mercoledì 23 novembre 2011
22/11/11 - Assessore Gallo sul Fila: “Dalle parole ai fatti”
Scritto da Andrea Bonino
Lo stadio Filadelfia sta diventando il fiore all’occhiello della nuova giunta Comunale e per Urbano Cairo. Da quando a Torino s'è insediato Piero Fassino, lo stadio che vide le gesta del Grande Torino ha un progetto serio e concreto per rivivere dopo anni e anni di battaglie e scontri inutili.
Dopo quasi 14 anni di combattimenti, il nuovo sindaco di Torino e il neo-assessore allo sport Stefano Gallo sono riusciti concretamente a creare un vero e proprio bando di concorso per la ricostruzione del glorioso stadio, un concorso di idee per la sua ricomposizione. Un’opportunità unica per il patron granata che ha preso due piccioni con una fava. Il Credito Sportivo è pronto a finanziare il progetto, a coprire tutte le spese (10-12 milioni) e permetterebbe a Cairo di non tirare fuori un euro. Oltretutto il numero uno granata riuscirebbe là dove altri presidenti hanno fallito: da Rossi a Borsano, da Goveani a Vidulich, fino a Cimminelli.
Niente male per mettere a tacere i contestatori dopo tre anni di bufera. Anche oggi, durante la presentazione del libro di Andrea Stasi “Le bandiere del Toro”, Stefano Gallo ha ribadito la serietà e la bontà del progetto: “Il Filadelfia non è più soltanto una provocazione. C’è finalmente una fondazione ed è stato bandito un concorso. Ci sono tutti i presupposti affinchè si possa passare ai fatti”. Questa le parole dell’Assessopre allo Sport al Circolo della Stampa dove si è svolta la presentazione del volume alla presenza di Claudio Sala, Angelo Cereser, Natalino Fossati e Gigi Gabetto, oltre al direttore generale granata Antonio Comi.
Speriamo che l’assessore abbia ragione e che finalmente, dopo oltre un decennio, la questione Fila venga definitivamente risolta. Il tempo della finzione degli inganni e delle simulazioni è finito. I tifosi avevano ormai perso le speranze e prenderli in giro per l’ennesima volta sarebbe veramente una cosa insopportabile. Si rischierebbe la rivolta popolare.
venerdì 18 novembre 2011
giovedì 17 novembre 2011
17/11/11 - Pure dall'India per ricostruire il Filadelfia!
Già 35 le adesioni al bando C’è anche un colosso asiatico
Contatti con la Euclid Infotech di Mumbai, una multinazionale che promuove le opportunità di business nel mondo
MARCO BONETTO
TORINO. Dall’India per business. La sorpresa è grande. Un filo granata collega via Filadelfia a Torino con Mumbai, motore economico del Paese asiatico. Tutto ruota attorno a una mail spedita da un ufficio di questa metropoli di 15 milioni di abitanti, un tempo nota come Bombay. Nella Fondazione Filadelfia c’è chi ha fatto un salto sulla sedia, quando sul computer è apparso un lungo messaggio in inglese. In calce, dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, la firma: sir Manasi Pawar . «Dall’India ci scrivono per avere informazioni particolareggiate? Addirittura?». Dall’India. Sono interessati anche lì alla rinascita del Fila. Fiutano l’affare. Lo rilanciano innanzi tutto sul proprio gigantesco mercato nazionale, in espansione in progressione geometrica. Ma non solo sul mercato indiano. Il clamore che ne consegue è persino ancora tutto da valutare, visto quanto sono immensi gli scenari che improvvisamente può spalancare la mail di una multinazionale indiana, leader mondiale nella fornitura di informazioni su bandi di gara e appalti provenienti in particolare dal comparto pubblico in quasi tutto il pianeta. Una mail. Una semplice mail redatta e spedita da un “cervellone” indiano di Mumbai fa saltare in aria quel che ancora poteva rimanere di un pregiudizio tanto vecchio quanto risibile: che il destino del Fila possa suscitare interesse solo in un ambito provinciale. C’è ancora chi lo può pensare, se non si detergono le spesse lenti della storia: la miopia, d’altra parte, altera i contorni della realtà.
SINERGIE
Giusto una settimana fa veniva pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il concorso di idee a carattere internazionale per la realizzazione di un centro sportivo per il Torino. Appena giovedì scorso veniva pubblicato il concorso internazionale e già adesso entra in campo anche la Euclid Infotech Private Ltd di Mumbai, con il suo team di 300 analisti, ricercatori ed esperti e una presenza garantita in oltre 50 paesi nel mondo. La multinazionale indiana è in grado di gestire circa 5.000 nuove opportunità di business ogni giorno, aggiornate 365 giorni all’anno. Da poco meno di un anno ha allargato e sedimentato il proprio raggio di azione anche in Italia grazie a un’alleanza strategica con un’azienda del Nord Est, Kaedra srl, anch’essa attiva nella promozione e nello sviluppo delle opportunità di business. Raffinati sistemi innovativi informatizzati di ricerca e rilancio di informazioni relative ai bandi di gara internazionali più interessanti costituiscono il cuore pulsante di queste compagnie specializzate: deputate a pubblicizzare eventi e proposte di sviluppo commerciale nei settori più disparati, mettendo in contatto realtà imprenditoriali anche lontane, garantendo loro assistenza in corso d’opera, facilitando la proverbiale accensione di una lampadina. Un altro aspetto singolare è che, attraverso queste sinergie del mercato globalizzato con i suoi rimbalzi informativi , il concorso di idee per il Fila è destinato a essere caldeggiato e promosso dalla multinazionale indiana non solo sui tavoli delle maggiori imprese costruttrici di stadi fuori dal nostro Paese, già clienti della Euclid Infotech, ma anche nello stesso panorama italiano. Così gira il mondo.
CAIRO CHIAMA GALLO
Ma c’è di più. Restando terra terra , non c’è nemmeno bisogno di correre fino a Mumbai per sostenere che la riqualificazione del Filadelfia tira. Eccome se tira. In pochi giorni sono stati addirittura 35 i soggetti privati (soprattutto studi di architetti e qualche costruttore) che si sono già messi in contatto con la Fondazione Filadelfia e gli uffici del Comune per ricavare ulteriori informazioni e programmare sopralluoghi. Oltreché da Torino e dal Piemonte, richieste mirate in cui si preannuncia l’interesse a partecipare al concorso sono arrivate dalla Puglia (Bari), dalla Lombardia (Milano e Brescia), dalla Toscana (Firenze, Siena e Grosseto), dalla Liguria (Genova), dalla Campania (Napoli), dal Veneto (Venezia) e da diverse altre località italiane. Il concorso di idee prevede la consegna degli elaborati entro il 10 febbraio. Tutte le informazioni sul bando sono reperibili sul sito www.fondazionestadiofiladelfia.org (e su www.comune.torino.it/bandi/ ). Intanto, sempre sulla strada dell’agognata ricostruzione, Cairo si è messo in contatto con l’assessore allo Sport Gallo per organizzare un nuovo summit con i vertici del Comune, della Regione, della Fondazione Filadelfia e del Credito sportivo. Rimane una morale. Che si muovano architetti, ingegneri e costruttori italiani piuttosto che indiani, americani o di chissà dove, l’aspettativa è una sola: la rinascita del Fila, al più presto, dopo 14 anni di scandalose speculazioni, ritardi e prese in giro. E una rinascita degna, rispettosa delle necessità del Torino e delle attese dei cittadini e dei tifosi, all’altezza dei valori profondamente granata che quell’area conserva dagli Anni 20: cioè da quando venne costruito lo stadio, poi sciaguratamente demolito nel ’97. Quasi un secolo dopo, una multinazionale di Mumbai chiama via Filadelfia. E non è una finzione cinematografica di Bollywood .
Sotto la foto: Bambini giocano sul prato del Grande Torino: la leggenda del Fila non ha età (foto Liverani)Fiutato il business sul Filadelfia: tutti pronti a ricostruirlo
A una settimana dalla pubblicazione del bando internazionale per il concorso di idee sono pervenute trentacinque richieste di informazioni, una anche dall'India. Nessuna speculazione sarà tollerata, il progetto dovrà essere fatto anche con il cuore.
17.11.2011 12:20 di Elena Rossin
Era fin troppo prevedibile che appena si fosse sbloccata la burocrazia e fosse iniziato l’iter per la ricostruzione del Filadelfia chi è interessato a questo business si sarebbe buttato a capofitto e così è stato. A una settimana dalla pubblicazione del bando internazionale, che scadrà il 10 febbraio 2012 alle ore 12, per il concorso di idee – va ben ben ricordato che il concorso di idee non stabilisce quale sarà il progetto che potrà edificare lo stadio del Grande Torino, ma solo raccoglie appunto le idee per ricostruirlo – sono già pervenute alla Fondazione Filadelfia e al comune di Torino trentacinque richieste di informazioni da parte di studi di architetti, ingegneri e costruttori. Una di queste richieste proviene persino dall’India (come riportato oggi dal quotidiano Tuttosport in un articolo a firma Marco Bonetto) da parte di una multinazionale, la Euclid Infotec Private Ldt, di Mumbai che gestisce opportunità di business e che in Italia è alleata strategicamente con la Kaedra srl, azienda del Nord-Est.
Indubbiamente tanto interesse per la ricostruzione del Fila fa ben sperare che i tempi per rivedere lo stadio del Grande Torino non saranno ciclopici; però è altrettanto vero che bisogna tenere gli occhi bene aperti in modo che speculatori con pochi scrupoli non mettano le mani su un patrimonio affettivo e storico quale è il Filadelfia. Patrimonio non solo per i tifosi granata, ma anche per i cittadini di Torino e gli italiani che tributano al Grande Torino il riconoscimento di aver rappresentato a livello sportivo la Nazione in un momento delicato come quello post bellico, incarnando la voglia di ricostruzione e l’orgoglio dell’Italia. E’ doveroso ricordare che al fine di prevenire la speculazione sono stati fissati dei paletti che vincolano quello che sarà il progetto definitivo, ma non abbassare la guardia è sempre meglio. Anche perché in un periodo di grave crisi economica internazionale, come quello attuale, è evidente che un progetto per un centro sportivo che economicamente è stato stimato nell’ordine di 10-12 milioni di euro può far gola a molti.
Il presidente e proprietario del Torino Fc Urbano Cairo si è già attivato mettendosi in contatto con l’assessore allo sport del comune di Torino Stefano Gallo per organizzare un incontro con lui e i vertici di Comune, Regione Piemonte, Fondazione Filadelfia e Credito Sportivo per procedere il più spediti possibile verso la ricostruzione del Fila. A partire dal luglio del 1995 iniziò la demolizione della gradinata nord per arrivare al 10 aprile 1988 quando lo stadio del Grande Torino fu raso al suolo. Da allora troppo tempo è passato, ad oggi 5235 giorni, e troppe speculazioni sono state fatte che hanno preso in giro tifosi, cittadini e italiani. Troppi faccendieri senza scrupoli hanno sfruttato il Fila per farsi una facile pubblicità ed avere per un po’ i riflettori puntati addosso; tutto questo scempio non è più tollerato dalle persone oneste: chi vuole ricostruire lo stadio del Grande Torino faccia ovviamente il suo business come è normale, ma si ricordi che ha l’obbligo di usare il cuore nel progettare il nuovo Fila.
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mercoledì 16 novembre 2011
12/11/11 - Sbriglio: “Non dimenticatevi del Filadelfia”
L’Intervista: Giuseppe Sbriglio
L’ex Assessore lancia l’allarme
"Il progetto della Fondazione è già stato approvato, ora è necessario reperire al più presto i fondi”
“Il Palaruffini torna a splendere con Pallamano, Basket e Pallavolo.
E i 3000 tifosi che hanno seguito il Chieri Torino Volley sono un dato eccezionale”
E i 3000 tifosi che hanno seguito il Chieri Torino Volley sono un dato eccezionale”
“Non lasciate cadere i miei progetti”. L’appello è di Giuseppe Sbriglio, avvocato di 39 anni, dal 2009 al 2011 assessore allo Sport del Comune e oggi capogruppo dell’Italia dei Valori nell’assemblea cittadina.
Nonostante il sindaco Fassino non lo abbia confermato al vertice di corso Ferrucci, Sbriglio non ha abbandonato la sua passione per lo sport, tanto da accettare recentemente l’incarico di vice presidente del Chieri Torino Volley Club, società pallavolistica che milita in serie A1. Ma lui è anche un granata doc e i tifosi ancora lo ricordano come colui che ha sbloccato le pratiche per il recupero del Filadelfia: “L’importante – dice oggi – è non lasciar cadere quel progetto”.
_ Sbriglio, qual è lo stato di salute dello sport a Torino?
C’è un grande fermento, questo è certo: associazioni e federazioni sono molto attive anche se la mancanza di fondi, soprattutto dagli enti pubblici non può che penalizzare tante realtà.
_ Comune, Provincia e Regione non navigano nell’oro, ma perché tagliare sempre nello sport?
Il monito è sempre lo stesso: guai a togliere risorse a welfare e salute. Ma nessuno si rende conto che investire oggi nello sport vuol dire risparmiare domani nella sanità.
_ E allora come e dove le società possono reperire fondi?
L’anno scorso avevo avviato un progetto di “Naming Raights”, con lo scopo di attirare investitori privati che avessero voglia di investire a Torino. L’idea era di permettere all’azienda di dare il proprio nome a un impianto comunale per permettere al comune di ricavare quattrini da reinvestire in quel settore. Per esempio l’Olimpico si sarebbe potuto chiamare Red Bull Stadium.
_ E come andò a finire?
Il progetto è stato bloccato dalla nuova amministrazione, dopo che un consigliere di minoranza ha avanzato l’idea di intitolare lo stadio al Grande Torino.
_ Passiamo a notizie più liete: il Pala Ruffini è tornato a splendere…
Una notizia fantastica, che dimostra quanto fu utile un provvedimento intrapreso da me per concedere gratuitamente quel palazzetto alle squadre di serie A. Ed ecco che in due anni sono arrivati il Città Giardino di pallamano, la Pms di basket e, in ultimo, il Chieri Torino di volley, che ha riportato a Torino l’élite del volley italiano. E a giudicare dai 3 mila tifosi sugli spalti mi sembra che la città stia rispondendo alla grande.
_ Parliamo di Filadelfia. Lei fu il primo presidente della Fondazione chiamata a gestirne il recupero. Oggi a che punto è quel progetto?
Quando mi insediai, la situazione era da anni incancrenita. I tifosi illusi e incazzati. Grazie a una lunga trattativa con l’Agenzia delle entrate riuscimmo a far togliere le ipoteche sul Fila. In primavera, quando venni eletto in Consiglio, decisi di rimettere il mandato nelle mani di Fassino, che evidentemente non mi ha giudicato all’altezza di proseguire ciò che io avevo iniziato.
_ Fu nominato Luigi Chiabrera, patron della Turin Marathon. Quale sarà il suo compito?
Il progetto prevede la realizzazione di un museo all’interno di un cortile. Dovrà richiamare la storia di questo glorioso club. Ma il vero nodo è, ancora una volta, il reperimento dei fondi.
Alfonso Fiorentino
16/11/11 - Filadelfia, risposte sul bando
Il CCTC: ''Prima il progetto migliore, poi il concorso per la progettazione''
In un periodo di grande fermento per la situazione stadi all'ombra della Mole, con l'emissione del bando per i progetti tesi a restituire a Torino quel monumento storico che fu teatro delle gesta di diverse generazioni gloriose di maglie granata, siamo andati a porre alcune domande tese a fare ulteriore chiarezza sulle modalità e sui metodi utilizzati per la stesura del bando che porterà ad individuare il progetto sul quale verrà riplasmato il nuovo impianto.
Per rispondere ai dubbi e per portare le dovute precisazioni ci siamo rivolti ad una dei componenti essenziali della Fondazioni Stadio Filadelfia: il Centro Coordinamento Toro Clubs.
Quali risultati raggiunti finora dalla Fondazione?
"Il primo risultato è stata certamente la costituzione della Fondazione. Esiste finalmente un soggetto giuridico che ha come unico scopo la ricostruzione del Filadelfia e la sua successiva gestione una volta ricostruito. Un altro risultato importante è quello di aver ottenuto che all’interno della Fondazione siano presenti i tifosi, che per la prima volta possono contribuire in modo fattivo alla determinazione di qualcosa che li riguarda profondamente. Tra i risultati va ora annoverata la pubblicazione del Concorso di Idee destinato alla ricerca di una idea progettuale per la ricostruzione del Fila. E’ il primo passo tecnico che viene fatto, ma è la base di partenza per tutto quanto verrà dopo".
Ora che é stato pubblicato il bando per il concorso di idee, e una volta che i progetti saranno presentati e giudicati, quali saranno i passi successivi?
"Una volta determinata quale sarà la migliore idea progettuale, in pratica la traccia che dovrà essere seguita per la ricostruzione, si farà partire il concorso di progettazione vero e proprio. Espletato anche questo, avremo finalmente in mano il progetto definitivo e potrà essere compiuto l’ultimo passaggio, cioè la predisposizione del bando per l’assegnazione delle opere di ricostruzione del Filadelfia. A qualcuno potrebbero anche sembrare tempi lunghi, ma la Fondazione è un soggetto che è obbligato a muoversi con procedure di evidenza pubblica, che sono rigidamente determinate dalla legge. Questo aspetto non va però considerato come una zavorra ma, invece, come una garanzia per tutti che il Fila venga ricostruito con la massima trasparenza".
Qual é stato e quale sarà il ruolo del CCTC all'interno della Fondazione e dei lavori per il Bando?
"Il CCTC è tra i soggetti hanno partecipato al cammino della Fondazione prima ancora che questa si costituisse. Diciamo che siamo stati i matti che hanno proposto al Comune di Torino di farsi l’onere di costituire un Tavolo per la ricostruzione del Filadelfia e che a questo Tavolo, oltre alle istituzioni, fossero presenti il Torino FC e le varie componenti della tifoseria granata. Il Comune ha accettato la nostra proposta e di qui è cominciata la storia della Fondazione. In futuro il ruolo del CCTC sarà quello di stare insieme alle altre associazioni dei tifosi presenti in Fondazione, che hanno dimostrato la capacità di stare unite e compatte, e mantenere il ruolo di vigilanza e garanzia di trasparenza sull’attività della Fondazione".
Quali le linee-guida che hanno ispirato i membri della Fondazione nella stesura del bando stesso?
"In primo luogo il rispetto del Codice dei Concorsi, il D. Lgs. 163 del 12 aprile 2006 'Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture'. Il testo di legge che recepisce le Direttive comunitarie 2004/17/CE e 2004/18/CE. Poi si sono seguite le indicazioni dell’Ufficio Bandi della Fondazione Ordine degli Architetti di Torino e quelle del Professor Riccardo Viriglio, della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino. Il bando è stato poi sottoposto al vaglio degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Torino. Di fatto sono state seguite tutte le strade per cercare di stendere un documento che fosse rispettoso delle norme, trasparente e che tenesse conto tanto della memoria del luogo sul quale si andrà ad intervenire, quanto della possibilità di inserire in quest’opera le necessarie caratteristiche tecniche di innovazione, originalità e longevità per un centro sportivo consono alle moderne esigenze di una società di calcio professionistica".
Quali tempi per le modifiche allo statuto della Fondazione? E quali per la ricostruzione dello stadio?
"Le modifiche allo Statuto, imposte dalla legge, sono già state approvate dal Collegio dei Fondatori della Fondazione. Sono ora in via di approvazione da parte del Comune e della Regione. Secondo quanto ci è stato riferito nelle scorse settimane, anche questi passaggi sono ormai imminenti. Per quanto concerne la ricostruzione, forse sbilanciarsi in questo momento è effettivamente un po’ prematuro. Crediamo di poter dire che sinora non ci si è mai arrivati così vicini e che ci si sta muovendo nella direzione giusta. Di certo sarà molto più facile, realistico e anche molto più corretto, iniziare a fare qualche previsione alla conclusione del Concorso di Progettazione".
Quanto é garantito il coinvolgimento fattivo (leggi: economico) di tutte le parti chiamate in causa, dal Comune al Torino FC?
"Il Comune di Torino ha conferito alla Fondazione il terreno ed ha inserito nei bilanci pluriennali il contributo economico alla Fondazione. Ha pertanto portato avanti gli atti amministrativi necessari. La Regione ha espresso più volte la volontà politica di intervenire e, crediamo, immediatamente dopo l’approvazione dello Statuto delibererà anch’essa. Per quanto concerne il Torino FC, come sempre abbiamo soltanto le parole del presidente Cairo, il quale sinora pur partecipando come Società alla Fondazione, ha contribuito soltanto con lo stesso importo di ciascuna delle Associazioni di tifosi. Vogliamo sperare, come abbiamo scritto qualche settimana fa, che veramente sia stato fulminato, non verso Damasco, ma verso il Toro. Quindi alle parole faccia seguire fatti concreti e ufficializzi l’impegno di versare in Fondazione una cifra commisurabile a quella prevista da Comune e Regione. Tra l’altro, la posta in gioco per Cairo e per il Torino FC va ben al di là del Filadelfia, in ballo ci sono delle potenzialità immense e la più grande occasione della nostra storia".
Dubbi/perplessità: i vincoli posti nel Bando sono forse troppo stretti? E come mai tra i giudicanti solo due esperti, anziché l'intero quintetto?
"I vincoli che sono stati previsti dallo Statuto sono necessari per garantire che si eviti che nell’area del Filadelfia si vada a sommare uno scempio allo scempio. La stesura dello Statuto è stata frutto di un approfondito e lungo confronto tra tutte le parti presenti, al fine di ottenere la realizzazione di uno strumento in grado di garantire il giusto equilibrio tra la memoria del luogo e la necessità di costruire un impianto che guardi al futuro. Come stabilisce la legge, della commissione giudicatrice devono far parte “almeno” due tecnici scelti tra gli iscritti agli Ordini degli Architetti e Ingegneri. Esattamente questo è stato scritto sul bando. In nessun punto del Bando è possibile desumere che gli altri tre membri della Commissione non debbano essere degli altri tecnici. Questa formulazione permette di arricchire la Commissione con professionalità di tipo differente, in grado di apportare ulteriori contributi. Di certo la volontà dei tifosi presenti in Fondazione è che la Commissione Giudicatrice sia soprattutto tecnica ed in grado di giudicare al meglio tutti gli aspetti fondamentali delle proposte".
***
Ringraziamo il Centro Coordinamento per aver voluto anticipare su TN alcune delle risposte che verranno rese presto pubbliche a tutti i tifosi granata. A questo proposito il CCTC annuncia anche un'iniziativa apposita alla quale tutto il popolo del Toro è invitato a prendere parte.
"In questi giorni, oltre che in modo diretto, anche su Forum e su FB, sono state poste ai tifosi presenti in Fondazione diverse domande. A tutte queste domande e a quelle che verranno, risponderemo molto volentieri. Per correttezza nei confronti di tutti coloro che ci hanno dato il loro sostegno ed hanno condiviso con noi un lungo e difficoltoso cammino, lo faremo prima di tutto in un incontro aperto che si svolgerà al Borgo Vittoria di via Valfenera 8 a Torino, martedì 22 novembre alle ore 21.15. Il giorno successivo all’incontro pubblicheremo le risposte sui Forum, su FB e su tutti i media che saranno interessati a renderle pubbliche"
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martedì 15 novembre 2011
10/08/11 - Provvedimenti in merito all'estinzione della Fondazione Campo Filadelfia
Codice DB0710
D.D. 10 agosto 2011, n. 619
Fondazione Campo Filadelfia con sede legale in Torino.
Provvedimenti in merito all'estinzione.
(omissis)
IL DIRETTORE
(omissis)
determina
di autorizzare l’iscrizione nel Registro Regionale centralizzato provvisorio delle persone giuridiche,
di cui alla D.G.R. n. 39 - 2648 del 02.04.2001, dell’estinzione della Fondazione Campo Filadelfia con sede in Torino.
il provvedimento d’estinzione della Fondazione in questione al Presidente del Tribunale di Torino per gli adempimenti relativi.
La presente determinazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi dell’art. 61 dello Statuto e dell’art. 5 della l.r. 22/2010.
Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso al T.A.R. entro 60 gg., ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 gg. dalla notificazione o dalla intervenuta piena
conoscenza.
Il Direttore
Maria Grazia Ferreri
http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2011/37/attach/dddb070000619_080.pdf
domenica 13 novembre 2011
sabato 12 novembre 2011
12/11/11 - FILADELFIA/CONCORSO DI IDEE ... dubbi e domande
Nota pubblicata su FaceBook da Marina Cismondi
il giorno sabato 12 novembre 2011 alle ore 10.34
www.facebook.com/note.php?note_id=10150945491540492
il giorno sabato 12 novembre 2011 alle ore 10.34
www.facebook.com/note.php?note_id=10150945491540492
E' uscito il bando per il concorso di idee per la ricostruzione dello Stadio Filadelfia e in tanti mi hanno contattato per chiedere un mio parere... trovo giusto rispondere, dicendo esattamente cosa penso.
Premetto che non sono un architetto e che quindi quello che scrivo è a titolo puramente personale e nasce da questi due giorni passati a ragionarci su ed a documentarmi, ma - ovviamente – può essere zeppo di inesattezze dovute alla mia ignoranza in materia architettonica.
Sicuramente ci sarà chi dice che “remo contro”, sono “di parte”, “sono solo capace a rompere i c....i”... pazienza. Il mio unico scopo è di vedere un Fila ricostruito in MODO DEGNO e sfido chiunque a dimostrare che ho qualche interesse personale, economico, politico, ecc. ecc.
Allora i punti che mi lasciano alquanto perplessa sono sostanzialmente tre :
1. Il cambio che è stato fatto fra lo Statuto della Fondazione che richiedeva la ricostruzione di una tribuna “riproponendo per quanto possibile le sembianze originali” e il Bando del Concorso di idee che cita testualmente “ideazione della tribuna storica in modo che la stessa rappresenti una riproduzione fedele all'originale” .
La differenza è sostanziale. Perchè è stato fatto questo cambio ?
Sono la prima a ricordare del Fila la ghiaia sotto i piedi, l'odore di legno della tribuna, le finestre malandate del lato cortile, i gradoni già un po' scalcinati., i vecchietti che mi regalavano le caramelle nel cortile, Pulici che arrivava in 126 e tirava due calci al pallone con i bimbi, i bicchieri di barbera che giravano verso sera...
Ma rifare il Fila come me lo ricordo io sarebbe, a mio parere, come costruire il Parc Astérix in Francia, riempirlo di figuranti e portarci le scolaresche a vedere come era il calcio una volta.
Ho capito che sono affezionata anche al ricordo della prima auto di mio padre, la 600, ma adesso non viaggerei mai ai 90 all'ora con 53 gradi d'estate e i deflettori che vibrano o con i piedi gelati d'inverno. Difatti la nuova 500 nulla ha a che vedere con la vecchia, se non un lontano, lontanissimo ricordo delle linee e delle dimension.
Ma questo è una mia opinone personale (tutti sanno che più di un anno fa ho appoggiato il progetto dell'arch. Busca che proponeva un Fila proiettato nel futuro) e sarei ben felice che il Fila venisse ricostruito anche sulla falsariga di quelo che era ma...
Ora qui si chiede di rifare la tribuna fedele all'originale... ma come ????
Con le nuove normative, i seggiolini saranno di PVC pellicolato effetto legno ? E la struttura, che era in legno, di cosa la facciamo ? E la copertura sarà magari lastricata di fotovoltaico perchè ,come recita il bando - ci sarà una valutazione anche in base alla “autosufficienza energetica dell'impianto” ?Ma allora peserà 20 volte tanto rispetto all'eternit che c'era... come reggerà con i pali fedeli all'originale ?
Ma un altro aspetto del vincolo dato alla tribuna incide con la capienza globale dell'impianto. Ricordo che la tribuna originale del Fila conteneva 1.300 persone e altre 4.000 stavano nel parterre sotto la tribuna... anche ipotizzando che ora tribuna più parterre, con le nuove norme, possano contenere meno di 2.000 persone, le altre 1.500/2.000 andrebbero “spalmate” come ? Un migliaio nei distinti e 500 per ogni curva ?
Per capire di cosa sto parlando, fate un paragone con lo Stadio Primo Nebiolo al Ruffini... chi non lo conosce, può farsi un giro su google e troverà tutta la documentazione. Dai dati del Comune si evince che la capienza è di 7.000 posti, 6.000 sulle gradinate, disposte su 8 gradoni. Quindi i gradoni per ospitare le 2.000 persone previste sulle gradinate per il Fila saranno 2 o 3 ? E quanto saranno alte queste gradinate ? Un metro e mezzo, due metri ?? E dove verranno inseriti allora il Museo, la Sede, la Foresteria, gli uffici per la Fondazione, la sala stampa ?? Tutto sotto la tribuna o sotto terra ??
E' vero che i gradoni possono anche essere alti 10 metri e sfruttati solo per i primi due, ma allora come si concilierebbe questo spreco sia di costruzione che di futura manutenzione, con la richiesta del bando di realizzare un “intervento di qualità e tecnicamente valido, nel miglior rapporto fra i benefici ed i costi globali di costruzione, manutenzione e gestione” ?
Consiglio un altra ricerca in internet, sempre con google: provate a digitare “stadio capienza 3.500” o andate a questo link ://calciocalabria.jimdo.com/stadi/ e scorrete la pagina... in fondo troverete diversi esempi di stadi con capienza da 3.500. Ve lo immaginate un Fila così ????
Mi si potrà rispondere che la capienza del Fila, da Statuto della Fondazione Filadelfia, approvato nel 2008, è sempre stata così. Vero, ed è anche vero che l'ho sempre contestata ed è anche vero che mi è sempre stato risposto che era una cifra indicativa, ma assolutamente non vincolante. Ora, invece, esce un bando che invece la pone fra i criteri da considerare VINCOLANTI. Perchè ??
Sono gradite, ovviamente, risposte.
2. La mancata indicazione nel bando di concorso di idee di vincoli relativi alla parte da dedicare agli spazi commerciali che, da Delibera Comunale, ammontano ad un massimo di 4.000 mq. lato Via Giordano Bruno, spazi commerciali citati anche nello Statuto della Fondazione.
Non ce n'è traccia alcuna nel bando di concorso di idee.... perchè? Non devono essere previsti ? Sono “planati” su altre aree ? O il progetto del Fila che deve uscire fuori è talmente “minimale” che non ha bisogno di sfruttare commercialmente un'area per coprire i costi di gestione?
Sono gradite ovviamente risposte
3. La commissione giudicatrice che sarà composta da 5 membri: 2 qualificati (architetti/ingegneri) e 3 (la maggioranza) non definiti in alcun modo.
Si era sempre parlato,, con i tifosi che partecipano alla Fondazione, di un giudizio “tecnico”, per una prima verifica dei requisiti, seguito da un giudizio “popolare”: se il Fila è la nostra casa, dobbiamo essere noi sceglierla, secondo me. Ora viene detto che non è possibile, procedura pubblica, vincoli, ecc.ecc. Non è vero, da quello che mi risulta..
Ci sono amministrazioni comunali che hanno fatto scegliere ai cittadini, tramite la votazione di un concorso di idee,la riqualificazione di piazze o aree o la scelta di monumenti. Perchè per il Fila non dovrebbe essere possibile ?
Ma se proprio fosse impossibile, perchè solo due “esperti” nella commissione giudicante ? Chi saranno gli altri tre ? Su quali basi e con quali professionalità valuteranno il lavoro dei progettisti ?
Sono gradite, ovviamente, risposte.
Augurandomi che tutte le domande trovino risposta e che di questa nota venga capito lo spirito costruttivo , qual è da sempre il mio, grazie a chi avrà avuto voglia di leggerla e grazie a chi parteciperà alla discussione con lo stesso spirito.
venerdì 11 novembre 2011
11/11/11 - Cairo: «Nuovo Fila nel 2013»
Ecco il bando per progettisti: un aspetto chiave è il recupero dei ruderi più importanti. Tutte le proposte entro febbraio
MARCO BONETTO
TORINO. Ordunque, il primo passo è stato mosso. Finalmente è stato pubblicato sulla Gazzetta dell’Unione europea il concorso internazionale di idee per la ricostruzione del Filadelfia. Non la riproposizione - oggi impossibile - di uno stadio da 30 mila spettatori costretto nello storico quadrilatero, ma ugualmente una degna riqualificazione dell’area. Un centro sportivo per gli allenamenti e le amichevoli del Torino e le partite più importanti del vivaio. Quanto è realizzabile, adesso, per ridare vita al campo della leggenda granata. Per restituire al quartiere uno dei suoi polmoni più cari, un polo magnetico per i tifosi, una tradizione. C’è tempo fino al 10 febbraio per presentare un progetto preliminare. A esaminare le proposte sarà una commissione incaricata dalla Fondazione Filadelfia, l’associazione - che raggruppa il Comune di Torino, la Regione, il Torino e gruppi organizzati di tifosi - deputata a promuovere la rinascita dell’area. I progetti - esaminati in forma anonima dai giudici, così da garantire trasparenza all’iniziativa - otterranno un punteggio finale sulla base di parametri diversi: estetica, qualità architettonica, soluzioni tecniche, materiali, fattibilità e tempistica di reazione, costi di gestione, originalità e rispetto della tradizione. E’ scritto testualmente: «Originalità creativa con riferimento alla valorizzazione della memoria storica granata relativa all’impianto, alla società e alla squadra»: in tal senso l’osservatore esterno può auspicare non cattedrali svuotate di significati storici, bensì una moderna rilettura degli spazi tenendo conto della necessità di recuperare un’area sportiva che dal 1926 conserva un’impronta speciale. Il recupero almeno dei principali ruderi dello stadio originario, la messa in sicurezza e l’armonizzazione di questi nel nuovo impianto può indubbiamente rappresentare una perfetta simbiosi tra passato e futuro. Rispetto e innovazione.
« AUREA DI SACRALITÀ»
Sul bando del concorso sono anche indicati paletti precisi in merito a quanto si deve realizzare: due campi di dimensioni regolamentari Uefa in erba, riscaldati; spalti lungo tutto il perimetro; «ideazione della tribuna storica in modo che la stessa rappresenti una riproduzione fedele dell’originale, coperta e con i restanti tre lati fruibili dal pubblico, almeno per alcuni gradoni, compatibilmente con la presenza di 3.500 spettatori circa sulle tribune del campo principale»; riedificazione del sottopassaggio - anch’esso storico - che collegava gli spogliatoi al campo; riproposizione di un cortile aperto al pubblico, com’è stato per 7 decenni; uffici per il Torino; museo granata; foresteria per i ragazzi del vivaio; locali per i tifosi. Proprio da queste indicazioni precise emerge quella volontà di fondo, la filosofia portante: invitare i progettisti a realizzare un impianto funzionale per le esigenze del Toro e della sua gente, il più possibile evocativo e rispettoso del passato glorioso sedimentatosi su quell’erba, tra quei mattoni, su quei gradoni: prima, durante e dopo il mito del Grande Torino. In tal senso è utile cogliere un altro passaggio del bando: «Il 17 ottobre 1926 si inaugurò il “Campo Torino” in via Filadelfia. Lo stadio “mito” del calcio Torinese, il Filadelfia, teatro delle imprese del Grande Torino, considerato una sorta di tempio dai tifosi della squadra granata, deriva da una successione di interventi. Alle origini, un campo corredato da una piccola ed elegante tribunetta, il cui ricordo, svanito nella memoria dei torinesi, è oggi affidato a rare immagini fotografiche. In seguito il presidente Enrico Marone Cinzano lo fa dotare di una tribuna improntata a principi prettamente funzionali così come le successive curve, anch’esse di spoglio rigore. Saranno le indimenticabili gesta sportive consumatesi in esso, insieme con le emozioni e passioni di generazioni di tifosi, a conferirgli l’aura di sacralità. L’idea progettuale del nuovo stadio (cioè quanto si chiede ai partecipanti al concorso, ndr) non può non tener conto della consistenza storica del manufatto, ora in gran parte demolito». Sciaguratamente demolito nel 1997, è doveroso qui aggiungere.
LE INFORMAZIONI
Tutte le informazioni sul bando sono reperibili sul sito www.fondazionestadiofiladelfia.org (e su www.comune.torino.it/bandi/ ). I primi tre elaborati saranno premiati con 5.000, 3.500 e 1.500 euro. La graduatoria finale entro metà aprile. Starà poi alla Fondazione valutare, capire - anche in base alla oggettiva qualità del progetto migliore - se sarà possibile raggiungere un altro risultato importante, accorciare il più possibile i tempi. Ovvero procedendo con soltanto un ulteriore bando di gara, integrato, esclusivamente per costruttori, chiamati a tradurre in realtà l’idea progettuale vincitrice del concorso di idee. Il tutto per rendere cantierabile il progetto migliore. In tal caso il primo mattone potrebbe essere posato verso la fine del 2012. I tempi si allungherebbero invece di altri 5, 6 mesi se dopo il concorso di idee venisse stabilito di lanciare non uno ma due nuovi bandi di gara: il primo riservato ai progettisti, il secondo ai costruttori. Si scriveva su queste colonne già nella scorsa settimana: in caso di bando unico, il nuovo Filadelfia potrebbe essere realizzato in tempo utile per celebrarne l’inaugurazione in concomitanza con il 107° compleanno del Torino, il 3 dicembre del 2013. Ha commentato il presidente Cairo : «Sarebbe magnifico se fosse così, un’idea brillante, una coincidenza dalla grande valenza anche simbolica. Effettivamente immaginare il Fila in piedi entro un paio di anni è ragionevole, nell’ottica di affrettare il più possibile i tempi. Sarebbe davvero meraviglioso riaprire le porte del Filadelfia ai tifosi proprio quel giorno. E’ anche la mia speranza. Ed è mio impegno, per quel che mi compete».
Sotto la foto:
Da 14 anni l’area del Filadelfia è una discarica a cielo aperto che solo i tifosi di volta in volta ripuliscono
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Fondazione "Stadio Filadelfia",
Rassegna Stampa_2011
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