sabato 14 aprile 2012

14/04/12 - Fila: ecco il piano di Cairo

Il patron ha deciso di accelerare

Chiesto al Comune un summit col Credito sportivo per ottenere il denaro necessario per la ricostruzione
Servono tra i 10 e i 12 milioni. La “banca dello sport” può prestarne almeno il 60%: e si parla di mutuo ventennale. Il guaio del commissariamento

MARCO BONETTO
TORINO. «E’ il momento di dare un’accelerata»: questo l’input dettato da Cairo in modo riservato, a cavallo della conferenza di giovedì in cui il presidente ha dichiarato di essere pronto ad anticipare il denaro che manca per ottenere il riconoscimento giuridico della Fondazione Filadelfia: l’associazione (fondata un anno fa davanti a un notaio da Torino, Comune, Regione e alcune associazioni di tifosi) deputata a promuovere la riqualificazione della storica area granata. Dove sorgeva l’ormai leggendario stadio del Grande Torino. E dove da 15 anni resistono solo pochi ruderi. «E’ il momento di dare un’accelerata»: tanto più a fronte dei ritardi accumulati dalle amministrazioni pubbliche, incapaci di garantire il raggiungimento della fatidica quota dei 77 mila euro necessari per il riconoscimento. Mancano 32 mila euro: le associazioni dei tifosi sono pronte a versarne 12.500. «Il resto lo metterò io - ha detto Cairo - per evitare che la Fondazione si inceppi, ora che è avviata». Il classico bel gesto. Ed effettivamente le associazioni dei tifosi e il Torino già ieri si muovevano per programmare i bonifici. Ma ben altro cumulo di denaro servirà per costruire un centro sportivo per gli allenamenti del Toro (con museo, ristorante, foresteria e altre attività): in queste settimane la commissione giudicante valuterà i progetti preliminari per scegliere i migliori 3, mentre le previsioni di spesa si aggirano già tra i 10 e i 12 milioni. «E’ il momento di dare un’accelerata»: anche così si spiega un nuovo retroscena, relativo all’ultimo infuocato CdA della Fondazione. Riferiscono che il Torino, per bocca del braccio destro di Cairo presente al tavolo, Giuseppe Ferrauto , abbia chiesto ai rappresentanti del Comune ( Chiabrera , presidente del CdA) di invitare al più presto i vertici del Credito sportivo per cominciare a pianificare le modalità di coinvolgimento della cosiddetta “banca dello sport”, l’ultima banca di diritto pubblico ancora esistente in Italia (con finalità non di profitto, ma di “promozione sociale”: di qui i tassi agevolati garantiti). La richiesta del Torino appare saggia, lungimirante, anche se Chiabrera sta cercando di coinvolgere l’Unicredit (ma a che prezzo?) per via di suoi contatti informali. Tant’è: nel caso si sceglieranno le condizioni migliori. L’importante è non perdere altro tempo : è la tesi portante del club e delle associazioni dei tifosi presenti nella Fondazione.
SPESE E RICAVI Organizzare al più presto un summit con il Credito sportivo appare doppiamente utile, a fronte del fatto che nel 2011 i contatti si erano susseguiti con l’allora numero uno dell’ente, Andrea Cardinaletti : da gennaio uscito di scena. Ai vertici del Credito (controllato dal governo) sono ora 2 commissari nominati dalla Banca d’Italia, Marcello Clarich e Paolo D’Alessio , mai coinvolti nell’ affaire Filadelfia. Serve tutto un nuovo profondo lavoro diplomatico (ma appoggiato su dati concreti) affinché si rimetta in moto il coinvolgimento del Credito. Un iter molto lungo di per sé, ma destinato a essere ulteriormente, inevitabilmente rallentato dal commissariamento. Solitamente il Credito garantisce mutui agevolati, vantaggiosi, ma non più tendenti allo zero (tra il 3,5 e il 4% netto, in questa fase). Normalmente l’ente (dopo minuziosi e prolungati esami) garantisce circa il 60% del costo complessivo (fino a un massimo dell’80%, in situazioni speciali. Ottenere il 100% sarebbe un caso più unico che raro, miracolistico). Nella Fondazione c’è chi parla già di piani di spesa (e ricavi, una volta creato il centro sportivo con attività commerciali connesse), proiettati su un mutuo ventennale. Benedette eventuali sponsorizzazioni, viste le grandi difficoltà economiche di Comune e Regione. «E’ il momento di dare un’accelerata»: anche col Credito sportivo. Chissà se Chiabrera, adesso, batterà un colpo apprezzato da tutti. Anche in Giunta non hanno certo apprezzato le polemiche degli ultimi giorni.
Foto: Il presidente Cairo parla alla folla granata da una tribuna fatiscente del Filadelfia (LaPresse)

venerdì 13 aprile 2012

13/04/12 - Cairo: «Fila, ecco i soldi»

TORO - Intervista al presidente

CAIRO «Mancano 32 mila euro per il riconoscimento giuridico della Fondazione? I tifosi ne mettono una parte, al resto penso io»
«Ho fiducia in Fassino, non voglio credere a meline del Comune. E con il sindaco parlerò dell’Olimpico: sullo stadio abbiamo una prelazione morale»

STEFANO LANZO
TORINO
Presidente Cairo, com’è assistere all’allenamento del Toro al fianco del ct della Nazionale?
«Con Prandelli abbiamo avuto una conversazione piacevole: è una persona di valore, è stata una chiacchierata simpatica».
Con Ogbonna come argomento principale?
«Non solo lui. Poi non c’è neanche bisogno che io parli al ct di Angelo: lo conosce bene, lo stima tanto».
Visita di cortesia a parte, il Torino si prepara a una sfida che vale un pezzo di serie A: quella con il Sassuolo.
«Abbiamo otto partite... e mezzo. Tutte fondamentali, tutte difficili. Sappiamo che il Sassuolo è un’ottima squadra, ben allenata e ben organizzata: dovremo tirare fuori grinta, determinazione, rabbia agonistica, tutte cose che sono nel bagaglio dei nostri ragazzi».
Torino-Sassuolo è anche Cairo contro Squinzi?
«Ma no... Diciamo che dal punto di vista delle nostre attività stiamo attraversando entrambi un momento positivo: anche lui punta alla serie A e, come il Torino, ha compiuto investimenti notevoli per gravitare nelle parti alte della classifica. Il Sassuolo è una rivale temibile e ha pure una buona organizzazione societaria. Comunque in campo non ci vanno né Cairo né Squinzi: in quel caso, io avrei un leggero vantaggio... E’ una battuta, si intende».
Sei partite in 20 giorni: a tal proposito Benussi ha detto che sarebbe bello salire a Superga il 4 maggio con la serie A in tasca o quasi.
«Quello che dice Francesco è apprezzabile, anche perché colgo lo spirito giusto nella sue parole. Ma io, da presidente, dico: non abbiamo alcuna fretta, ci sono otto partite un mezza. Per cui prendiamoci tutto il tempo necessario, pur di andare in serie A direttamente. L’importante non è quando: ciò che conta è arrivarci».
Contro gli Allievi si è assistito a una sorta di inversione di tendenza su Pasquato: qualche tifoso presente alla Sisport gli ha dedicato un coro ad personam.
«Non è che fosse necessaria fare una pace, semplicemente perché l’episodio della contestazione allo stadio è in archivio: il ragazzo ha prontamente dimostrato di possedere valori importanti e soprattutto di avere grande voglia di fare bene con questa maglia. Sono convinto che Pasquato convincerà non solo una parte, ma la totalità della tifoseria».
Lunedì si annuncia un Olimpico da record, la Maratona è già esaurita: c’è tanta voglia di Toro, forse più della sfida col Verona...
«Facciamo gli scongiuri: meglio non fare record se poi il risultato deve essere lo stesso di quella serata... A parte tutto, posso soltanto dire grazie ai tifosi, sempre presenti e sempre pronti a dare una mano».
Stima Pea?
«Non lo conosco bene, però il Sassuolo sta mostrando buona continuità, grazie a un gruppo ben amalgamato e solido: si vede che la mano dell’allenatore c’è. Ma...».
Ma?
«Io mi tengo stretto Ventura...».
Cambiamo argomento. C’è spaccatura all’interno del CdA della Fondazione Filadelfia: qual è la posizione del Torino Fc, in quanto membro effettivo dello stesso CdA?
«Leggo che mancano dei soldi per ottenere il riconoscimento giuridico della Fondazione: grossomodo 32 mila euro, mi pare. Ho letto che i tifosi si sarebbero attrezzati per mettere una parte: quello che resta fuori lo mette il Torino. Subito: perché la macchina della Fondazione è avviata e sarebbe un peccato incepparla adesso».
Nell’occhio del ciclone ci è finito il presidente del CdA Chiabrera, in quanto “emissione” del Comune di Torino.
«Non conosco così bene la vicenda per emettere giudizi: Chiabrera, come del resto gli altri membri del CdA, ha un compito e sono convinto che lo porterà a termine, nel più breve tempo possibile».
Ma, come dicono i rappresentanti dei tifosi nella Fondazione, il Comune sta facendo melina?
«Non ci voglio credere. Anche perché io ho fiducia in Fassino: ci siamo parlati in maniera estremamente chiara e ho percepito da parte sua la volontà di portare a termine il discorso sul Filadelfia. E anche sullo stadio Olimpico presto torneremo a confrontarci, anche perché ritengo che sull’impianto il Torino abbia una sorta di prelazione morale».
C’è anche chi afferma che basterebbe il Torino da solo per rifare il Filadelfia...
«Ma adesso c’è una Fondazione, con tanti soggetti titolati: il Comune, la Regione, il Torino appunto, la tifoseria, c’è la disponibilità del Credito sportivo. Insomma adesso dobbiamo soltanto dare una spinta».

Foto: Urbano Cairo e Gianluca Petrachi: il presidente assicura che il loro feeling resisterà ancora a lungo (M. Dreosti)



TS - 13/03/12 - pag. 15

Dal Comune dicono «Solo un equivoco»

L’assessore Gallo: «Se anche c’è stato un fraintendimento, non facciamone un caso nazionale. Ora sentirò ogni soggetto coinvolto»

ALESSANDRO BARETTI

Assessore Gallo, urge fare chiarezza: il presidente del Cda della Fondazione Filadelfia, Luigi Chiabrera, ha mentito oppure no riguardo la risposta della Regione sul diritto di superficie del Fila quale garanzia economica per procedere con il riconoscimento giuridico della Fondazione stessa? Questa risposta, c’è stata oppure no?
«Se anche ci fosse stato un fraintendimento non ne facciamo un caso nazionale. L’operazione Filadelfia è complessa, possono esserci degli intoppi ma, e lo ribadisco ancora una volta pure a nome del sindaco Fassino, la volontà del Comune è quella di portare a termine il lavoro».
L’eventuale fraintendimento, però, induce alcune anime del Cda a chiedere le dimissioni di Chiabrera. La posizione del Comune, a riguardo?
«Noi abbiamo fiducia in tutti i componenti del Cda della Fondazione: in questi giorni, ascolteremo tutti i soggetti coinvolti per trovare una soluzione condivisa al problema».
Il presidente granata Cairo ha garantito di essere disposto a versare i soldi che mancano per procedere con il riconoscimento giuridico.
«Lo apprendo da voi è sono molto contento che abbia detto questo. E’ la conferma del fatto che tra il Comune e il Torino i rapporti sono ottimi. Così dovrebbe essere tra tutti i soggetti del Cda: ci vuole fiducia e reciproca chiarezza».
Appunto: non pensa che sia giusto pretendere una risposta netta da parte di Chiabrera, nei fatti smentito dalla Regione? Lo sa che senza riconoscimento giuridico non si potrà procedere né con la gara d’appalto, né si potranno incassare i 170 mila euro del “mattone” di Novelli che spettano alla Fondazione?
«La risposta è la stessa: l’intenzione è quella di risolvere ogni problema che possa ostacolare la rinascita del Filadelfia. Il Fila si farà, l’abbiamo detto e lo ripetiamo».

Foto: Gallo, assessore allo Sport

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La Stampa :

In attesa di vincere la partita per la A, il presidente granata prova a dare il suo contributo per sbloccare quella del Filadelfia. Dopo le polemiche e i rallentamenti, ecco un piccolo intervento. “Mancano poco meno di 30mila euro per ottenere il riconoscimento giuridico ed allora sono pronto a metterli io quei soldi”.

http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quitoro/articolo/lstp/449968/

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Sarà la società granata a mettere i 19.500 euro per il Filadelfia

13.04.2012 11:49 di Elena Rossin

Risolto il problema economico si attende che la Regione Piemonte conceda il riconoscimento giuridico alla Fondazione per lo stadio Filadelfia. Fra l'undici e il ventun maggio dovrebbe essere pronta la classifica dei progetti del concorso d'idee.

Dare a Cesare quel che è di Cesare: Cairo ha accolto l’invito di Domenico Beccaria e Marco Montiglio, rappresentanti dei tifosi nel Consiglio d’amministrazione della Fondazione per lo stadio Filadelfia, e ha dichiarato di voler mettere i sodi che mancano, 19.500 euro, per far sì che la Fondazione ottenga il riconoscimento giuridico. Bene, una notizia molto positiva ed è giusto riconoscere il merito al presidente del Torino, che da un po’ di tempo ha rotto gli indugi e ha deciso di contribuire in maniera attiva alla ricostruzione dello stadio del Grande Torino, che una volta ultimato diverrà il campo di allenamento della prima squadra.

Ora resta da chiarire la posizione di Luigi Chiabrera, presidente della Fondazione designato dal Comune di Torino, in merito alle sue affermazioni che accusavano la Regione Piemonte di non aver risposto da sei mesi circa il riconoscimento giuridico della Fondazione, atto che serve a sancire la nascita dell’associazione. Il problema sorgeva dal fatto che gli enti pubblici non hanno soldi e quindi il Comune chiedeva alla Regione se era possibile dare come garanzia economica il diritto di superficie del Filadelfia, ovvero il terreno sul quale sorgeva l’impianto abbattuto quattordici anni e tre giorni fa e che era stato valutato 1,4 milioni di euro. Ma la Regione Piemonte, ente dove c’è l’ufficio per i riconoscimenti giuridici delle fondazioni, ha smentito Chiabrera dicendo che in data 29 settembre 2011 lo stesso Chiabrera e il segretario generale della Fondazione sono andati a parlare con una funzionaria della Regione e hanno immediatamente avuto risposta negativa sulla possibilità di dare in garanzia i diritti di superficie, perché i diritti non possono sostituire il contante, in quanto se dovesse nascere un contenzioso la Fondazione perderebbe i diritti di superficie che tornerebbero al Comune di Torino proprietario del terreno e di conseguenza la garanzia non esisterebbe più. I rappresentanti dei tifosi nel CdA della Fondazione, appresa la smentita della Regione, hanno immediatamente chiesto le dimissioni di Chiabrera in quanto reo di aver mentito. Ora sulla vicenda l’assessore allo sport del Comune di Torino, Stefano Gallo, prova a minimizzare parlando di un malinteso, e non potrebbe fare diversamente visto che Chiabrera è l’uomo indicato proprio dal Comune, e l’assessore anche a nome del sindaco Piero Fassino afferma che è volontà del Comune portare a termine tutti i lavori che serviranno per ricostruire il Filadelfia. I tifosi del Toro che poi sono anche elettori e cittadini di Torino staranno a vedere se quanto affermato si trasformerà in fatti concreti.

Adesso che Cairo ha dato la disponibilità a dare i 19.500 euro e le associazioni dei tifosi metteranno, come già dichiarato appena hanno saputo che mancavano dei contanti, i restanti 12.500 l’ammanco di 32.000 euro per il riconoscimento giuridico è stato colmato e visto che 45.000 già ci sono la totale cifra di 77.000 euro c’è, quindi si attende solo più che l’ufficio della Regione Piemonte dia il famoso riconoscimento alla Fondazione.
Per il resto la commissione di esperti, nominata martedì scorso e che ha il compito di valutare i progetti che sono stati presentati tramite il concorso d’idee per la ricostruzione del Filadelfia, fra l’undici e il ventun maggio dovrebbe stilare la classifica dei progetti che diventeranno di proprietà della Fondazione e successivamente si potrà procedere con uno o due appalti a livello internazionale, operazione quest’ultima che darà il via all’operatività per la ricostruzione dello stadio del Grande Torino.
Un passettino alla volta si avanza, certezze che possano insorgere altri intoppi ovviamente non ce ne sono, ma i tifosi vigilano e pretendono che si proceda in modo trasparente e celere perché i giorni della vergogna dal momento in cui il Fila è stato raso al suolo ormai sono 5.383.

12/04/12 - Trasmissione ToroAmoreMio - Stadio Filadelfia



giovedì 12 aprile 2012

09/03/12 - Determinazione Dirigenziale 2012/01287/024 - FONDI PROVENIENTI DALLA LIQUIDAZIONE DELLA FONDAZIONE CAMPO FILADELFIA DESTINATI ALLA CITTA'.

ACCERTAMENTO DELL'ENTRATA E IMPEGNO DELLA SPESA PER VERSAMENTO ALLA FONDAZIONE STADIO FILADELFIA. IMPORTO DI EURO 174.000,00.


Con deliberazione del Consiglio Comunale del 25 febbraio 2008 (mecc. 2008 00130/010) la Città ha approvato la costituzione della "Fondazione Stadio Filadelfia" avente come obiettivo la ricostruzione e la successiva gestione dello storico stadio Filadelfia. Con detto provvedimento veniva inoltre approvata la relativa bozza di Statuto. Oltre alla Città, che partecipa alla Fondazione in qualità di Socio Fondatore promotore, sono soci fondatori e sottoscrivono l'atto costitutivo la Società Torino Calcio F.C. e varie Associazioni di tifosi, oltre ad enti che hanno manifestato la propria volontà all'adesione. La forma giuridica prescelta, la Fondazione di partecipazione, permette di accogliere, anche successivamente alla sua costituzione, altri soggetti giuridici che ne condividano finalità ed obiettivi.
Successivamente, con nota del 12 agosto 2011, la Regione Piemonte ha dichiarato l’estinzione della Fondazione Campo Filadelfia e ha stabilito che, esaurita la fase di liquidazione, l’eventuale patrimonio residuo verrà devoluto, ai sensi dello Statuto della Fondazione, alla Città di Torino.
La somma residua proveniente dalla liquidazione della Fondazione Campo Filadelfia è depositata presso la Civica Tesoreria da cui deve essere prelevata per essere versata alla Fondazione Stadio Filadelfia.
Lo Statuto della Fondazione Campo Filadelfia stabiliva infatti che, qualora gli scopi della Fondazione si fossero esauriti o fossero diventati impossibili o qualora il patrimonio della Fondazione fosse diventato insufficiente, la Fondazione poteva essere trasformata in altro ente avente finalità analoghe a quelle enunciate all’art. 3 dello Statuto.
Ora, tenuto conto dello stanziamento attuale del bilancio 2012 è possibile prelevare dalla Tesoreria e, contestualmente, versare alla Fondazione Stadio Filadelfia, la somma di Euro 174.000.00, affinchè provveda al riconoscimento della personalità giuridica.
. . .

Tutto ciò premesso,

IL DIRIGENTE

Visto l’art. 107 del Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.Lgs 18 Agosto 2000 n. 267;
Visto l’art. 74 dello Statuto della Città;
Visto l’art. 36 del Regolamento di Contabilità;
Nell'ambito delle risorse finanziarie assegnate.
. . .

DETERMINA

di accertare la somma di Euro 174.000,00 con applicazione dell’entrata al codice di risorsa del bilancio 2012 corrispondente al codice di risorsa n. 4050350 del bilancio 2011 “Contributi e rimborsi diversi”, (capitolo 37600);
di impegnare la medesima somma con imputazione della stessa al codice di intervento del bilancio 2012, corrispondente al codice di intervento n. 2060209 del bilancio 2011 “Conferimenti di capitale”, (capitolo 136530);
di individuare quale beneficiario della predetta somma di Euro 174.000,00 la Fondazione Stadio Filadelfia, con sede in via Filadelfia 40, 10134 Torino, C.F. P. IVA 97741140012 , rappresentata dal presidente Luigi Chiabrera, nato a Asti il 21.05.1946, residente in via Cavalieri di Vittorio Veneto 22//24 – Avigliana - Torino.
. . .

Torino, 9 marzo 2012
IL DIRIGENTE
dott.ssa Ernesta Savio

. . .

Visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria.
IL DIRETTORE FINANZIARIO
dott. Domenico PIZZALA


http://www.comune.torino.it/giunta_comune/intracom/htdocs/2012/2012_01287.html

12/04/12 - Filadelfia, fuori la verità

Il CdA si spacca, i tifosi contro il presidente Chiabrera: «Dice bugie? Si dimetta»
L’ultimo scontro è sul mancato riconoscimento giuridico della Fondazione: dalla Regione smentiscono le tesi del rappresentante del Comune
Mancano i soldi e cresce lo scontro nell’associazione: «I destini del Fila sono a rischio, Chiabrera deve dirci come stanno realmente le cose». Lui replica: «No comment»

MARCO BONETTO
TORINO. Si allarga lo scontro nel CdA della Fondazione Filadelfia, l’associazione deputata a promuovere la rinascita della storica area granata, là dove fino a 15 anni fa sorgeva il mitico stadio del Grande Torino: in ballo vi è la costruzione di un centro sportivo per gli allenamenti del Toro. Si accendono i toni, crescono le divisioni, si aggravano le accuse: non certo il clima ideale per muovere passi concreti, rapidamente. «Mancano i soldi necessari anche solo per il riconoscimento giuridico della Fondazione», «Comune e Regione perdono tempo», «si comportano da pezzenti», «impongono decisioni dall’alto»: si sono già ascoltate molte accuse e non solo dopo il CdA infuocato di martedì scorso. Ieri, a seguito di indiscrezioni emerse dalla Regione Piemonte, il carico si è fatto ancor più pesante. Nel mirino c’è innanzi tutto il presidente del CdA, Luigi Chiabrera , imprenditore da sempre vicino al centro-sinistra e componente del comitato elettorale del sindaco Fassino . «Comunque il problema non è di fede politica. Contano i comportamenti. Chiabrera non si sta rivelando all’altezza», sostiene chi lo accusa. Come i rappresentanti delle associazioni dei tifosi presenti nel CdA, Domenico Beccaria e Marco Montiglio .
TROPPI MISTERI L’ultimo caso è legato al mancato riconoscimento giuridico della Fondazione: atto della Regione che ratifica la nascita dell’associazione, già avvenuta da un anno davanti a un notaio. Mancano i soldi: servono grossomodo 77.400 euro, in casa ce ne sono solo 45.000. Riferiscono che nel CdA di martedì Chiabrera abbia detto che è ancora in attesa di una risposta da parte della Regione quanto alla possibilità di concedere come garanzie economiche il diritto di superficie del Filadelfia (lo stesso terreno, insomma), già valutato 1,4 milioni (ma quasi certamente le perizie andrebbero rifatte, nel caso). «Chiabrera dice di essere in attesa di una risposta da 6 mesi, è uno scandalo», hanno tuonato i tifosi. Ma non basta. Perché adesso dalla Regione c’è chi garantisce che il 29 settembre scorso, quando Chiabrera e il segretario generale della Fondazione andarono a parlare con una funzionaria responsabile dell’ufficio riconoscimenti, la stessa avrebbe immediatamente comunicato che il diritto di superficie non poteva sostituire il contante. E perché? In parole povere: perché se nascesse un contenzioso la Fondazione potrebbe perdere il diritto di superficie, il “controllo” dell’area tornerebbe al Comune e la garanzia evaporerebbe. «Se è vero che Chiabrera non ci ha detto la verità durante l’ultimo consiglio di amministrazione, deve dimettersi, chiederemo le sue dimissioni! Sarebbe uno scandalo nello scandalo! Altro che aspettare una risposta da 6 mesi... Che vergogna!», attaccava ieri pomeriggio Beccaria, in qualità di rappresentante dei tifosi nel CdA. «Dove vogliamo andare a parare con questi atteggiamenti inconcludenti? Mi chiedo se si vuole far fallire i lavori della Fondazione, far scadere i tempi per il riconoscimento (18 mesi, ndr), per poi affidare a un privato il Fila. Per costruirci cosa? Chiedo al più presto la convocazione del collegio dei fondatori della Fondazione, affinché domandi a Chiabrera chiarimenti.
Se ci ha raccontato bugie dovrà dimettersi. Non trovano poche decine di migliaia di euro e parlano di costruire un centro sportivo da 10, 12 milioni. Ci prendono solo in giro?». E Chiabrera? Interpellato in merito, ieri, si è limitato a un «no comment».
LA MAIL SULLE “TALPE” Intanto c’era già stato uno scontro telefonico tra Beccaria e Chiabrera. Quest’ultimo aveva inviato in mattinata una mail di fuoco a decine di persone, tra cui il sindaco e il governatore Cota , in cui si lamentava delle fughe di notizie e dava la caccia alle “talpe”. Ancora Beccaria: «Il Fila è un cumulo di macerie da 15 anni, si sono susseguiti scandali su scandali e invece di promuovere l’informazione e la trasparenza, Chiabrera attacca chi racconta la verità all’opinione pubblica su un bene pubblico di interesse pubblico. E’ pazzesco!». Dai vertici della Fondazione, peraltro, si fa notare che il mancato (per ora) riconoscimento giuridico non ostacola la vita e l’attività della Fondazione, almeno in questa fase. Giusto due giorni fa, per esempio, è stata nominata la commissione che giudicherà i progetti preliminari arrivati negli scorsi mesi. Chiabrera ora aspetta che Comune e Regione mettano “miracolosamente” a bilancio i soldi necessari quantomeno per il riconoscimento giuridico. Ancora Beccaria: «Il timore è che i tempi per il riconoscimento possano scadere già tra 6 mesi, anche su questo non viene fatta chiarezza». Dove sta la verità, una volta per tutte?
Foto: I ruderi del Filadelfia: lo stadio del Grande Torino è stato demolito nel luglio del 1997 (LaPresse)



Beccaria sul Fila: “Chiabrera si dimetta!”

Scritto da Rino Capurri
Giovedì 12 Aprile 2012 15:11

Dopo il caos sul Filadelfia e il non riconoscimento giuridico della Fondazione, i tifosi si sono infuriati e si sono scagliati contro il presidente del Cda Luigi Chiabrera che, a quanto pare, sta facendo di tutto per mettersi di traverso e fare gli interessi del Comune e della Regione più che dei tifosi e della Fondazione stessa. I supporters granata sono sbottati su Internet chiedendo le dimissioni di Chiabrera, prendendosela con le due istituzioni che stanno perdendo tempo ed impongono decisioni dall’alto andando contro il volere di chi rappresenta il volere dei tifosi.

Ieri è sbottato anche Domenico Beccaria, rappresentante delle associazioni dei tifosi presenti nel CdA insieme a Marco Montiglio: “Anche se Chiabrera è un imprenditore da sempre vicino al centro-sinistra e componente del comitato elettorale del sindaco Fassino, il problema non è di fede politica – ha detto a Tuttosport -. Contano i comportamenti: non si sta rivelando all’altezza. Se è vero che non ci ha detto la verità durante l’ultimo consiglio di amministrazione, deve dimettersi. Chiederemo le sue dimissioni. Sarebbe uno scandalo nello scandalo. Altro che aspettare una risposta da 6 mesi... Che vergogna! Dove vogliamo andare a parare con questi atteggiamenti inconcludenti? Mi chiedo se si vuole far fallire i lavori della Fondazione, far scadere i tempi per il riconoscimento (18 mesi, ndr), per poi affidare a un privato il Fila.

Per costruirci cosa? Chiedo al più presto la convocazione del collegio dei fondatori della Fondazione, affinché domandi a Chiabrera chiarimenti. I destini del Fila sono a rischio e deve dirci come stanno realmente le cose. Se ci ha raccontato bugie dovrà dimettersi. Non trovano poche decine di migliaia di euro e parlano di costruire un centro sportivo da 10, 12 milioni. Ci prendono in giro? Il Fila è un cumulo di macerie da 15 anni: si sono susseguiti scandali su scandali e invece di promuovere l’informazione e la trasparenza, Chiabrera (che ieri mattina aveva mandato una mail di fuoco a decine di persone, tra cui il sindaco e il governatore Cota, in cui si lamentava delle fughe di notizie e dava la caccia alle “talpe”, ndr) attacca chi racconta la verità all’opinione pubblica su un bene pubblico di interesse pubblico. E’ pazzesco!”. E Chiabrera? Interpellato in merito, ieri, si è trincerato dietro ad un semplice “no comment”.
http://www.infotoro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6636:beccaria-sul-fila-chiabrera-di-dimetta

mercoledì 11 aprile 2012

11/04/12 - Fila: ecco i giudici. Ma è nuova bufera

Composta la commissione che valuterà i progetti
I tifosi, già furiosi con Chiabrera, denunciano: «Comune e Regione non trovano 32 mila euro che mancano per andare avanti!»

MARCO BONETTO
TORINO. Lungo e infuocato CdA della Fondazione Filadelfia, ieri. Cominciamo dalle decisioni più importanti. Sono stati finalmente scelti i nomi dei 5 professionisti che comporranno la commissione giudicante chiamata a valutare i progetti preliminari relativi al concorso di idee lanciato nei mesi scorsi. Presidente Roberto Bertasio , ingegnere, direttore della mobilità del Comune di Torino. Con lui l’architetto Luisa Papotti , sovrintendente alle Belle Arti di Torino e provincia; Franco Ferraresi , dirigente dell’assessorato allo Sport della Regione; l’architetto Eraldo Martinetto , indicato dall’Ordine degli Architetti; il commercialista Luca Asvisio , scelto all’interno di una terna di nomi indicata dall’Ordine dei Commercialisti (dei progetti preliminari andranno valutati anche il piano finanziario e la sostenibilità dei costi). Segretario della commissione sarà l’avvocato del Comune Giuseppe Ferrari . In settimana la commissione dovrebbe riunirsi una prima volta. Ai componenti sarà chiesto, compatibilmente con i loro impegni, di procedere alle operazioni con buona lena. Tutti e 5 i professionisti prescelti - che lavoreranno gratis per la Fondazione - sono tifosi granata. Il commercialista Asvisio è anche sindaco supplente del Torino di Cairo .
«IN EXTREMIS» Entro 30, 40 giorni dovrebbe venir stilata la classifica finale dei progetti, che diventeranno di proprietà della Fondazione. I primi 3 saranno premiati in denaro. Successivamente, sulla base degli elaborati migliori a disposizione, la Fondazione dovrà decidere se procedere con uno o due appalti a carattere internazionale. Immaginare il centro sportivo in piedi tra un paio di anni è realistico, ma solo sulla carta. Il problema più grande sarà trovare i soldi: in ballo, presumibilmente, 10, 12 milioni. Anche ieri nel CdA c’è chi ha chiesto di convocare al più presto il Credito sportivo per valutare come aprire un mutuo a tasso zero. Chiabrera , il presidente del CdA, ha però parlato di suoi contatti informali con i vertici di Unicredit per valutare se e come coinvolgere l’istituto bancario: e avrebbe ricevuto segnali di disponibilità. Ma a che prezzo? Questo il succo delle decisioni più importanti. E ora veniamo alle polemiche che anche ieri non hanno risparmiato il Comune e la Regione. E, in primo luogo, il presidente del CdA, Chiabrera: non è la prima volta, d’altra parte. E visti i problemi, non sarà neanche l’ultima, miracoli a parte. Basta ascoltare Domenico Beccaria , uno dei due rappresentanti nel CdA delle associazioni dei tifosi, insieme con Marco Montiglio : «Anche stavolta l’ineffabile Chiabrera ha dato grande prova di sé. Il problema sono i suoi comportamenti, ma anche gli atteggiamenti del Comune e della Regione. Dovevamo decidere i componenti della commissione scegliendo tra i molti nominativi che avevano dato disponibilità, ma i loro nomi li abbiamo appresi al mattino, appena 3 ore prima della riunione fissata per mezzogiorno. Ci hanno girato una mail senza neanche i curriculum allegati: come si fa a scegliere al meglio, in questa maniera? Abbiamo dovuto interrompere il CdA, fare delle ricerche in appena un’ora su costoro... Ma vi sembra normale agire così?».
«IMPOSIZIONI» Poi Beccaria apre il fuoco su un altro problema: «Dall’alto ci hanno imposto due revisori su tre, Massimo Boidi e Renato Stradella (si aggiungono a Carlo Durando , ndr). In pratica, i controllati hanno scelto i controllori. E il presidente dei controllori è stato scelto dai controllati. Incredibile. E ora veniamo ai soldi. La Fondazione continua a operare, ma anche a non avere ottenuto il riconoscimento giuridico. Servono 77 mila euro. E 45 mila sono già in cassa. Comune e Regione fanno fatica a trovare i 32 mila euro che mancano solo per ottenere il riconoscimento. Come faranno a trovare i milioni per costruire il Fila, se si comportano così? E dire che noi tifosi siamo pronti a versare 12.500 euro. Io e Montiglio abbiamo chiesto a Ferrauto , il dirigente che rappresenta il Torino al tavolo, di invitare Cairo a versare 25 mila euro. Con i suoi soldi e quelli dei tifosi si supererebbe persino la cifra necessaria. Ferrauto si è detto possibilista. Invece Regione e Comune continuano a fare orecchie da mercante. Con atteggiamenti da pezzenti. Chiabrera ci ha detto che aspetta ancora una risposta, per capire se il diritto di superficie del Fila può valere come garanzia economica al posto dei contanti. Ma sapete da quanto tempo la aspetta, quella risposta? Da sei mesi! E poi si lamenta se i tifosi denunciano questa situazione ai limiti dello scandalo... Ma se da parte di Chiabrera c’è un’allergia alle conferenze stampa, come ci ha detto, stante questa situazione di perdurante indolenza, di conferenze ne faremo una a settimana, pur di sbloccare l’impasse!». Il Fila, di proprietà del Comune, è un cumulo di macerie da 15 anni: basta ricordare questo, sotto i titoli della vergogna.
Foto: Una delle tante battaglie dei tifosi per proteggere il Filadelfia

LaStampa.it - Focus ... Qui Toro

11/04/2012 - retroscena

Il percorso a ostacoli del Filadelfia

Ieri l'ultimo colpo di scena: l'organismo che dovrebbe rifare il campo non è riconosciuto dalla Regione. Ma c'è la commissione per valutare i 34 progetti

Gianluca Oddenino
Torino

Una buona notizia ed una brutta sorpresa. La ricostruzione del Filadelfia, tema caro ai tifosi granata, non smette di regalare passi in avanti come la nomina della commissione per giudicare il miglior progetto e colpi di scena amari. L’ultimo si è registrato ieri pomeriggio con un movimentato consiglio d’amministrazione della Fondazione Filadelfia, dove quasi per caso si è scoperto che l’organismo per rifare il campo del Grande Torino non ha ancora ottenuto il riconoscimento giuridico dalla Regione Piemonte (che è fondatore della Fondazione) e dunque non può cercare i fondi necessari per l’operazione. Tutto è fermo da mesi di fronte al requisito economico dei 77mila euro mancanti per attivare la procedura e così più passano le settimane e più si rischia di non veder decollare il piano di rinascita del Fila.

Un autentico delitto, considerando che si sta avvicinando il 4 maggio (dove peraltro un cantiere a Superga rischia di far saltare la cerimonia di commemorazione alla lapide dietro la basilica) e a luglio saranno 18 gli anni dall’abbattimento dello storico stadio. Un segno di speranza, però, arriva dalla nomina della commissione che dovrà esaminare i 34 progetti giunti da tutta Europa per il concorso di idee sul Filadelfia. Dopo qualche ritardo e tensione di troppo, la Fondazione ha nominato l’ingegnere Roberto Bertasio del Comune come presidente e con lui agiranno Franco Ferraresi (Regione), l’architetto Erado Martinetto, la soprintendente Luisa Papotti e il commercialista Luca Asvisio. Hanno 60 giorni di tempo per scegliere l’idea più bella e fattibile, con la speranza che la Fondazione possa nel frattempo decollare ottenendo il riconoscimento giuridico.

http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quitoro/articolo/lstp/449698/



IL PUNTO DI VISTA

Ricostruzione del Fila: mancano soldi e c'è poca trasparenza

11.04.2012 13:21 di Elena Rossin

Costituita la commissione che stabilirà la classifica dei progetti del concorso d'idee per ricostruire il Fila. Polemiche per la scelta degli esperti e l'imposizione di due revisori. Mancano 32 mila euro per il riconoscimento giuridico della Fondazione

La strada per la ricostruzione dello stadio del Grande Torino è in salita, per carità qualche intoppo potrebbe anche starci se non fosse che dal giorno della demolizione sono passati 5.381 giorni, o se si vuole dirlo in altro modo quattordici anni e un giorno, era il 10 aprile del 1998. Una buona notizia c’è e va detta subito: è stata costituita la commissione di esperti che dovrà valutare i progetti che sono stati presentati tramite il concorso d’idee per ricostruire il Filadelfia e farne una classifica. Ma a fronte di questo passo avanti ci sono polemiche sulla nomina degli esperti, sull’imposizione di due revisori dei conti e soprattutto mancano 32 mila euro, soldi che servono perché la Fondazione per lo Stadio Filadelfia ottenga il riconoscimento giuridico.

I cinque professionisti che sono stati nominati per valutare i progetti presentati tramite il concorso d’idee sono: Roberto Bertasio, ingegnere, direttore della mobilità del Comune di Torino che ricopre la carica di presidente della commissione; Luisa Papotti, architetto, sovrintendente alle Belle Arti di Torino e provincia; Franco Ferraresi, dirigente dell’assessorato allo sport della Regione Piemonte; Eraldo Martinetto, architetto, indicato dall’Ordine degli architetti e Luca Asvisio, commercialista, scelto fra una terna di nomi indicata dall’Ordine dei Commercialisti, quest’ultimo è anche sindaco supplente del Torino Fc. Nominato anche il segretario della commissione: Giuseppe Ferrari, avvocato del Comune di Torino. Per massima chiarezza va detto che tutti e cinque i componenti della commissione presteranno la loro opera gratis e che sono tifosi granata. Questa commissione entro 30-40 giorni dovrebbe stilare una classifica dei progetti presentati, che diventeranno di proprietà della Fondazione, e i primi tre classificati riceveranno un premio in denaro. Quindi fra l’undici e il ventun maggio si dovrebbe conoscere quali sono i progetti che sono stati ritenuti i migliori e poi la Fondazione deciderà se procedere con uno o due appalti a livello internazionale per la ricostruzione, a questo punto vera e propria, del Fila.

Ma come al solito c’è il rovescio della medaglia: polemiche e problemi economici. I rappresentanti dei tifosi, Domenico Beccaria e Marco Montiglio, all’interno della Fondazione hanno sottolineato che nella riunione tenutasi ieri del Consiglio d’amministrazione della Fondazione nella quale appunto è stata nominata la commissione di esperti vi erano molti nominativi di persone qualificate che avevano dato la loro disponibilità. Però l’elenco di questi nomi è stato consegnato tramite mail alle nove e la riunione era fissata per mezzogiorno, solo tre ore prima e per giunta non vi erano i curricula dei candidati impedendo di fatto una scelta oculata e ragionata. Così il Consiglio d’amministrazione ha dovuto essere interrotto e in tutta fretta, in non più di un’ora, si è cercato tramite delle ricerche di sapere i titoli di merito dei candidati per poi sceglierli. Indubbiamente il tempo a disposizione per valutare i candidati è stato troppo poco. Quindi l’atteggiamento tenuto da Luigi Chiabrera, rappresentante del Comune nel CdA della Fondazione nonché Presidente della stessa, che ha il compito di convocare le riunioni e di conseguenza di fornire gli strumenti per operare e in questo caso l’elenco dei candidati con relativi curricula, a detta dei rappresentanti dei tifosi è stato non del tutto impeccabile.
La seconda polemica riguarda l’imposizione di due revisori dei conti su tre. I revisori dei conti, che hanno il compito di controllare che le operazioni svolte siano congrue nel rispetto della legge vigente e della regolarità dei conti, sono nominati su indicazione del Consiglio dei soci fondatori che è composto da: Regione Piemonte, Comune di Torino, Torino Fc, Comitato Dignità Granata, Associazione Memoria Storica Granata, Centro Coordinamento Toro Clubs, Associazione Tifosi della Curva Primavera per il Campo Filadelfia, Associazione Tifosi della Curva Maratona per lo Stadio Filadelfia, Circolo Soci Torino Fc 1906, Associazione ex Calciatori Granata e Angeli del Filadelfia. In un primo momento i tre revisori dei conti erano Carlo Durando, Maria Rosa Mascheroni e Guido Pautasso, tutti rappresentati dei tifosi, poi sono stati cambiati e attualmente sono: Carlo Durando, Massimo Boidi e Renato Stradella, questi ultimi due commercialisti entrambi dello studio Boidi e indicati dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte. Questo all’atto pratico vuol dire che i controllati, Comune e Regione che fanno parte del CdA della Fondazione e che dovrebbero essere fra quelli che metteranno i soldi per la ricostruzione del Filadelfia hanno scelto i controllori, Boidi e Stradella, e il presidente dei controllori, Massimo Boidi, è stato scelto da due dei controllati. Anche questo è stato vissuto dai rappresentanti dei tifosi, che si sono dati il compito di garantire vigilanza, trasparenza e rapidità delle operazioni di ricostruzione, come un atteggiamento che non va nella direzione della massima correttezza.

Detto delle polemiche, bisogna passare al problema maggiore i soldi: servono 77 mila euro per il riconoscimento giuridico della Fondazione, 45 mila ci sono quindi ne mancano 32 mila. I tifosi possono metterne 12.500 e li hanno già su un conto vincolato quindi ne servirebbero ancora 19.500. I tifosi hanno chiesto al Torino Fc di metterli e il rappresentante della società granata nel CdA della Fondazione, Giuseppe Ferrauto, ha detto che avrebbe riportato questa richiesta a Cairo. La cifra di 19.500 euro non è molto elevata a fronte di una previsione verosimile di spesa che si aggirerebbe fra i 10 e i 12 milioni di euro per la ricostruzione del Filadelfia, quindi ci si aspetterebbe che il Comune di Torino e la Regione Piemonte mettessero mano al portafoglio, ma se è un problema reperire 19.500 euro allora viene facile ipotizzare che i soldi per la ricostruzione dello stadio del Grande Torino, già promessi da Comune e Regione saranno impossibili da trovare. Il CdA ieri ha chiesto che al più presto venga convocato il Credito sportivo, l’istituto di credito è una banca pubblica specializzata nel concedere finanziamenti connessi al settore dello sport e della cultura, per valutare le modalità per accendere un mutuo a tasso zero, ma Chiabrera ha dichiarato di avere dei contatti informali con i vertici dell’Unicredit al fine di coinvolgere l’istituto bancario nel reperire i fondi per ricostruire il Fila. A parte le considerazioni sul perché provare a coinvolgere l’Unicredit e non il Credito sportivo, banca preposta proprio a questo tipo di operazioni, quanto tempo si dovrà ancora aspettare per avere almeno i primi euro, i famosi 19.500, che servono alla Fondazione? Sono passati già 5.381 giorni e la vergogna della demolizione del Filadelfia è sotto gli occhi di tutti, quando si smetterà di prendere in giro i tifosi granata e i cittadini di Torino? Sempre troppe parole e troppi pochi fatti!

http://www.torinogranata.it/?action=read&idnotizia=28046

martedì 3 aprile 2012

03/04/12 - Procedura di riconoscimento giuridico Fondazione Stadio Filadelfia

Dal gruppo su FaceBook   Rivogliamo lo Stadio Filadelfia

Laura Peyretti  ha scritto:
" Come promesso, provvedo a riportare l'istanza di accesso agli atti, ai sensi della L. 241/1990 e della L.R. 7/2005, che come residente in questa città, da anni interessata a vedere il Fila ricostruito, ho presentato ieri c/o i competenti uffici regionali per avere lumi in merito alla presentazione della pratica (in atto) di riconoscimento della persona giuridica della Fondazione, in modo da comprendere bene i tempi di approvazione. "


" In data odierna, mi viene immediatamente data la risposta al quesito. "

" In riferimento alla Sua richiesta si comunica che sino ad oggi non è stata presentata l'istanza di iscrizione nel Registro Regionale Centralizzato delle Persone Giuridiche della Fondazione Ricostruzione Campo Filadelfia ".

lunedì 2 aprile 2012

Come era...

Dal forum ForzaToro...


FOTO FILADELFIA PRIMA DELLA DISTRUZIONE


by B.F.C. 1909

 

Album di foto Come era...  caricato sul gruppo di FaceBook  Rivogliamo lo Stadio Filadelfia

Ricordi del Fila...

Dal Forum ForzaToro...

bius ha scritto:

Il Fila è la mia infanzia fatta di sogni e promesse.
E' la Renault 2 cavalli tutta scassata di Galbiati che arriva nel cortile sollevando polvere con un'orda di ragazzini con un taccuino in mano che la rincorre per l'agognato autografo.
E' Beppe Dossena, che arriva sorridente ed elegante e firmando gli autografi sfotte qualche vecchio tifoso. Poi con la solita spavalderia imbocca la strada per gli spogliatoi.
Il Fila è mio padre che mi prende per mano con fare affettuoso, quasi commovente, e mi dice: "Lo vedi quello? E' Claudio Sala, il poeta del gol. Quando partiva sulla fascia per fermarlo dovevano sparargli".
Il Fila è Leo Junior che arriva agli allenamenti con una Uno beige, mentre Gigi Radix che poteva permettersi un Bmw era visto come un gran signore.
Il Fila sono i vecchietti che guardano gli allenamenti, facendo commenti ipercritici rigorosamente in piemontese, ma non verso i nostri ragazzi della Primavera, quasi intoccabili e coccolati, perché "Quel Francini lì a l'è propi fort, si deve fare ma sarà in nasiunal, tlu disu mì".
E' Zaccarelli che in quanto ad eleganza supera anche Dossena, non ci sono dubbi.
Il Fila è Edu Marangon che prova le punizioni con la barriera finta e non ne butta una dentro neanche per sbaglio, e noi ragazzini attaccati alle reti non sappiamo se ridere o se piangere.
Il Fila sono io che guardo la scritta sui muri INGRESSO POPOLARI LATERALI - RIDOTTI MILITARI BALILLA e immagino mio nonno in coda per pagare il biglietto e vedere le giocate di Valentino ed Ezio Loik.
Il Fila è più di una casa o di un simbolo, è un cuore che pulsa, un padre per mano al figlio, un nonno per mano al nipote, con la Storia e le storie che passano di bocca in bocca, di cuore in cuore, con le emozioni che non si disperdono ma che si fermano intorno a quei muri.
Se il Fila fosse stato un campo di allenamento ultramoderno con le migliori strutture del mondo non sarebbe stato nulla. Non sarebbe stato il Toro. Non avrebbe avuto quel fascino un po' retrò. La muffa sui muri, le gradinate scrostate, il vecchio cancello, il muro di mattoni intorno allo stadio.
Ogni singolo atomo trasudava passione, ogni persona che raccontava era un mattone alla nostra causa, ogni aneddoto un viatico a superare le delusioni e a sapere che eri vivo.
Il Fila era il ricordo di un tempo che non c'è più, ma che sai che tornerà. Era la casa dei campioni di ieri ma anche la culla di quelli di domani, l'orgoglio di un popolo che sa alzare la testa anche quando è piegato a terra dai fortunali del destino.

Ora tutto questo ci è stato portato via. Con l'inganno, l'arroganza e il sopruso.
Se vogliamo che torni il Toro deve tornare il Fila.

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Gordon65 ha scritto:

Se posso permettermi e non sfracasso troppo le palle con i miei chilometrici post posto un pezzo che scrissi cinque anni fa:

Il Filadelfia e me
La prima volta che entrai nella "Fossa dei leoni" ( mio padre buonanima mi ha insegnato che per noi granata lo stadio così lo si chiamava) era il 1973, era un giorno di novembre e a Mirafiori c’era la nebbia, al Fila no, cielo coperto ma non nebbia; il Toro di Giagnoni aveva appena finito di allenarsi e si poteva entrare nel prato, camminarci sopra, calpestare e respirare l'erba.
Camminai a lungo su quel tappeto verde....... quanto era diverso dai prati che avevo conosciuto fino ad allora rincorrendo un pallone, raramente di cuoio, quasi sempre di plastica, occasionalmente, quando proprio non c'erano soldi per comprarne uno, di calza della nonna riciclata con una imbottitura di carta da giornale. Quanto era diverso un vero campo di calcio da quei prati spelacchiati che erano il giardino della mia infanzia, perennemente a ridosso di un cantiere che presto sarebbe diventato palazzone, con due enormi pietre come pali e senza traversa, così che i goal più belli spesso e volentieri venivano annullati poichè il portiere non ci arrivava e se non ci arrivava lui significava che il tiro era alto.
Quante discussioni, quante litigate, quante urla e quante botte; una volta le prendevi ed una volta le davi e soprattutto a casa tacevi, perchè i genitori amavano non intromettersi nelle questioni dei figli e quei pochi che invece non ubbidivano a quella regola non scritta finivano per danneggiare i propri figli che in quanto "cocchi di mamma" venivano isolati, evitati, ben che andasse sopportati, dalle varie comunità di bambini di quegli anni.
Il Filadelfia invece non era diventato terra battuta; l'erba era perfettamente rasata e pur dovendo malvolentieri ammettere con me stesso che si, un pò, molto poco per la verità, davanti alle porte anche quel magico prato era spelacchiato, ritenni che meglio di così uno stadio non potesse essere.
Di tanto in tanto arrivavo lì, spesso senza neanche avvisare a casa, soprattutto se giocava la primavera ed il mitico Giammarinaro, l'usciere omonimo di uno dei primi campioni post-Superga, tante volte mi strizzava l'occhio e mi faceva entrare anche se non avevo nemmeno le 100 lire (dicasi cento lire) per il ridotto ragazzi; allora l'ingresso intero per le partite della primavera era 500 lire, l'equivalente di un ridotto ragazzi in Maratona per il campionato ( dove l’intero era a 2200 lire ed i distinti a 6.000 lire).
La tribuna in legno mi faceva impazzire e la visuale eccezionale veramente, si sentiva il rumore dei tiri in porta, si sentiva il fiatone dei giocatori, li si sentiva sussurrare "passa", "vai", "mia" e soprattutto, anche al di fuori dell'orario delle partite e degli allenamenti, si viveva nell'antistadio in una sorta di "piazza granata" tutt'altro che virtuale dove quasi mai si fermavano i giocatori ma nella quale praticamente si formavano diversi capannelli di persone, una divisione più logica che sociale, voglio dire....invece che parlare in 50 si facevano 5 gruppi da 10 ed uno se voleva saltellava da un gruppo all'altro ad ascoltare questo o quell'oratore.
Ricordo come fosse ieri l'ultima volta che sono salito in tribuna, si giocava un Torino-Varese di Coppa Italia ( 0 a 1 ) e se la memoria non mi fa scherzi era il 1979.Poi da un giorno all'altro montarono un immenso ponteggio e dissero che la tribuna era pericolante, il crollo imminente, il disastro prossimo.
Nessuno fece niente, la gente che veniva a chiaccherare su quei gradoni si limitò a traslocare sotto nel cosiddetto parterre, nei sei sette gradoni alti si e no 15 centimetri da dove si ammiravano i nostri soprattutto nella partitella del giovedì, quella contro la primavera, ed il sabato contro l'avversario di turno dei giovani.
Allora il Toro giocava al Comunale in campionato e sempre davanti ad un minimo di 22/23000 anime, parlo dei match con le squadre scarse e prive di tifosi al seguito, ma almeno 6/7 volte all'anno c'erano almeno 40.000/45.000 per le classiche ( Milan, Inter, Napoli) e quasi sempre oltre i 35.000 per le medie ( Roma, Sampdoria) e poi i derby, sempre “sold out”, anche se a dire il vero con l'esplosione del fenomeno hooligans, capitò sovente di giocare davanti a "solo" 40.000 persone derby appassionanti.
Al Filadelfia, che era la casa mia ma anche quella di molti altri granata d.o.c. sinceramente non avevamo pensato come allo stadio del nostro futuro ; troppo piccolo coi suoi 28.000 posti (23.000 in piedi) per le nostre ambizioni e per i nostri numeri. Ci andava bene così com’era e ci sarebbe bastato restaurare la tribuna per renderci felici; al Comunale nel frattempo , nel quale si erano stipati anche 70.000 spettatori per Toro-Borussia Moenchenblandhac o per Rube-Celtic erano cominciati i lavori, complice la tragedia al cinema Statuto di quel disgraziato febbraio 1983, per dare vie di fuga decenti alle persone e conseguentemente ridurre la capienza intorno a 60.000 posti.
Per Torino ed i torinesi non erano anni facili quelli, dopo le giunte rosse era arrivato il tempo del pentapartito e questi, i pentalleati non è che dettavano legge, proprio imperavano. Ricordo i sindaci che si succedettero a Palazzo di Città:Cardetti, Magnani Noya, Cattaneo e Zanone tra Novelli (1983) e Castellani (1993). L’Italia campeòn in Spagna aveva ottenuto nel frattempo l’organizzazione dei mondiali del 1990 ed in quell’allegro paese che era la nostra Italia, dove qualunque questione veniva affrontata aggiungendo debito pubblico a debito pubblico figurarsi se qualcuno si fece avanti per risparmiare; la parola d’ordine allora come oggi era speculare ed infatti ecco quei due portenti di stadi nuovi di Torino e Bari costati 2.000.000 ( 1000 e rotti euro) di lire a posto……………………nel frattempo a Cesena, tanto per capirci, per lire 400.000 a posto buttarono giù lo stadio vecchio, tranne la tribuna e ne rifecero uno nuovo per 28.000 posti complessivi che molti hanno potuto ammirare nella sua confortevolezza e semplicità.
Fu in quegli anni di spreco a 360° che il Filadelfia venne rivenduto dal proprietario, la Fgci, che a sua volta lo aveva rilevato dal Torino stesso, alla società, allora gestita da De Finis, per una lira (giuro non è una gaffe).
Erano in dirittura d'arrivo sia gli allegri anni '80 che i mondiali ed il Filadelfia appariva sempre più vecchio e cadente. Ricordo bene una finale di Coppa Italia primavera (vinta i rigori) contro la Roma con Mario il magazziniere, più che le autorità competenti, che dato l'elevato numero di spettatori, oltre 5000, aveva lasciato accedere la gente in settori che definire pericolanti sarebbe riduttivo poichè c'erano proprio i buchi nei gradoni e le piante che uscivano dal cemento; prima naturalmente tirò il nastro biancorosso, quello che segnala il pericolo nei cantieri, quello da non oltrepassare, quello che se fosse giallo avrebbe stampato sopra ossessivamente e ripetutamente “Crime scene” ed invece che nel Filadelfia ti ritroveresti in un telefilm. Però noi non avevamo paura di quell'immenso ponteggio e dei buchi nelle gradinate, ci sparpagliammo ovunque fosse possibile farlo ed assistemmo all'ennesimo trionfo di quella nidiata di talenti: Fuser, Lentini, Sordo, Venturin, Bresciani.
Chi si ricorda poi la volta che i cugini violarono con la loro Primavera, dopo secoli, il nostro campo ? Fecero dei gesti verso il pubblico, l’ombrello, il dito medio, le solite cose insomma e nemmeno pensarono che la recinzione, una rete da giardino a rombi verdi, era semplicemente ridicola. Così diversi ultras entrarono in campo affiancando i giovani gobbetti mentre questi con le facce imploranti e chiedendo scusa cercavano di guadagnare gli spogliatoi per evitarsi ritorsioni che nessuno aveva in mente di porre in atto perchè il Filadelfia era frequentato da uomini e donne e non da banditi, persone però offese da quel modo di comportarsi. La situazione era tesissima anche perchè c'erano 2 dico due poliziotti che peraltro chiesero rinforzi immediati ma che restarono a lungo soli di fronte ad una folla che non aveva gradito quella maleducazione; poi tutto finì in grandi risate quando arrivarono i rinforzi: due carabinieri su di un Fiat 238 che si fuse proprio entrando nel Filadelfia emettendo una nuvola di vapore bianco ! Uno dei 2 “poliziotti” che provavano di tenere a bada la gente si mise a ridere a crepapelle, con tanto di manganello in mano e devo riconoscere che il destino, con quella scenetta troppo divertente per non essere contagiosa non sempre è cinico e baro. Un potenziale pomeriggio "esplosivo" si trasformò in un momento esilirante, il sorriso sostituì i lineamenti tesi delle persone e tutto finì a tarallucci e vino.
Eh si; posso dire che il Filadelfia non l'ho conosciuto, l'ho proprio vissuto, uscire dallo stadio nell'intervallo tra i due tempi delle partite, per andare a farsi fare una pizzetta allo Sweet e scolarsi una birra per poi rientrare neanche fossimo a casa nostra ( ma eravamo a casa nostra!), aspettare chi rientrava dalle trasferte coi clubs organizzati tanto partivano quasi tutti da là; commentare il lunedì la partita del giorno prima (quasi sempre senza giocatori perchè a riposo ), spesso e volentieri l'arbitro, qualche vittoria si ma anche tante tranvate, roba da granata si intende, la mia adolescenza fù così costellata di finali di Coppa Italia perse con fior di attenuanti che credevo che non avremmo mai più vinto niente, invece quella coppetta la riportammo a casa nel 1992 e chissà se nel cortile del Filadelfia c'erano ancora tutti i veci al loro posto.
Ricordo un anziano in particolare, Umberto, al quale avevano dato 6 mesi di vita nel 1967 per un tumore alla gola e che era sopravvissuto fino ai primi anni 80, uno di quelli che aveva conosciuto di persona Loik e Castigliano per questioni di lavoro e che mi raccontava per filo e per segno le partite indicandomi col dito da dove era partito il tiro e dove era uscito ( o entrato) il pallone.Da dove era partito Baker per scartarsi 1,2,3,4,5,6,7 gobbi e palla in rete e da dove usciva il pallone che il portiere del Bologna, per perdere tempo, scagliava fuori dallo stadio.Umberto mi diceva che tutte le mattine si guardava allo specchio e faceva il gesto dell’ombrello verso il medico che lo aveva spacciato e chissà se è poi così giusto parlarne al passato, ci fosse ancora il Filadelfia Umberto sarebbe ancora lì, tutti i giorni e magari tanti, guardandolo nel suo fisico minuto ma in qualche modo agile, direbbero che per essere uno con l’età a tre cifre si conserva ancora bene...... Umberto....... quando il mio fratellino, complice il mundial, si era infatuato più di Paolo Rossi che dei gobbi, lo portai da lui, ad imparare la storia ed a osservare quell'elica rimasta lì a testimonianza di una eternità che solo chi è autenticamente laico può capire; Umberto, nel giro di un paio di ore mi restituì il fratellino, non dico nuovo di zecca, però lavato, pulito, dai pensieri sconci, granata dentro da allora e per sempre. Da allora sono passati ormai oltre 20 anni ed io che ero un giovane disoccupato ancora dovevo capire tante cose ma non tutte; ad esempio tutte queste attenzioni su Filadelfia, da gente che oggi sembrerebbe disposta alla morte pur di preservare quel campo, non le avevo notate e trovo bizzarro che quelli che poi hanno addirittura fondato i partiti del Filadelfia allora non solo non dicessero niente ma nemmeno facevano niente; sarebbero bastati pochi soldi per restaurare la tribuna in legno ma giuro che mai nessuno ha mosso il culo per fare nulla. Quando io nella mia immensa ingenuità ho sottoscritto il "mattone" pensavo che saremmo stati decine di migliaia a fare lo stesso, invece fummo meno di 2.000 eppure eravamo oltre 18.000 i soli abbonati e con un paio di miliardi di lire di allora la tribuna la si sarebbe potuta recuperare completamente.
Il Filadelfia è ritornato importante il giorno dopo essere stato raso al suolo ma non potrà mai più tornare ad essere quello che è stato; non basta vedere uno che imita Charlot per rivedere Charlot, non basta vedere un pallone di marmo su una scala per rivivere le gesta di Valentino Mazzola ma anche di Umberto, di Baker e Carlìn, Pulici e me bambino.
Per rivivere il Filadelfia bisogna chiudere gli occhi e rivedere con la propria immaginazione la nostra storia, come faceva un'altro tifoso granata illustre, non perchè famoso ai media ma perchè noto a noi del Fila, che organizzava le trasferte più impensabili a bordo del suo Peugeot combinato nove posti che regolarmente riempiva e che girava con in tasca la formazione del Toro di tutti i tempi e non ce n'era; per lui Janni in mediana era meglio di Castigliano e Baloncieri era titolare fisso al posto di Gabetto, Ossola poi non valeva mezzo Pulici, titolare di quell'immaginario 3 - 5 - 2 mentre per il Poeta del goal ahimè a stento si trovava un posto in panchina.

Questo è stato il Filadelfia per me e questo resterà per sempre. Passerà ancora tanta acqua sotto i ponti e forse nuovi campioni sbocceranno su quel prato ma la magia se n'è andata insieme con le macerie e la magia è qualcosa che non si può ricostruire.