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giovedì 7 aprile 2011

15/05/07 - Delibera 2007/02923/041 - CITTA' DI TORINO/ERGOM HOLDING SPA. ATTO DI CITAZIONE AVANTI ILTRIBUNALE DI TORINO PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI

...DA QUEST'ULTIMA VANTATI. COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DELLA CITTA'. LITE N. 64/2007.


Servizio Centrale Affari Legali 2007 02923/041 Avvocatura /GG 0

CITTÀ DI TORINO

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

15 maggio 2007

OGGETTO: CITTA' DI TORINO/ERGOM HOLDING SPA. ATTO DI CITAZIONE AVANTI ILTRIBUNALE DI TORINO PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI DA QUEST'ULTIMA VANTATI. COSTITUZIONE IN GIUDIZIO DELLA CITTA'. LITE N. 64/2007.

Proposta del Vicesindaco Dealessandri.

Con atto di citazione notificato al Comune di Torino in data 9 marzo 2007 la società Ergom Holding Spa (codice fiscale 00599260015) con sede in Borgaro Torinese (TO) Via Stura n. 1/3, in persona del suo Presidente e legale rappresentante - sig. Francesco Cimminelli - ha chiesto:

la dichiarazione di estinzione: a) dell’ipoteca iscritta con nota n. 236 del 22/12/2004;
b) dell’ipoteca iscritta con nota n. 60 del 23/12/2004;

la condanna del Comune di Torino al pagamento delle spese di cancellazione delle ipoteche sub 1, lett. a e b;
la condanna del Comune di Torino al risarcimento del danno relativo alla mancata prestazione tempestiva del consenso alla cancellazione delle ipoteche di cui sopra;
la condanna del Comune di Torino al risarcimento derivante dalla segnalazione delle garanzie reali presso la Centrale Rischi di Banca d’Italia.
Il Settore competente, ha evidenziato la necessità che la Città si costituisca in giudizio a mezzo dell'Avvocatura Comunale nel succitato procedimento onde poter svolgere tutte le proprie ragioni e difese.
Poiché le censure avversarie paiono contestabili, occorre che la Città, a mezzo dell’Avvocatura Comunale, si costituisca nel procedimento come sopra promosso, al fine di svolgere tutte le proprie ragioni e difese.

Tutto ciò premesso,

LA GIUNTA COMUNALE

Visto che ai sensi dell’art. 48 del Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, la Giunta compie tutti gli atti rientranti, ai sensi dell’art. 107, commi 1 e 2 del medesimo Testo Unico, nelle funzioni degli organi di governo che non siano riservati dalla Legge al Consiglio Comunale e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo Statuto, del Sindaco o degli organi di decentramento;
Dato atto che i pareri di cui all’art. 49 del suddetto Testo Unico sono:
favorevole sulla regolarità tecnica;
favorevole sulla regolarità contabile;
Viste le disposizioni legislative sopra richiamate;
Con voti unanimi, espressi in forma palese;

D E L I B E R A

che la Città, a mezzo dell'Avvocatura Comunale, si costituisca nel procedimento avviato con atto di citazione instaurato avanti il Tribunale di Torino dalla società Ergom Holding S.p.A. contro il Comune di Torino dando mandato al Sindaco, o chi per esso, affinché assuma al riguardo ogni provvedimento utile, necessario e conseguente. Con separato provvedimento si è provveduto ad impegnare la relativa spesa;
di dichiarare, attesa l'urgenza, in conformità del distinto voto palese ed unanime, il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell' art. 134, 4° comma, del Testo Unico approvato con D.Lgs. n. 267, per esigenze di carattere processuale.

17/04/07 - Interpellanza 2007/02318/002: "CHIAMPARINO CONTRO CAIRO ED ESALTA LE IMPRESE DI CIMMINELLI" - Carossa



Servizio Centrale Consiglio Comunale

2007 02318/002

C I T T À D I T O R I N O

INTERPELLANZA: "CHIAMPARINO CONTRO CAIRO ED ESALTA LE IMPRESE DI CIMMINELLI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 17 APRILE 2007.

Il sottoscritto Consigliere Comunale

PRESO ATTO

delle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Chiamparino durante un incontro con i cittadini della Circoscrizione Filadelfia, confermate da due Consiglieri, e ribadite sul quotidiano "Tuttosport" del 17 aprile 2007 dove si afferma: "Cairo? Meglio Cimminelli";

CONSIDERATO CHE

- è davvero sconvolgente che il primo Cittadino torinese possa aver fatto la sopra citata dichiarazione tenendo conto che, nel 2005, proprio Cimminelli ha portato al fallimento il Torino Calcio trascinando nella vergogna quanto il calcio di altri tempi aveva lasciato, di bello, di irripetibile, di grandioso…… il "Grande Torino", e a pensarci non è poca cosa;

proprio Cimminelli è riuscito ad incassare da patron granata oltre 25 milioni di Euro per la vendita dei diritti edificatori di due palazzi e un centro commerciale, purtroppo dove sorgeva il Fila è oggi una cloaca a cielo aperto, le buone intenzioni sono rimaste nel cassetto;

fra l’altro, in tale occasione, il Sindaco è apparso molto infastidito dall’iniziativa del referendum abrogativo anti-delibera "pro Juve" deliberazione della Giunta Comunale denominata Euro 2012 e ora diventato un caso persino all’UE;

sulla costruzione del campo Filadelfia la Città di Torino ha proposto nel bilancio 7 milioni di Euro derivanti dai crediti con la vecchia società del Torino, credito che il Comune avrebbe dovuto recuperare per la somma di circa 3,5 milioni di Euro dalle garanzie ipotecarie sugli immobili della Ergom, mai escusso dall’Amministrazione Comunale con ovvia perdita di Euro per lo stesso e di riflesso per i cittadini torinesi;

INTERPELLA

Il Sindaco per sapere:

se corrispondono al vero le dichiarazioni rilasciate durante l’incontro in Circoscrizione e ribadite dal quotidiano Tuttosport;

se nella diatriba innescatasi con il Presidente del Torino Calcio il Comune non abbia l’intenzione di perorare la causa di santificazione per Cimminelli e a fronte di tale atto condonargli il debito per milioni di Euro.

F.to: Mario Carossa

26/02/07 - Interpellanza 2007/01177/002 - "IL COMUNE DI TORINO SI DIMENTICA DEI SUOI CREDITI?" - Carossa

http://www.comune.torino.it/consiglio/sedute/testi/01177.htm

Servizio Centrale Consiglio Comunale
2007 01177/002
C I T T À D I T O R I N O

INTERPELLANZA: "IL COMUNE DI TORINO SI DIMENTICA DEI SUOI CREDITI?" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 26 FEBBRAIO 2007.

Il sottoscritto Consigliere Comunale,

CONSIDERATO CHE

nella Commissione Consiliare di venerdì 23 febbraio u.s., l’Assessore Viano pare abbia menzionato, tra le altre cose, il credito da recuperare dalle garanzie ipotecarie sugli immobili della Ergom;

questa Amministrazione pur avendo un credito esigibile per una cifra di milioni di euro lo lascia per quasi 2 anni nelle tasche del debitore;

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

a quanto ammonta esattamente il credito;
perché non sono state escusse le ipoteche e in caso negativo quando si pensa di farlo;
a quanto ammontano gli interessi e conseguentemente la perdita di euro per il Comune.

F.to: Mario Carossa

giovedì 6 gennaio 2011

03/12/07 - Sorrisi e promesse

Tratto da Il Trombettiere del Filadelfia
...
Era presente anche il sindaco Sergio Chiamparino, al quale ( il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Castronovo ndr ) ha sollecitato la ricostruzione del Filadelfia al più presto possibile, e comunque entro la scadenza del mandato nel 2011.
Nel suo intervento il Sindaco ha detto testualmente: "Ci sono tutte le condizioni per lavorare fianco a fianco per il Filadelfia e per lo Stadio". Saranno queste le ennesime promesse politiche dettate dalle circostanze? Molto presto, al tavolo per il Filadelfia, lo sapremo.
...

lunedì 28 giugno 2010

2004 - Studio Rolla...Ricostruzione impianto...

Stadio Filadelfia

storico Soc. Torino Calcio

Area mq 17.000

Progetto mq 4.800

Spettatori n. 2.500


NON REALIZZATO

http://www.studiorolla.it/architettura/filadelfia.htm



Bennet Filadelfia

Torino, 2007

Centro Commerciale

Area mq 13.000

Progetto mq 10.000


REALIZZATO.

http://www.studiorolla.it/architettura/07.htm

sabato 20 marzo 2010

20/03/07 - Il Comune ai tifosi: bonifichiamo l'area. Gia' domani le ruspe al lavoro


STAMPA, TORINO, pag.65

Il gatto ha giocato con il topo, ma senza intenzione di mangiarselo. Il sindaco Chiamparino ha incontrato i tifosi del Toro che fanno parte del tavolo di lavoro sul Filadelfia (Centro Coordinamento Toro club, gruppi organizzati Primavera e Maratona, associazione Memoria Storica granata, Comitato Dignita' granata) dopo il faccia a faccia in gran segreto con CAIRO, ben attento pero' a non farsi scappare nulla della pace fatta con il patron granata. Alla riunione del tardo pomeriggio, a cui erano presenti anche l'assessore Montabone e l'assessore Viano, Chiamparino ha ribadito la volonta' della Citta' di ricostruire sull'area Filadelfia uno stadio adeguato alle esigenze degli allenamenti del Toro e secondo i «paletti» definiti in precedenza. Paletti che sono cosi' riassumibili: campo da gioco principale esattamente uguale a quello attuale, un secondo campo di allenamento, gli spalti attorno al campo principale saranno su tutti e quattro i lati, la tribuna storica in legno dovra' essere ricostruita riproponendo le sembianze originali ed essere coperta, il numero degli spettatori dovra' essere di circa 3500, negli spazi eccedenti rispetto alle esigenze tecnico-sportive definite dalla Commissione Tecnica verranno collocati (per quanto possibile) un museo storico (ora a Villa Claretta), la sede della Fondazione, la sede del Torino, una foresteria, le sedi di associazioni legate al Torino Calcio che ne faranno richiesta. Il sindaco ha spiegato anche che la Citta' investira' i 3,5 milioni di euro promessi gia' da tempo per la ricostruzione del «tempio degli eroi» e che entrera' nella Fondazione in qualita' di garante per gli sponsor che ne faranno parte. Del progetto di centro sportivo capace di autofinanziarsi presentato al Comune dal gruppo Dega nelle settimane scorse quando il dialogo con CAIRO era diventato un monologo fra sordi, il sindaco ha chiarito che «non c'e' un progetto esecutivo sul Fila, ma uno studio di fattibilita' di privati non commissionato dalla Citta', che il Comune non ha neppure ancora valutato». Le eventuali aree commerciali inoltre saranno solo sul lato di via Giordano Bruno e inerenti ad attivita' sportive. I lavori di bonifica dell'area Fila inizieranno domani, primo giorno di primavera.

GARBARINO SILVIA

20/03/07 - Patto Cairo-Chiamparino. Subito il "Fila" da 3500 posti.





STADI: VERTICE SEGRETO TRA IL SINDACO E IL PATRON DEL TORO

Il Comune fara' lo sconto sull'Olimpico

Si sono incontrati e, alla fine, si sono pure messi d'accordo. Intanto sullo smettere di attaccarsi rilanciando il rapprto privilegiato di due estati fa. E poi mettendo le basi per il futuro degli stadi granata, con l'immediata ricostruzione del Filadelfia a carico di Comune e sponsor e la possibile vendita futura del Comunale al Toro, a prezzo scontato. Un patto che nella mistica granata passera' alla storia, si spera, come «La pace del Filadelfia». L'hanno siglata con una stretta di mano il granatissimo sindaco Chiamparino e Urbano CAIRO, il presidente cuoretoro che aspirava, e chissa' che non ci riesca, a diventare il Berlusconi torinista. Il 4 maggio L'accordo potrebbe essere ufficializzato, almeno per la parte del Filadelfia, il 4 maggio anniversario della tragedia di Superga. Dunque, ieri pomeriggio e in gran segreto, sindaco e presidente si sono incontrati in un ufficio periferico del Comune, presente l'assessore allo Sport, Renato Montabone, pure lui della lobby granata. Obiettivo: mettere una pietra sopra le incomprensioni delle ultime settimane e trovare una soluzione al problema-stadi, in primis a quello del Filadelfia. Incontro preceduto da un gran lavori'o diplomatico sia su un fronte, sia sull'altro. Una faticaccia perche' quando due granata incominciano a utilizzare metafore bianconere per mandarsi a stendere vuol dire che siamo ai materassi. «E' peggio di Giraudo» ha sbottato a un certo punto Chiamparino, da tempo polemicamente assente dalla tribuna vip. «Favorisce la Juve» e' stato l'uppercut di CAIRO che e' arrivato addirittura a minacciare una marcia di tifosi per sostenere le ragioni del Toro nell'eterna disputa sugli stadi torinesi. Prepartita al vetriolo A far precipitare positivamente la situazione e' stata anche la convocazione per domani mattina di Urbano CAIRO davanti alla Commissione Sport. Audizione dedicata, indovinate un po'?, allo scottante tema degli stadi. L'incontro s'e' svolto nel primo pomeriggio quando i protagonisti sono sfilati tra impiegate incredule e tifosissime che al passaggio di CAIRO sussurravano «Forza Toro». In blu il sindaco, in gessato il patron granata, un caffe' e un bicchiere d'acqua di cortesia, per spezzare l'inevitabile imbarazzo iniziale sono servite le battute sulla trionfale vittoria del Toro a Messina. «Hai visto, Sergio? - ha gongolato CAIRO - da quando ci sono queste polemiche il nostro Toro va forte...». E Chiamparino sorridente: «Va forte perche' hai licenziato Zaccheroni. Assumiti le tue responsabilita'!...». CAIRO, specialista di pubbliche relazioni, non ha mancato il colpo basso: «Complimenti! Ti ho visto in tv con la Moratti, ti sei proprio comportato bene». Primo tempo spigoloso A quel punto e' cominciata la trattativa vera e propria. I due si sono rinfacciati le cifre sull'area commerciale che il Toro potrebbe sfruttare all'Olimpico, molto minore di quella a disposizione della Juve al Delle Alpi. Chiamparino gli ha risposto ricordandogli che il valore commerciale di Santa Rita e' molto maggiore delle Vallette. Punture di spillo. Poi la stoccata. Chiamparino: «Insomma, dimmi cosa vuoi fare. Vuoi un Filadelfia da 40 mila posti? Sono pronto. Dell'Olimpico posso pure farci qualcos'altro, che so?, lo stadio del rugby...» CAIRO ha parato la provocazione. «Dai, al Filadelfia 40 mila spettatori non ci staranno mai...». Secondo tempo: l'intesa Da qui in avanti s'e' capito che l'unico stadio che potra' arrivare a 40 mila posti e' l'Olimpico grazie a un terzo anello infossato che creerebbe 10 mila posti a ridosso del campo come negli impianti inglesi. Costo intorno ai 10 milioni di euro. CAIRO e il Toro hanno bisogno da subito di uno stadio piu' capiente degli attuali 25.600 posti. Il presidente granata ha spiegato a Chiamparino qual e' il suo progetto. Ha ricordato i 23 milioni investiti fino ad oggi nel Toro e l'intenzione di investirne altrettanti in futuro «per arrivare alla Champions league». Le priorita' granata sono, nell'ordine, il rafforzamento della prima squadra, il vivaio, il Filadelfia e, solo alla fine, il grande stadio. Ma i 10 mila posti in piu' CAIRO li vorrebbe da subito. Su questo Chiamparino e' stato irremovibile aprendo pero' un'interessante prospettiva. Il giorno che CAIRO si decidesse a comprare lo stadio gli sconterebbe dal prezzo (circa 25 milioni) la cifra necessaria ai lavori d'ampliamento. Insomma, l'Olimpico attuale gli verrebbe a costare circa 15 milioni e non piu' 25. Ma il contributo della citta' alla causa granata non finisce qui. Chiamparino s'e' impegnato con CAIRO ad accelerare le pratiche per la ricostruzione del Filadelfia. Oltre al terreno, il Comune mettera' a disposizione 3,5 milioni di euro, gli altri 12 arriveranno dagli sponsor e da un contributo un po' piu' che simbolico di CAIRO, il quale si e' impegnato a spiegare la vicenda ai tifosi affinche' nessuno pianti grane sugli spazi commerciali che sorgeranno intorno al nuovo Filadelfia: negozi sportivi, merchandising, forse anche un ristorante, ovviamente granata. Post partita: l'abbraccio Un abbraccio e l'invito a vedere insieme Toro-Palermo ha sancito «La pace del Filadelfia». Quanto all'Olimpico, tutto e' rinviato alla seconda meta' di aprile quando si sapra' davvero se l'Italia otterra' gli Europei e la Juve potra' godere dei finanziamenti per rifare il Delle Alpi. Altrimenti tutto ritornera' in alto mare. Tranne il «Fila», ovviamente.

BEPPE MINELLO

20/03/07 - Subito un Fila da 3500 posti, sconto per l'Olimpico


Esattamente 3 anni fa !!! :-\


STAMPA, NAZIONALE, pag.57

Trovato con il Comune l'accordo sugli stadi

E' gia' stata battezzata «La pace del Filadelfia». L'hanno siglata ieri pomeriggio in gran segreto il sindaco Chiamparino e il presidente del Toro Urbano Cairo. Dopo settimane di quasi insulti («Urbano sei peggio di Giraudo», «Sergio, tu favorisci la Juve» ), i due, entrambi tifosi granata, hanno trovato un accordo per risolvere il problema del Filadelfia. La', dove oggi c'e' una landa desolata e dove un tempo giocavano Valentino Mazzola e compagni, sorgeranno un campo da 3500 posti, un secondo campo d'allenamento, la sede della societa', il museo e un centro commerciale. Il Comune mettera' terreno e 3,5 milioni, il resto dell'investimento (altri 11-12 milioni) arrivera' da sponsor e un contributo anche da Cairo. Per quanto riguarda il futuro del Comunale ristrutturato per le Olimpiadi, dovra' essere il Toro a farsi carico dei lavori di ampliamento per portare lo stadio, oggi Olimpico, dagli attuali 25.600 posti ad almeno 35 mila. Una spesa stimata in 10 milioni che il Comune s'impegna a scalare dai 25 milioni che Cairo dovra' sborsare quando acquistera' l'Olimpico. Da subito il sindaco s'impegna a chiedere al prefetto di ridurre significativamente i 2500 posti dell'Olimpico riservati ai tifosi ospiti e quasi sempre vuoti.

B_MIN

giovedì 17 dicembre 2009

27/09/07 - Ecco il Filadelfia segreto (di Cereser) , due campi e un supermarket


27/09/07 - Anch'io contro i negozi, ma è l'unico modi per finanziare l'opera


06/09/07 - Metà Filadelfia, metà negozi : parte la protesta

05/09/07 - Filadelfia, si torna a discutere

03/08/07 - Filadelfia, si schiera pure Junior



28/07/07 - Fila: altre firme contro Cereser & C.

25/07/07 - Fila: tutto rinviato a settembre


19/07/09 - Fila: per la giunta c'è ancora Cimminelli

07/2007 - Risposte al "Comunicato consiglieri dimissionari ASD Ex Calciatori Granata ONLUS"


Giuliano Terraneo, Roberto Cravero, Roberto Campini, Eraldo Pecci, Paolo Pulici, Gustavo Gili, Beppe Bonetto, Leo Junior
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Mi associo a voi aderendo a quanto andrete a fare e decidere, concordando pienamente la presa di posizione in merito a quello che devono essere le finalità dell'associazione.

Un caro saluto
Giuliano Terraneo
_______________________________________

Condivido pienamente quanto scritto da Puia, Salvadori, Sala e Zaccarelli.
Cordiali saluti. Roberto Cravero
_______________________________________

Sottoscrivo le ragioni dell'articolo a firma Salvadori, Puia, Sala e Zaccarelli

Roberto Campini
_______________________________________

Buongiorno a tutti.
Desidero comunicare la mia totale condivisione dei concetti espressi da
Giorgio Puia, Claudio Sala, Roberto Salvadori e Renato Zaccarelli.

Cordialmente,
Eraldo Pecci

_______________________________________

Buongiorno,

In qualità di associato e Presidente “puramente” Onorario desidero comunicare che condivido pienamente quanto scritto dai miei compagni perché la loro posizione è un’ulteriore conferma di quanto da me espresso in precedenti occasioni.
Sempre Forza Toro


Paolo Pulici

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In quanto associato senza diritto di voto, preso atto della comunicazione inviatami, mi limito ad esprimere brevi e concise considerazioni.
In via preliminare, ove risponadano a verità i fatti narrati, sento il dovere di stigmatizzare l'operato del consiglio direttivo il quale, nonostante reiterate richieste da parte dei dimissionari, pare non rispettare il diritto all'informativa degli associati, omettendo la trasmissione del verbale della riunione di fine maggio;
ritengo inoltre essere una buona regola, da rispettare con stile anglosassone, quella di ringraziare i consiglieri uscenti per l'opera svolta con abnegazione, nell'interesse dell'associazione.
Circa il punto nodale della contestazione de qua, mi pare di tutta evidenza che l'associazione, per i fini ideali che la contraddistinguono, debba seguire la linea dai consiglieri dimissionari; da ciò, tuttavia, non deve conseguire che i singoli associati, a titolo personale, non possano ragionare in termini economici ed imprenditoriali, utilizzando anche il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze, quali ex calciatori granata.
Mi auspico pertanto che, riuscendo a scindere i due piani, quello personale e quello associativo, si ricomponga la frattura creatasi all'interno dell'associazione, si abbandonino posizioni di contrasto e si ritorni a quello spirito di armoniosa e formativa dialettica assembleare, della quale tutti noi abbiamo bisogno.
Buone vacanze a tutti.


Gustavo GILI
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Caro Roberto,
non tanto come ex Direttore Generale del Toro, ma come Socio Effettivo dell'Associazione, ho seguito gli sviluppi dell'affaire Filadelfia compatibilmente con le informazioni che ho potuto acquisire tramite i giornali e, ultimamente, dalle fonti interne alla ONLUS.
Peciso subito che, anche quando avevo titolo per farlo, non facevo parte di quelli che volevano ricostruire lo stadio "com'era e dov'era", conscio che l'ipotesi di un nuovo impianto non era realistica e che fosse meglio sacrificare i sogni alle concrete esigenze del momento, e quindi "contentarsi" di un Centro per il Settore Giovanile, del trasferimento in loco della sede sociale, di un museo, il tutto inserito in un contesto architettonico che salvaguardasse un segno, una testimonianza della storia granata.
Così non è stato, perchè le difficoltà via via via incontrate sono state verosimilmente insormontabili.
Allo stato, quindi, la soluzione sembra quella di un intervento privato che, a fronte della concessione di un Centro Commerciale, finanzi le opere necessarie per il recupero dell'area e per la realizzazione di un paio di campi ad uso del Toro e/o del quartiere.
Stimo troppo Chiamparino ed il suo staff per non credere che il Comune, e proprio la persona fisica del Sindaco, abbia fatto il possibile per salvaguardare "qualcosa di granata" fra le varie proposte e non credo neppure che l'Associazione abbia titolo, da un punto di vista legale, per opporsi ad una soluzione che certamente ha il pregio di un sano pragmatismo. Quello che dovete fare, in perfetta coerenza con l'oggetto e lo spirito della vostra lettera, credo sia innanzitutto di chiarire la vostra - la nostra -assoluta estraneità rispetto ad una soluzione che, senza alcun dubbio, darà adito nel futuro a critiche e polemiche. E porsi l'obbiettivo, immediato ed irrinunciabile, di ricondurre l'Associazione sul suo binario "storico", riproponendo un oggetto sociale dal quale siano escluse "le iniziative volte all'acquisizione, costruzione e gestione di strutture polifunzionali e polisportive", iniziative che sono estranee allo spirito dell'Associazione e che non mi sembrano neppure compatibili con il carattere ONLUS della stessa.
Si obbietterà che sto parlando di "aria fritta", senza un risvolto concreto. Credo, invece, che la concretezza possa nascere dal rigore di una posizione che sia critica ma corretta nei confronti del Comune, di censura ma di collaborazione, volta ad ottenere - alla fine e malgrado tutto - una sostanziale valorizzazione del ruolo dell'Associazione Ex calciatori granata, un sodalizio nel quale la "relazione morale" sull'attività svolta, come da voi invocata, deve ritornare ad essere fondamentale ed inattaccabile.
A tutti un augurio di buon lavoro (anche al "moderatore" Agroppi, vedi l'intervista odierna su Tuttosport), a nome di Marcello, di Federico e degli ex granata, come Claudio Sclosa e Francesco Romano, che lavorano con me.

Un caro saluto
Beppe Bonetto

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CARO ROBI,
DOPO CHE HO LETTO IL COMUNICATO VOSTRO.ANCHE IO SONO PIENAMENTE DACORDO CON TUTTO CHE CE SCRITO.
ANCHE SI SONO LONTANO TUTTO CHE RISVOLGE AL TORO MI TOCA.
MI AUGURO CHE TUTTO POSSA ANDARE DELLA MANIERA GIUSTA PER IL BENE DEL TORO.
FORZA TORO


LEO JUNIOR
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http://www.tcrobertosalvadori.com/dettaglio.php?id=34&cat=7&scat=14&lingua=1

07/2007 - Comunicato consiglieri dimissionari ASD Ex Calciatori Granata ONLUS"

Ringrazio per la collaborazione.
Un cordiale saluto a tutti. Roberto

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Ringraziamo il Torino Club Roberto Salvadori di Cumiana-Piossasco-Sangano per l’ospitalità concessa sul proprio sito agli scriventi Giorgio Puia – Claudio Sala – Roberto Salvadori – Renato Zaccarelli che esprimono così il proprio parere sugli ultimi accadimenti dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS.

Quanto scritto non comporta obbligatoriamente l’adesione da parte degli ospitanti.
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Questa iniziativa è scaturita a seguito della mancanza totale di comunicazioni ufficiali da parte dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS ai propri associati riguardo 2 argomenti da noi reputati di primaria importanza.

Durante l’assemblea del 12/05/07 sono state ratificate e motivate le dimissioni del presidente (G. Puia) , di uno dei vice presidenti (R. Salvadori) e di 2 consiglieri (C. Sala e R. Zaccarelli) in totale disaccordo con alcune scelte del consiglio; nella stessa sede i presenti hanno assistito ad un sostanziosa relazione sul progetto Filadelfia, principale argomento di rottura tra noi dimissionari ed il resto del consiglio. Chi presiedeva l’assemblea si era impegnato, come era doveroso fare vista l’importanza dei temi trattati, ad inviare il verbale a tutti gli associati per metterli a conoscenza sia delle dimissioni, sia della composizione del nuovo consiglio sia dell’evoluzione del “progetto Filadelfia”.

Dopo più di due mesi nessuna comunicazione è stata però inviata ed una richiesta tramite mail per sollecitarne tale invio non è stata considerata meritevole di alcuna risposta. Ragion per cui ci sembra doveroso, per senso di responsabilità, dare qualche informazione a tutti coloro che, insieme a tutti gli altri consiglieri, a suo tempo, abbiamo contattato e convinto a far parte dell’associazione.

Il nuovo consiglio, dopo la nostre dimissioni, ha emesso 2 comunicati stampa in cui ha ribadito fortemente la volontà di partecipare al così detto progetto Filadelfia e ha ringraziato Cereser e Rampanti per l’attività svolta a questo proposito; nessun accenno di ringraziamento all’attività svolta dai dimissionari, almeno come consuetudine o educazione. Prendiamo atto di ciò con rammarico. Segnaliamo però con un pizzico d’ orgoglio che il periodo che ci ha visti coinvolti nell’attività dell’associazione ha coinciso con il momento migliore, forse in assoluto, per visibilità, iniziative e raccolta di fondi per gli scopi della nostra associazione. Rivendichiamo quindi con determinazione e dignità, unitamente a tutti gli altri componenti del precedente consiglio, questi risultati che hanno portato nuova linfa e interesse ad un’associazione che procedeva stancamente.

Detto questo è giusto premettere che le decisioni prese dalle assemblee e dai consigli dell’Associazione Ex Calciatori Granata ONLUS sono sempre state approvate a maggioranza anche se i contrasti creatisi all’interno del direttivo per divergenze operative, atteggiamenti, decisioni hanno creato due contrapposte fazioni che hanno poi generato una frattura insanabile per la diversa visone riguardo il “progetto Filadelfia”.

Per risolvere la situazione abbiamo proposto al consiglio di presentarci tutti dimissionari all’assemblea generale allo scopo di votare un nuovo organo direttivo. Una proposta sicuramente più democratica del tentativo di altri consiglieri di sostituire il presidente con un golpe e più corretta di minacciare querele durante le discussioni più accese. Tale proposta è stata però bocciata a maggioranza. Di conseguenza, non condividendo in maniera assoluta le priorità e le scelte dell’associazione abbiamo rassegnato le dimissioni.

Molti dei soci, soprattutto non residenti a Torino, regolarmente iscritti grazie all’opera di convincimento degli ex calciatori Torinisti/Torinesi che li hanno messi al corrente dell’esistenza e degli scopi di questa iniziativa, ricevono regolarmente la convocazione dell’assemblea ordinaria una volta all’anno, talvolta due, e difficilmente partecipano o delegano; un po’ per fiducia ma soprattutto per pigrizia. Finché si tratta di eleggere un consiglio che gestisca l’associazione in completa armonia, di approvare un bilancio o di avallare della attività benefiche risulta quasi naturale questa fiducia incondizionata. Per il Fila non deve bastare questo. E’ un progetto importante che coinvolge il Comune di Torino, tutti i tifosi del Toro (con i loro comitati, associazioni e club) e, non ultimi, noi ex granata con il nostro consiglio diviso sulla scelte da perseguire. La nostra associazione per la posizione assunta è stata criticata da alcuni organi di stampa e da una parte della tifoseria, non ha aderito all’accordo siglato da tutte le altre anime granata partecipanti al tavolo del Comune e ha promosso una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei club per un progetto non ancora definito e tanto meno condiviso (lo stesso Torino FC non ha ancora data la conferma dell’utilizzo di questi campi). In questo contesto riteniamo fondamentale che tutti gli associati debbano almeno essere messi al corrente di come l’associazione intenda muoversi e soprattutto consideriamo azzardato, da parte dell’attuale consiglio, esprimersi con fermezza e determinazione, forse eccessiva, a nome di tutti gli ex calciatori granata. Una decisione così importante è stata in pratica presa grazie all’impegno di chi ha la costanza di contattare ex colleghi per averne la delega e con pochi voti rappresentare tutta la categoria. Pratica del resto regolarissima e legale che lascia però qualche dubbio sul fatto che il consenso sia totale.

Noi dimissionari possiamo solo ribadire il nostro forte dissenso nei confronti dell’attuale gestione, chiamarci fuori e esprimere democraticamente la nostra opinione sintetizzata in alcuni punti:

Abbiamo fatto parte del consiglio per perseguire l’oggetto sociale originario dell’associazione del 1959, non per sposare cause che per noi esulano da tali scopi.

Il consiglio dell’associazione aveva dato mandato a Cereser e Rampanti, su loro richiesta, di seguire il progetto Filadelfia. Il mandato è stato da loro proposto ed approvato a maggioranza dal consiglio con “le perplessità di Puia e Salvadori”. Sala e Zaccarelli non ne facevano ancora parte. Il mandato aveva un valore esplorativo, mentre invece viene ora utilizzato come autorizzazione ad anticipare scelte che dovrebbero essere valutate e decise con un consenso inequivocabile.

Preso atto, purtroppo, che il Filadelfia non potrà essere ricostruito come lo abbiamo visto e vissuto e che la costruzione del centro sportivo del Toro non rientra nei progetti del presidente Cairo, l’unico possibilità dignitosa, per noi cattivi ed insensibili che non vogliamo bene al Filadefia, sarebbe un parco con quello che resta dei ruderi, il museo della memoria storica con i tutti i cimeli e la sede del Toro. In questo caso l’Associazione Ex calciatori Granata ONLUS giustamente dovrebbe sostenere questa iniziativa e rivendicare con orgoglio e con la consapevolezza di averne diritto, uno spazio per la propria sede. La storia sarebbe salvaguardata e forse qualche valore potrebbe essere trasmesso.

La visone dell’attuale consiglio dell’associazione risulta invece in sintonia con il progetto del comune: centro commerciale con capitali privati che facciano rientrare dall’investimento + 1 o 2 campi (in pratica la stesso progetto del contestatissimo Ciminelli). Niente a che vedere con il vecchio stadio e con i valori che hanno fatto la storia del Torino. Ragion per cui non è proprio nostro compito avallare questa soluzione ibrida e soprattutto fare opera di proselitismo. Se il Comune ha sposato questa linea ne prenda, come giusto che sia, la responsabilità politica ma non lo chiami “Ricostruzione dello stadio Filadelfia”, è un falso ideologico. Non compete a noi fare gli apripista della riqualifica dell’area ex stadio Filadelfia che, rispetto all’attuale situazione di abbandono, è sicuramente per la città un valore aggiunto. Per la città ma non per il Toro.

L’associazione dovrebbe dichiarare il proprio totale disaccordo al progetto proposto dal Comune ed occuparsi degli alti scopi per cui è nata e non minare la propria credibilità in un contesto politico/affaristico/sportivo/di vanagloria personale che ha da anni crea solo spaccature e problemi.

Nell’oggetto sociale, quello attuale e non quello storico, dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS appare anche “promuovere eventuali iniziative volte all’acquisizione, costruzione e gestione di strutture polifunzionali e polisportive” e, in sintonia con ciò, nell’ultima assemblea abbiamo assistito ad una vera a propria relazione immobiliare. Fino a qualche anno fa un componente del consiglio teneva una “relazione morale” sulle attività dell’associazione. Noi restiamo legati a quella tradizione e quindi, se la politica dell’associazione resterà la stessa, non sottoscriveremo più la nostra quota annuale.


Giorgio Puia

Claudio Sala

Roberto Salvadori

Renato Zaccarelli


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Pubblichiamo questo scritto su questo sito in quanto non è nostra intenzione fare una raccolta di adesioni o cercare pubblicità. Lasciamo ad altri la pratica del tesseramento. Un passa parola permetterà agli associati di avere per il momento il nostro parere, nell’attesa che l’associazione renda pubblico tempestivamente la relazione ufficiale dell’assemblea o il parere dell’attuale consiglio.

http://www.tcrobertosalvadori.com/dettaglio.php?id=33&cat=7&scat=14&lingua=1

29/03/07 - Pulici guardiano del Filadelfia

Il mito del Toro vuole parlare dell’impianto da ricostruire: «Niente affari lì»

«Va rifatto senza secondi fini e poi riempito con quei valori che lo resero grande»

MAR.BON.
BALANGERO ( Torino). « Per me è più facile fare gol alla Juve che parlare al microfono » , dice Pulici al culmine di una festa straordinaria costruita e intessuta attorno a lui dal Toro club Punt Masin, 17 anni di vita, quasi 500 soci ( naturalmente tutti presenti all’adunata: manco a dirlo) e sul podio nell’Italia granata anche per numero di abbonati. « Hanno cercato di farci sparire, ma siamo rinati grazie a voi, fratelli tifosi, che sostenete sempre la squadra. Noi tifosi siamo il Toro, noi andiamo in campo. E io che oggi sono un tifoso, non posso comunque mai dimenticare di essere anche stato un giocatore. E un giocatore deve essere al servizio dei tifosi, perché senza i tifosi il giocatore non è nessuno. Vale per qualsiasi squadra in qualsiasi tempo. Spero che non passino 27 anni prima di raggiungere certi traguardi, intanto guardo alla prossima stagione: perché dovremo vincere entrambi i derby » . Immaginate il boato del salone, a quel punto. Con Emiliano Saracco, organizzatore principe tra gli organizzatori, che intanto abbracciava Carla Maroso, vedova di uno degli Angeli di Superga, sempre splendidamente baldanzosa. Mentre il portiere granata Fontana saliva su un tavolo, sostenuto da Rosina e Balestri. E si metteva a gridare: « Ho fatto un sogno. Io che paro un tiro della Juve e rilancio sulla fascia, Balestri che dribbla tutti, cross, tiro al volo di Rosina, traversa, ma arriva Pupi... Pupi... ribattuta... gooool, goool! » . Godevano anche i muri del ristorante “ La pace”, mica solo le anime granata.

Pulici, perché adesso vuole parlare del Filadelfia?
« Perché l’argomento è, come si suol dire, di nuovo caldo, dopo tutto quello che è venuto fuori nelle ultime settimane. E perché adesso sono 10 anni che l’hanno demolito. Perché si respira di nuovo la speranza che nasca un centro sportivo per gli allenamenti del Toro, perché nel contempo si è anche di nuovo propagata la sensazione che qualcuno possa utilizzare il Fila per altri fini. E questo sarebbe assolutamente intollerabile » .

Secondi fini: di lucro?
« Di lucro, certo. Oppure vanagloria personale. Ambizioni. Quando dico che sul Fila bisogna fare solo dei discorsi puliti, completamente puri, è perché questo chiedono i tifosi. Ma lo pretende anche la morale, dopo tutto lo scempio e il mercato degli anni scorsi. E lo pretendono le tradizioni. Un ex giocatore del Toro, visto che io sono tale, in realtà sarà sempre un giocatore del Toro. E allora anche noi granata che sul Fila si ci siamo allenati, e per tanti anni, dobbiamo sentire l’esigenza assoluta di collaborare senza mai anteporre interessi personali. Così come Cairo sente la responsabilità di dover innanzi tutto rafforzare la squadra. Così come il governo cittadino, la Città, ha il dovere di tradurre i propositi in realtà » .

La vergogna è sotto gli occhi di tutti.
« Non si può continuare ad andare avanti così, col Fila ridotto a una discarica. Uno scandalo, a maggior ragione 10 anni dopo. Ma riqualificare quell’area può significare veder nascere anche dei business. Non vorrei che qualcuno pensasse a far nascere una macelleria, al Fila, prima che i campi di allenamento. Oppure che attraverso il Fila intendesse ritagliarsi posizioni di visibilità, crediti, affermazioni personali. No grazie, la gente non lo tollera. E poi c’è un’altra cosa che mi turba » .

Ovvero?
« Bisogna ricostruire il Fila, ma anche la mentalità che per 70 anni ha dato vita a quei muri. Non basta la scatola: bisogna riempirla di valori. Se no si fa un Fila finto che non serve a niente, tantomeno al Toro. Per dire: io a Trezzo seguo da anni, solo per passione, quasi 100 bambini della mia scuola calcio. E li allevo seguendo gli insegnamenti che per anni mi avevano trasmesso i maestri del Fila, a Torino. Ebbene, oggi posso dire con orgoglio che da me, a 180 chilometri da Torino, un piccolo Filadelfia è nato. Ecco perché dico che con la rinascita dell’impianto devono rinascere anche certi valori. Un punto di partenza può essere anche coinvolgere qualche ex giocatore che può davvero insegnare molto. A parte il sottoscritto, immaginate Zaccarelli, Salvadori, Claudio Sala... e potrei citarne altri... che ogni tanto vadano a spiegare ai giocatori di oggi che cos’erano per loro il Toro e il Fila. E come sono diventati uomini, al Toro e al Fila. Si tratta di gettare semi. In modo generoso, disinteressato. E se qualcuno si può sentire offeso dalle mie parole, i problemi sono solo suoi: se non hai la coda di paglia, non puoi arrabbiarti quando dico che nessun politico, nessun imprenditore, nessun ex giocatore, nessuno tifoso cosiddetto vip o chissà che può permettersi di pensare al Fila per business o vanagloria. E’ un grido di allarme il mio: è troppo delicato questo momento » .
«Per capirci: io allevo piccoli calciatori con gli insegnamenti trasmessi a me dai maestri che animavano quello stadio. Adesso posso dirlo: a Trezzo un piccolo Fila è già nato» «Non basta la scatola vuota, ci vuole anche la mentalità che per 70 anni ha dato vita a quei muri, altrimenti si fa un Fila finto che non serve a nessuno» «Noi ex abbiamo l’obbligo di collaborare senza anteporre interessi personali, così come Cairo deve potenziare la squadra e il Comune tradurre i propositi in realtà»



http://www.youtube.com/watch?v=8u1PysICLpA

domenica 5 luglio 2009

07/12/07 - Un altro passo in avanti per il Filadelfia

TorinoClick

Anno 1, n° 158 - Pagina 4

Non si può ancora misurare esattamente quanto è lunga strada che porta alla rinascita del Filadelfia. Tuttavia - con il via libera concesso questa mattina dalle commissioni consiliari II e V, che consente di presentare in Giunta lo statuto che istituisce la Fondazione per la ricostruzione della storica casa granata - è stato compiuto un altro importante passo avanti.
Di fronte ai consiglieri comunali e ad una nutrita pattuglia di tifosi torinisti, l’assessore allo Sport, Renato Montabone, ha sottolineato che “occorre operare in fretta per riqualificare e restituire a quel rettangolo tra le via Filadelfia, Spano, Tunisi e Giordano Bruno l’antica funzione di centro sportivo e punto di riferimento per le migliaia di persone che amano il calcio e la squadra granata.”
Lo statuto della Fondazione per il Filadelfia - la cui approvazione da parte della Giunta municipale è attesa tra una decina di giorni e che poi passerà al vaglio del Consiglio comunale per il sì definitivo - indica le modalità con le quali si dovrà procedere alla ricostruzione dell’impianto e quali dovranno essere le sue caratteristiche. In particolare, in relazione alle attività del Torino FC, è posta come necessaria la realizzazione di due campi di dimensioni regolamentari, in erba, riscaldati e dotati di spogliatoi, palestre, magazzini e degli spazi attrezzati indispensabili per lo svolgimento di allenamenti e partite della prima squadre e delle formazioni giovanili. Tra i vincoli che dovrà rispettare chi progetterà la “rinascita”, vi è anche quello di ricostruire la tribuna storica quanto più possibile simile a quella originale e di realizzare gradoni intorno agli altri tre lati del campo principale, in modo che la struttura possa ospitare all’incirca 3mila e 500 spettatori. Nelle aree non utilizzate per le attività tecnico-sportive del Torino FC, lo statuto prevede la realizzazione di una sala stampa, di un museo storico, degli uffici della Fondazione, delle sedi di associazioni legate al mondo granata e di una foresteria che accolga i ragazzi delle giovanili. Spazi sul lato di via Giordano Bruno saranno riservati ad esercizi commerciali, che però non dovranno in alcun modo essere ostacolo all’attività sportiva e, soprattutto, risultare lesivi dei valori e della memoria che il Filadelfia rappresenta. Una scelta, quella degli spazi commerciali, pensata soprattutto per contribuire al finanziamento di costruzione, manutenzione e gestione dell’impianto sportivo. “Come ormai accade in tantissimi complessi sportivi in ogni parte del mondo – ha affermato l’assessore Montabone -, la parte commerciale dovrà essere legata direttamente alla vita dello stadio.”
Una volta costituita, la Fondazione avrà dodici mesi di tempo per reperire i fondi e avviare le procedure per avviare la ricostruzione.
Mauro Gentile

Lo Stadio Filadelfia in una foto d’epoca