venerdì 25 marzo 2011

24/03/11 - Comunicato Stampa firma atto costitutivo della Fondazione Stadio Filadelfia

Comunicato stampa

Lunedì 28 marzo, oltre ad essere il 5001° giorno dalla demolizione del Filadelfia, sarà anche il giorno uno verso la data della sua ricostruzione. Presso il salone principale del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, sarà firmato l’atto costitutivo della Fondazione Stadio Filadelfia. Di fronte al Notaio Francesco Vaglienti, si troveranno tutte le componenti interessate, che negli ultimi anni hanno partecipato ai lavori preparatori del Tavolo per il Filadelfia. Regione Piemonte, Comune di Torino, Torino Football Club, Comitato Dignità Granata, Associazione Memoria Storica Granata, Tifosi della Curva Primavera per il Campo Filadelfia, Centro Coordinamento Toro Clubs, Tifosi della Curva Maratona per il Campo Filadelfia, Circolo Soci Torino F.C. 1906 e Associazione Sportiva Dilettantistica Ex Calciatori Granata Onlus, nell’ordine in cui compaiono nell’atto costitutivo, sigleranno lo storico documento che porrà le basi per la ricostruzione del Filadelfia. Il primo passo di un lungo cammino è stato mosso. Ora le istituzioni hanno il gravoso dovere legale e morale di saldare il debito che la città di Torino, il Piemonte e l’intera Nazione hanno nei confronti dei Campioni Immortali scomparsi a Superga il 4 maggio del 1949. Ai tifosi spetta l’altrettanto gravoso onere di fare da garanti morali della trasparenza di tutta l’operazione, verso una tifoseria che per troppe volte in passato è stata ingannata a tradita.

A partire dalle ore 16:30 ...

25/03/11 - Summit d’urgenza per il Fila

Si cerca un’intesa, dopo le rivelazioni sulle presunte anomalie dello statuto

Comune e Regione si incontreranno per risolvere i dubbi

L’assessore allo Sport di Torino: «Gli avvocati del Municipio e il notaio mi hanno garantito che è tutto superabile in fretta e facilmente, tuttavia...»

MARCO BONETTO

TORINO. Nel variegato mondo della tifoseria e tra i vari componenti del tavolo di lavoro per il Filadelfia ha subito dato vita a un dibattito vibrante un lungo articolo pubblicato ieri su queste colonne, relativo ad alcune presunte anomalie tra ciò che è stato scritto nello statuto della futura Fondazione Filadelfia e alcune norme di leggi modificate successivamente all’approvazione dello statuto stesso in Consiglio comunale. Ribadito che l’unico aspetto a cuore di Tuttosport è la rinascita del Filadelfia, senza partigianerie di alcun tipo (men che mai elettorali), va detto che i dubbi della Regione - enucleati sul giornale di ieri - non solo sono sul tappeto da tempo e da tempo sono oggetto di approfondite analisi in Municipio, ma ora saranno affrontati di petto e valutati nel dettaglio in una riunione tra le due amministrazioni. E’ quanto è emerso ieri, dopo che l’assessore comunale allo Sport, l’avvocato Sbriglio, aveva cercato il collega in Regione, Cirio.
Della vicenda, per conto del governo regionale, si occuperà in prima fila Vignale, consigliere di maggioranza in Regione: una scelta avallata da tempo dagli assessori Cirio e Coppola( Cultura). Indicativo e utile, in tal senso, è stato infatti il colloquio telefonico che ieri nel tardo pomeriggio ha visto per protagonisti appunto Vignale e Sbriglio, con spirito costruttivo e nell’ottica di una doverosa collaborazione, al di là della differente appartenenza politica.

«E’ TUTTO VERO»
«Ho apprezzato l’intervento di Vignale e la sua volontà di cercare una soluzione - commentava difatti ieri sera Sbriglio ­, perché anch’io, di fronte al dovere di far rinascere il Filadelfia, ritengo che la collaborazione tra le varie amministrazioni sia necessaria, oltreché benvenuta». La Regione nutre dubbi di natura regolamentare, è stato narrato ieri: ha il timore che, a posteriori, la nuova Fondazione Filadelfia possa venir stoppata dagli uffici del Registro Regionale delle Fondazioni, se dovessero mai venir riconosciuti gravi vizi di forma, violazioni di legge (per quanto in buona fede). Prova provata di ciò sono le stesse dichiarazioni di Sbriglio: « Tuttosport ha esposto problematiche reali, è vero che da tempo stiamo valutando l’esistenza o meno di presunte anomalie che possano inficiare tutto. Ma mi preme anche inviare subito un messaggio tranquillizzante alla Regione, ai tifosi, ai componenti il tavolo per il Fila, a tutti i cittadini che hanno a cuore la rinascita di quell’area: secondo noi si tratta di problemi facilmente risolvibili, che non bloccheranno la nascita della Fondazione davanti a un notaio, a breve. Il che è quanto ho ripetuto anche a Vignale, nel nostro colloquio assolutamente costruttivo. E’ da tempo che in Municipio analizziamo con cura i motivi delle remore che ha la Regione. Secondo noi... e qui coinvolgo e ringrazio i dirigenti del Municipio che lavorano al mio fianco, nonché la nostra avvocatura... secondo noi, dicevo, le anomalie possono essere superate e azzerate direttamente dal notaio, quando firmeremo l’atto di nascita della Fondazione. E’ vero che le nuove leggi sulle Fondazioni prevedono al massimo 5 membri nel CdA , mentre nello statuto, stilato e votato quando non esistevano questi vincoli, si parlava di un CdA formato da almeno 9 membri. Ma lo stesso notaio Vaglienti, che provvederà a controfirmare la nascita della Fondazione, sarà abilitato a effettuare opportune modifiche, nel rispetto delle nuove nuove, affinché sia poi varato un CdA con al massimo 5 membri. E potrà farlo perché nei vari atti del Comune erano già state inserite indicazioni ad hoc, in forma precauzionale, per casi come questi. In queste ore ho anche riparlato con Vaglienti e il notaio ha di nuovo elogiato la bontà della documentazione che con celerità il Comune gli ha messo a disposizione, confermando pure lui le tesi del Municipio».

I SOLDI
Un’altra presunta anomalia? le Fondazioni adesso devono avere una disponibilità economica non inferiore ai 77 mila euro. Ancora Sbriglio: «Sì, ma l’interpretazione dei nostri dirigenti, dell’avvocatura e del notaio è che basti e avanzi come certificazione economica il conferimento già in essere del diritto di superficie dell’area Filadelfia alla futura Fondazione. Un diritto da 1,4 milioni, come da perizie. Mi permetto poi di sottolineare che dall’autunno, cioè da quando anche grazie al mio intervento si è varata la liquidazione della vecchia Fondazione Filadelfia di Novelli, si sa che potranno essere recuperati e girati alla nuova Fondazione circa 180 mila euro: quanto è rimasto in banca. Già a ottobre e novembre chiesi il celere travaso di quel denaro, ma purtroppo il liquidatore della vecchia Fondazione, Ferreri, mi ha ribadito anche in queste ore che la pratica è bloccata negli uffici della Regione che regolano l’iscrizione e lo scioglimento delle Fondazioni. Mi ha ripetuto che gli uffici tecnici regionali sono oberati, che hanno davanti 10 mesi di lavoro arretrato. Auspico, ugualmente, che tale situazione possa risolversi al più presto. Comunque sia, secondo noi è più che sufficiente, per ora, quel diritto di superficie da 1,4 milioni. Vignale ha anche eccepito dubbi quanto alla durata del CdA, così come è oggetto di loro valutazione la richiesta di allungare i tempi per reperire i fondi, da 12 a 18 mesi. Ma anche questi sono problemi risolvibili davanti al notaio o con atti appositi della Regione, d’urgenza. L’intesa al tavolo di lavoro è che lunedì si vada davanti a un notaio per firmare. Ma se la Regione ci chiederà di procrastinare il tutto di pochi giorni al fine di incontrarci a breve, discutere con i tecnici in modo congiunto, azzerare i dubbi o individuare altre soluzioni, beh, non sarebbe certo un problema. Purché, però, si risolva in fretta la situazione e al più presto nasca la nuova Fondazione. Ribadisco: noi del Comune siamo tranquilli, sereni, disposti ad andare dal notaio anche subito. Ma anche pronti ad ascoltare con spirito costruttivo le tesi della Regione, per il bene primario del Fila». Se ne riparlerà, ovviamente.



http://rassegnastampa.comune.torino.it/rassegna/imgrs.asp?numart=YHK5U&annart=2011&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B6FHI&video=0

24/03/11 - TuttoDerby su VideoGruppo - STADIO FILADELFIA



Vedi anche : http://purple66.blogspot.com/2011/03/240311-cairo-io-me-ne-vado-ma-sul-fila.html

24/03/11 - Granata DOC di Carlo Testa - Stadio Filadelfia

giovedì 24 marzo 2011

21/03/11 - Su ReteSette si parla dello Stadio Filadelfia

24/03/11 - Ombre sul Filadelfia

L’ottimismo dei politici stride con alcune incongruenze

Lunedì dal notaio per la Fondazione: ma qualcosa non torna

Due presunte anomalie: una legata al numero di membri del CdA e l’altra al riconoscimento giuridico. C’è il rischio di uno stop

STEFANO LANZO ALBERTO MANASSERO

TORINO. Tutti quanti si fanno belli, specie tra i politici - in Ita­lia, si sa, c’è sempre un’elezione da qualche parte - sulle mace­rie del Filadelfia. Ed è facile ab­bellirsi se lo sfondo è quello sfa­scio. Quella discarica a cielo aperto, quello sfregio al volto della cultura, del buonsenso e delle Belle Arti (ricordiamo che su quel monumento c’era il vincolo, sparito dalla sera alla mattina all’atto dell’abbatti­mento giacché restaurare «il Filadelfia sarebbe stato come voler conservare una nonna e trasformarla in Alba Parietti... », come disse l’archi­tetto Biancolini, funzionario della Sovrintendenza, l’1 set­tembre 2003 dì in cui presenta­rono il progetto dell’Olimpico... Ragionamento - proprio da Belle Arti - in base al quale si potrebbe radere al suolo pres­soché tutto, dal Colosseo alle piramidi). Si fanno belli più che altro con promesse, parole, de­nunce che durano quanto i giornali, dalla sera alla matti­na o viceversa. Negli ultimi tempi, va anche riconosciuto, qualcosa di concreto è stato fat­to: sotto l’assessorato di Giu­seppe Sbriglio, il Comune è riuscito a togliere le ipoteche, il più pesante impedimento alla ricostruzione. Ma ora temiamo che si sia tornati alla solita sol­fa del nulla rivestito di niente ma spacciato per tutto.

LEGGE CAMBIATA
Per ca­rità, la scelta di costituire una Fondazione che aggreghi tutte le componenti che hanno a cuore la ricostruzione o hanno interessi legati a essa è lodevo­le. Per carità, i passi burocrati­ci vanno rispettati e così i rela­tivi tempi. Per carità, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. Però, proprio il rispetto delle norme burocratiche, la neces­sità di essere inattaccabili sul piano legislativo in modo da non sprecare di nuovo tutto, in­somma l’assoluto bisogno che ogni cosa venga svolta con la massima cura e nei modi leci­ti e giusti, ci inoculano il sospetto che sul cadavere polve­rizzato del Filadelfia sia rico­minciato il macabro balletto degli interessi personali e/o di partito e/o di schieramento e/o delle dilazioni per mancanza di volontà, di soldi, di affari. Perché? Perché da quanto ci ri­sulta, e malgrado i sorrisi a trentadue denti con i quali ci annunciano che ogni cosa pro­cede spedita verso la ricostru­zione, la Fondazione rischia di partire restando ferma al palo. Il problema è normativo. Lo statuto della Fondazione ap­provato nel 2008 come allega­to di una delibera comunale è in conflitto palese con quanto prevede la legge sulla costitu­zione delle fondazioni, che è stata modificata nel 2010. Non è colpa di nessuno se lo statu­to, antecedente, non rispetta i canoni richiesti, che sono venu­ti dopo: ma perché non è stato modificato così da adeguarlo?

LE MODIFICHE
Dunque: la Legge del 2010, all’articolo 6 comma 5, impone che i mem­bri del CdA delle Fondazioni debbano essere al massimo 5. Il che cozza con quanto stabili­to dallo Statuto, il quale preve­de all’articolo 10 comma 1 che «il Consiglio di Amministrazio­ne della Fondazione è compo­sto da un minimo di 9 a un massimo di 13 membri, su de­terminazione del numero da parte del Collegio dei Fondato­ri ». Non è un cavillo, una baz­zecola, dato che poche righe sotto, sempre la Legge del 2010 recita che «la mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento statutario o di organizzazione previsti dal presente comma nei termini indicati determina responsabi­lità erariale e tutti gli atti adot­tati dagli organi degli enti e de­gli organismi pubblici interes­sati sono nulli». La Fondazione - il cui Statuto si allontana dal­la Legge anche in altri passi ­non può nascere o nasce mor­ta, nel senso che nessun atto può fare visto che ogni suo atto sarebbe nullo. La domanda che sorge non è retorica: Sbri­glio, qualche settimana fa, ha fatto approvare dal Consiglio Comunale la modifica dello Statuto per allungare i tempi disponibili per reperire i fondi da 12 a 18 mesi. Perché non si è provveduto anche ad appro­vare le modifiche necessarie ad adeguarsi alla Legge? Modifi­che ben più sostanziali, anzi vi­tali. Inoltre, tra i requisiti af­finché la Fondazione ottenga il riconoscimento giuridico «oc­corre produrre una certificazio­ne bancaria attestante una di­sponibilità economica che con­senta il perseguimento dello scopo statutario (...) individua­ta (...) in euro 77.468,53 per le Fondazioni». Questi soldi ci so­no? Chi li mette? Ricordiamo che senza il riconoscimento di personalità giuridica la Fonda­zione non può operare: è come se non esistesse. E men che meno può riceve fondi dalle fondazioni bancarie e da Enti pubblici. Ordunque, si sta lan­ciando il Filadelfia e la sua Fondazione a tutta velocità contro un muro? E perché? Fonti non ufficiali del Comune sottilizzano, sostenendo che non è necessaria la modifica dello statuto, basta aggiustare le cose al momento dell’atto co­stitutivo davanti al notaio pre­visto per lunedì. L’opposto di quanto dicono in Regione. Boh... Certo è che il Registro Regionale che dà l’ok, se posto dinanzi a trasgressioni di Leg­ge o a difformità normative, non potrà che stoppare la Fondazione. Avvertiamo fin d’ora che non sarà possibile lo scari­cabarile, sempre molto utile in politica e più ancora in campa­gna elettorale giacché nessuno potrà dire che non vi abbiamo avvertito.

http://rassegnastampa.comune.torino.it/rassegna/imgrs.asp?numart=YGFAV&annart=2011&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B6FHI&video=0

24/03/11 - Cairo: "Io me ne vado ma sul Fila il Toro manterrà gli impegni"

http://rassegnastampa.comune.torino.it/rassegna/imgrs.asp?numart=YGDXK&annart=2011&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B6FHI&video=0


Toro e Filadelfia: Cairo double face

Ha annunciato di lasciare il club, ma non intende sfilarsi dalla Fondazione per il nuovo stadio: «Finchè sarò presidente darò tutto me stesso»

GIANLUCA ODDENINO

TORINO
«Non ho cambiato idea: lascio il Toro». Urbano Cairo continua a ripetere a chiunque lo incontri o lo chiami - procuratori, colleghi presidenti, addetti ai lavori e tifosi - che tra due mesi si farà da parte. Stufo della contestazione e preoccupato di dover sostenere la terza stagione consecutiva in serie B, il presidente granata aspetta compratori. Anche ieri ha ribadito la sua posizione. Paradossalmente il disamoramento di Cairo, però, non corrisponde con la sua voglia di Toro, con la scelta di restare vicino alla squadra e dentro le dinamiche della società. Nel giro di tre giorni il presidente è andato due volte alla Sisport per parlare con i giocatori ed assistere agli allenamenti: era da anni che Cairo non si faceva vedere così a stretto giro di posta a Torino.
Se lunedì la sua visita, tenuta in gran segreto e blindata a tutti i livelli, era praticamente obbligatoria per dare forza al ritorno di Lerda e scuotere Bianchi e compagni, quella di ieri era quasi di piacere tra un obbligo e l'altro. Al mattino il patron è andato in Comune per discutere della rinascita del Filadelfia e alla sera si è recato all'Olimpico per assistere al derby «SLAncio di vita». Due appuntamenti istituzionali che erano stati messi in dubbio dalla volontà di Cairo di non proseguire col Toro e dalla possibile contestazione dei tifosi granata. Invece Cairo ha voluto esserci, a costo di prendere insulti, e sostanzialmente far capire all'ambiente che il suo impegno prosegue e non sarà facile accantonarlo. «Fino a quando sarò presidente darò tutto me stesso - ha confermato in Comune - e il Torino Fc farà parte della Fondazione Filadelfia, anche se non può sostenere il peso della ricostruzione ed aspettiamo di capire cosa si vorrà fare». In pratica tanto impegno e nessuna promessa, anche se l'umore sembrava ottimo con tanto di battuta rivolti ai consiglieri comunali. «I presidenti vanno e vengono? Sarà, ma al Toro tocca più gli allenatori».
Dopo aver visto la partitella in famiglia del suo Torino, con il ritorno al 4-4-2, Urbano Cairo è andato allo stadio Olimpico con largo anticipo. Sempre scortato dalla Digos, ma questa volta il clima era diverso rispetto alle partite casalinghe dei granata. Nessuna contestazione, tanti bambini sugli spalti ed una voglia di derby che ha sorpreso anche lui. Nel frattempo le vecchie glorie granata sfilavano al suo fianco e Pulici non lesinava dubbi sulle parole e soprattutto sulla sua gestione. «Deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio - commentava Puliciclone - e visto che lì non si raccontano bugie, allora faccia un passo indietro per cercare di rimediare. Se il Toro è il suo giocattolo, almeno lo faccia funzionare per potersi divertire». E poi una riflessione sulla mossa di lasciare. "Se prima dice che vende - riflette il bomber dell'ultimo scudetto - e poi fa di tutto per mandare via i compratori, allora qualcosa non funziona».


24-03-2011 TORINO CRONACAQUI
LA PROMESSA DI CAIRO "RICOSTRUIRE IL FILA" MA DI SOLDI NON PARLA (A. Magri/A. Scapazzoni)


http://rassegnastampa.comune.torino.it/rassegna/imgrs.asp?numart=YGH3C&annart=2011&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B6FHI&video=0


TS - PROMESSE SUL FILA

Cairo parla in Comune «Impegni confermati»

TORINO. In quelle stanze ci era entrato da Papa, si era affacciato davanti alla folla adorante in un tripudio di attesa e speranze. Ieri, al Comune di Torino, l’atmosfera attorno a Urbano Cairo era agli antipodi rispetto all’estate del 2005: sono cinque anni e quasi sette mesi, eppure pare un’eternità. Non più Papa acclamato dal popolo granata, ma in versione Giovannone: nel silenzio, nel gelo (appena tre, quattro tifosi), da presidente in uscita (come da lui stesso dichiarato) in una riunione delle Commissioni Patrimonio e Sport unite che avrebbe dovuto sancire chissà quale passo in avanti per il Filadelfia e che invece, a conti fatti, non ha raccontato niente di nuovo. Ieri Cairo in Comune ha confermato l’impegno da parte del Torino per l’ingresso nella Fondazione, ha rinnovato la promessa di portare il Torino agli allenamenti in caso di rinascita del Fila e ha sottolineato l’intenzione di ragionare sullo stadio Olimpico «dopo le elezioni, perché ne ho già parlato con Chiamparino ed è giusto aspettare dato che mancano pochi giorni». Tutto già sentito, dunque.
Qualche consigliere ha lecitamente domandato: «Ma quale sarà l’impegno economico del Torino?». Del resto, le istituzioni, chi più chi meno, hanno scoperto le carte. Cairo invece replica: «Non mi sembra il momento di buttare numeri a caso, quelli servono solo ai giornali. Vediamo i progetti, valutiamo le ipotesi e poi si vedrà». In realtà la chiarezza sui soldi interessa a tutti, tifosi granata in primis. Non solo ai giornali. Anche perché la costruzione o meno del Filadelfia condiziona eccome: il patron, nell’ultimo proclama pubblico, ha chiarito l’intenzione di passare la mano. E un Torino con il Filadelfia pronto nel pacchetto da vendere ha un costo diverso. Infine stoccatina, tanto per gradire, del presidente granata al Comune: «Quello del Filadelfia è un problema che c’era otto anni prima che io arrivassi. E da quando ci sono io qualcosa si è mosso». In realtà il problema non dovrebbe essere solo del Comune, ma anche e soprattutto di colui che, fino a prova contraria, è il presidente del Torino. Ovvero Cairo.

http://rassegnastampa.comune.torino.it/rassegna/imgrs.asp?numart=YGFAV&annart=2011&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B6FHI&video=0


Cairo: «Il Toro farà parte della Fondazione Stadio Filadelfia»

Il presidente granata: «Siamo pronti a fare la nostra parte»

TORINO, 23 marzo - Il Torino farà parte della Fondazione Stadio Filadelfia che dovrà ricostruire lo storico impianto del club granata. Lo ha assicurato oggi il presidente Urbano Cairo, in un'audizione in Comune, alle commissioni consiliari Bilancio e Cultura riunite in seduta congiunta. «La società è pronta a fare la sua parte», ha detto Cairo, facendo notare, a proposito delle polemiche sull'allungamento dei tempi per fare rinascere lo stadio, di essere proprietario e sponsor del club da sei anni, «mentre l'impianto è stato abbattuto 14 anni fa». L'atto notarile verrà firmato lunedì prossimo da Comune di Torino, Regione Piemonte, Torino Calcio e dalle associazioni di tifosi che hanno deciso di partecipare alla Fondazione. «È importante - commenta Gioacchino Cuntrò, presidente della commissione Bilancio - che Cairo abbia confermato gli impegni presi nei confronti della costituenda Fondazione e ciò indipendentemente dalla sua decisione di lasciare il Torino al termine della stagione». Per Manuela Savini, consigliera del gruppo An-Pdl, Cairo ha fugato i dubbi dei giorni scorsi e «la partecipazione del Torino è ora chiara e inequivocabile». Tuttavia, Savini è critica sulla «mancata comunicazione di un impegno economico da parte della società granata. È vero che è inopportuno parlare di soldi quando non si ha ancora idea del progetto, ma senza un budget iniziale di una certa consistenza non si possono fare ragionamenti sulla tipologia del progetto da realizzare».


http://www.tuttosport.com/calcio/serie_b/torino/2011/03/23-115646/Cairo%3A+%C2%ABIl+Toro+far%C3%A0+parte+della+Fondazione+Stadio+Filadelfia%C2%BB

mercoledì 23 marzo 2011

23/03/11 - Il patron atteso in Comune: sul Fila farà chiarezza?

Il Torino Fc è entrato nella Fondazione Filadelfia, che apporrà la firma davanti al notaio presso il Museo del Torino il prossimo 28 marzo, secondo l'iter stabilito. Potrebbe non essere presente Cairo ma la società ci sarà. Tirarsi indietro oggi sarebbe un boomerang e comunque le parti sono ben decise ad andare fino in fondo. Della serie l'operazione è partita ed il Filadelfia sarà ricostruito. Un conto però è firmare, un altro diventare parte attiva a tutti gli effetti per la ricostruzione vera e propria, che in parole povere significa mettere dei soldi. Se Cairo intende mollare difficilmente metterà qualche quattrino di suo, lasciando per così dire la patata bollente al suo eventuale successore. La cifra pattuita che dovrebbe mettere il Torino Fc è pari almeno a quella del Comune, ovvero 3,5 milioni di euro. Oggi alle 11 è atteso l'incontro di Cairo in Comune per dare una risposta pubblica alle Commissioni Sport e Patrimonio sulle sue intenzioni future, sia per costruire il Torino che l'ipotetica"cittadella granata", che dovrebbe comprendere anche l'Olimpico ed il Combi, oltre ovviamente al caro Fila. Potrebbe anche esserci il rischio che il presidente posticipi l'incontro per non creare turbative in un momento così difficile della storia granata.

http://www.torinogranata.it/?action=read&idnotizia=20429

22/03/11 - Trasmissione ToroAmoreMio - Stadio Filadelfia



Fabrizio Turco (T:) parla con Carlo Piazzolla (P:) , Consulente Sportivo

T: Allora, parliamo del Filadelfia?
P: Domani c'è questo incontro in Comune...
T: C'è una nostra amica, che è Marina, che ti accusa subito e dice : " Ma, Signor Piazzolla, è Lei che ha tappezzato Torino di manifesti elettorali, usando il Filadelfia? Non è originale, l'hanno fatto in tanti in questi 14 anni "
P: Guardi, io non uso il Filadelfia perchè non sono tifoso e non voglio voti. Non è che facciamo la campagna sul Filadelfia per prendere voti.
Quì, il governo che c'è adesso, che ha finito i 5 anni, non ha mai fatto niente. Quindi noi ci siamo candidati, io faccio sport e quindi se vado in Comune
dico: " Gli 8 milioni che il Comune ha detto che ci sono 3 milioni messi a bilancio, questi 3 milioni il Comune non li ha più, è inutile che domani fanno la riunione che non ci sono i soldi... alla Rubentus ha dato molto...
T: Quindi la riunione di domani è inutile?
P: E' inutile, perchè è una presa in giro. Sta di fatto che la Fondazione nasce, la devono firmare nel Museo, quindi è un insulto a quel film che abbiamo visto...
T: Ecco ma... la Fondazione dalla tua prospettiva come la giudichi ?
P: Guarda, la Fondazione la faranno, metteranno un anziano del PD come Presidente di una Fondazione, come fanno sempre...
T: Cioè, chi mettono ?
P: Mettono la Christallin (Cristallìn) che vive solo di Fondazioni
T: Questo non lo sapevo proprio...
P: O metteranno Castellani, o metteranno un notaio... bè basta vedere la prima fila di Fassino che vogliono tutti i Consigli d'Amministrazione alle Fondazioni.
T: Vabbè, lasciamo da parte la polemica politica, onestamente non mi interessa... andiamo avanti...






Carlo Piazzolla vs, moderati caso Filadeflia.wmv



http://www.youtube.com/watch?v=2_X2XQNz6Dk

21/03/11 - Cartelloni "Grazie Sergio"