giovedì 14 maggio 2009

11/05/09 - TORINO, la telenovela FILADELFIA e le solite promesse di Chiamparino

Anche il Filadelfia, la cui ristrutturazione era tra le promesse di Chiamparino, versa in stato di abbandono e di degrado.

di Vito Bonsignore

Luogo mitico per migliaia di appassionati e autentico santuario della tradizione calcistica torinese, il Filadelfia è ridotto da tempo ad una condizione di abbandono, inqualificabile per quello che un tempo fu il teatro delle imprese del Grande Torino. Per i tifosi della squadra granata, ma anche per tutti gli sportivi e i cittadini che hanno a cuore la qualificazione urbana di Torino, la situazione di stallo - esasperata da decenni di progetti senza seguito, promesse cadute nel vuoto, chiarimenti mai ottenuti - ha ormai superato ogni soglia di sopportazione. Sulla questione pesa l’inefficienza del sindaco Chiamparino, incapace di rendere concrete le promesse portate avanti in 15 anni, e chissà per quanto ancora dovremo attendere un “lieto fine” per la vicenda. In mezzo alle tante emergenze che gravano sull’amministrazione, posso immaginare che la ristrutturazione del Filadelfia non sia una priorità, ma è altrettanto doveroso rispettare la pazienza di una tifoseria costretta a sopportare per anni l’immobilismo del Comune (proprietario del terreno) e a protestare contro i ripetuti tentativi di speculazione dei privati, senza che le istituzioni intervenissero concretamente per tutelare il glorioso stadio (diventato, nel tempo, rifugio notturno per tossici e barboni, prima che l’ammirevole opera di manutenzione di un gruppo di volontari granata lo riportasse ad una condizione accettabile).
Torino conserva nella sua memoria una tradizione sportiva tra le più gloriose del Paese, basti pensare ai trionfi del calcio, ai tanti atleti nati sotto la Mole diventati nel tempo protagonisti delle più svariate discipline. Eppure sembra che qualcuno giochi ad ostacolare il rinnovo e lo sviluppo delle installazioni sportive della città, negando i fondi necessari ai progetti di riorganizzazione edilizia o rendendo inutilizzabili impianti costati milioni e sfruttati per pochi mesi. Nel caso del Filadelfia, tuttavia, non c’è in ballo solo un investimento economico, ma anche un valore che tocca la sfera emozionale. La voglia di ridare dignità ad un patrimonio della memoria cittadina, di restituire ai tifosi la “casa” degli Invincibili, di restaurare l’antico splendore di un luogo il cui ricordo continua a resistere, imperterrito, nel tempo. Dubito fortemente che questa giunta conservi la sensibilità necessaria per mettere fine ad una telenovela che prosegue da troppo tempo.


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IL FATTO

TORINO, TIFOSI GRANATA INFURIATI: RIDATECI IL FILADELFIA

Non basta l'amarezza per il pareggio last minute di domenica con il Bologna. A Torino, sponda granata, cresce la rabbia per il futuro del Filadelfia. Alcune centinaia di tifosi granata hanno protestato oggi davanti al Municipio contro lo stato di degrado del Filadelfia, lo stadio in cui giocava il Grande Torino di Valentino Mazzola. Sotto accusa il sindaco Sergio Chiamparino (Pd), che tra l'altro è un noto sostenitore granata. «L'Amministrazione comunale - commenta Chiamparino - ha lavorato per creare tutte le condizioni utili, proprietà del terreno e costituenda fondazione, affinchè ci possano essere soggetti privati interessati alla ricostruzione del Filadelfia». Vincenzo Chieppa, esponente dei Comunisti italiani, parla di «degrado e schiaffo alla città», riferendosi all'area abbandonata dell'ex stadio e invita Chiamparino a dimettersi, ritenendolo responsabile della mancata ricostruzione dell'impianto granata. Agostino Ghiglia, (Pdl), invita Chiamparino a «spiegare se crede ancora nel progetto di riqualificazione e in che modo il Comune intenda impegnarsi per sostenerlo», dando ragione nella sostanza, ma non nella forma, alla protesta dei tifosi. «La questione Filadelfia - risponde Chiamparino - anche per merito di qualche penna non del tutto disinteressata, riaffiora ogni volta che la squadra è in crisi e/o quando tira aria di elezioni. Le risorse pubbliche saranno disponibili solo quando si saranno concretizzati gli investimenti dei privati interessati».

Felice Manti
Il Giornale del Piemonte

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