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mercoledì 7 agosto 2013

31/07/13 - Intervista a Domenico Beccaria sul progetto del Museo al Fila

Per pubblica informazione, rendiamo noto questo scambio di opinioni con Domenico Beccaria, che ricopre il molteplice ruolo di Presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata (AMSG) e del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, membro del CdA della Fondazione Filadelfia e rappresentante dell’AMSG nel Collegio dei Fondatori (CdF), sui dei recenti sviluppi che riguardano il CdA del 29 Luglio 2013, in cui Beccaria si è ritenuto soddisfatto dei risultati raggiunti.
Citando le parole rilasciate a Toro.it (link), Beccaria commenta l’approvazione del progetto preliminare integrato che l’area sportiva sia e l’area culturale-aggregativa potranno sorgere su via Giordano Bruno. “A differenza del precedente progetto in cui era prevista solo l’area sportiva e non quella culturale, per la quale il progetto era stato commissionato e pagato da me”, continua il presidente dell’AMSG, ”l’attuale progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione dei due architetti. Sottolineo il fatto che si tratta di un progetto preliminare e non definitivo o esecutivo, quindi, essenzialmente, una linea guida per il bando di concorso definitivo. Sono state approvate inoltre le corrispondenti modifiche allo statuto, in quanto ci saranno due campi di allenamento ma un solo campo riscaldato e un’unica sala stampa. Le modifiche apportate verranno sottoposte al Collegio dei Fondatori che si riunirà il 5 agosto”.
Molte perplessità sono sorte sulla necessità per la gestione del museo di prendere in carico l’intera area commerciale al fine di finanziare il futuro sviluppo del museo, ho pertanto rivolto le domande al diretto interessato.
Il dubbio, strettamente personale, è perché vogliate infilare la gestione del Museo in un tunnel di cui poi vi potreste pentire, visti gli interessi e i soldi che ci saranno in gioco. Al posto vostro avrei trattato la gestione di uno spazio congruo per il museo (i famosi 1300mq o giù di lì) e di un altro piccolo spazio dedicato alla vendita di gadget legata al museo, in cambio di una percentuale (da rimodulare, magari, in funzione degli introiti – ma è facile trovare un compromesso che permetta al museo di vivere in modo degno) sulla biglietteria. Immagino che tu e l’AMSG desideriate un futuro del museo all’altezza delle altre squadre di blasone di tutto il mondo e questo è il pensiero e la speranza condivisa da tutti i tifosi del Toro, anche i più critici. Sono sicuro che ci siano fonti economiche svincolati dalle concessioni commerciali che possano comunque garantire dei buoni introiti per il museo e per farlo crescere di conseguenza. Le mostre a tema concordate con i musei di altre squadre (Benfica, Ajax o altri) credo che potrebbero garantire un afflusso rinnovato nel tempo. Insomma, ne vale veramente la pena sporcare l’immagine tua, del museo e dell’AMSG per andarsi a impelagare in questa avventura commerciale?
Beccaria: Il Museo è una emanazione culturale dell’AMSG, che è una associazione culturale tra tifosi, senza fine di lucro. e così vuole rimanere. semplicemente necessita di fondi per espletare al meglio la sua attività, e questa è la ragione per cui necessitiamo di “andarci a impelagare in questa avventura commerciale”.
Mettendo come premessa la tua buona fede, sulla quale giurano in tantissimi, infilarsi nel tunnel delle concessioni per gli spazi commerciali innanzitutto ti pone in una condizione di conflitto di interesse nel tuo ruolo di membro del CdA, e questo (vedendo il tuo ruolo dall’esterno e dimenticando chi sei e la tua fede per il Toro) dovrebbe essere chiaro anche a te. Non temi questo ruolo?
Beccaria: L’intenzione sarebbe, uso il condizionale perché è una situazione ancora oggetto di studio e valutazioni, di creare una “newco” che si occupi di gestire l’aspetto economico della faccenda, lasciando all’AMSG la gestione culturale, fornendole i supporti economici. Questo consentirebbe di alleviare la pressione dalle spalle dell’AMSG e al tempo stesso di evitare conflitti di interesse. Faccio una considerazione: chi contesta questa idea dice che l’area di via Giordano Bruno deve dare utili alla Fondazione, non al Museo. Ma se su via Giordano Bruno avessimo fatto un centro commerciale, come previsto e accettato da tutti, compreso chi non è d’accordo, ci saremmo preoccupati che gli assegnatari degli spazi commerciali avessero pagato l’affitto regolarmente, dando così legittimi utili alla Fondazione, oppure avremmo voluto verificare i loro bilanci, per vedere se e quanti utili commerciali ottenevano? Di più, se ottenevano utili, avremmo chiesto loro una percentuale? O peggio, se avessero avuto perdite, li avremmo aiutati a coprirle? Direi di no. quindi, perché fare l’opposto nei confronti del Museo? soprattutto in considerazione che il Museo, oltre a essere un motivo di vanto e un biglietto da visita spettacolare per il Toro, con la sua presenza ottiene il duplice vantaggio di evitare la presenza di negozi e al tempo stesso di dare respiro economico alla Fondazione?
Metterti in gioco in questi termini vi costringe a dover trattare la concessione di spazi per un giro di soldi molto grande che vi porterebbe a snaturare la vostra natura di ente senza scopo di lucro come dovrebbe essere un museo, tanto più dedicato ad un tema “sacro” come il Toro e il grande Torino.
Beccaria: L’idea, è di creare delle sinergie gestionali tra Museo/Store/Ristorazione, nulla che non sia già stato fatto in altre parti del mondo. Questo consente di innescare un ciclo positivo, che genera profitti ed evita di creare il millesimo museo che non riuscendo a sostenersi sulle sue gambe, deve vivere di assistenza pubblica. Non voglio questo, visto che il pubblico, nei confronti del Toro, a Torino, non s’è mai dimostrato né benevolo né generoso. Io voglio orgogliosamente vivere del mio, nulla di più.
Sareste gli unici responsabili dell’assegnazione di spazi molto preziosi e in quanto non obbligati a effettuare una gara pubblica di concessione potreste essere soggetti ad enormi pressioni (da parte di chi, credo che lo puoi immaginare, visto che non solo vivi a Torino ma vivi anche le dinamiche del Toro) che potrebbero sporcare non solo la vostra immagine ma anche procurarvi non pochi problemi ad ogni livello.
Beccaria: sicuramente è una idea ambiziosa, non senza rischi. Ma tutto quel che ho fatto, da quasi vent’anni a questa parte, era ambizioso e rischioso. Non mi sono tirato indietro e ho avuto risultati.
Avete già realizzato un piano finanziario per l’esercizio del museo? E’ realmente necessario tutto l’edificio di via Giordano Bruno con i relativi spazi commerciali per permettere al museo di funzionare ad un livello confrontabile con gli altri musei di altre squadre?
Beccaria: sì, abbiamo realizzato un business plan. E’ necessario tutto lo spazio, esattamente come l’abbiamo progettato, per una semplice ragione: negli altri casi, dietro al museo c’è la società, che eventualmente può coprire le perdite e può fare iniziative promozionali squadra/museo. Nel nostro caso, dobbiamo solo far conto sulle nostre forze
A riguardo del “sacrificio” del riscaldamento del secondo campo per avere a disposizione più risorse per costruire la parte di via Giordano Bruno, è stata considerata l’ipotesi di considerarla comunque come una opzione in modo da realizzarla nel caso ci siano i fondi a disposizione? Dopotutto, immagino che il Torino FC versi una quota in funzione di quanto riceve e con un campo riscaldato in meno potrebbe abbassare ulteriormente il suo contributo.
Beccaria: il sacrificio del riscaldamento del secondo campo, non è stato fatto per l’area museale. Era già stato previsto per rimanere negli otto milioni dell’area sportiva. In buona sostanza, tutti i ridimensionamenti fatti nell’area sportiva, sono stati fatti solo per realizzare l’area sportiva. Nessuna mescolanza di causa/effetto tra area sportiva e area culturale/aggregativa.
In un articolo della stampa cartacea (ribadito ulteriormente oggi su Tuttosport – link) ho letto che Cairo sta trattando con il Comune la quota annuale di affitto. Perché è il comune a condurre la trattativa e non lo stesso CdA?
Beccaria: la stampa cartacea ha scritto una minchiata. Cairo può andare a pranzo e cena ogni giorno con Fassino e Gallo, ma la trattativa per il suo canone d’affitto la farà con la Fondazione. punto e basta. Il resto sono chiacchiere messe in giro ad arte dai politici cittadini per darsi un’importanza che non hanno.
(intervista realizzata tramite Messenger di Facebook dal sottoscritto)
Leonardo Daga
 
http://toro-supporters-network.org/intervista-a-domenico-beccaria-sul-progetto-del-museo-al-fila/

Foto : Domenico Beccaria, presidente dell’AMSG e del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata (fonte: toronews.net)
 

++++++++++   EDIT :
 
L'immagine riportata all'inizio del pezzo  è stata volutamente eliminata da questo post dopo aver letto sul gruppo su Facebook  Rivogliamo lo Stadio Filadelfia   il commento del fotografo ( che presumibilmente per passione, non essendo giornalista, scrive anche articoli su ToroNews ) :
 
" Diego Fornero Leonardo Daga fra l'altro... Sbaglio o la foto utilizzata per questo tuo articolo é mia? (concessa in licenza unicamente alla testata da voi tanto vituperata?) se venissi menzionato non soltanto per essere criticato ma anche ogni tanto perché mi si chieda il permesso di utilizzare il mio lavoro... Mi farebbe molto piacere! http://toro-supporters-network.org/intervista-a-domenico-beccaria-sul-progetto-del-museo-al-fila/ "
 
nonostante la foto fosse marchiata direttamente dal proprietario e Leonardo Daga avesse invece citato ulteriormente la fonte sotto la foto!

domenica 14 luglio 2013

13/07/13 - Nel cuore del Filadelfia museo, negozi e ristorante

 Foto di Mecu Beccaria
La Fondazione approva il progetto, ma i fondi dovranno essere privati
 
silvia garbarino
Il Sogno ha una forma. Disegnato su carta, con colori diversi come diverse sono le parti che lo compongono. E sta circolando, non nella testa di chi l’ha pensato ma fra uffici comunali e soggetti privati che dovranno dare basi solide a quell’idea. La parte culturale - ovvero museo, merchandising e ristorazione - del progetto «Filadelfia» è sbucata fuori ieri durante la V commissione comunale. L’ha srotolata il suo unico promoter, Domenico Beccaria, presidente dell’associazione museo granata e componente del cda della Fondazione Filadelfia.  
 
Dal tatto al gusto  
Realizzata dall’architetto Marco Bo l’area culturale che si affaccerà su via Giordano Bruno è stata sottoposta al cda della Fondazione che lo ha approvato a maggioranza nell’ultima seduta. Sulla carta prevede uno spazio museale di 1500 metri quadrati che raccoglierebbe la storia del Toro e avrebbe un percorso di visita legato ai 5 sensi (tattile, per l’erba sintetica su cui passeggiare visitando i vari cimeli, sino al gusto con il dispenser dell'indimenticato caffè Borghetti che ha riscaldato negli stadi generazioni di tifosi, non solo granata), un baby parking per lasciare in custodia i pupetti mentre i genitori si riempiono occhi e cuore del mito granata. Al piano terra, l’area commerciale distinta in Store di 350 metri quadrati e un’area ristorazione, vero fulcro dell’intera operazione, da circa 360 coperti, raggiungibile direttamente dal campo principale di allenamento con un corridoio sul lato di via Spano. Costo, 3 milioni di euro. 
 
Nessun denaro pubblico  
Fin qui il Sogno. Poi entrano in gioco i denari da trovare, oltre l’assenso politico istituzionale. Perchè l’area culturale è stata estrapolata dal progetto preliminare di ricostruzione del campo Filadelfia e dovrà essere concretizzato con fondi privati. Beccaria, che ha girato nell’ultimo anno i musei calcistici di mezza Europa per trarre ispirazione (dal Chelsea, al Real Madrid al museo dei cugini bianconeri con cui è in buoni rapporti) dichiara «di aver ricevuto disponibilità di privati per circa la metà del costo preventivato». 
 
La novità  
La spinta giusta a questa parte progettuale - che è in mano agli architetti che hanno redatto la parte sportiva del Fila, l’unica finanziata dai soldi pubblici per trovare un’integrazione plausibile alle due aree - potrebbe venire dal Torino FC. Ieri il dg granata Giuseppe Ferrauto, solitamente cauto, ha detto «un’area ristorazione collegabile con il campo e gli spogliatoi è una bella e buona idea. Ci interessa».  
 
La situazione burocratica  
Il Filadelfia, per ammissione del segretario generale del cda e uomo macchina del Comune Giuseppe Ferrari, «può cominciare a vedere la luce al fondo del tunnel». I prossimi passi: a fine luglio il cda Fila si riunirà per l’approvazione del piano tecnico istruttorio (area sportiva e culturale) entro fine agosto il Collegio dei Fondatori potrebbe dare il suo di sì definitivo al progetto preliminare completo, e a settembre gli uffici Comunali potrebbero dare il proprio di responso. Se tutto dovesse filare liscio, entro Natale si potrebbe emettere il bando europeo per la cantierabilità dell’impianto. 
 
Nodi da sciogliere  
Intanto l’assessore Gallo il sindaco Fassino e il presidente Cairo si incontreranno in settimana per definire gli accordi di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria, e affitto del futuro Filadelfia. Accordo da mettere nero su bianco. Ma la nuova spina è la somma a carico della Regione. Gallo vuole chiarire al più presto se i 3,5 milioni di euro dichiarati sono esenti o comprensivi degli interessi. E le versioni fornite dall’assessore Cirio e dal rappresentante nel cda Vignale differiscono: Cirio ribadisce i 3,5 milioni di euro con interessi, Vignale invece li fa lievitare con gli interessi ventennali a 4milioni 250 mila euro. Settecentomila euro in meno che andrebbero a discapito del progetto preliminare della parte sportiva. Inoltre l’edilizia sportiva ha chiesto ragguagli sugli spogliatoi, due per due campi sono pochi. Soprattutto se ci sia allena in contemporanea. Dopo anni d’immobilismo sembrano inezie, ma la storia insegna a non diffidare dei piccoli scogli. 

http://www.lastampa.it/2013/07/13/cronaca/nel-cuore-del-filadelfia-museo-negozi-e-ristorante-DoWTK55OVc5fmezY6r3TWO/pagina.html

giovedì 27 dicembre 2012

27/12/12 - TORO, lo scrigno con 30 mila cimeli

IL GRANDE TORINO E LA LEGGENDA GRANATA.
Esiste dal 2002 ed è gestito dai tifosi: caso unico in Italia.
Tutto cominciò tra le rovine del Filadelfia
 
MARCO BONETTO
 TORINO. Con legittimo orgoglio il presidente della Memoria Storica Granata sottolinea che «il museo del Grande Torino e della Leggenda Granata è un caso più unico che raro». Perché, ricorda Domenica Beccaria, «è stato fondato ed è gestito esclusivamente da un gruppo di tifosi, tutti volontari e senza fine di lucro, come da statuto. Ed è stato anche il primo museo del calcio nato a Torino». Era il 2002. E aveva sede a Superga, a pochi metri da dove si schiantò l’aereo del Grande Torino. Dal 2008 il museo si è trasferito a Grugliasco, hinterland di Torino. In una storica dimora, Villa Claretta (via La Salle 87), dagli spazi espositivi molto più grandi rispetto alla sistemazione originaria: 650 metri quadrati tra piano terra (scelte tematiche) e il primo piano (percorso cronologico: oltre un secolo di storia). Spazi molto ampi, ma che non bastano comunque per ospitare contemporaneamente tutti e 30 mila i cimeli a disposizione dei responsabili del museo. Che, di conseguenza, con ciclica cadenza fanno ruotare alcuni oggetti tra vetrine e magazzini, pur di far vivere l’intero patrimonio di storia. E’ uno splendido scrigno, quello di Villa Claretta. Un altro mondo: di gloria, innanzi tutto. Ogni oggetto è un personaggio che parla col cuore e al cuore. Numerosi pannelli esplicativi aiutano il visitatore. Tutto cominciò 15 anni fa, quando iniziò la demolizione del Filadelfia. Tra le rovine dell’antico stadio Beccaria e i suoi soci, con sensibilità e lungimiranza senza pari, salvarono tutto ciò che trovavano e poteva avere un interesse storico e sentimentale: trofei, scarpe, divise, foto, documenti... Una nuova svolta si registrò quando al museo venne concessa la celebre tromba di Bolmida, che risuonava al Fila ai tempi del Grande Torino: la prima donazione.
DONAZIONI CONTINUE «Ormai non si contano neanche più i tifosi e i parenti di ex giocatori che aiutano il museo a ingrandirsi sempre di più - dice Beccaria -. Sono un numero impressionante, è un successo nel successo. Hanno messo a disposizione di tutti i loro cimeli, la loro generosità viene da noi ricordata nelle targhette»: è una splendida corsa ad arricchire sempre più queste sale in cui meraviglia e commozione, fascino e gloria, leggenda e tragedia si mescolano in una continua esplosione di emozioni. «Il museo ospita anche mostre temporanee, approfondimenti (su Valentino Mazzola, in questi giorni fino al 17 febbraio; poi toccherà a Giagnoni, dalla settimana successiva; ndr). I rapporti stretti, di amicizia, con i musei della Fiorentina, del Genoa, del Barcellona, del Benfica e del River Plate ci hanno consentito di varare molte altre sorprese. Il nostro museo è anche tra i soci fondatori della Federazione italiana musei sportivi». Nonostante la dislocazione lontana dallo stadio Olimpico o dal centro di Torino, ogni anno si annoverano 6 mila visitatori. Un numero eccezionale. Con, al fianco, le iniziative volte a coinvolgere le scolaresche. Nella speranza che un giorno questo scrigno possa trasferirsi nel nuovo Filadelfia, il futuro prossimo del museo (Beccaria è il presidente, Giampaolo Muliari l’altrettanto apprezzato direttore) continuerà a offrire un’inimitabile passeggiata tra sale in cui gli oggetti dei pionieri di inizio Novecento fanno da cornice ai tanti oggetti del Grande Torino (compreso quelli trovati sul luogo della tragedia), ai ricordi di Meroni, Ferrini e dello splendido ciclo di Pianelli, ai cimeli dello stadio Filadelfia o della storia più recente. Ricchissima anche la parte fotografica e dei vecchi giornali (
info@amsg.it ; il biglietto costa 5 euro, ma gli under 12 e i possessori della tessera dei musei piemontesi non pagano).
Foto: Il tecnico Giampiero Ventura durante la visita al museo (M. Dreosti) La celebre Balilla appartenuta allo sfortunato fuoriclasse Gigi Meroni

mercoledì 12 settembre 2012

11/09/12 - Commissione tecnici Fondazione Stadio Filadelfia in visita al Museo

Dal gruppo su Facebook  MUSEO DEL GRANDE TORINO E DELLA LEGGENDA GRANATA
 
11/09/12 - La Fondazione Stadio Filadelfia ha fatto eseguire stamane un sopralluogo al Museo per verificare la fattibilità e le esigenze in vista del futuro trasloco del Museo nel ricostruito Filadelfia.
Tutti i dettagli nell'articolo sul nostro sito:
 
Visita commissione tecnici
Fondazione Stadio Filadelfia
Il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata oggi, martedì 11 settembre, ha ricevuto la visita della commissione dei tecnici incaricati dal Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Stadio Filadelfia di redigere lo studio di fattibilità per la ricostruzione dello Stadio del Grande Torino che una volta ultimato diverrà la sede degli allenamenti del Torino Fc prima squadra. Lo scopo della visita della commissione è stato quello di prendere visione dell’attuale situazione del Museo e delle sue future esigenze di allestimento, per valutare se e come è possibile inserire nella progettazione del Filadelfia uno spazio adeguato e consono per il Museo, in vista di un suo trasferimento dall’attuale sede di Grugliasco, oppure se, al contrario, accertare che nel nuovo Filadelfia non ci sarà spazio per il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata.
“Ringrazio, dice Domenico Beccaria presidente del Museo del Grande Torino, gli architetti Martinetto e Aimetti per la visita al Museo durante la quale hanno potuto constatare le necessità di allestimento che sono indispensabili per il trasferimento del Museo al Filadelfia. La nostra proposta è di rilevare la totalità dei 4000 metri quadri originariamente previsti per il commerciale per la realizzazione di un museo in linea con gli standard moderni e con il blasone del Torino.
La visita di oggi, a mio avviso, rappresenta la miglior risposta alle illazioni di questi giorni rispetto a presunti problemi statutari e al contempo un segnale di profonda fiducia nell’operato della Fondazione Stadio Filadelfia e nella ricostruzione dello stadio del Grande Torino”.
Si coglie l’occasione per ricordare che fino al 4 novembre è in programma al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata la mostra a tema: “Stadio Municipale di Torino. Da Stadio Mussolini a Comunale e oggi Olimpico: 80 anni di storia”.
Il Museo si trova a villa Claretta Assandri in via G.B. La Salle 87 a Grugliasco, comune in provincia di Torino ed è aperto il sabato dalle 14 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 19 con ultimo ingresso alle 18. Sono possibili visite fuori orario di apertura dal lunedì al venerdì, ma solo su prenotazione. Per motivi di sicurezza si possono effettuare solo visite guidate. Per informazioni inviare una mail a: info@amsg.it

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Settembre 2012 13:48
 



12/09/12 - Sul nostro sito, l'articolo integrale con le splendide parole del presidente della commissione dei tecnici che ieri ci ha reso visita per lo studio di fattibilità dell'integrazione del Museo nel futuro Filadelfia!
 
Relazione commissione tecnici
Fondazione Stadio Filadelfia

Come avete letto, ieri si è svolta la visita della commissione dei tecnici incaricata dalla Fondazione Stadio Filadelfia di eseguire lo studio di fattibilità dell’integrazione del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata nel fabbricato del futuro Stadio Filadelfia.
Oggi pubblichiamo l’introduzione alla relazione descrittiva nelle parole del presidente della commissione dei tecnici Eraldo Martinetto.
Riguardo a questa introduzione, si è così espresso il nostro Presidente:
“Quando si parla di Toro, spesso la professionalità fa rima con sentimento. È il caso di questo scritto di Eraldo Martinetto, presidente della commissione incaricata dalla Fondazione Stadio Filadelfia di tirare le fila sui progetti premiati la scorsa estate. Da questo scritto traspare tutta la passione che Eraldo ha messo in questo incarico ed è anche una risposta a tanti, troppi tifosi che sono scoraggiati o scettici. La passione e la Fede smuovono le montagne. Crederci fino in fondo è l'unico modo che abbiamo per vedere rinascere il Filadelfia. Io ci credo!”
Domenico Beccaria

CITTA' DI TORINO
CAPITOLATO GENERALE D'OPERA
PROGETTO PER LA RICOSTRUZIONE
DELLO STADIO FILADELFIA
INTRODUZIONE ALLA
RELAZIONE DESCRITTIVA

R.T.P. COSTITUITA DA:
ARCH. ERALDO MARTINETTO - CAPOGRUPPO
ARCH. MARCO AIMETTI
ARCH. PAOLO CHIAPPERO
ARCH. WILLIAM CATTANEA
CON:
DR. LUCA ASVISIO
ING. ROBERTO BERTASIO
DR. FRANCO FERRARESI
SETTEMBRE 2012
Sono le ore 14,30 del 17 aprile 2012 e mi trovo al centro del campo di quel che rimane del glorioso STADIO FILADELFIA, immobile, quasi svuotato da ogni energia, lo sguardo che fissa le colline a nord.
Al di là delle case di via Spano mi appare nitida la sagoma della Basilica di Superga, ancora oggi la principale colpevole, ai miei occhi, della tragedia crudele avvenuta in quel maledetto
4 maggio 1949 alle ore 17,03 in cui il G212, sotto l'infuriare di un violento nubifragio, si schiantava con il suo “prezioso” carico contro il basamento della Basilica.
Oggi per me deve però essere un giorno positivo, poiché sto eseguendo il sopralluogo utile e necessario alla progettazione del nuovo FILADELFIA.
Quanti ricordi ancora vivi e nitidi scorrono nella mia mente, la maggior parte dei quali riferiti all'infanzia e di cui, ancora oggi, ne sono cosciente e geloso.
Come per incanto ritorno indietro nel tempo:
è il 2 maggio 1948, una domenica per me molto importante poiché oggi, per la prima volta, assisterò alla partita del Torino che riceverà, al Filadelfia in un derby minore, l'Alessandria.
Grande agitazione mi coglie sin dal mattino e per distrarre la mente mi metto a lustrare e spolverare, sul ballatoio di casa, l'unico mezzo di trasporto posseduto dalla nostra famiglia:
la robusta bicicletta Benotto, usata da mio padre per recarsi giornalmente al lavoro.
Noto che il telaio presenta segni di usura dovuti al contatto con la borsa di cuoio contenente l'immancabile “barachin” con il pranzo del mezzogiorno.
L'unico segno di progresso è un piccolo motorino “Mosquito” che spande, anche da fermo, un odore di miscela bruciata.
Nel primo pomeriggio finalmente si parte.
Nessuna bandiera tra le mie mani, ma una semplice maglietta granata regalatami per la mia promozione.
Mi sistemo sulla canna, poche pedalate vigorose di mio padre e poi entra in funzione, schioppettante, il motorino.
Le brusche accelerazioni unite al selciato sconnesso delle vie mi fanno sobbalzare tanto che le gambe, mano a mano che ci avviciniamo al Filadelfia, mi si rattrappizzano e il fondo schiena mi duole.
Che emozione entrare nel piazzale, antistante la tribuna, gremito da tifosi vocianti e festanti.
Il cancello a due battenti di colore granata con su impresso il Toro rampante è aperto e ci inghiotte all'interno.
Sulla destra, il fronte mascherante la tribuna, è simile ad un semplice edificio di periferia con il piano terreno protetto da un lungo ballatoio e caratterizzato orizzontalmente da corsi di mattoni scuri e, verticalmente, da lesene in cemento.
La gente indossa i vestiti della domenica, portati con dignità malgrado gli evidenti segni di usura e parecchi calzano cappelli di Borsalino di feltro grigio.
Penso che allora è vero che i tifosi del Toro si avvicinano allo stadio come se fosse un luogo sacro che richiede rispetto e dedizione.
Mio padre, come tanti altri, addossa la bicicletta contro il muretto delimitante il campo da gioco e mi issa sulla sella.
Mi aggrappo con forza alla rete di recinzione mentre sono tenuto in equilibrio dal suo braccio destro che mi cinge la vita.
Aspiro profondamente l'odore dell'erba tagliata da poco, mentre vengono annunciate le formazioni.
I tifosi chiamano i giocatori con soprannomi di fantasia mano a mano che si affacciano dallo stretto sottopasso dalle pareti sgretolate.

Prima di vederLi apparire si ode il rumore dei tacchetti sui gradini della scala collegante il campo con gli spogliatoi.
Il rumore viene subito coperto dall'urlo della folla impaziente che la gara inizi.
La partita ha un andamento stanco e svogliato, ma dopo i mugugni del pubblico, i gol fioccano sino al rotondo punteggio finale di 10 a 0.
Ad ogni gol alzo gli occhi sopra la curva nord individuando subito in lontananza la sommità della Mole e, più in alto a destra, la sagoma della Basilica di Superga.
Il gesto viene ripetuto per ben 10 volte come ringraziamento, forse esagerato, ma in quel momento non mi riesce di far altro.
Come potevo prevedere, in quel momento di gioia, che 363 giorni dopo l'aereo che trasportava i miei “Eroi”, si sarebbe schiantato contro il basamento della Basilica.
Sono circa le 17,30 del 4 maggio 1949, quando dai vari ballatoi delle case limitrofe alla mia, incominciano ad intrecciarsi voci esagitate, mentre la gente si muove con movimenti innaturali nelle vie sottostanti.
In principio non comprendo cosa viene detto, ma in seguito odo distintamente la frase “IL TORO E' MORTO”.
Mi precipito in strada, dopo aver indossato la mia maglia granata, per non far capire a mia madre che sto piangendo.
Nella via le persone si fermano interrogandosi:
“quando è successo?”, “ci sono vittime?”, “chi si è salvato?”, “andiamo tutti a Superga per dare una mano ai soccorritori”.
Rifiuto la triste realtà, ostinandomi a credere che non è vero quel che odo: infatti in lontananza mi pare di udire la voce nitida della tromba di Bolmida che incita i Ragazzi ad alzarsi, a rimboccarsi le maniche, poiché è ora di andare ancora a vincere.
Il Fila Vi aspetta, raccogliete le Vostre valigette sparse intorno, ordinate gli indumenti da gioco.
Fate presto poiché i Vostri nomi riecheggiano già sugli spalti: Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola.
Le magliette però mi paiono molto più scure, quasi fossero intrise di sangue.
Solo in quel momento mi rendo conto che non Vi alzerete mai più, poiché oggi è arrivata la nostra più cocente sconfitta: ha vinto per la prima volta un avversario più forte di Noi “LA MORTE”.

Russ come 'l sang
fort come 'l barbera
veuj ricurdete adesse, me Grand Turin
.....tlas vinciu 'l mund
a vintani t'ses mort
me Turin Grand
me Turin Fort.
(Giovanni ARPINO, aprile 1974).

Sono nuovamente sul prato del Filadelfia e riesco finalmente a muovermi ed andare verso il sottopasso, attorno a me solo ruderi, sterpaglie, silenzio.
Mi ricordo ciò che un giorno vidi su una fotografia fatta all'Anfield Road, lo stadio di Liverpool, che riportava una bellissima frase rivolta come incitamento ai calciatori:
“NON CAMMINERETE MAI SOLI”.
Ebbene in questi 63 anni non Vi abbiamo mai abbandonati nella buona e cattiva sorte, sempre a braccetto, mai un dubbio o una titubanza che la nostra bandiera non fosse da seguire ovunque e sempre.
 
Oggi però diciamo basta, non siamo più propensi ad accettare quei ruderi, a pensarVi sepolti sotto di essi.
Occorre che abbiate una nuova casa, un nuovo Fila ove anche noi tifosi, possiamo rifugiarci e riprendere con Voi quel dialogo troppo presto interrotto.
Con questo spirito, unito alla nostra fede, noi progettisti ci accingiamo ad ideare un Nuovo Fila che dovrà ricalcare il precedente e rinverdirne gli antichi valori.
Solo così la tromba di Bolmida potrà nuovamente chiamarVi a raccolta uno per uno:
Bacigalupo, Aldo e Dino Ballarin, Bongiorni, Castigliano, Fadini, Gabetto, Grava, Grezar, Loik, Maroso, Martelli, Mazzola, Menti, Operto, Ossola, Rigamonti.
Noi tutti uniti risponderemo: “ANCURA NA VOLTA RIPARTUMA FIEU”.
 
(Eraldo MARTINETTO – Settembre 2012).
 
Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Settembre 2012 11:22

domenica 29 aprile 2012

28/04/12 - Dalla Parte Del Toro con Domenico Beccaria e Elena Rossin

RESOCONTO DI “DALLA PARTE DEL TORO”

Vi presentiamo il video del resoconto integrale (fuori onda inclusi!) della partecipazione di ieri di Domenico Beccaria ed Elena Rossin a “Dalla parte del Toro” su Radio Flash, in cui hanno parlato della mostra temporanea su Rosato, del Filadelfia e del Toro in generale. A complemento, sotto il video, nella foto vediamo il conduttore Laris, Elena, un ironico Mecu e l’altro conduttore Puddu.














( Ndr: di FILA si parla dal 27'10" al 35'10" circa )


"Un Museo di tutti i tifosi del Toro"
Domenico Beccaria, Presidente dell'Associazione Memoria Storica Granata a DPDT

Il 4 maggio è alle porte ma la storia d'amore tra il Torino e gli Eroi di Superga non si ferma assolutamente a quelle 24 ore. Mazzola e compagni rivivono, ogni giorno dell'anno, tra le mura del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata. Museo, sito a Grugliasco in via La Salle.  Il Museo, da domani, ospiterà una nuova mostra, “Faccia d'angelo”. Ed è il presidente dell'Associazione Memoria Storica Granata a parlarne: “Faccia d'Angelo era il soprannome di Roberto Rosato, ci è sembrato giusto intitolarla a lui. Domani, a partire dalle 10.30, ci saranno Paolo Pulici ed Emiliano Mondonico e la mostra durerà fino a fine luglio. Tutte le mostre che facciamo cercano di coinvolgere anche i familiari delle persone protagoniste dell'evento. Ogni settimana vengono persone a trovarci e portano i loro reperti, esposti poi nel Museo. Chi dona qualcosa entra a far parte di questa grande famiglia”.
Un Museo che comincia ad essere un punto di riferimento non solo in Italia: ”Lo scorso anno abbiamo realizzato una Federazione dei Musei del Calcio, che comprende tra l'altro anche il Padova. A Marzo ho fatto visita a quello del Barcellona, a settembre od ottobre faremo una Mostra nello stadio del Benfica”
Il discorso poi torna sul Grande Torino ma anche sul Fila: “In varie parti d'Italia ci sono vie o piazze dedicate al Grande Torino, noi abbiamo dovuto aspettare fino al 1990, una via in una zona periferica dove dal lunedì al sabato non passa nessuno. Per un monumento abbiamo dovuto aspettare ben 56 anni. Per il Fila si aspetta una delibera del CDA per il riconoscimento giuridico. Dalla domanda dovrebbero trascorrere 3-4 mesi. I lavori però non si fermano, fra poco ci sarà una graduatoria dei 34 progetti pervenuti e un po' alla volta tutto si muoverà”.
Il Museo resterà aperto anche in occasione del 4 maggio, dalle 10 alle 19 con ultimo ingresso a partire dalle 17.30.

domenica 17 aprile 2011

12/04/11 - GLI EROI DEL CAPITANO con ROLANDO BIANCHI

Fotogramma dal documentario...



http://www.youtube.com/watch?v=UbLKLJZr_Yk



Pagina su FaceBook: https://www.facebook.com/pages/GLI-EROI-DEL-CAPITANO-con-ROLANDO-BIANCHI/214931855199554



Vedi: http://purple66.blogspot.com/2011/03/100311-conferenza-al-museo-con-rolando.html

16/04/11 - TV2000 - Speciale sul TORO - Ospite Zaccarelli

Si è parlato anche un po' del FILA...

SABATO 16 APRILE IL TORO IN TV OCCASIONE DA NON PERDERE Per tutti i tifosi dal cuore granata.

Forse, per la prima volta una trasmissione televisiva a livello nazionale e non solo dedicherà un intera puntata al TORO. L'emittente è TV2000 che si trova al canale 28 del digitale terrestre, sul canale 801 di sky ed in diretta streaming su http://www.tv2000.it/ Sport2000, questo il titolo della trasmissione, è un appuntamento settimanale i condotto da Giampiero Spirito che in occasione del prossimo 62° anniverario della tragedia del Grande Torino, dopo una rassegna stampa dei titoli e degli articoli più significativi dei quotidiani sportivi, il restante spazio sarà dedicato al TORO. Commenti in studio con un ospite d'eccezione, una bandiera del TORO, Renato Zaccarelli, il tutto arricchito da servizi sul MUSEO DEL TORO, interviste a Marco Montiglio Domenico Beccaria e Gianpaolo Muliari. In studio ci sarà anche un rappresentante del CCTC nonchè presidente di Romagranata, Giuseppe Di Lecce. Intervista a Franz Curiasco, autore e conduttore di trasmissioni radio rai e grande cuore granata che ha inciso una canzone in onore del Grande Torino ( Alè Toro ... la trovate su youtube ). Collegamenti telefonici con i tifosi del TORO che potranno intervenire via e.mail: sport@tv2000.it , sms e tramite facebook http://www.facebook.com/pages/Sport2000/103748366377938

Ci sarà anche un collegamento in diretta con la prima ed unica webradio dedicata ad una squadra di calcio e gestita dai tifosi , http://www.torortv.net/ .

E' un occasione per far sentire la voce dei tifosi, far capire che il TORO nonostante la situazione societaria, nonostante le promesse non mantenute, nonostante la serie B, nonostante tutto, bene I TIFOSI DEL TORO SONO SPECIALI. (da FT)




http://www.youtube.com/watch?v=eVPO43d0cpE




http://www.youtube.com/watch?v=ZYjkQ5AOqpY




http://www.youtube.com/watch?v=dThxjFnAPPI




http://www.youtube.com/watch?v=_VLLUN3wL6w




http://www.youtube.com/watch?v=2v9JILqPyv0




http://www.youtube.com/watch?v=e6IjKjCFCZU




http://www.youtube.com/watch?v=GnztSfoedeA

sabato 16 aprile 2011

15/04/11 - Conferenza di Mecu Beccaria su Grande Torino e Stadio Filadelfia



Conferenza di Mecu Beccaria sul tema "Grande Torino e Filadelfia: due valori senza tempo" tenutasi il 15-04-2011 presso la libreria Bicros di via Montevideo 14 a Torino

Vedi: http://purple66.blogspot.com/2011/04/150411-incontro-con-beccaria-grande.html

giovedì 14 aprile 2011

15/04/11 - Incontro con Beccaria "Grande Torino e Filadelfia: due valori senza tempo"

Comunicato stampa

Domenico Beccaria, presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata, sarà ospite dell’Associazione Culturale Philadelphia in occasione degli eventi che sono stati organizzati per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Venerdì 15 aprile alle ore 18,30 presso la libreria Bicros in via Montevideo 14 Beccaria interverrà al convegno: “Grande Torino e Filadelfia: due valori senza tempo”.


“Il Grande Torino e il Filadelfia – spiega Beccaria - fanno parte della storia d’Italia. La mitica squadra granata subito dopo la seconda guerra mondiale con le sue gesta vincenti riuscì a innalzare lo spirito di un’intera popolazione, quella italiana, prostrata dal conflitto bellico internazionale e dagli scontri interni che portarono al passaggio dalla monarchia alla repubblica. Il Filadelfia non era solo uno stadio di calcio ma un luogo di ritrovo, un agorà e il cancello, immancabilmente, apriva alle nove del mattino e chiudeva alla sera. Poteva definirsi il punto più alto di democrazia esistente infatti c’era il medico e l’operaio, lo spazzino e l’impiegato e tutti potevano liberamente esprimere le proprie opinioni calcistiche, ma non soltanto: si discuteva di tutto. Ora è ridotto a un rudere, ma grazie alla Fondazione Stadio Filadelfia tornerà ad incarnare i valori che hanno contribuito a far diventare uomini centinaia di ragazzini che frequentavano questo luogo”.

venerdì 8 aprile 2011

sabato 2 aprile 2011

01/04/11 - Filadelfia, 4 anni in un pomeriggio. Sarà veramente la volta buona?


ANNO IX - n° 385 del 1 aprile 2011

Nel Museo del Grande Torino la firma dell’atto costitutivo della Fondazione. Fioccano i progetti. Ma i soldi? - Pag. 4


L'ESCLUSIVA. Sbriglio, Assessore allo Sport: "La questione stadi è interesse anche di Cairo" - Pag. 5


L’Atto Costitutivo della Fondazione

Filadelfia, 4 anni in un pomeriggio


Sarà veramente la volta buona?


Le emozioni di una giornata particolare. Ma alla fine, dentro il Museo granata, almeno la firma è arrivata. Quattro anni in un pomeriggio. Non è il titolo di un film di successo, ma poco ci manca. Le emozioni che si sono condensate nelle ultime, frenetiche, ore precedenti la firma dell’Atto Costitutivo della Fondazione Stadio Filadelfia, sono state tali e tante da mandare in tilt i cervelli e le valvole cardiache dei protagonisti più sensibili di questa vicenda. Ci limitiamo a raccontare degli ultimi giorni, tralasciando quanto già abbondantemente noto, per dare un’occhiata dietro le quinte. Venerdì, il barometro fino a quel momento fermo sullo stabile, precipitava verso il basso, suggerendo di preparare gli ombrelli per possibili acquazzoni. La percezione era che la Regione, chiamata in causa in tempi e modi a lei poco graditi, volesse far slittare la firma, anche solo di pochi giorni, ma abbastanza da minare certezze e credibilità di chi, come le associazioni dei tifosi, si era spesa moltissimo per arrivare alla firma prima del 31 marzo. Insomma, si sarebbe trattato di ragioni politiche, mascherate da problemi tecnici. Comprensibili, d’altronde, visto che le elezioni sono imminenti e nessuno vuole regalare centimetri di vantaggio agli avversari. Ma neppure le associazioni dei tifosi erano disposti a vedersi sgusciare tra le dita un risultato che consideravano acquisito. Quindi, il pressing sui politici si accentuava e primo fra tutti era il granatissimo amico Gianluca Vignale, che subiva le mie telefonate di "incoraggiamento” ad ottenere il risultato. Gli sia qui riconosciuto il merito di essersi speso moltissimo, in tempo e credibilità, per portare a casa la firma nei tempi auspicati. Ma, tornando a noi, dopo due giorni di attività frenetica, in cui sembrava di doverci incontrare preliminarmente, per smussare gli angoli, i due enti istituzionali si sono guardati negli occhi e hanno trovato la quadra. Sospiro di sollievo. In fondo che importava, ai tifosi, a chi spettasse la presidenza del CdA? A noi interessava a chi spettasse rivedere il Filadelfia rinato e la risposta era una sola. A tutti. E il Torino FC? A mio giudizio, in tante lacune che hanno punteggiato l’era Cairo, anche su questa vicenda (un po’ più di attivismo non sarebbe dispiaciuto), alla fine la cosa giusta il Presidente l’ha fatta. Siglare l’Atto ed entrare nel CdA. È vero, la sua presenza avrebbe dato maggior peso e rilevanza alla cerimonia. Ma Giuseppe Ferrauto, suo braccio destro e persona ammodo, l’ha degnamente rappresentato. E tra l’altro, ha disinnescato la potenziale contestazione che qualche persona di poco buon senso avrebbe potuto inscenare. C’è un tempo e un luogo per ogni cosa e il Museo del Grande Torino, lunedì 28 marzo, in occasione della firma dell’Atto Costitutivo della Fondazione Stadio Filadelfia, non avrebbe meritato un affronto del genere. Il ritrovo, dunque, è stato fissato alle 17, presso il Museo del Grande Torino e della Leggende Granata, che oggi come oggi, rappresenta il punto di riferimento culturale e sentimentale del popolo granata. Ancora 90 minuti dedicati agli ultimi aggiustamenti, come se si fosse trattato della “finalissima” e poi il simbolico triplice fischio del notaio Francesco Vaglienti, sanciva la nascita della Fondazione. Dal salone dell’ultimo piano, dove s’era tenuta la riunione, la discesa delle scale per recarsi nell’atrio del Museo, che da poco ospita la Balilla di Meroni, per la firma davanti a foto e telecamere a tramandare ai posteri la solenne cerimonia. Poi un salto nella sala adiacente, dove abbiamo sistemato la restaurata Tribuna d’Onore del Filadelfia per la rituale foto di gruppo. Sugli scranni dove posarono le terga il conte Enrico Marone Cinzano e Ferruccio Novo, si sono accomodati i padri fondatori, anzi rifondatori, del Filadelfia. La pioggerellina che aveva punteggiato il pomeriggio, lasciava spazio a uno splendente raggio di sole che entrando nel salone, illuminava i firmatari dell’Atto. Forse solo una coincidenza, forse no. Qualcuno ha voluto vederci il sorriso dei nostri Immortali, che stanno per tornare a casa. Ci piace pensare che è così e lavoreremo per onorare la parola data ai fratelli e sorelle granata. Il Filadelfia rivivrà.


Domenico Beccaria


Nella foto i protagonisti dell’atto costitutivo. Si riconoscono, tra gli altri, il ‘nostro’ Domenico Beccaria e i politici Sbriglio e Coppola (Foto Roberto Masera)



L’esclusiva: L’assessore allo Sport


Quanti progetti per il ‘tempio’


Sbriglio: “ Una ciambella per Cairo ”


“ Il Presidente dovrà convincersi che la risoluzione del problema Filadelfia è anche nel suo interesse ” Attorno al Filadelfia non mancano certamente le idee. Il problema è capire a chi toccherà mettere i fondi per la ricostruzione e soprattutto capire fino a che punto il Toro (leggi di Cairo) abbia realmente intenzione di investire denaro nel progetto Fila. A pochi giorni dalla firma della Fondazione, atto conclusivo di un iter i cui altri punti fondamentali sono stati la cancellazione delle ipoteche e la concessione della superficie per novantanove anni a beneficio della Fondazione stessa, sono già tre i progetti pervenuti da parte degli studi di architetti e designer. L’ultimo, in ordine di tempo, presentato mercoledì scorso negli uffici dell’Assessorato allo sport di corso Ferrucci, è quello ideato dalla Up Design, dinamica azienda torinese creata dal trentottenne Umberto Palermo, con all’attivo realizzazioni importanti nei più svariati settori, dal ramo automobilistico a quello degli elettrodomestici. Quello pensato per il Fila è un look a metà fra tradizione e innovazione: “ Pur non essendo un tifoso – ci tiene a precisare Palermo – ho voluto rendere un omaggio a quello che per la città di Torino e non soltanto per i sostenitori granata rappresenta non soltanto uno stadio ma un vero e proprio monumento. Il nostro progetto per il Filadelfia prevede il mantenimento di alcuni elementi originali della struttura, tra cui alcune parti della tribuna d’onore. Inoltre, vogliamo contribuire alla riqualificazione della zona, in modo da rendere usufruibili le aree adiacenti all’impianto a beneficio delle famiglie”.


UNA CONSOLAZIONE PER I TIFOSI. Se attorno al Fila fioccano le idee, l’assessore allo Sport Giuseppe Sbriglio aspetta un segnale concreto da parte del Torino, che, tra le varie componenti che costituiscono la Fondazione, dovrebbe essere la parte principalmente interessata nella questione Filadelfia: “ Presto o tardi Cairo dovrà convincersi che la risoluzione della questione stadi, a cominciare dal Filadelfia, va nel suo stesso interesse, in particolare in un momento dove i risultati sportivi non sono molto esaltanti. Certamente i tifosi sarebbero più disposti a digerire due campionati in serie B a fronte di qualcosa di concreto per restituire il Fila al Toro”.


LA DIASPORA DELLE GIOVANILI. Che la situazione degli impianti sia ben distante dal giungere alla soluzione, espressa nei propositi di Cairo, di un unico centro sportivo in grado di accogliere gli allenamenti di tutte le squadre granata lo dimostra anche la diaspora delle giovanili. ’ultimo atto è stata la chiusura del campo Agnelli, che ha dirottato la Primavera a Venaria e gli Allievi al Robaldo, impianto gestito dalla società Nizza Millefonti. A fornire la spiegazione della vicenda è il responsabile del settore giovanile granata Antonio Comi: “ ll’Agnelli c’era un problema legato al guasto dell’impianto di irrigazione. Gli allenatori hanno preferito così trasferire le squadre in altri impianti, che permettessero di lavorare in maniera più idonea”.


Giovanni Rolle


Nella foto: a sinistra Giuseppe Sbrigio, assessore allo sport del comune di Torino (lapresse)




Giuseppe Sbriglio.


In poco meno di due anni, come Assessore allo Sport di Torino, ha fatto grandi cose. Una tra tutte, ha risolto i problemi che bloccavano da 14 anni la costruzione dello Stadio Filadelfia: facendo cancellare le ipoteche, recuperando i soldi della vecchia fondazione di Novelli e facendo deliberare il diritto di superficie per 99 anni alla Nuova Fondazione. Adesso è stato scelto , voluto da tutti, Presidente della Nuova Fondazione per la ricostruzione dello Stadio.


C’è un solo modo per consentirgli di lavorare in futuro con la stessa passione: VOTARLO scrivendo SBRIGLIO PER IL COMUNE.