vranno attenersi tutti i proget­tisti che parteciperanno al bando di gara. O meglio, al con­corso di idee (questa la deno­minazione corretta) che verrà diffuso ufficialmente entro la prima metà di novembre: un concorso stilato con tutti i cri­smi dei bandi pubblici a carat­tere internazionale. L’imposta­zione prevede che i progettisti puntino a presentare relazioni e planimetrie (non siamo an­cora al progetto finale, ma a una sua prima elaborazione sintetica) il più possibile fun­zionali alle esigenze del Torino (che ha indicato con cura le proprie necessità) e rispettose della storia del luogo. In ballo un centro sportivo da 10, 12 milioni, secondo le prime proie­zioni di massima: ma dovrà es­sere ciascun partecipante al concorso a indicare i costi di realizzazione della propria pro­posta e di gestione dell’impian­to. Di certo questi paletti mes­si nero su bianco nella bozza del concorso, che sarà riveduta e corretta in minime parti for­mali nei prossimi giorni, do­vrebbero garantire la condizio­ne che alla fine sia scelto un progetto preliminare non solo all’altezza della modernità, ma anche in linea con la sensibi­lità dei tifosi, dei cittadini: nel­la tradizione del Fila. Uno sta­dio da 30 mila spettatori tra i palazzi non potrà più essere realizzato, date le leggi in ma­teria urbanistica: si sa. Ma poi c’è modo e modo per realizzare un centro sportivo. E il fatto che i componenti della nuova Fondazione Filadelfia abbiano lottato, ottenuto e stabilito che il nuovo impianto dovrà ispi­rarsi a quanto esisteva fino a 3 lustri fa è sicuramente confor­tante. Specie se si pensa che meno di 10 anni fa c’era chi (in Giunta come ai vertici della so­cietà granata) progettava la realizzazione di un supermer­cato esattamente sul prato do­ve giocava il Grande Torino.
 COSA E’ RIMASTO.
Il proble­ma concerne i resti dell’im­pianto del ’26 ancora in piedi: parti delle curve e di una bi­glietteria, monconi di tribuna, ingresso. Il concorso di idee la­scia campo libero: i progettisti potranno scegliere se mettere in sicurezza tutti o una parte dei resti storici, inserendoli ar­monicamente nel nuovo im­pianto. Sarebbe la soluzione migliore: recupero doveroso dei resti gloriosi, a perenne memo­ria di quello che fu (e della scia­gurata demolizione), con la realizzazione di un funzionale centro sportivo. Il dibattito è già aperto. I progetti prelimi­nari (da presentare entro 90 giorni dalla pubblicazione del concorso) saranno esaminati da una commissione di 5 “giu­dici” (tra cui ingegneri o archi­tetti) nominata dal CdA della Fondazione. Entro 2 mesi la commissione giudicante sti­lerà poi la graduatoria dei pro­getti, valutando i vari aspetti (estetica, funzionalità, mate­riali, originalità, fattibilità, tempi e costi) e assegnando a ciascuno un punteggio. Anche tutti questi nodi decisivi per la trasparenza del concorso (ivi compreso il fatto che i “giudici” potranno visionare solo proget­ti preliminari anonimi) saran­no delineati nel dettaglio nel bando. Tutto il resto lo dirà il tempo: insieme con la lotta ci­vile dei tifosi per un nuovo Fi­ladelfia all’altezza. Cioè real­mente degno, non solo com­mercialmente funzionale.
Sotto la foto:
Una veduta del campo principale del Filadelfia, di parte del cortile e dei ruderi del 1926

sabato 22 ottobre 2011

22/10/11 - Filadelfia, qualcosa si muove. Cairo: "Sarà il mio regalo"

Il presidente del Toro incontra Fassino: «Stavolta è buon inizio». Al tavolo della trattativa per la prima volta anche il Credito Sportivo
S.GARBARINO E F.MANASSERO
TORINO
Non è un momento storico solo perché troppe volte in passato è stata tradita la parola data. Ma il Filadelfia sta per rinascere. Dovrebbe rinascere. Dopo anni di chiacchiere e promesse non mantenute, la costruzione di un nuovo stadio sull'area del vecchio e glorioso Campo Torino, quello dove Valentino Mazzola si cucì sul petto cinque scudetti, non è più il sogno proibito di ogni tifoso granata. Ieri mattina nel Comune di Torino il presidente Urbano Cairo ha incontrato per la prima volta il sindaco Piero Fassino e l'assessore allo Sport Stefano Gallo. «Abbiamo focalizzato l'attenzione sul Filadelfia – così il patron granata – e abbiamo fatto il punto della situazione. Ne è uscito un impulso forte verso la realizzazione dello stadio. Ho visto un sindaco molto concreto e determinato, mi ha fatto una bella impressione. Tra di noi si è creata subito una buona sintonia e identità di vedute. C'è la volontà di tutti, la nostra e quella politica, di fare qualcosa di buono in tempi rapidi: il Filadelfia può rinascere per davvero. Non voglio fare promesse, troppe volte in passato sono state tradite, anche se io sono un inguaribile ottimista. Però a Natale vorrei fare un bel regalo ai tifosi del Toro: dare la certezza che lo stadio si farà. Non conosco i tempi tecnici, devo rispettare il lavoro di tutti: ma è un bell'inizio e ci spero».
L'impulso decisivo l'ha data l'Istituto per il Credito sportivo, cioè la banca dello sport che può finanziare investimenti connessi con il settore. Anche la Juve si è rivolta a questo ente per la costruzione della nuova casa bianconera: chissà, magari l'idea l'hanno data proprio i «cugini».
«È vero, c'è l'interessamento del Credito sportivo come finanziatore – conferma Cairo -. In tempi brevi ci rivedremo con l'intenzione di passare dalle parole ai fatti. All'incontro parteciperanno anche la Fondazione Filadelfia e la Regione, oltre al Comune. Quando? Credo la settimana prossima».
L'assessore regionale alla Cultura Michele Coppola apre un altro spunto di riflessione: «Nel prossimo tavolo di lavoro spero che ci sia anche il presidente dell'Istituto del Credito Sportivo Andrea Cardinaletti per far entrare l'ente nella Fondazione: ciò consentirebbe di erogare i finanziamenti a un socio».
Cairo ha la possibilità di tirare un calcio di rigore. Ha trovato chi potrebbe coprire tutte le spese (10-12 milioni). E pure il consenso politico. Ricostruendo il Filadelfia, arriverebbe dove in passato hanno fallito tanti presidenti, da Rossi a Borsano, da Goveani a Vidulich, fino a Cimminelli. La mossa sarebbe vincente anche per una sua definitiva riabilitazione dopo tre anni di bufera. Non è più tempo dei bluff: da nessuna delle due parti.
Intanto, la macchina si è (ri)messa a correre: la Fondazione Filadelfia ha elaborato con il contributo delle Fondazioni degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri il bando per progettare il nuovo impianto. Sarà pubblicato tra due settimane nell'Albo pretorio, poi si aprirà la gara per aspiranti costruttori del nuovo sogno del Torino. E l'Olimpico? «Esiste e lo utilizzeremo sempre meglio: ma il problema adesso è il Filadelfia», la chiosa di Cairo.

Sotto la foto:
Le rovine dello stadio Filadelfia: in questo impianto giocavail Grande Torino. Nel '94 fu dichiarato inagibile
http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quitoro/articolo/lstp/425996 /



TuttoSport
«Fila: l’obiettivo ora è il primo mattone»
CAIRO «Non manca nulla, ma diamoci da fare»

«Forse ci rivedremo già la prossima settimana».
L’assessore Gallo: «Il Credito Sportivo ha garantito che finanzierà l’opera»

MARCO BONETTO ALBERTO MANASSERO
TORINO. E alla fine s’incon­trarono. Urbano Cairo e Piero Fassino, presidente del Torino e sindaco di Torino, hanno con­sumato ieri mattina in Munici­pio il loro primo faccia a faccia ufficiale: sulla scrivania l’an­nunciatissima questione stadi. Il summit strategico apre un confronto che sarà un percorso a tappe: non sarà breve, facile raggiungere il traguardo. Anzi, i traguardi, giacché sono due: la ricostruzione del Filadelfia e la concessione dell’Olimpico al Torino per 99 anni.
OLIMPICO SPINOSO.
La riunione è cominciata a metà mattinata e, come emerge dal racconto degli interessati, è stata breve ma intensa. Con presidente e sindaco c’era an­che l’assessore allo Sport Stefa­no Gallo. Subito concordanza tra le parti: la priorità è il Fila­delfia. Resta in secondo piano l’affare stadio: solo sfiorate le problematiche maggiori del ca­so. Che è troppo spinoso, dun­que rinviato. Sia Cairo sia Fas­sino hanno ribadito la volontà di affrontare prossimamente il nodo Olimpico e scioglierlo. E su questo punto è il Comune a dover compiere il primo e ne­cessariamente ampio passo. Poi è partito il confronto di idee sul vecchio impianto del Gran­de Torino che non c’è più. Tele­grafico il comunicato diffuso nel pomeriggio all’Ammini­strazione: «Impegno comune per arrivare nel più breve tem­po possibile a scelte che diano concreto avvio alla ricostruzio­ne dello stadio Filadelfia. E’ questo l’esito dell’incontro...». Ancora: «Per dare continuità all’iniziativa, fin dalle prossi­me settimane l’Amministra­zione avvierà un tavolo di lavo­ro insieme a Torino FC, Fonda­zione Filadelfia, Regione Pie­monte e Credito Sportivo». In chiusura il commento fassinia­no: «Si potrà così dare ricono­scimento a una storia sportiva che ha contribuito a fare gran­de il calcio italiano e Torino». E sarebbe ora, e non solo perché in questo poco edificante intru­glio il Municipio torinese non è immune da responsabilità, omissioni e speculazioni.
«PROSSIMA SETTIMANA»
Che Cairo sia ottimista non è una notizia. Tuttavia, il suo ot­timismo di ieri aveva una sfu­matura concreta basata sul re­ferto globale degli incontri che il presidente ha assommato negli ultimi tempi. «Io, il sinda­co e l’assessore siamo stati as­sieme circa un’ora. Non ci sia­mo persi in chiacchiere, è stato un incontro concreto, deciso, per quanto fosse soltanto il pri­mo di tutta una serie che dovrà vedere coinvolte le altre parti della Fondazione, la Regione. Abbiamo fatto il punto della si­tuazione, con buoni ragiona­menti. Sono uscito confortato, perché il sindaco è stato prag­matico, è determinato a fare qualcosa di costruttivo assie­me. Abbiamo anche parlato del rapporto che può nascere col Credito Sportivo, è decisivo, può essere la chiave di volta, infatti ci siamo trovati concor­di sul fatto che presto dovremo vederci tutti assieme: noi, loro, la Regione, il Credito. Alla fine, quel che conta è che mi pare non manchi più nulla: Cardi­naletti, del Credito, è stato molto disponibile; noi ci siamo; il Comune e la Regione ci sono; i tifosi sono entusiasti... E c’è pure la volontà politica di fare il Fila. No, non manca davvero più nulla, adesso bisogna solo darsi da fare in modo che pre­sto si metta il primo mattone. Se possibile ci rivedremo già la prossima settimana».
«TASSO ZERO»
«Incontro molto produttivo - l’ha definito l’assessore Gallo -. Il primo passo concreto è un chiaro im­pegno comune a ricostruire il prima possibile il Filadelfia. L’altra novità molto importan­te è che sto già lavorando per organizzare entro un paio di settimane una riunione allar­gata fondamentale. Che coin­volga tutti i protagonisti: noi del Comune, la Regione, il To­rino, la Fondazione che è il mo­tore e il Credito Sportivo che potrà essere la benzina. Il Cre­dito ci ha già garantito che fi­nanzierà la ricostruzione a tas­si tendenti allo zero, è la prima chiave di volta e quindi già dal prossimo incontro cercheremo di capire come il Credito Spor­tivo potrà di conseguenza en­trare a pieno titolo della Fon­dazione ». E allora: sbrigatevi!

21/10/11 - COPPOLA: "CREDITO SPORTIVO ENTRI FONDAZIONE FILADELFIA"

(V. "CALCIO: IMPEGNO FASSINO-CAIRO PER ..." DELLE 18:59)

(ANSA) - TORINO, 21 OTT - "Uniti per far rinascere lo stadio Filadelfia".
Lo dice l'assessore alla cultura della Regione Piemonte, Michele Coppola, che commentando l'incontro svoltosi oggi, a Torino, fra il sindaco Piero Fassino, e il presidente del Torino Fc, Urbano Cairo, lancia una proposta: "Il prossimo incontro sia fra Fassino, Cairo, il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, l'assessore regionale allo sport, Alberto Cirio, e il presidente del Credito sportivo, Andrea Cardinaletti, per far entrare il Credito sportivo nella fondazione Filadelfia. Questo - spiega Coppola - consentirebbe al Credito sportivo di erogare i finanziamenti non a una fondazione qualsiasi, ma una fondazione di cui è socio".

Coppola ha riferito di sapere dell'incontro di oggi, ha ricordato che la Regione Piemonte ha contribuito a far nascere la fondazione Filadelfia nel marzo 2011 ed ha confermato l'impegno della Regione Piemonte e suo personale per la ricostruzione dello storico stadio.
"Istituzioni, Torino Fc e società civile - ha concluso Coppola - lavorino uniti per restituire ai tifosi, alla squadra e al territorio un bene che fa parte della storia e della tradizione di Torino e del Piemonte".
(ANSA)

venerdì 21 ottobre 2011

20/10/11 - Trasmissione ToroAmoreMio - Stadio Filadelfia

Tra gli ospiti Marina Cismondi...
al telefono Michele Coppola, Ass. Regionale Cultura




21/10/11 - «Fila, occasione della vita»

LE PREMESSE PER LA SVOLTA

Clamorosa apertura del Coordinamento verso Cairo: «Con gli stadi può riscattarsi»

I tifosi: «Ci dimostri che stavolta ha capito. E’la chance per eccellenza: nel costruire il futuro avrebbe dalla sua parte tutti i granata»
ALBERTO MANASSERO

TORINO. E’ una svolta? Non ancora, però potrà diventarlo. Ora come ora, comunque, è un semplice momento... clamoro­so. Clamoroso perché, sospin­ti dal fine che è di primaria, vi­tale importanza - ovvero la realizzazione innanzitutto del Filadelfia, poi anche l’acquisi­zione dell’Olimpico con even­tuali annessi e connessi - i tifo­si del Torino provano a riapri­re una piccola linea di credito nei confronti di Urbano Cairo. Sono i tifosi del Torino rappresentati dal Centro Coordinamento Club, che nel­l’ultimo anno era assurto a baluardo fin emblematico del­l’anti- cairismo più integrali­sta e più scevro da ogni possi­bilità di ripensamento o com­promesso. E’ dunque un co­municato a suo modo sto­rico, quello che il Cctc ha diffuso ieri.
 «STORIA»
Lo riassumiamo: «Il Comune di Torino ha espresso la vo­lontà di conce­dere al Toro le stesse oppor­tunità che, in materia di sta­di, sono state con­cesse alla Juven­tus (...) Ora la que­stione stadi mette nelle mani di Cairo un’occasio­ne grande almeno quanto quella che gli ha portato in do­no il Toro. Si tratta dell’occa­sione, più unica che rara, di scrivere il proprio nome, in modo incancellabile, nella sto­ria del Toro. La possibilità di essere ricordato non come l’ar­tefice di una promozione nel 2006 e di un’altra possibile sei anni più tardi. Ma come colui che ha dato una casa dignito­sa al Toro e ai suoi tifosi». Il Coordinamento, a ragione, ri­corda che se oggi si può anco­ra parlare di Fila, il merito pressoché esclusivo sia pro­prio della gente granata. «Se fosse dipeso soltanto dagli En­ti o da coloro che hanno “gesti­to” il Toro dalla demolizione del Fila a oggi, a quest’ora pro­babilmente l’area del Filadel­fia sarebbe occupata da un centro commerciale, dai pa­lazzi o nella migliore delle ipo­tesi da un giardino dedicato alla memoria del Grande Tori­no... E non si potrebbe più nemmeno sognare. Ma se un giorno il Fila, lo stadio per le partite ufficiali e, magari, un centro sportivo, dovessero di­ventare realtà (...) chi verrà ri­cordato sarà soltanto il Toro e chi in quel momento ne sarà stato a capo. Per questo pale­se motivo Cairo, potenziale Re Mida, ha ora la possibilità di trasformare tutto questo in oro. Sta a lui dimostrare, come ci ripete settimanalmente da due mesi a questa parte, che questa volta ha capito cosa de­ve fare. In merito, un passag­gio emblematico potrebbe es­sere quello nel quale ha di­chiarato che forse non sarebbe stato del tutto positivo salire in serie A già al primo anno, in quanto questo gli avrebbe fat­to «perdere il giusto contatto con la realtà»: se veramente è stato “folgorato”, gli stadi po­trebbero non solo essere un’occasione, ma essere l’occa­sione per eccellenza. E’ evi­dente che, in una situazione “costituente” come quella del costruire (anche in senso fisi­co) il futuro del Toro, avrebbe dalla sua parte tutti i tifosi granata».
«FATTI CONCRETI»
Occa­sione storica: è innegabile. «Questa occasione, però, va sfruttata a pieno, non certa­mente con un progetto mini­malista o improntato al ri­sparmio totale. Nessuno chie­de o chiederà di svenarsi, ma di certo, viste le enormi poten­zialità dell’affare, sarà neces­sario investire per un proget­to che possa veramente porta­re il Toro nel proprio futuro, rendendogli, in sovrappiù, una casa che potrà essere la culla per nuove ambizioni di adeguata dignità sportiva». Ed ecco la più lampante aper­tura verso Cairo: «Come ab­biamo detto, questa volta vor­remmo provare a credergli. E’ indispensabile tuttavia, per il bene del Toro, che dimostri con fatti concreti, a tutti i tifo­si granata, di essere un presi­dente degno delle tre immen­se opportunità che ha avuto: il Toro a costo zero, il Centena­rio e la questione stadi. Le pri­me due, Cairo le ha fatte bel­lamente sfumare in un quasi nulla, ma con quest’ultima op­portunità ha la possibilità di riscattarsi e di ritagliarsi un posto al sole nella storia del Toro. Non ci deluda». Sarebbe imperdonabile non cogliere questa fortuna.
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Il patron ha alzato il tiro sugli impianti
«Però davanti a tutto c’è il Filadelfia»

URBANO Cairo nelle ultime settimane ha alzato il tiro, in tema stadi. Per la prima volta ha parlato apertamente dell’opportunità di prendere l’Olimpico: tutto dipende dalle condizioni che il Comune riserverà al Torino. Lo stadio è tutt’altro che un affare: poco capiente, scadentissimo sul piano dei servizi, non è all’inglese per quanto riguarda il calcio e certo è del tutto carente nell’ottica di stadio polifunzionale la cui proprietà è un valore primario di una società calcistica.
 Cairo, però, ha alzato il tiro anche sul Filadeflia. A Tuttosport ha detto e ribadito che «la priorità è il Fila», e ha aggiunto che sul piano economico vorrebbe «fare di più» di quanto previsto come componente della Fondazione. L’incontro di martedì con Cardinaletti, numero uno del Credito Sportivo, va inoltre a confermare che finanziariamente la strada giusta è trovata. Sta per partire il bando per i progetti: sarà un punto nodale. Va scelto il progetto migliore, capace di unire funzionalità e rispetto storico, equilibrio economico e qualità tecnica ed estetica.
 Come sempre, vigileremo. A.M.

giovedì 20 ottobre 2011

20/10/11 - « Cairo e il Fila Era ora, però...»

OPERAZIONE STADI: GLI UMORI DELLA GENTE

I tifosi: «L’attivismo del presidente lascia ben sperare, l’importante è che continui»

«Finalmente Cairo ha accelerato col Credito sportivo per rifare il Filadelfia». «L’Olimpico?
Fassino garantisca le stesse condizioni date alla Juve»
STEFANO LANZO

TORINO. Il crescente fer­mento che si sta sviluppan­do attorno alla vicenda sta­di, documentato dall’incon­tro tra Cairo e il presidente del Credito Sportivo e dal­l’ormai imminente vertice tra lo stesso padrone del To­rino e il sindaco Fassino, anima anche le discussioni tra i tifosi granata. I quali, come abitualmente succede in questi casi, si divino in varie categorie: gli ottimisti nonostante tutto, gli scettici, i pessimisti a prescindere. Però, all’interno della tifose­ria, è in crescita il partito di coloro che spingono affinché si cavalchi l’onda, sia per la ricostruzione del Filadelfia sia per la questione Olimpi­co, sottolineando comunque le colpe di Torino Fc e Co­mune per il ferale ritardo e per le troppe illusioni.
«VANTAGGI POSSIBILI»
Le innumerevoli chiacchie­re rimaste tali in tutti que­sti anni, specialmente sul Filadelfia, hanno minato le sicurezze e le speranze del popolo del Toro. Tanto che l’opinione più diffusa risul­ta, a grandi linee, la seguen­te: «La situazione, almeno in linea teorica, ora come ora potrebbe risultare molto vantaggiosa, assolutamente da cogliere al balzo. Per una serie di motivi: il Comune deve risolvere queste situa­zioni che stanno diventando sempre più problematiche, le ultime leggi approvate dallo Stato favoriscono la co­struzione di nuovi stadi e la ristrutturazione di quelli esistenti, con pure la possi­bilità di un prestito agevo­lato dal Credito Sportivo, Cairo non avrebbe davvero più alibi: il suo dinamismo delle ultime settimane è un segnale positivo. Certo, se non si combina niente nem­meno stavolta, allora c’è da arrabbiarsi sul serio».
«SE VUOI, PUOI»
La rina­scita del Filadelfia è il prin­cipale obiettivo dei tifosi, ancora di più dell’ex stadio Comunale. Anche se qualcu­no è chiaramente attratto dalla possibilità di poter creare una struttura, rinno­vando l’attuale Olimpico, più adatta alle esigenze cal­cistiche. Un po’ come è stato fatto all’estero. « Provate a guardare lo stadio di Bre­ma: in qualche mese, è stato rivoluzionato in maniera perfetta. E così, puntando ancora più in alto, a Man­chester per il City. E’ la di­mostrazione che se vuoi, puoi. Ma Cairo vuole? E’ questo il punto. Però, sullo stadio, al di là dei tentenna­menti del patron, il Comu­ne di Torino deve assoluta­mente fornire al club grana­ta lo stesso trattamento con­cesso all’altra squadra che gioca in questa città».
«IL SOLITO TEATRINO»
Chi ha forti dubbi sulla pos­sibilità di rivedere il Filadel­fia e pure un Olimpico nuo­vo, tutto granata, argomen­ta così: «E’ il solito teatrino, al quale assistiamo ormai da troppi anni. Parole, paro­le, parole e zero fatti. E poi sullo stadio c’è ancora un’i­poteca di 38 milioni di euro: chissà quanto tempo ci vorrà prima di toglierle. Di sicuro, Cairo non si assu­merà mai quest’onere: pro­babilmente, punta al pac­chetto Filadelfia più Olim­pico per poi avere un prodot­to Torino più facilmente vendibile». E’ una delle teo­rie sulle quali ragionano i tifosi: la speranza comune è che, superate dichiarazioni e manovre di facciata, sta­volta arrivi l’accelerata de­cisiva per dare al Torino la struttura sportiva che la sua gente merita.

mercoledì 19 ottobre 2011

19/10/11 - Cairo-Credito Sportivo summit per il Filadelfia

TORO RECORD OPERAZIONE STADI

Il patron incontra a Milano il presidente dell’ente che finanzierà la ricostruzione. Pulici sul prato del Fila: «Alibi finiti per tutti»

A breve si terrà anche un vertice con il sindaco per l’Olimpico. Pulici in visita al Filadelfia: «E’un dolore vederlo ridotto così.

Cairo e il Comune rispettino la storia e la gente, quell’area deve rinascere»

MARCO BONETTO    ALBERTO MANASSERO

TORINO. A breve, al più tardi entro la prossima settimana Cairo vedrà il sindaco Fassi­no per accelerare l’operazione Filadelfia e iniziare le trattati­ve relative al destino dello sta­dio Olimpico. Intanto il presi­dente del Torino ha appena in­contrato a Milano il numero uno del Credito Sportivo: la co­siddetta banca dello sport, l’i­stituto pubblico che finanzia con contributi agevolati la co­struzione e il miglioramento degli impianti sportivi. Riferi­scono che il summit tra Urba­no Cairo e Andrea Cardina­letti si sia svolto in un’atmo­sfera di assoluta serenità, ca­ratterizzata da buona volontà e spirito di collaborazione. Te­ma principale: la rinascita del Filadelfia. In merito, il gran ca­po del Credito Sportivo aveva già compiuto un sopralluogo al Fila nello scorso maggio, ac­compagnato dal governatore Cotae dal consigliere regiona­le Vignale, rappresentante del presidente della Regione nella Fondazione Filadelfia: e sem­pre Vignale ha presenziato al­l’incontro di ieri. Nelle scorse settimane anche il sindaco di Torino aveva avuto un lungo colloquio con Cardinaletti, ot­tenendo la conferma della sua disponibilità a finanziare la ri­qualificazione dell’area. In bal­lo tra i 10 e i 12 milioni, secon­do le prime stime. L’obiettivo è costruire un centro sportivo per gli allenamenti del Torino, salvaguardando i pochi ruderi che ancora resistono del glorio­so impianto del 1926, demolito sciaguratamente 14 anni fa.

«SIAMO PRONTI» . «Siamo pronti a diventare partner isti­tuzionali della Fondazione Fi­ladelfia per partecipare in pri­ma fila alla riqualificazione dell’area. Collaborare per la ri­nascita di realtà come quella del Fila fa parte della nostra missione aziendale», sta ripe­tendo Cardinaletti ai suoi in­terlocutori. Dal canto suo, Cai­ro ha garantito di considerare «di primaria importanza la ne­cessità e il desiderio di ridare vita al Filadelfia». Oggi come oggi il Fila resta invece una vergogna: resti pericolanti, im­mondizia, degrado di ogni ge­nere, abbandono. La mossa di Cairo rappresenta un signifi­cativo passo in avanti, deputa­to a trovare nuova spinta nel­la collaborazione del Comune e della Regione, al di là dei diffe­renti orientamenti politici del­le due amministrazioni. Il tem­po dirà se sono solo illusioni. O meglio: se anche queste sono solo illusioni, come le ripetute prese in giro cui si è dovuto as­sistere dalla metà degli Anni 90 in avanti: con, allegate, ver­gognose speculazioni edilizie e commerciali. Certo è, però, che mai si era notato in Cairo tan­to decisionismo, supportato ora dal concorso di Fassino, di Co­ta e, appunto, dei vertici del Credito Sportivo: condizioni tutte indispensabili per la ri­nascita del Fila. E che corrono di pari passo con la volontà del Comune (testimoniata nella settimana scorsa dallo stesso sindaco e sul giornale di ieri dal suo assessore allo Sport Gallo) di concedere l’Olimpico al Torino in diritto di superfi­cie: anche per 99 anni. In pra­tica, il club granata diventereb­be proprietario dello stadio.

BASTA PRESE IN GIRO. Il problema più grande, più volte rammentato, resta trovare un complesso equilibrio economi­co tra spese e introiti, vista l’e­siguità delle attuali aree com­merciali utilizzabili. Lo stadio, così come il Filadelfia, è di pro­prietà del Comune: Cairo è in­teressato anche ai destini del­l’Olimpico, ma ovviamente non per sostituire il Comune nel pagare ogni anno cifre esorbi­tanti solo per utilizzare l’im­pianto una volta ogni due set­timane. Per adesso lo stadio è una proverbiale patata bollen­te, a meno che Fassino non partorisca condizioni del tutto nuove e assolutamente favore­voli per agevolare l’intesa: co­me fecero a suo tempo i prede­cessori Castellani e Chiam­parino per consegnare il Del­le Alpi alla Juventus. Poi, per una curiosa coincidenza, giu­sto ieri un mito come Pulici, il più grande bomber della sto­ria granata, è tornato dopo an­ni a mettere piede nel Fila, ac­compagnato dalla moglie e da un tifoso, prima di essere fe­steggiato dal Toro club Valtri­versa. «Mi sono aggirato per un’oretta tra quegli spazi de­solati. Chiudevo gli occhi e mi tornavano alla mente il mio primo gol segnato lì, l’emozione a uscire dal tunnel degli spo­gliatoi, gli insegnamenti di Ferrini, l’affetto dei tifosi... Un bombardamento di ricordi uni­ci, meravigliosi. Ma poi riapri­vo gli occhi e vedevo solo mace­rie in un silenzio irreale. Ogni volta rivedere il Fila così mi provoca un dolore pazzesco. E’ uno scandalo. Gli alibi sono fi­niti per tutti da anni. E’ ora che il Torino e il Comune facciano qualcosa. E in fretta. Altrimen­ti continuerà quest’oltraggio senza giustificazioni: nessun rispetto per la storia e per la sensibilità dei tifosi, dei cittadi­ni. Il Fila è un naufrago che continua a chiedere aiuto: chi ha responsabilità e doveri non può proseguire a girarsi dall’al­tra parte, raccontando bugie». Parole sante. Ed è sempre il ca­so di sottolinearlo, dopo gli scandali degli ultimi tre lustri.

18/10/11 - Coppola: "Il Filadelfia sarà la casa dei granata"


http://rassegnastampa.comune.torino.it/rassegna/imgrs.asp?numart=15O778&annart=2011&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B6FHI&video=0

CALCIO: TORINO - COPPOLA "PRESTO 'FASE DUE PER AREA FILADELFIA"

(ANSA) - TORINO, 17 OTT - "Dopo la modifica dello statuto della FondazioneFiladelfia per adeguare il numero dei membri del C.d.A. alle nuove norme, passeremo alla 'fase due' che porterà alla definizione del progetto per l'area del Filadelfia e all'inizio dei lavori".
Lo spiega l'assessore regionale alla Cultura, Michele Coppola, a proposito del futuro dell'area che un tempo ospitò lo storico stadio del club granata.
"Dopo l'approvazione delle modifiche allo statuto e la composizione del nuovo C.d.A. che dovrebbero essere formalizzate entro la prossima settimana - dice Coppola - passeremo alla definizione del ruolo del Credito Sportivo nella Fondazione.
L'augurio, mio, dell'assessore regionale allo Sport, Alberto Cirio, e comunale, Stefano Gallo, che il coinvolgimento sia più che formale. E poi, sempre in sintonia con il Comune, ragioneremo con la società per capire quali sono le intenzioni sue di partecipazione e di utilizzo del Filadelfia. Parallelamente - prosegue Coppola - partiranno il concorso di idee e la definizione degli attori nella fase del reperimento delle risorse, della definizione del progetto e, infine, dell'avvio dei lavori".
(ANSA)


Filadelfia, parla Michele Coppola: "Presto novità"

Scritto da Andrea Scappazzoni
Martedì 18 Ottobre 2011 08:52
C'è ancora attesa, ma almeno qualcosa sembra muoversi a Torino sul fronte Filadelfia. In questi giorni anche il presidente Cairo è tornato alla carica, invitando il sindaco Fassino a riportare una sorta di equilibrio nella Torino calcistica, con la concessione di pari opportunità granata, rispetto a quanto “offerto” in precedenza ai cugini bianconeri.
Nel frattempo però, durante la giornata di ieri in particolar modo ha parlato della situazione del Filadelfia l'assessore regionale alla Cultura, Michele Coppola. Queste le frasi riportate dall'Ansa: “Dopo la modifica dello statuto della Fondazione Filadelfia per adeguare il numero dei membri del CdA alle nuove norme, passeremo alla 'fase due' che porterà alla definizione del progetto per l'area del Filadelfia e all'inizio dei lavori”. L'ex candidato sindaco di Torino ha poi proseguito: “Dopo l'approvazione delle modifiche allo statuto e la composizione del nuovo CdA che dovrebbero essere formalizzate entro la prossima settimana passeremo alla definizione del ruolo del Credito Sportivo nella Fondazione.
L'augurio, mio, dell'assessore regionale allo Sport Alberto Cirio e comunale Stefano Gallo è che il coinvolgimento possa essere più che formale. E poi – ha concluso Coppola – sempre in sintonia con il Comune, ragioneremo con la società per capire quali sono le intenzioni sue di partecipazione e di utilizzo del Filadelfia. Parallelamente partiranno il concorso di idee e la definizione degli attori nella fase del reperimento delle risorse, della definizione del progetto e, infine, dell'avvio dei lavori”.

http://www.infotoro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1447:filadelfia-parla-michele-coppola-qpresto-novitaq

17/10/11 - Olimpico in concessione per 99 anni. Il Comune tende la mano al Torino

Nei prossimi giorni l'incontro tra amministratori, sindaco e club. L'assessore Gallo: «Vogliamo capire se sono interessati.
Si parlerà anche di Filadelfia»
TORINO
Al Torino calcio verrà proposta la concessione per 99 anni dello Stadio Olimpico (ex Comunale). «È una delle ipotesi che verranno presentate al presidente della società granata. Verificheremo in tempi rapidi se è una soluzione che può interessare al club», ha detto oggi l'assessore allo Sport Stefano Gallo, rispondendo a un'interpellanza in consiglio comunale.

L'incontro tra la Città e il Torino avrà luogo «nei prossimi giorni e vi parteciperà anche il sindaco», ha annunciato Gallo. Attualmente il Torino calcio utilizza l'Olimpico in assegnazione annuale. I costi di gestione dell'impianto sono di circa 1,1 milioni di euro all'anno. «Il punto di partenza dell'amministrazione comunale - ha spiegato Gallo - è quello di garantire al Torino condizioni sostenibili e non penalizzanti rispetto al tema stadi (la Juventus ha avuto in concessione per 99 anni l'area dove ha costruito il nuovo impianto, ndr)». «Ascolteremo le esigenze del club granata - ha aggiunto Gallo - e lo stesso faremo per la questione dell'area dell'ex stadio Filadelfia, che è strettamente connessa. A questo proposito - ha detto ancora l'assessore - abbiamo incontrato il presidente del Credito Sportivo per verificare, in accordo istituzionale con l'assessorato regionale competente, il suo coinvolgimento nella Fondazione Filadelfia».

http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quitoro/articolo/lstp/425240


La Stampa del 18 Ottobre


I tifosi sognano lo stadio di proprietà
 "Questa volta dobbiamo crederci"
Dopo la proposta del Comune per la concessione dell'Olimpico: «Bisogna fare qualcosa di simile a quello che ha avuto la Juve»
GIANLUCA ODDENINO
TORINO
Traditi da troppe promesse, ma speranzosi che la partita degli stadi possa finalmente sbloccarsi. L'apertura del Comune verso il Toro per l'Olimpico e la voglia di accelerare sulla ricostruzione del Filadelfia da parte della Regione sono segnali che la tifoseria granata giudica positivamente.
 «Questa volta vogliamo crederci - commentano dal Centro Coordinamento dei Toro Club -, ma senza regalare nessun tipo di credito. Qui bisogna fare qualcosa che sia almeno paragonabile a quello che ha fatto ed avuto la Juve. Per noi l'Olimpico e il Filadelfia non sono due cose alternative: è doveroso fare un discorso comune».
 I tifosi granata sono parte attiva della Fondazione Filadelfia e sono i primi a riempire l'ex Comunale per le partite del Toro: per loro la questione è di primaria importanza e per questo lanciano la sfida a Cairo. «E' un'occasione unica ed eccezionale per dimostrare che vuole veramente cambiare l'approccio al mondo granata e quindi mantenere la parola data, anche perché il Comune ha confermato che è pronto ad offrire le stesse condizioni della Juve».

http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quitoro/articolo/lstp/425361/

Tuttosport del 18 Ottobre

La proposta del Comune a Cairo in attesa del summit tra il patron e il sindaco Fassino L’assessore Gallo: «E’una delle ipotesi»
LA VICENDA STADI
Nei discorsi anche la ricostruzione del Filadelfia.
L’assessore regionale Coppola: «Con la Fondazione parte la Fase due»

STEFANO LANZO
TORINO. «Un trattamento equiparato a quello della Ju­ventus, per la questione sta­di », aveva chiesto Cairo in­tervistato da Tuttosport.
«Garantirò al presidente del Torino condizioni ad hoc», la risposta del sindaco Fassino, che ha pronto un pacchetto speciale da offrire al patron, comprensivo di Fi­ladelfia da ricostruire e aree commerciali. Nei prossimi giorni si terrà un incontro, lo ha confermato ieri l’asses­sore allo Sport del Comune di Torino, Stefano Gallo, du­rante il consiglio comunale: «Sì, ci sarà un summit a bre­ve, con il primo cittadino, il presidente Cairo e il sotto­scritto. Per parlare dello sta­dio, certo, ma non solo». Già, perché il discorso, per risul­tare un affare assimilabile a quello della Juventus, non può essere circoscritto sem­plicemente alla gestione del­l’Olimpico: tutto verte attor­no allo sfruttamento delle zone commerciali, con l’idea di costituire un quartiere granata che possa fruttare anche sul piano economico.
IL CREDITO SPORTIVO. L’assessore Gallo ha parlato di una soluzione possibile, quella del comodato d’uso gratuito per 99 anni. Come avviene a Novara, nella ge­stione del Piola, tanto per in­terderci. «E’ una delle ipote­si che verranno presentate a Cairo. L’obiettivo è quello di verificare nei tempi più ra­pidi possibili se si tratti di una soluzione che possa in­teressare il club granata » . Posto che sullo stadio grava ancora un’ipoteca da 38 mi­lioni, il punto non è soltanto la massima disponibilità fi­nora espressa dal Munici­pio: servono condizioni so­stenibili e possibilmente ac­cattivanti per andare oltre all’attuale affitto che viene prolungato di anno in anno. I costi restano alti: l’Olimpi­co, unito alla rinascita del Filadelfia e al contorno com­merciale, deve diventare un business e non soltanto un onere economico. Spiega Gallo, rispondendo all’inter­pellanza comunale: «Il pun­to di partenza dell’ammini­strazione comunale è quello di garantire al Torino condi­zioni sostenibili e non pena­lizzanti rispetto al tema sta­di, considerando appunto che la Juventus ha avuto in concessione per 99 anni l’a­rea dove ha costruito il nuo­vo impianto. Ascolteremo le esigenze del club granata e lo stesso faremo per la que­stione dell’area dell’ex sta­dio Filadelfia, che è stretta­mente connessa. A questo proposito abbiamo incontra­to il presidente del Credito Sportivo per verificare, in accordo istituzionale con l’assessorato regionale com­petente, il suo coinvolgimen­to nella Fondazione Filadel­fia ».
PARTE IL BANDO. Il desti­no dell’Olimpico è stretta­mente legato alla ricostru­zione del Filadelfia. A tal proposito, oltre alle dichia­razioni di Gallo, è doveroso riportare le parole di Miche­le Coppola, assessore regio­nale alla Cultura e membro del CdA della Fondazione Filadelfia: «Dopo la modifi­ca dello statuto della Fonda­zione per adeguare il nume­ro dei membri del CdA alle nuove norme, passeremo al­la cosiddetta “fase due” che porterà alla definizione del progetto per l’area del Fila­delfia e all’inizio dei lavori. Ragioneremo prima di tutto sulla definizione del ruolo del Credito Sportivo nella Fondazione. L’augurio mio, dell’assessore regionale allo Sport, Alberto Cirio, e del­l’assessore comunale Stefa­no Gallo, è che il coinvolgi­mento sia più che formale. E poi, sempre in sintonia con il Comune, parleremo con il Torino Fc per capire quali siano le intenzioni di parte­cipazione e di utilizzo del Fi­ladelfia. Parallelamente partiranno il concorso di idee e la definizione degli at­tori nella fase del reperi­mento delle risorse, della de­finizione del progetto e, infi­ne, dell’avvio dei lavori». Il movimento attorno alla vi­cenda lascia ben sperare, il primo snodo decisivo sarà il faccia a faccia tra Fassino e Cairo: dagli esiti del summit si potranno delineare gli sce­nari futuri legati a stadio e centro sportivo. Nel frattem­po, l’apertura di Gallo per il Municipio e Coppola per la Regione è un segnale inco­raggiante: adesso tocca alle parti in causa accelerare, per l’interesse di tutti.

sabato 15 ottobre 2011

13/10/11 - Trasmissione ToroAmoreMio - Stadio Filadelfia

" Le pari opportunità " - by ToroNews

14/10/11 - A Cairo il “pacchetto stadi”

TORO PRIMO IN B RETROSCENA: I PIANI DEL COMUNE
Sarà offerto al patron anche il business dei parcheggi per dare l’Olimpico al Toro e ricostruire il Filadelfia

Fassino proporrà a Cairo di inserire lo stadio e il Fila in un’unica trattativa: non solo 14 mila metri quadrati di aree commerciali

MARCO BONETTO

TORINO. Lo chiamano il pac­chetto per Cairo. Nelle inten­zioni non dovrebbe essere una fregatura. Per la precisione, Fassino accarezza l’idea del pacchetto integrato. Un insie­me coordinato di programmi destinati alla risoluzione di problemi diversi: ma il vocabo­lario soccorre solo fin qui. Il re­sto, che nei fatti è tutto, coinci­de con il contenuto. Starà al sindaco riempire la cesta di of­ferte «per rendere l’Olimpico accattivante» (sindaco dixit, su Tuttosport di ieri). Fassino e Cairo dovrebbero incontrarsi nella prossima settimana. Lo schema di partenza sarà dise­gnato dal primo cittadino. Verrà calata la prima carta: in­tenzione del Comune è da­re in gestione al Torino lo stadio Olimpico con allegato il Fila­delfia (nuovo cen­tro sportivo per gli allenamen­ti). La proposta del sindaco prevede di in­serire le due aree in un’uni­ca trattativa volta a «garanti­re al club granata condizioni sosteni­bili, ad hoc. Cioè che non lo penalizzino». In ballo, di conseguenza, non solo le aree commerciali già og­getto di delibere (10 mila metri quadrati all’Olimpico e 4 mila al Fila), finora giudicate insuf­ficienti per originare un equili­brio tra costi e introiti. E co­munque non rispondenti al principio di pari trattamento con la Juventus: principio in­vocato da anni dai tifosi grana­ta, da Cairo stesso e da una ge­nerale e assolutamente condi­visibile esigenza di giustizia. Non stupisce, allora, che il sin­daco e l’assessore allo Sport Gallo stiano già pensando an­che a soluzioni non alternative, ma aggiuntive, accendendo i riflettori sul corridoio urbani­stico che corre dall’Olimpico al Filadelfia. Come, ad esempio, l’area delle ex Dogane, appun­to dietro al Fila. Un primo bu­siness (ma anche un problemo­ne da risolvere) sono i parcheg­gi. La possibilità di far fruttare non meno di 500 parcheggi sot­terranei alle Dogane sarà una delle prime proposte che la Città potrà fare a Cairo. Li rea­lizzerebbe e li gestirebbe in esclusiva il Torino: una parte finirebbe in vendita, un’altra parte in affitto. Chiaramente non può essere solo questa pro­posta a produrre per miracolo l’agognato equilibrio. Ma vale l’esempio per rendere lo spiri­to costruttivo con cui Fassino intende risolvere il problema stadi. Nelle loro chiacchierate il sindaco e Gallo si sono già ri­petuti una formuletta miste­riosa. Il quesito dei quesiti: «Ma esattamente cosa vuole fare Cairo?». Lo sottolineano senza polemica. Al contrario sono rimasti fin sorpresi dal fatto che di recente il patron granata si sia offerto di pagare un conto: la consulenza giuridi­ca dell’Università sul bando che sta per essere varato per il Fila (il concorso di idee).
GRAVI COLPE. L’Olimpico, ristrutturato nel 2006, resta uno stadio sbagliato per le esi­genze del calcio moderno. Men­tre il Filadelfia fu sciagurata­mente demolito 14 anni fa e abbandonato dopo vergognose speculazioni edilizie e commer­ciali. In entrambi i casi le re­sponsabilità non sono di Cai­ro. L’ex sindaco Chiamparino si disse comunque scottato dal patron: da suo ondivagismo su­gli stadi, “faccio-non faccio”. Fassino e Gallo vogliono azze­rare il passato: i messaggi sono improntati alla «massima di­sponibilità ». E’ da capire come potranno e vorranno arricchire il pacchetto integrato. A Cairo, per cominciare, chiederanno di condividere alcuni punti di partenza (le sue volontà, le sue esigenze) per restringere il ventaglio di ipotesi e comincia­re una trattativa. In Comune, a priori, non si esclude nemme­no la possibilità che Cairo vo­glia ristrutturare radicalmen­te lo stadio per migliorarne la funzionalità e le possibilità di business: «Sta a lui», ripete il sindaco. Il tutto con il coinvol­gimento della Fondazione Fi­ladelfia. Le spese di gestione annuale dell’Olimpico ballano sui 750 mila euro. Fassino vuo­le interrompere la strada del-l­’affitto annuale. A Cairo può fare gola mettere le mani sul­l’impianto e su un business al­l’altezza delle necessità: creare patrimonio per il Torino signi­fica costruire il futuro e arric­chire il valore e i conti del club. L’appoggio di società specializ­zate nel realizzare e far frutta­re l’edilizia sportiva è un’opzio­ne. Basta volerlo. Vale per Cai­ro, ma sta alla Giunta garanti­re nuove condizioni. Non solo sostenibili. Realmente accatti­vanti. Cairo sa bene far di con­to: quando entrerà in Munici­pio, dovrà poter sentire le mo­nete tintinnare. Esattamente come quando ci entrava Gi­raudo.
E poi Blanc.
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Prima mossa: via le ipoteche

TORINO. Fassino ha già messo in moto l’avvocatura del Comune e gli uffici dell’urbanistica e dello sport per arrivare a un doppio obiettivo: cancellare le ipoteche poste sull’Olimpico (da 38 milioni) e spianare la strada per consegnare lo stadio in gestione al Torino, curando la collaborazione del Credito sportivo non solo per la riqualificazione del Filadelfia (mutui a tassi iperagevolati, tendenti - questo l’auspicio - allo zero). Di concerto, con un alto valore innanzi tutto simbolico, le manovre burocratiche poste in essere col concorso della commissione toponomastica affinché l’area dietro alla curva Maratona venga intitolata al Grande Torino.
M.BON.

giovedì 13 ottobre 2011

13/10/11 - Fassino: « Stadio Toro, si può»

«Garantirò a Cairo condizioni ad hoc. E ci sono novità pure per il Filadelfia»
«A breve incontrerò il patron per cominciare a trattare. Ho già anche parlato con il Credito sportivo: darà una mano»
MARCO BONETTO
TORINO. Dal presidente del Torino al sindaco di Torino. «Per la rinascita del Filadelfia vorrei dare un contributo mag­giore di quanto previsto quale parte della Fondazione», an­nunciava Cairo su Tuttosport di ieri. «La mia volontà è di co­struire. Il futuro del Fila deve spiccare il volo. Quanto all’O­limpico, il problema è che lo stadio ha delle qualità innega­bili, però nell’ottica di un im­pianto polifunzionale presenta difetti importanti: è molto ca­rente come stadio di proprietà. La priorità è il Filadelfia, ma presto però mi incontrerò col sindaco per stabilire cosa fare e come anche sull’Olimpico. Perché non pensare che ci sia la volontà di dare al Torino un trattamento equiparato a quello della Juventus?».
Appunto, sindaco Fassi­no: perché non pen­sarlo?
«Perché pensare che non sia così? Io sono assoluta­mente disponi­bile ad ascolta­re, valutare, mediare, cerca­re soluzioni nuove».
Così com’è, l’O­limpico costa più di quanto rende. Enormemente di più. La Giunta prece­dente aveva persino pensa­to di appaltare a uno spon­sor il nome dello stadio. Di qui le polemiche.
«Il problema dei costi di man­tenimento è un argomento molto delicato. E’ complicato trovare un equilibrio finanzia­rio. E’ uno dei temi che verran­no appoggiati sul tavolo, quan­do mi incontrerò con Cairo. In­vece, relativamente al nome dello stadio legato a eventuali sponsor, la vicenda è stata con­gelata. Ma l’avete già scritto».
Difatti ora molti tifosi gra­nata sperano che lo stadio venga intitolato al Grande Torino.
«Intanto cominciamo a sposta­re il corso Grande Torino da dov’è, cioè vicino al nuovo sta­dio della Juventus, e a dedica­re a quella squadra meravi­gliosa e inimitabile parte di corso Agnelli, l’area dietro alla curva Maratona. Se ne sta oc­cupando la commissione topo­nomastica, non vedo problemi. E’ già un primo passo in avan­ti importante per onorare la memoria del Grande Torino e per venire incontro alla sensi­bilità e alle speranze dei tifosi. Speranze più che comprensibi­li ».
Un problema chiave dell’O­limpico, incastrato com’è tra i palazzi, riguarda le ri­dotte aree commerciali: si parla al massimo di 10 mila metri quadri. Altro che gli spazi enormi del Delle Alpi.
«Sappiamo bene. Quando lo in­contrerò... cioè a breve, nei prossimi giorni... a Cairo dirò che la Città è pronta a fare in modo che il Toro utilizzi stabil­mente l’Olimpico senza esser­ne penalizzato. Un paletto però devo metterlo subito: molto si potrà fare, ma sempre compa­tibilmente con i problemi fi­nanziari del Comune. Ma di si­curo proporremo condizioni so­stenibili per il club granata».
Significa pari trattamento con la Juventus?
«Come filosofia, in linea di principio, assolutamente sì. Ma è chiaro che i due stadi non si possono paragonare: alludo anche alle aree circostanti. Si tratta di trovare pure per l’O­limpico una piattaforma che renda lo stadio accattivante per la società che lo gestisce e per gli sportivi che lo frequen­tano. In questo senso è nostra intenzione garantire al Torino condizioni sostenibili».
Passando da un affitto an­nuale a un diritto di super­ficie pluriennale, equipara­bile a una proprietà?
«Siamo aperti a più soluzioni. Con Cairo stiamo definendo un appuntamento, ci incontre­remo presto. Cominceremo a discutere anche di tempi, ov­viamente. Non solo di cosa e co­me fare. Un po’ come per il Fi­ladelfia. E’ chiaro che sul tavo­lo c’è la possibilità che il Torino utilizzi stabilmente l’Olimpico senza passare da un semplice affitto annuale all’altro. Ma è prematuro parlarne adesso, qui. E nel caso occorrerà coin­volgere subito anche l’assesso­re al Patrimonio. Intanto io e l’assessore allo Sport Gallo stiamo già lavorando per muo­vere i primi passi in avanti. E Gallo è un assessore molto at­tivo, determinato. Il punto di partenza è trovare una soluzio­ne che non penalizzi il Torino. Ascolteremo le proposte e le esigenze di Cairo».
Sull’Olimpico gravano ipo­teche da 38 milioni. Un guaio in più.
«Lo so. E’ un altro argomento complesso».
Ha accennato al Filadelfia.
«Ci sono delle novità anche lì. Considero importante la dispo­nibilità di Cairo a operare, agi­re, fare. E di recente ho parla­to pure con il presidente del Credito sportivo. Anche Cardi­naletti mi ha dato la sua dispo­nibilità a partecipare. Siamo nelle condizioni di metterci tut­ti attorno a un tavolo per vede­re come e in quali tempi potrà nascere un centro sportivo per gli allenamenti del Torino, con­servando e mettendo in sicu­rezza i resti di quel glorioso stadio. Immagino un impianto che sia utile per il futuro, ma anche che onori la memoria e la gloria del vecchio Filadelfia. Valori non solo dei tifosi grana­ta, ma di tutta la città, di tutt’I­talia. E non bisogna affatto di­sperdere ciò che il Fila ha sem­pre rappresentato. Comunque con Cardinaletti non ho parla­to solo del Filadelfia. Ho acqui­sito anche la disponibilità del Credito sportivo a varare con noi un piano di ristrutturazio­ne e adeguamento degli im­pianti sportivi di base dei quar­tieri. E con la Regione e la Pro­vincia si sta lavorando per in­serire gli impianti olimpici del­la Val di Susa e della Val Chi­sone nel circuito degli sport invernali. Ne discuteremo col presidente del Coni e della Fi­si. Stiamo anche varando la macchina organizzativa per i Senior Olympic Games, in pro­gramma nel 2013».
Tornando a Cairo, adesso sta anche volando in classi­fica. Una bella novità, ri­spetto agli ultimi anni di Chiamparino.
«Sono un sindaco felice e fortu­nato. Una squadra corre per lo scudetto, l’altra per tornare in A. Speriamo che vincano tutte e due. Farò il tifo per questo».
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TORO PRIMO INTERVISTA AL SINDACO
L’ex Comunale è ancora sotto ipoteche

Sullo stadio Olimpico (foto Ansa) gravano ancora ipoteche da 38 milioni di euro, eredità del fallimento del Torino di Cimminelli avvenuto nel 2005. Per cominciare un percorso che si concludesse con la cancellazione delle stesse, un anno fa l’ex assessore allo Sport Sbriglio aveva messo in moto l’avvocatura del Comune. Ma la controversa vicenda nei fatti è ancora congelata.
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Il Filadelfia è ancora abbandonato

L’ex stadio Filadelfia, teatro delle imprese non soltanto (ma soprattutto) del Grande Torino, fu demolito nel 1997. Era un gioiello di architettura sportiva, inaugurato nel 1926.
Anche sul Filadelfia gravavano ipoteche, cancellate solo durante l’ultima amministrazione Chiamparino per opera dell’assessore Sbriglio.
Da 14 anni l’area viene ripulita e rianimata di volta in volta dai tifosi granata.

mercoledì 12 ottobre 2011

12/10/11 - Cairo: « Stadi: Toro come la Juve»

TORO IL PATRON FESTEGGIA LE 100 VITTORIE CON UN REGALO
CAIRO «Presto vedrò Fassino: il Filadelfia deve spiccare il volo E sull’Olimpico non vorrà trattarci diversamente dai bianconeri»

ALBERTO MANASSERO

PRESIDENTE Cairo, a Ve­rona la sua 100ª vittoria. La più memorabile?
«Torino-Mantova 3-1, non c’è scelta. La più esaltante, anche la più bella: in rimonta dopo il ko dell’andata, davanti a 60mi­la tifosi, la promozione in A a 9 mesi dal fallimento e dalla ri­nascita. Straordinaria, indi­menticabile, mi vengono anco­ra i brividi. Tuttavia, devo an­che dire che quasi quasi quel successo mi ha danneggiato. Mi ha fatto credere di saper fa­re calcio. Guarda caso, ci pen­savo proprio stamane (ieri mattina, ndr) mentre mi face­vo la barba: nelle mie attività ho fatto alcune cose importan­ti sempre mantenendo i piedi per terra, il calcio invece ti fa volare... E’ stata la prima volta in cui mi sono creduto più di quanto in realtà non fossi».
La più sofferta?
«Roma-Torino, con gol di Muz­zi e salvezza. Tre punti molto difficili, una sofferenza lun­ghissima con rete in avvio, as­salto giallorosso, due pali...».
La vittoria più importante?
«Ancora il primo anno, ancora sul Mantova ma nel ritorno del campionato: era un momento difficile, con 3 sconfitte, 7 pa­reggi e un solo successo in 11 giornate. Riprendemmo il vo­lo, da quel 2-0 infilammo nove vittorie in 10 partite. Se voglia­mo, altro colpo di questo tipo fu quello sul Grosseto col ritorno in panchina di Colantuono».
La più brutta?
«Non ho dubbi: 1-0 a Gallipoli».
E’ appena entrato nel 7° an­no di presidenza: per i ma­trimoni è quello della crisi, per Cairo e il Toro pare il contrario. Sarà l’anno del ri­cominciamo?
«Siamo in una fase molto posi­tiva, nel quale arrivano risulta­ti legati alle scelte fatte e al la­voro svolto da tutti. C’è un buon gruppo, che segue con di­sciplina ed entusiasmo Ventu­ra. In questo Toro vedi l’im­pronta di gioco, vedi l’insieme che sopperisce alle assenze, ve­di la squadra. Io però non mi esalto più. Gioisco, ma ho qual­che ferita, qualche cicatrice an­che nell’anima che mi hanno insegnato e mi ricordano cos’è il calcio. Che è veramente fat­to di una chimica molto sottile, tutto va perennemente ricon­fermato. Ho però sostegni im­portanti, come certe immagini che ti dicono tanto, persino più delle vittorie. L’ultima: a Vero­na, a 10’ dalla fine abbiamo perso palla, ebbene immedia­tamente due o tre dei nostri si sono lanciati per rimediare, quasi famelici. Una roba fanta­stica, da squadra vera, da gruppo. Poi, ribadisco, siamo appena alla 9ª giornata...».
E si può migliorare?
«Si deve. Lo dice Ventura che siamo al 70%, il cento per cen­to va raggiunto. Tutto resta an­cora da fare».
Con i tifosi è comunque in atto un ricominciamo.
«Io penso che i tifosi, anche chi mi contesta, aspettino solo il momento di poter ritrovare un certo rapporto pure con me».
Una cosa che non rifareb­be?
«Più di una... Non darei maga­ri troppa importanza a quello che pensavo di poter fare io per la squadra. In effetti avrei do­vuto ascoltare prima i vostri suggerimenti e costruire subi­to una struttura: non averlo fatto è stato un fattore negati­vo che rimpiango».
E’ il momento più felice del­la sua avventura granata?
«Questo è un periodo in cui vi­vo con una certa serenità. Mi sento ben rappresentato dalle persone che ho scelto, ho fidu­cia in loro, a cominciare da Ventura, da Comi, Petrachi, Ferri. Senza dimenticare i gio­catori. Sento di avere uomini che fanno bene la loro parte».
Le prossime 100 vittorie bi­sognerebbe...
«...Farle in tempi un po’ più ri­stretti, eh... Battute a parte, pensiamo ai prossimi sei mesi, sono fondamentali. Dobbiamo proseguire sulla strada intra­presa, passo dopo passo, conti­nuare a poggiare mattone su mattone. Vale per la squadra, vale per me, per noi: dagli os­servatori al vivaio; dal grande lavoro che c’è da fare nella città agli stadi. Il Filadelfia adesso deve partire, tutto è ormai pronto, diamo un’accelerata. Non accontentarci, è l’impera­tivo: se non continui, non vai avanti, tutto è fine a se stesso, non serve a niente».
La rete osservatori langue.
«Abbiamo preso Cavallo, pre­sto arriveranno gli altri e com­pleteremo la struttura per ren­derla operativa e collegata al vivaio e alla prima squadra».

Il Fila?
«Deve spiccare il volo e vi dico che vorrei dare un contributo maggiore di quanto previsto quale parte della Fondazione».
Uhm... Soldi... Una notizia...
«Sto provando a vedere cosa posso fare per dare una mano in più, non dico altro».
Concretamente esiste la possibilità che il Toro faccia uno stadio tutto suo?
«Lo stadio del Torino è, di fatto, l’Olimpico. Non posso pensare che la città possa avere un 4° stadio... Il problema è che l’O­limpico ha delle qualità inne­gabili, però nell’ottica di un im­pianto polifunzionale ha difet­ti importanti: è molto carente come stadio di proprietà. La priorità è il Filadelfia, presto però mi incontrerò col sindaco per stabilire cosa fare e come anche sull’Olimpico. Già ho sentito l’assessore Gallo. Non precorriamo i tempi, ma per­ché non pensare che ci sia la volontà di dare al Torino un trattamento equiparato a quello della Juventus? Magari c’è. Quando avevo parlato con Fassino l’avevo trovato molto disponibile, quindi mi auguro si possa lavorare in tal senso».

Fila, stadio: i tifosi sognano.
«Non corriamo, ma la volontà, come ho detto, è di non accon­tentarci, è di continuare a co­struire ».

Dicono che la Fiorentina pensi a Iori per gennaio.
«Non esiste, Iori è un pilastro di questo Toro. E non è tempo di mercato. Piuttosto, lasciate­mi dire due parole sulla terri­bile tragedia di domenica sera. Ci ha sconvolti, siamo addolo­rati ma ci sentiamo inermi, purtroppo non possiamo fare nulla benché vorremmo tanto, al di là del minuto di silenzio, poter fare qualcosa e qualcosa faremo».

Come era...


by Sandro B.

sabato 8 ottobre 2011

07/10/11 - «Via al bando per il Fila!»

TORO NOVITA’ DALLA FONDAZIONE
Chiabrera, presidente del CdA «Si parte con il concorso di idee per chiunque sia in possesso dei requisiti professionali»
Modificato anche lo statuto, seguendo le normative attuali: passo necessario per procedere con i futuri adempimenti
STEFANO LANZO

5.194 I GIORNI trascorsi da quando iniziarono i lavori di demolizione del Filadelfia: era il 18 luglio 1997. Da allora, tante promesse e pochi fatti

12 MILIONI di euro è il costo ipotizzato per ricostruire il Filadelfia in modo che possa ospitare due campi per gli allenamenti, la sede del club, il museo e aree commerciali

TORINO. La settimana è di quelle intense e non so­lo perché il Torino, inteso come squadra, si trova lassù, da solo in testa alla classifica di serie B. Quel­lo è l’aspetto positivo, da godersi senza però volare troppo con la fantasia. Ma alcune vicende considera­te primarie dalla tifoseria granata restano irrisolte, da sistemare. E anche in fretta. Ecco appunto che negli ultimi giorni vanno registrati alcuni passi in avanti: non ancora decisi­vi, però in ogni caso signi­ficativi in un generale contesto di immobilismo che da troppi anni circon­da amaramente alcune vi­cende legate al Torino. Vi­cende a volte paradossali, per non dire grottesche.
Lo spostamento di corso Grande Torino dall’area della Continassa alla zona di fronte alla Maratona può sembrare marginale, ma non lo è per qualun­que tifoso granata: non è una mera questione di principio, quando si parla degli Invincibili il popolo del Toro diventa estrema­mente serio. In questo senso una novità è arriva­ta dalla commissione to­ponomastica del Comune: questione di dettagli, la modifica dovrebbe essere ormai definita in tempo breve, ratificata possibil­mente entro la fine di ot­tobre. Sarebbe una vitto­ria simbolica, ma pur sempre una vittoria: la gente granata aspetta, ri­manendo alla finestra per notizie riguardanti quella che deve diventare, a tut­ti gli effetti, la casa del To­rino. Ovvero l’Olimpico, sul quale permangono dubbi e poca chiarezza. E sul quale vigila l’occhio lungo del popolo granata.
  EPPUR SI MUOVE - Il cruccio più grande resta il Filadelfia, disintegrato nel 1997 e trattato, pur essendo proprietà del Co­mune, da discarica a cielo aperto: uno scandalo, per quello che era stato il tem­pio del Grande Torino e poi la culla del settore gio­vanile, orgoglio granata di una volta. La guardia sul Fila è sempre alta, da par­te dei tifosi. Le notizie in­vece scarseggiano, però sono di queste ore alcune importanti novità legate al lavoro della Fondazione Filadelfia, che si è riunita alla presenza anche del­l’assessore allo Sport del Comune, Stefano Gallo.
Qualcosina, fortunata­mente, comincia a muo­versi: le tempistiche chia­ramente sono quelle isti­tuzionali, quindi piuttosto lunghe. Ma il succo di quanto emerso dall’ultima riunione è particolarmen­te prezioso nell’ottica di cominciare a delineare un futuro per il Filadelfia. Il Consiglio di amministra­zione e il Collegio dei fon­datori hanno infatti ap­provato le modifiche allo statuto, adeguandolo alla normativa attuale. Può sembrare marginale, inve­ce è un aspetto essenzia­le: infatti adesso si può co­minciare ad accelerare sul serio, dato che da questo momento « è possibile - co­me espresso a chiare let­tere nel comunicato del Comune di Torino - perve­nire al riconoscimento giuridico della Fondazio­ne, passo necessario per quelli che saranno i futu­ri adempimenti » .
  CONCORSO DI IDEE - Questa la prima buona notizia. Però non è l’unica, l’altra è altrettanto signi­ficativa: si tratta del via libera ufficiale al concorso di idee. Lo racconta Luigi Chiabrera, da poco più di due mesi presidente della Fondazione: « Nei mesi scorsi d’intesa tra i soci della Fondazione è stato deciso di lanciare un con­corso di idee per progetta­re il nuovo Filadelfia, aperto a tutti coloro che possiedono i requisiti pro­fessionali per partecipar­vi. Il bando è stato elabo­rato dalla Fondazione, con il contributo professiona­le delle fondazioni degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Torino. Entro qualche settimana il bando sarà pubblicato presso l’Albo pretorio co­munale e regionale, invia­to agli Ordini professiona­li di Architetti e Ingegne­ri di Torino e comparirà sulle pagine dei giornali e su quelle web dei siti di Fondazione Filadelfia, Co­mune di Torino e Regione Piemonte, Torino Fc e as­sociazioni dei tifosi » .
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L’ITER DA SEGUIRE

Ora 5 mesi per proporre i progetti

TORINO. Il lavoro della Fondazione Filadelfia prose­gue, dunque. E i prossimi passi pro­mettono di essere decisivi nell’ottica di regalare una nuova vita al vec­chio stadio abbat­tuto. Il bando, che sarebbe meglio de­finire concorso di idee, è partito, in attesa della pubbli­cazione. Tale ban­do, come precisato da Chiabrera, deve rispondere a tutta una serie di norme e restrizioni previ­ste nello statuto della Fondazione: con certi paletti e altre esigenze, non è semplice trovare una soluzione con­divisa. Questi i tempi tecnici pre­visti: servono cin­que mesi dall’aper­tura della raccolta di progetti fino al­la chiusura del bando, con 60 gior­ni per consegnare le idee alla Fonda­zione e 90 giorni per la Commissio­ne ( scelta alla chiu­sura del cosiddetto bando) prima di emettere una “ sen­tenza” dopo un ac­curato esame dei candidati. La se­quenza delle mosse da effettuare è de­lineata: ora tocca alle parti coinvolte accelerare.
S. L.