martedì 19 gennaio 2010

18/01/10 - Comunicato AMSG sul Filadelfia

di Marina Beccuti

Oggi, senza che ne fossero avvertiti tutti i soggetti che partecipano al tavolo per il Filadelfia, gli incaricati del comune di Torino hanno proceduto ad un sopralluogo, durante il quale sarebbero state effettuate delle prove di carico, che hanno comportato il cedimento di uno dei pennoni dello storico Stadio Filadelfia.

Ammesso e non concesso, in quanto non eravamo presenti, che la prova si sia svolta in modo corretto, l’Associazione Memoria Storica Granata stigmatizza il comportamento del Comune di Torino, nella fattispecie dell’assessorato allo sport, nella persona dell’assessore Sbriglio e dei suoi collaboratori.

Già durante un precedente incontro al Filadelfia, nel mese di ottobre dello scorso anno, cui avevamo partecipato perché eravamo venuti a sapere casualmente dell’incontro, avevo richiesto che le comunicazioni avvenissero in maniera ortodossa, ovvero tramite e-mail, come era sempre avvenuto precedentemente, con l’assessore Montabone e la dottoressa Arena.

Ci ritroviamo invece oggi a lamentare la stessa carenza di comunicazioni e la stessa mancanza di rispetto verso alcuni soggetti istituzionali che siedono al tavolo per il Filadelfia. Sinceramente questa politica del pissi pissi bao bao, attuata dall’assessore nelle comunicazioni, non è tollerabile. Se si vuole costruire qualcosa insieme, è necessario comunicare direttamente e correttamente, come sempre avvenuto in precedenza. Se invece lo scopo della presenza dell’Amsg e dei tifosi in genere, al tavolo per il Fila, è semplicemente di creare un comodo paravento dietro al quale compiere speculazioni o movimenti meno che chiari e trasparenti, noi non ci stiamo.

Denunciamo ora e lo faremo ogni volta, questi tentativi di operare sopra le teste del popolo granata.

Rimango fiducioso nella ripresa di un dialogo istituzionalmente corretto con l’assessorato, ma pronto a difendere sempre e con ogni mezzo, come avvenuto negli ultimi quindici anni, il supremo bene morale rappresentato dal Filadelfia.

Domenico Beccaria, presidente Associazione Memoria Storica Granata

18/01/10 - Su ReteSette si parla dello Stadio Filadelfia

18/01/10 - Sopralluogo per prova di carico pennoni








18/01/10 - Abbattuti i pennoni del Filadelfia!

Ko il test. Incuria del Comune, disinteresse di Cairo, la Storia se ne va

Questa mattina, sul campo del Filadelfia recentemente rimesso (quasi) a nuovo a spese dei tifosi in occasione dell'Immacolata in cui l'hanno fatto tornare a vivere giocandoci su a calcio alcune partite (a proposito: sono ancora aperte le iscrizioni per partecipare al 1° Torneo Campo Filadelfia, sul forum forzatoro.net e su Facebook, gruppo dedicato), si sono ritrovati i tecnici del Comune per la prova di resistenza degli storici pennoni. Probabilmente ricorderete la faccenda: quest'Estate, con una determina si disponeva l'abbattimento dei sostegni dei bandieroni granata che ivi sventolavano ancora pochi anni fa, ma l'opposizione dei soliti tifosi portò a successive verifiche.

La perizia condotta dall'ing. Bosco, cuore granata del Politecnico di Torino, si pensava avrebbe avuto esito positivo, e non c'era molta apprensione per il relativo esito; ci si sbagliava, perché stamani il pennone su cui è stata condotta la prova di trazione si è dopo qualche secondo spezzato con rumore tremendo, piegandosi in maniera irreparabile. Sconcerto tra i presenti (sempre i soliti tifosi), e abbattimento inevitabile per lo meno del pennone interessato. L'osservazione fatta subito dopo ha evidenziato come questo fosse ormai divorato dalla ruggine, e come in effetti la decisione non possa essere in discussione. Se ne va (proprio in questi istanti, mentre scriviamo) un altro pezzo del Filadelfia, dunque, un altro pezzettino della storia di una squadra e di una città, uno dei pochissimi rimasti -fino ad oggi- in piedi.

Tutto a posto, dunque? Groppo in gola, ahinoi, ma nessun colpevole, solo il tempo e la caducità delle cose? No, non crediamo, non esattamente. Il tempo non è sufficiente, non da solo, a deteriorare le cose: si accompagna benissimo all'incuria, per quello scopo. E dodici anni dell'abbandono più assoluto hanno portato a questo. Non una manutenzione, neppure una pennellata di banalissimo antiruggine, e le ragioni non risiedono certo nell'esborso che questo avrebbe comportato, è evidente. Le mani delle varie amministrazioni comunali hanno abbattuto i pennoni delle bandiere degli eroi, e lo hanno fatto stando ferme, braccia incrociate.

Non possiamo non aggiungere che, proprio per la risibile portata economica che le operazioni di manutenzione dei pennoni avrebbero richiesto, anche un soggetto privato avrebbe potuto intervenite. Un soggetto quale il presidente del Torino FC, depositario -idealmente- della Storia che li si è fatta, e di cui i pennoni e gli stendardi erano la manifestazione sventolante della gloria. Se si pensa che l'illuminazione della lapide di Superga è stata realizzata, ed è tutt'ora pagata, da un singolo tifoso, ecco che pensare che qualcuno (e per ovvi motivi, Urbano Cairo è il primo potenziale “magnate” cui va il pensiero) avrebbe potuto evitare l'ennesimo sfregio, è automatico. I tifosi avevano chiesto, al presidente, di farsi carico di nominare un perito di parte. Ma non è stato fatto. E così, un altro pezzo di Storia del Toro ha fatto “crack”, letteralmente.


http://www.toronews.net/?action=article&ID=15438

18/01/10 - Sopralluogo per prova di carico pennoni









lunedì 18 gennaio 2010

18/01/10 - Fila: ora il Comune è seccato col Fisco!

TS - Sez.Piemonte - Pag. B3

Mistero sulle trattative con l’Agenzia delle Entrate per cancellare le ipoteche

L’assessore Sbriglio: «Abbiamo offerto i soldi giusti ma da mesi non rispondono e non si sa cosa vogliano»

Il Municipio aveva messo sul piatto circa 400 mila euro, poi è calato il silenzio. Intanto i tifosi hanno ripreso a protestare

STEFANO LANZO
TORINO. Dove eravamo rima­sti? Già, eravamo rimasti al 2 dicembre, quando in Circoscri­zione 9 l’assessore allo Sport di Torino, Giuseppe Sbriglio, ave­va spiegato che: 1) «L’offerta al­l’Agenzia delle Entrate per eli­minare le ipoteche che grava­no sul Filadelfia era stata for­malizzata » (circa 400 mila eu­ro, ndr). 2) «Si attende fiducio­si la risposta dell’Agenzia, la quale avrebbe comunque chie­sto una controperizia». 3) «C’è la volontà di tutti affinché il problema venga risolto in fret­ta ». Da allora silenzio assoluto. Perché? Che fine ha fatto l’A­genzia delle Entrate? Lo ab­biamo chiesto a Sbriglio: al ge­nerale ottimismo del Comune fanno da contraltare i fatti. Siamo oltre la metà di gennaio e le ipoteche sono sempre lì, a bloccare qualsiasi tipo di di­scorso sul Filadelfia.

Assessore, che succede?
«Succede che attendiamo noti­zie dall’Agenzia delle Entrate. Nei mesi scorsi avevamo pri­ma scritto all’Agenzia per tro­vare un accordo, poi ci siamo incontrati e ci è sembrata di­sponibile. Abbiamo infine for­malizzato l’offerta, con tanto di perizia e posizioni giuridiche».

Risposte?
«Per ora nessuna».

Come se lo spiega?
«Mi auguro che si tratti di un tempo ragionevole per fare un certo tipo di valutazioni e arri­vare alla conclusione di questa vicenda. Il Comune vuole tro­vare una soluzione con cele­rità, sono convinto che lo stes­so vale per l’Agenzia delle En­trate. Almeno, questo dovrebbe essere l’interesse anche della controparte. Non voglio ali­mentare polemiche, ma ci aspettiamo al più presto una risposta».

La controperizia di Agenzia delle Entrate era attesa per la fine dell’anno, anche su quella nessuna risposta?
«Formalmente non abbiamo ricevuto alcuna comunicazio­ne su una controperizia, era più che altro una voce. Come si muove l’Agenzia delle Entra­te, però, non ci deve interessa­re, piuttosto chiediamo una svolta celere a questa vicenda: il Comune ha in agenda l’obiet­tivo di eliminare il problema delle ipoteche il più in fretta possibile, ci auguriamo che lo stesso valga per l’Agenzia del­le Entrate. La questione Fila­delfia va risolta con la velocità di un Freccia Rossa, possibil­mente in orario...».

Ma la gente ha perso fiducia e pazienza. E lei?
«Sono un avvocato e la prima cosa che ti insegnano è proprio non perdere pazienza. Ma al tempo stesso bisogna andare avanti con determinazione e, in questo caso, con rapidità. Abbiamo formulato una propo­sta molto realistica, dunque re­sto ottimista».

Ormai è uno dei pochi ad avere ancora ottimismo...
«Non è il momento di demora­lizzarsi. Ripeto, è anche inte­resse del Fisco chiudere: anda­re avanti in giudizio sarebbe una brutta cosa per tutti».

Sì, ma se la risposta non do­vesse arrivare?
«Arriverà, ne sono certo. E’ il momento di chiudere, mi au­guro entro la fine di questo me­se. Dobbiamo al più presto rico­struire il Fila, anche per boni­ficare l’area che è pericolosa».

A proposito, perché sono sempre e solo i tifosi a puli­re il Fila e mai il Comune?
«E’ da risolvere diversamente la questione. Lì bisogna prima ricostruire, accedere adesso al­l’area è pericoloso».

Intanto si allargano a mac­chia d’olio le iniziative per la ricostruzione.
«Valuteremo solamente le pro­poste serie. E poi dobbiamo fa­re un passo per volta: ora la priorità è togliere le ipoteche. Non è il caso di lanciare appel­li o ultimatum all’Agenzia del­le Entrate, anche perché non è nelle nostre competenze: è suf­ficiente dire che è arrivato il momento di chiudere».
Ultima cosa: i pennoni?
«Oggi verranno effettuate del­le prove: i pennoni sono salvi e, se proprio dovessero essere pe­ricolosi, verranno appoggiati sul terreno».

Sotto la foto:
I ruderi del Filadelfia. Sbriglio: «L’area è da bonificare il prima possibile, è pericolosa» (Studio4)
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NUOVE PROPOSTE ANCHE STRAVAGANTI PER RICOSTRUIRE IL FILADELFIA

Quella catena di Sant’Antonio...

TORINO. I tifosi, in tema di Filadelfia, non hanno mai abbassato la guardia: non è un caso che sabato il corteo di protesta di chi ha disertato lo stadio sia confluito proprio al Fila. Perché il Fila è una piaga aperta, una ferita che fa male e ciascuno cerca di guarirla come può: ci sono alcuni tifosi- cittadini che lo tengono il più possibile pulito, altri che sarebbero disposti anche ad incatenarsi pur di sensibilizzare istituzioni e non solo. Ma non bisogna confondere questo con altri generi di idee, proposte, progetti. Come spesso succede, si tendono a moltiplicare iniziative, a volte anche nebulose. E qualcuno arriva finanche ad organizzare vere e proprie catene di Sant’Antonio, sulle cui effettive applicabilità e legittimità possono comunque permanere concreti dubbi. Di queste cose i tifosi del Toro ne hanno viste, in questi anni. E anche ultimamente ritornano di moda ( come quella, ad esempio, di Marco Cena), facendo peraltro registrare diverse prese di distanza da personaggi più o meno noti. Nella speranza che non vada a finire come con la raccolta del mattone...