sabato 14 novembre 2009

14/11/09 - Scandalo Filadelfia - Il giallo delle perizie

TS - pag. 21

Viaggio nello scandalo dello storico impianto demolito nel 1997 e mai rifatto

Perizie sul Fila da 10 euro a 1,5 milioni!


Valore dell’area: clamorosa differenza mentre il Comune tratta con il Fisco

In ballo la cifra da pagare per togliere le ipoteche. Che però restano sull’Olimpico: dove giocano Toro e Rube se viene pignorato?


MARCO BONETTO
TORINO. Questo è l’articolo dei perché. E’ la gente che da anni chiede perché, perché, perché. Perché, cioè, siano suc­cessi e continuino a succedere fatti anche incredibili, nella vergognosa vicenda del Fila­delfia, come incredibili sono state tante, troppe decisioni fin da quando lo stadio del Gran­de Torino venne sciagurata­mente demolito, nel 1997. So­prattutto: perché una deriva ancor più devastante (se possi­bile) della demolizione si è ma­terializzata durante la gestio­ne Cimminelli, dal 2000 al fal­limento del suo Toro nel 2005? E’ tutto lecito: lo si è scritto e ri­badito più volte. Ma, da 12 an­ni, resta lo scandalo di una di­scarica sotto il cielo su Torino. E non può essere tollerabile in un Paese civile.

LE LUCI DELL’ALBERO. Nell’altro articolo in questa pa­gina vengono ricordate le mag­giori rivelazioni e le conferme, pubblicate ieri, sulla sconcer­tante questione delle ipoteche a intermittenza. A intermitten­za, sì: manco fossero luci del­l’albero di Natale (e dire che quelle attuali “pesano” 38 mi­lioni l’una...). Ipoteche che, se non cancellate anche alla svel­ta dopo rinvii e ritardi abissa­li, impediranno definitivamen­te la riqualificazione del Fila (l’obiettivo: un centro sportivo per gli allenamenti del Toro, co­me convenuto anche dalla Giunta Chiamparino). Da una parte c’è l’Agenzia delle Entrate, che rivendica un cre­dito. Dall’altra il Comune, pro­prietario del Filadelfia e dello stadio Olimpico, su cui pendo­no le ipoteche dell’Agenzia. Le parti stanno trattando per transare: da anni. Ma solo adesso, per la prima volta, il sindaco e i suoi assessori si so­no impegnati a presentare al più presto un’offerta in soldoni (con tutti i crismi, finalmente), nella speranza che venga ac­cettata dall’Agenzia delle En­trate- Equitalia: così da estin­guere almeno le due ipoteche sul Filadelfia, tornando a muo­vere un fondamentale passo in avanti, dopo un triennio di so­stanziale nulla.

PERCHE’ SOLO ORA? Il primo dei molteplici “perché” che è civile e doveroso porsi, col punto di domanda ben chiaro, è appunto questo: perché mai solo ora il Comune si è deciso a presentare un’offerta ufficiale scritta all’Agenzia delle Entra­te, con tanto di firme anche dei vertici della Giunta? Perché tutto ciò non è stato fatto pri­ma, visto che l’Agenzia delle Entrate (nonché Uniriscossio­ni, Equitalia...) ha scodellato il contenzioso sul tavolo del Co­mune da almeno 3 anni, per quanto è qui lecito sapere? Ma se invece altri passi ufficiali de­terminanti sono stati mossi dal Comune in questo ampio lasso di tempo, allora perché sono stati taciuti? Ammesso che esi­stano, certo...

BENNET & C. Un altro per­ché è questo: perché mai tra l’e­state del 2004 e quella del 2005, come appunto spiegato sul giornale di ieri, le ipoteche venivano messe, tolte e rimes­se a ripetizione? Perché il Fi­sco cancellava ipoteche a pro­prio favore da 38 milioni perfi­no nel giugno del 2005, quan­do ormai il Toro viaggiava ver­so il fallimento di luglio-agosto e non riusciva più a offrire, fi­no a prova contraria, garanzie sostitutive all’altezza, certe e sicure? Intanto, nei periodi temporali liberi da ipoteche, si inframmezzavano, anche con eccezionale tempismo, atti no­tarili, delibere, passaggi di pro­prietà e quant’altro: con in bal­lo il Comune, il Torino e la Ben­net (che aveva già garantito a Cimminelli 20 milioni per co­struirsi un bel supermercato, per quanto contestato), nonché i costruttori dei due palazzi in­filati sempre negli accordi sul Fila (anch’essi contestati, ma anch’essi forti di intese pluri­milionarie). Ebbene: perché? E perché dopo il fallimento del Torino e le ultime iscrizioni delle ipoteche sugli stadi (ago­sto 2005), la cancellazione a in­termittenza si è improvvisa­mente arrestata? Di certo pri­ma del fallimento era il Torino di Cimminelli a dover aprire il portafoglio nei confronti dell’A­genzia delle Entrate. Dopo il fallimento, invece, il compito toccava e ancora tocca al Co­mune. E il Comune, proprieta­rio del Fila e dell’Olimpico, si è infine impegnato a risolvere il caso proprio così, transando con il Fisco: come promesso in continuazione, da anni ma fi­nora invano, dal sindaco Chiamparino e dall’assessore Viano (e dall’ex collega Mon­tabone, da qualche mese emi­grato alla Federatletica).

DISCARICA DORATA? La Giunta Chiamparino sta dun­que per offrire dei soldi, all’A­genzia delle Entrate, sperando che siano ritenuti sufficienti. Ma perché da tempo il Comu­ne dispone di due perizie, quanto al valore dell’intero Fi­ladelfia e delle sue parti ipote­cate, delle quali una riporta un valore finale di circa 1,5 milio­ni e l’altra fa invece crollare il “prezzo” fino a 10 euro? Di qua il tutto, di là il niente. Com’è possibile capire, se la differen­za è così clamorosa? Ma quan­to diavolo vale realmente que­sta discarica a cielo aperto che da 12 anni è il Fila? Dieci euro? Davvero? Un milione e mezzo di euro? Davvero? Intanto, quanto alle ipoteche sull’Olim­pico, non si muove una foglia né si distinguono venti in arri­vo. Ma è vero o no che l’Agen­zia delle Entrate, in qualsiasi momento, potrebbe anche chiedere l’escussione del credi­to e poi, in caso di risposte ne­gative, il pignoramento dello stadio, pretendendo la messa all’asta dell’impianto nella spe­ranza di recuperare dei soldi? L’impianto verrebbe sigillato per mesi: Toro e Juve dove an­drebbero a giocare? Certo, cer­to: nel caso, il Comune chiede­rebbe subito al giudice una so­spensione dell’esecuzione del pignoramento, in attesa di ri­solvere il contenzioso in sede giudiziaria. Ma è tutto norma­le anche questo? Tutto civile? Tutto gestito al meglio nell’in­teresse dei cittadini? E’ sempre tutto tollerabile, insomma? Si attendono risposte da chi di do­vere. Come sempre, da 12 an­ni a questa parte.

L'INCHIESTA - 2. fine

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LE IPOTECHE “A INTERMITTENZA”

2005: il mistero del 22 giugno

TORINO. Ecco il succo di quanto pubbli­cato ieri. Nel 2000 Cimminelli diventa proprietario del Toro e del Filadelfia, de­molito nel ’97. I ruderi cominciano a cam­biare di continuo proprietà. Spuntano, improvvisamente, anche un supermerca­to Bennet e due palazzi da costruire (Da­sit): accordi da decine di milioni. Poi arri­vano le ipoteche a intermittenza sul Fila e sull’Olimpico (per i debiti del Toro col Fi­sco): 1° luglio 2004, ipoteche da 36 milio­ni; 21 settembre 2004, cancellazione; 13 gennaio 2005, reiscrizione delle ipoteche; 22 giugno 2005, nuova cancellazione (e giusto quel giorno Comune, Torino, Ben­net e Dasit corrono da un notaio per sti­pulare cessioni, passaggi di particelle...); 2 luglio 2005, terza iscrizione delle ipote­che (da 38 milioni) sull’Olimpico e una parte del Fila; 9 agosto 2005, fallimento sportivo del Toro (seguirà quello in Tri­bunale); 19 agosto 2005, ulteriore ipoteca sul Fila da 38 milioni (il debito raddoppia in un istante). Ma perché mai il Fisco il 22 giugno 2005, col Toro moribondo e in sta­to pre-fallimentare, cancellò le ipoteche?


http://rassegnastampa.comune.torino.it/PDF/2009/2009-11-14/2009111414215275.pdf

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