sabato 8 febbraio 2014
lunedì 3 febbraio 2014
martedì 22 ottobre 2013
17/10/13 - Domenico Beccaria ha illustrato il progetto del nuovo Museo al Fila ...
tratto dalla pagina Facebook Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata
mercoledì 7 agosto 2013
31/07/13 - Intervista a Domenico Beccaria sul progetto del Museo al Fila
domenica 14 luglio 2013
13/07/13 - Nel cuore del Filadelfia museo, negozi e ristorante
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| Foto di Mecu Beccaria |
http://www.lastampa.it/2013/07/13/cronaca/nel-cuore-del-filadelfia-museo-negozi-e-ristorante-DoWTK55OVc5fmezY6r3TWO/pagina.html
giovedì 27 dicembre 2012
27/12/12 - TORO, lo scrigno con 30 mila cimeli
Esiste dal 2002 ed è gestito dai tifosi: caso unico in Italia.
Tutto cominciò tra le rovine del Filadelfia
TORINO. Con legittimo orgoglio il presidente della Memoria Storica Granata sottolinea che «il museo del Grande Torino e della Leggenda Granata è un caso più unico che raro». Perché, ricorda Domenica Beccaria, «è stato fondato ed è gestito esclusivamente da un gruppo di tifosi, tutti volontari e senza fine di lucro, come da statuto. Ed è stato anche il primo museo del calcio nato a Torino». Era il 2002. E aveva sede a Superga, a pochi metri da dove si schiantò l’aereo del Grande Torino. Dal 2008 il museo si è trasferito a Grugliasco, hinterland di Torino. In una storica dimora, Villa Claretta (via La Salle 87), dagli spazi espositivi molto più grandi rispetto alla sistemazione originaria: 650 metri quadrati tra piano terra (scelte tematiche) e il primo piano (percorso cronologico: oltre un secolo di storia). Spazi molto ampi, ma che non bastano comunque per ospitare contemporaneamente tutti e 30 mila i cimeli a disposizione dei responsabili del museo. Che, di conseguenza, con ciclica cadenza fanno ruotare alcuni oggetti tra vetrine e magazzini, pur di far vivere l’intero patrimonio di storia. E’ uno splendido scrigno, quello di Villa Claretta. Un altro mondo: di gloria, innanzi tutto. Ogni oggetto è un personaggio che parla col cuore e al cuore. Numerosi pannelli esplicativi aiutano il visitatore. Tutto cominciò 15 anni fa, quando iniziò la demolizione del Filadelfia. Tra le rovine dell’antico stadio Beccaria e i suoi soci, con sensibilità e lungimiranza senza pari, salvarono tutto ciò che trovavano e poteva avere un interesse storico e sentimentale: trofei, scarpe, divise, foto, documenti... Una nuova svolta si registrò quando al museo venne concessa la celebre tromba di Bolmida, che risuonava al Fila ai tempi del Grande Torino: la prima donazione.
DONAZIONI CONTINUE «Ormai non si contano neanche più i tifosi e i parenti di ex giocatori che aiutano il museo a ingrandirsi sempre di più - dice Beccaria -. Sono un numero impressionante, è un successo nel successo. Hanno messo a disposizione di tutti i loro cimeli, la loro generosità viene da noi ricordata nelle targhette»: è una splendida corsa ad arricchire sempre più queste sale in cui meraviglia e commozione, fascino e gloria, leggenda e tragedia si mescolano in una continua esplosione di emozioni. «Il museo ospita anche mostre temporanee, approfondimenti (su Valentino Mazzola, in questi giorni fino al 17 febbraio; poi toccherà a Giagnoni, dalla settimana successiva; ndr). I rapporti stretti, di amicizia, con i musei della Fiorentina, del Genoa, del Barcellona, del Benfica e del River Plate ci hanno consentito di varare molte altre sorprese. Il nostro museo è anche tra i soci fondatori della Federazione italiana musei sportivi». Nonostante la dislocazione lontana dallo stadio Olimpico o dal centro di Torino, ogni anno si annoverano 6 mila visitatori. Un numero eccezionale. Con, al fianco, le iniziative volte a coinvolgere le scolaresche. Nella speranza che un giorno questo scrigno possa trasferirsi nel nuovo Filadelfia, il futuro prossimo del museo (Beccaria è il presidente, Giampaolo Muliari l’altrettanto apprezzato direttore) continuerà a offrire un’inimitabile passeggiata tra sale in cui gli oggetti dei pionieri di inizio Novecento fanno da cornice ai tanti oggetti del Grande Torino (compreso quelli trovati sul luogo della tragedia), ai ricordi di Meroni, Ferrini e dello splendido ciclo di Pianelli, ai cimeli dello stadio Filadelfia o della storia più recente. Ricchissima anche la parte fotografica e dei vecchi giornali ( info@amsg.it ; il biglietto costa 5 euro, ma gli under 12 e i possessori della tessera dei musei piemontesi non pagano).
mercoledì 12 settembre 2012
11/09/12 - Commissione tecnici Fondazione Stadio Filadelfia in visita al Museo
Tutti i dettagli nell'articolo sul nostro sito:
domenica 29 aprile 2012
28/04/12 - Dalla Parte Del Toro con Domenico Beccaria e Elena Rossin
Un Museo che comincia ad essere un punto di riferimento non solo in Italia: ”Lo scorso anno abbiamo realizzato una Federazione dei Musei del Calcio, che comprende tra l'altro anche il Padova. A Marzo ho fatto visita a quello del Barcellona, a settembre od ottobre faremo una Mostra nello stadio del Benfica”
Il discorso poi torna sul Grande Torino ma anche sul Fila: “In varie parti d'Italia ci sono vie o piazze dedicate al Grande Torino, noi abbiamo dovuto aspettare fino al 1990, una via in una zona periferica dove dal lunedì al sabato non passa nessuno. Per un monumento abbiamo dovuto aspettare ben 56 anni. Per il Fila si aspetta una delibera del CDA per il riconoscimento giuridico. Dalla domanda dovrebbero trascorrere 3-4 mesi. I lavori però non si fermano, fra poco ci sarà una graduatoria dei 34 progetti pervenuti e un po' alla volta tutto si muoverà”.
Il Museo resterà aperto anche in occasione del 4 maggio, dalle 10 alle 19 con ultimo ingresso a partire dalle 17.30.
venerdì 3 febbraio 2012
domenica 17 aprile 2011
16/04/11 - TV2000 - Speciale sul TORO - Ospite Zaccarelli
http://www.youtube.com/watch?v=eVPO43d0cpE
http://www.youtube.com/watch?v=ZYjkQ5AOqpY
http://www.youtube.com/watch?v=dThxjFnAPPI
http://www.youtube.com/watch?v=_VLLUN3wL6w
http://www.youtube.com/watch?v=2v9JILqPyv0
http://www.youtube.com/watch?v=e6IjKjCFCZU
http://www.youtube.com/watch?v=GnztSfoedeA
sabato 16 aprile 2011
15/04/11 - Conferenza di Mecu Beccaria su Grande Torino e Stadio Filadelfia
Conferenza di Mecu Beccaria sul tema "Grande Torino e Filadelfia: due valori senza tempo" tenutasi il 15-04-2011 presso la libreria Bicros di via Montevideo 14 a Torino
Vedi: http://purple66.blogspot.com/2011/04/150411-incontro-con-beccaria-grande.html
giovedì 14 aprile 2011
15/04/11 - Incontro con Beccaria "Grande Torino e Filadelfia: due valori senza tempo"
venerdì 8 aprile 2011
07/04/11 - Granata DOC di Carlo Testa - Stadio Filadelfia
http://www.youtube.com/watch?v=bN7SOjw0fyQ
Filmato Museo del Grande Torino - A.M.S.G.
http://www.youtube.com/watch?v=8jLPRN_uqWE
mercoledì 6 aprile 2011
05/04/11 - Trasmissione ToroAmoreMio - Stadio Filadelfia / A.M.S.G.
http://www.youtube.com/watch?v=qWg-fGTvn7E
Filmato Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata
http://www.youtube.com/watch?v=ZyAPtvxcA4o
sabato 2 aprile 2011
01/04/11 - Filadelfia, 4 anni in un pomeriggio. Sarà veramente la volta buona?
Filadelfia, 4 anni in un pomeriggio
Sarà veramente la volta buona?
Le emozioni di una giornata particolare. Ma alla fine, dentro il Museo granata, almeno la firma è arrivata. Quattro anni in un pomeriggio. Non è il titolo di un film di successo, ma poco ci manca. Le emozioni che si sono condensate nelle ultime, frenetiche, ore precedenti la firma dell’Atto Costitutivo della Fondazione Stadio Filadelfia, sono state tali e tante da mandare in tilt i cervelli e le valvole cardiache dei protagonisti più sensibili di questa vicenda. Ci limitiamo a raccontare degli ultimi giorni, tralasciando quanto già abbondantemente noto, per dare un’occhiata dietro le quinte. Venerdì, il barometro fino a quel momento fermo sullo stabile, precipitava verso il basso, suggerendo di preparare gli ombrelli per possibili acquazzoni. La percezione era che la Regione, chiamata in causa in tempi e modi a lei poco graditi, volesse far slittare la firma, anche solo di pochi giorni, ma abbastanza da minare certezze e credibilità di chi, come le associazioni dei tifosi, si era spesa moltissimo per arrivare alla firma prima del 31 marzo. Insomma, si sarebbe trattato di ragioni politiche, mascherate da problemi tecnici. Comprensibili, d’altronde, visto che le elezioni sono imminenti e nessuno vuole regalare centimetri di vantaggio agli avversari. Ma neppure le associazioni dei tifosi erano disposti a vedersi sgusciare tra le dita un risultato che consideravano acquisito. Quindi, il pressing sui politici si accentuava e primo fra tutti era il granatissimo amico Gianluca Vignale, che subiva le mie telefonate di "incoraggiamento” ad ottenere il risultato. Gli sia qui riconosciuto il merito di essersi speso moltissimo, in tempo e credibilità, per portare a casa la firma nei tempi auspicati. Ma, tornando a noi, dopo due giorni di attività frenetica, in cui sembrava di doverci incontrare preliminarmente, per smussare gli angoli, i due enti istituzionali si sono guardati negli occhi e hanno trovato la quadra. Sospiro di sollievo. In fondo che importava, ai tifosi, a chi spettasse la presidenza del CdA? A noi interessava a chi spettasse rivedere il Filadelfia rinato e la risposta era una sola. A tutti. E il Torino FC? A mio giudizio, in tante lacune che hanno punteggiato l’era Cairo, anche su questa vicenda (un po’ più di attivismo non sarebbe dispiaciuto), alla fine la cosa giusta il Presidente l’ha fatta. Siglare l’Atto ed entrare nel CdA. È vero, la sua presenza avrebbe dato maggior peso e rilevanza alla cerimonia. Ma Giuseppe Ferrauto, suo braccio destro e persona ammodo, l’ha degnamente rappresentato. E tra l’altro, ha disinnescato la potenziale contestazione che qualche persona di poco buon senso avrebbe potuto inscenare. C’è un tempo e un luogo per ogni cosa e il Museo del Grande Torino, lunedì 28 marzo, in occasione della firma dell’Atto Costitutivo della Fondazione Stadio Filadelfia, non avrebbe meritato un affronto del genere. Il ritrovo, dunque, è stato fissato alle 17, presso il Museo del Grande Torino e della Leggende Granata, che oggi come oggi, rappresenta il punto di riferimento culturale e sentimentale del popolo granata. Ancora 90 minuti dedicati agli ultimi aggiustamenti, come se si fosse trattato della “finalissima” e poi il simbolico triplice fischio del notaio Francesco Vaglienti, sanciva la nascita della Fondazione. Dal salone dell’ultimo piano, dove s’era tenuta la riunione, la discesa delle scale per recarsi nell’atrio del Museo, che da poco ospita la Balilla di Meroni, per la firma davanti a foto e telecamere a tramandare ai posteri la solenne cerimonia. Poi un salto nella sala adiacente, dove abbiamo sistemato la restaurata Tribuna d’Onore del Filadelfia per la rituale foto di gruppo. Sugli scranni dove posarono le terga il conte Enrico Marone Cinzano e Ferruccio Novo, si sono accomodati i padri fondatori, anzi rifondatori, del Filadelfia. La pioggerellina che aveva punteggiato il pomeriggio, lasciava spazio a uno splendente raggio di sole che entrando nel salone, illuminava i firmatari dell’Atto. Forse solo una coincidenza, forse no. Qualcuno ha voluto vederci il sorriso dei nostri Immortali, che stanno per tornare a casa. Ci piace pensare che è così e lavoreremo per onorare la parola data ai fratelli e sorelle granata. Il Filadelfia rivivrà.
Domenico Beccaria
Nella foto i protagonisti dell’atto costitutivo. Si riconoscono, tra gli altri, il ‘nostro’ Domenico Beccaria e i politici Sbriglio e Coppola (Foto Roberto Masera)
L’esclusiva: L’assessore allo Sport
Quanti progetti per il ‘tempio’
Sbriglio: “ Una ciambella per Cairo ”
“ Il Presidente dovrà convincersi che la risoluzione del problema Filadelfia è anche nel suo interesse ” Attorno al Filadelfia non mancano certamente le idee. Il problema è capire a chi toccherà mettere i fondi per la ricostruzione e soprattutto capire fino a che punto il Toro (leggi di Cairo) abbia realmente intenzione di investire denaro nel progetto Fila. A pochi giorni dalla firma della Fondazione, atto conclusivo di un iter i cui altri punti fondamentali sono stati la cancellazione delle ipoteche e la concessione della superficie per novantanove anni a beneficio della Fondazione stessa, sono già tre i progetti pervenuti da parte degli studi di architetti e designer. L’ultimo, in ordine di tempo, presentato mercoledì scorso negli uffici dell’Assessorato allo sport di corso Ferrucci, è quello ideato dalla Up Design, dinamica azienda torinese creata dal trentottenne Umberto Palermo, con all’attivo realizzazioni importanti nei più svariati settori, dal ramo automobilistico a quello degli elettrodomestici. Quello pensato per il Fila è un look a metà fra tradizione e innovazione: “ Pur non essendo un tifoso – ci tiene a precisare Palermo – ho voluto rendere un omaggio a quello che per la città di Torino e non soltanto per i sostenitori granata rappresenta non soltanto uno stadio ma un vero e proprio monumento. Il nostro progetto per il Filadelfia prevede il mantenimento di alcuni elementi originali della struttura, tra cui alcune parti della tribuna d’onore. Inoltre, vogliamo contribuire alla riqualificazione della zona, in modo da rendere usufruibili le aree adiacenti all’impianto a beneficio delle famiglie”.
UNA CONSOLAZIONE PER I TIFOSI. Se attorno al Fila fioccano le idee, l’assessore allo Sport Giuseppe Sbriglio aspetta un segnale concreto da parte del Torino, che, tra le varie componenti che costituiscono la Fondazione, dovrebbe essere la parte principalmente interessata nella questione Filadelfia: “ Presto o tardi Cairo dovrà convincersi che la risoluzione della questione stadi, a cominciare dal Filadelfia, va nel suo stesso interesse, in particolare in un momento dove i risultati sportivi non sono molto esaltanti. Certamente i tifosi sarebbero più disposti a digerire due campionati in serie B a fronte di qualcosa di concreto per restituire il Fila al Toro”.
LA DIASPORA DELLE GIOVANILI. Che la situazione degli impianti sia ben distante dal giungere alla soluzione, espressa nei propositi di Cairo, di un unico centro sportivo in grado di accogliere gli allenamenti di tutte le squadre granata lo dimostra anche la diaspora delle giovanili. ’ultimo atto è stata la chiusura del campo Agnelli, che ha dirottato la Primavera a Venaria e gli Allievi al Robaldo, impianto gestito dalla società Nizza Millefonti. A fornire la spiegazione della vicenda è il responsabile del settore giovanile granata Antonio Comi: “ ll’Agnelli c’era un problema legato al guasto dell’impianto di irrigazione. Gli allenatori hanno preferito così trasferire le squadre in altri impianti, che permettessero di lavorare in maniera più idonea”.
Giovanni Rolle
Nella foto: a sinistra Giuseppe Sbrigio, assessore allo sport del comune di Torino (lapresse)
Giuseppe Sbriglio.
In poco meno di due anni, come Assessore allo Sport di Torino, ha fatto grandi cose. Una tra tutte, ha risolto i problemi che bloccavano da 14 anni la costruzione dello Stadio Filadelfia: facendo cancellare le ipoteche, recuperando i soldi della vecchia fondazione di Novelli e facendo deliberare il diritto di superficie per 99 anni alla Nuova Fondazione. Adesso è stato scelto , voluto da tutti, Presidente della Nuova Fondazione per la ricostruzione dello Stadio.
C’è un solo modo per consentirgli di lavorare in futuro con la stessa passione: VOTARLO scrivendo SBRIGLIO PER IL COMUNE.













