giovedì 17 dicembre 2009

07/2007 - Comunicato consiglieri dimissionari ASD Ex Calciatori Granata ONLUS"

Ringrazio per la collaborazione.
Un cordiale saluto a tutti. Roberto

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Ringraziamo il Torino Club Roberto Salvadori di Cumiana-Piossasco-Sangano per l’ospitalità concessa sul proprio sito agli scriventi Giorgio Puia – Claudio Sala – Roberto Salvadori – Renato Zaccarelli che esprimono così il proprio parere sugli ultimi accadimenti dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS.

Quanto scritto non comporta obbligatoriamente l’adesione da parte degli ospitanti.
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Questa iniziativa è scaturita a seguito della mancanza totale di comunicazioni ufficiali da parte dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS ai propri associati riguardo 2 argomenti da noi reputati di primaria importanza.

Durante l’assemblea del 12/05/07 sono state ratificate e motivate le dimissioni del presidente (G. Puia) , di uno dei vice presidenti (R. Salvadori) e di 2 consiglieri (C. Sala e R. Zaccarelli) in totale disaccordo con alcune scelte del consiglio; nella stessa sede i presenti hanno assistito ad un sostanziosa relazione sul progetto Filadelfia, principale argomento di rottura tra noi dimissionari ed il resto del consiglio. Chi presiedeva l’assemblea si era impegnato, come era doveroso fare vista l’importanza dei temi trattati, ad inviare il verbale a tutti gli associati per metterli a conoscenza sia delle dimissioni, sia della composizione del nuovo consiglio sia dell’evoluzione del “progetto Filadelfia”.

Dopo più di due mesi nessuna comunicazione è stata però inviata ed una richiesta tramite mail per sollecitarne tale invio non è stata considerata meritevole di alcuna risposta. Ragion per cui ci sembra doveroso, per senso di responsabilità, dare qualche informazione a tutti coloro che, insieme a tutti gli altri consiglieri, a suo tempo, abbiamo contattato e convinto a far parte dell’associazione.

Il nuovo consiglio, dopo la nostre dimissioni, ha emesso 2 comunicati stampa in cui ha ribadito fortemente la volontà di partecipare al così detto progetto Filadelfia e ha ringraziato Cereser e Rampanti per l’attività svolta a questo proposito; nessun accenno di ringraziamento all’attività svolta dai dimissionari, almeno come consuetudine o educazione. Prendiamo atto di ciò con rammarico. Segnaliamo però con un pizzico d’ orgoglio che il periodo che ci ha visti coinvolti nell’attività dell’associazione ha coinciso con il momento migliore, forse in assoluto, per visibilità, iniziative e raccolta di fondi per gli scopi della nostra associazione. Rivendichiamo quindi con determinazione e dignità, unitamente a tutti gli altri componenti del precedente consiglio, questi risultati che hanno portato nuova linfa e interesse ad un’associazione che procedeva stancamente.

Detto questo è giusto premettere che le decisioni prese dalle assemblee e dai consigli dell’Associazione Ex Calciatori Granata ONLUS sono sempre state approvate a maggioranza anche se i contrasti creatisi all’interno del direttivo per divergenze operative, atteggiamenti, decisioni hanno creato due contrapposte fazioni che hanno poi generato una frattura insanabile per la diversa visone riguardo il “progetto Filadelfia”.

Per risolvere la situazione abbiamo proposto al consiglio di presentarci tutti dimissionari all’assemblea generale allo scopo di votare un nuovo organo direttivo. Una proposta sicuramente più democratica del tentativo di altri consiglieri di sostituire il presidente con un golpe e più corretta di minacciare querele durante le discussioni più accese. Tale proposta è stata però bocciata a maggioranza. Di conseguenza, non condividendo in maniera assoluta le priorità e le scelte dell’associazione abbiamo rassegnato le dimissioni.

Molti dei soci, soprattutto non residenti a Torino, regolarmente iscritti grazie all’opera di convincimento degli ex calciatori Torinisti/Torinesi che li hanno messi al corrente dell’esistenza e degli scopi di questa iniziativa, ricevono regolarmente la convocazione dell’assemblea ordinaria una volta all’anno, talvolta due, e difficilmente partecipano o delegano; un po’ per fiducia ma soprattutto per pigrizia. Finché si tratta di eleggere un consiglio che gestisca l’associazione in completa armonia, di approvare un bilancio o di avallare della attività benefiche risulta quasi naturale questa fiducia incondizionata. Per il Fila non deve bastare questo. E’ un progetto importante che coinvolge il Comune di Torino, tutti i tifosi del Toro (con i loro comitati, associazioni e club) e, non ultimi, noi ex granata con il nostro consiglio diviso sulla scelte da perseguire. La nostra associazione per la posizione assunta è stata criticata da alcuni organi di stampa e da una parte della tifoseria, non ha aderito all’accordo siglato da tutte le altre anime granata partecipanti al tavolo del Comune e ha promosso una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei club per un progetto non ancora definito e tanto meno condiviso (lo stesso Torino FC non ha ancora data la conferma dell’utilizzo di questi campi). In questo contesto riteniamo fondamentale che tutti gli associati debbano almeno essere messi al corrente di come l’associazione intenda muoversi e soprattutto consideriamo azzardato, da parte dell’attuale consiglio, esprimersi con fermezza e determinazione, forse eccessiva, a nome di tutti gli ex calciatori granata. Una decisione così importante è stata in pratica presa grazie all’impegno di chi ha la costanza di contattare ex colleghi per averne la delega e con pochi voti rappresentare tutta la categoria. Pratica del resto regolarissima e legale che lascia però qualche dubbio sul fatto che il consenso sia totale.

Noi dimissionari possiamo solo ribadire il nostro forte dissenso nei confronti dell’attuale gestione, chiamarci fuori e esprimere democraticamente la nostra opinione sintetizzata in alcuni punti:

Abbiamo fatto parte del consiglio per perseguire l’oggetto sociale originario dell’associazione del 1959, non per sposare cause che per noi esulano da tali scopi.

Il consiglio dell’associazione aveva dato mandato a Cereser e Rampanti, su loro richiesta, di seguire il progetto Filadelfia. Il mandato è stato da loro proposto ed approvato a maggioranza dal consiglio con “le perplessità di Puia e Salvadori”. Sala e Zaccarelli non ne facevano ancora parte. Il mandato aveva un valore esplorativo, mentre invece viene ora utilizzato come autorizzazione ad anticipare scelte che dovrebbero essere valutate e decise con un consenso inequivocabile.

Preso atto, purtroppo, che il Filadelfia non potrà essere ricostruito come lo abbiamo visto e vissuto e che la costruzione del centro sportivo del Toro non rientra nei progetti del presidente Cairo, l’unico possibilità dignitosa, per noi cattivi ed insensibili che non vogliamo bene al Filadefia, sarebbe un parco con quello che resta dei ruderi, il museo della memoria storica con i tutti i cimeli e la sede del Toro. In questo caso l’Associazione Ex calciatori Granata ONLUS giustamente dovrebbe sostenere questa iniziativa e rivendicare con orgoglio e con la consapevolezza di averne diritto, uno spazio per la propria sede. La storia sarebbe salvaguardata e forse qualche valore potrebbe essere trasmesso.

La visone dell’attuale consiglio dell’associazione risulta invece in sintonia con il progetto del comune: centro commerciale con capitali privati che facciano rientrare dall’investimento + 1 o 2 campi (in pratica la stesso progetto del contestatissimo Ciminelli). Niente a che vedere con il vecchio stadio e con i valori che hanno fatto la storia del Torino. Ragion per cui non è proprio nostro compito avallare questa soluzione ibrida e soprattutto fare opera di proselitismo. Se il Comune ha sposato questa linea ne prenda, come giusto che sia, la responsabilità politica ma non lo chiami “Ricostruzione dello stadio Filadelfia”, è un falso ideologico. Non compete a noi fare gli apripista della riqualifica dell’area ex stadio Filadelfia che, rispetto all’attuale situazione di abbandono, è sicuramente per la città un valore aggiunto. Per la città ma non per il Toro.

L’associazione dovrebbe dichiarare il proprio totale disaccordo al progetto proposto dal Comune ed occuparsi degli alti scopi per cui è nata e non minare la propria credibilità in un contesto politico/affaristico/sportivo/di vanagloria personale che ha da anni crea solo spaccature e problemi.

Nell’oggetto sociale, quello attuale e non quello storico, dell’A.S.D. Ex Calciatori Granata ONLUS appare anche “promuovere eventuali iniziative volte all’acquisizione, costruzione e gestione di strutture polifunzionali e polisportive” e, in sintonia con ciò, nell’ultima assemblea abbiamo assistito ad una vera a propria relazione immobiliare. Fino a qualche anno fa un componente del consiglio teneva una “relazione morale” sulle attività dell’associazione. Noi restiamo legati a quella tradizione e quindi, se la politica dell’associazione resterà la stessa, non sottoscriveremo più la nostra quota annuale.


Giorgio Puia

Claudio Sala

Roberto Salvadori

Renato Zaccarelli


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Pubblichiamo questo scritto su questo sito in quanto non è nostra intenzione fare una raccolta di adesioni o cercare pubblicità. Lasciamo ad altri la pratica del tesseramento. Un passa parola permetterà agli associati di avere per il momento il nostro parere, nell’attesa che l’associazione renda pubblico tempestivamente la relazione ufficiale dell’assemblea o il parere dell’attuale consiglio.

http://www.tcrobertosalvadori.com/dettaglio.php?id=33&cat=7&scat=14&lingua=1

29/03/07 - Pulici guardiano del Filadelfia

Il mito del Toro vuole parlare dell’impianto da ricostruire: «Niente affari lì»

«Va rifatto senza secondi fini e poi riempito con quei valori che lo resero grande»

MAR.BON.
BALANGERO ( Torino). « Per me è più facile fare gol alla Juve che parlare al microfono » , dice Pulici al culmine di una festa straordinaria costruita e intessuta attorno a lui dal Toro club Punt Masin, 17 anni di vita, quasi 500 soci ( naturalmente tutti presenti all’adunata: manco a dirlo) e sul podio nell’Italia granata anche per numero di abbonati. « Hanno cercato di farci sparire, ma siamo rinati grazie a voi, fratelli tifosi, che sostenete sempre la squadra. Noi tifosi siamo il Toro, noi andiamo in campo. E io che oggi sono un tifoso, non posso comunque mai dimenticare di essere anche stato un giocatore. E un giocatore deve essere al servizio dei tifosi, perché senza i tifosi il giocatore non è nessuno. Vale per qualsiasi squadra in qualsiasi tempo. Spero che non passino 27 anni prima di raggiungere certi traguardi, intanto guardo alla prossima stagione: perché dovremo vincere entrambi i derby » . Immaginate il boato del salone, a quel punto. Con Emiliano Saracco, organizzatore principe tra gli organizzatori, che intanto abbracciava Carla Maroso, vedova di uno degli Angeli di Superga, sempre splendidamente baldanzosa. Mentre il portiere granata Fontana saliva su un tavolo, sostenuto da Rosina e Balestri. E si metteva a gridare: « Ho fatto un sogno. Io che paro un tiro della Juve e rilancio sulla fascia, Balestri che dribbla tutti, cross, tiro al volo di Rosina, traversa, ma arriva Pupi... Pupi... ribattuta... gooool, goool! » . Godevano anche i muri del ristorante “ La pace”, mica solo le anime granata.

Pulici, perché adesso vuole parlare del Filadelfia?
« Perché l’argomento è, come si suol dire, di nuovo caldo, dopo tutto quello che è venuto fuori nelle ultime settimane. E perché adesso sono 10 anni che l’hanno demolito. Perché si respira di nuovo la speranza che nasca un centro sportivo per gli allenamenti del Toro, perché nel contempo si è anche di nuovo propagata la sensazione che qualcuno possa utilizzare il Fila per altri fini. E questo sarebbe assolutamente intollerabile » .

Secondi fini: di lucro?
« Di lucro, certo. Oppure vanagloria personale. Ambizioni. Quando dico che sul Fila bisogna fare solo dei discorsi puliti, completamente puri, è perché questo chiedono i tifosi. Ma lo pretende anche la morale, dopo tutto lo scempio e il mercato degli anni scorsi. E lo pretendono le tradizioni. Un ex giocatore del Toro, visto che io sono tale, in realtà sarà sempre un giocatore del Toro. E allora anche noi granata che sul Fila si ci siamo allenati, e per tanti anni, dobbiamo sentire l’esigenza assoluta di collaborare senza mai anteporre interessi personali. Così come Cairo sente la responsabilità di dover innanzi tutto rafforzare la squadra. Così come il governo cittadino, la Città, ha il dovere di tradurre i propositi in realtà » .

La vergogna è sotto gli occhi di tutti.
« Non si può continuare ad andare avanti così, col Fila ridotto a una discarica. Uno scandalo, a maggior ragione 10 anni dopo. Ma riqualificare quell’area può significare veder nascere anche dei business. Non vorrei che qualcuno pensasse a far nascere una macelleria, al Fila, prima che i campi di allenamento. Oppure che attraverso il Fila intendesse ritagliarsi posizioni di visibilità, crediti, affermazioni personali. No grazie, la gente non lo tollera. E poi c’è un’altra cosa che mi turba » .

Ovvero?
« Bisogna ricostruire il Fila, ma anche la mentalità che per 70 anni ha dato vita a quei muri. Non basta la scatola: bisogna riempirla di valori. Se no si fa un Fila finto che non serve a niente, tantomeno al Toro. Per dire: io a Trezzo seguo da anni, solo per passione, quasi 100 bambini della mia scuola calcio. E li allevo seguendo gli insegnamenti che per anni mi avevano trasmesso i maestri del Fila, a Torino. Ebbene, oggi posso dire con orgoglio che da me, a 180 chilometri da Torino, un piccolo Filadelfia è nato. Ecco perché dico che con la rinascita dell’impianto devono rinascere anche certi valori. Un punto di partenza può essere anche coinvolgere qualche ex giocatore che può davvero insegnare molto. A parte il sottoscritto, immaginate Zaccarelli, Salvadori, Claudio Sala... e potrei citarne altri... che ogni tanto vadano a spiegare ai giocatori di oggi che cos’erano per loro il Toro e il Fila. E come sono diventati uomini, al Toro e al Fila. Si tratta di gettare semi. In modo generoso, disinteressato. E se qualcuno si può sentire offeso dalle mie parole, i problemi sono solo suoi: se non hai la coda di paglia, non puoi arrabbiarti quando dico che nessun politico, nessun imprenditore, nessun ex giocatore, nessuno tifoso cosiddetto vip o chissà che può permettersi di pensare al Fila per business o vanagloria. E’ un grido di allarme il mio: è troppo delicato questo momento » .
«Per capirci: io allevo piccoli calciatori con gli insegnamenti trasmessi a me dai maestri che animavano quello stadio. Adesso posso dirlo: a Trezzo un piccolo Fila è già nato» «Non basta la scatola vuota, ci vuole anche la mentalità che per 70 anni ha dato vita a quei muri, altrimenti si fa un Fila finto che non serve a nessuno» «Noi ex abbiamo l’obbligo di collaborare senza anteporre interessi personali, così come Cairo deve potenziare la squadra e il Comune tradurre i propositi in realtà»



http://www.youtube.com/watch?v=8u1PysICLpA

08/12/09






mercoledì 16 dicembre 2009

15/12/09 - La messa "presa fuori"

Note di Manlio COLLINO

Al Filadelfia negli anni '40 e '50 c'era sempre una piccola folla di "meno abbienti" che restavano fuori, in strada, perchè non avevano i soldi del biglietto, e aspettavano l'ultimo quarto d'ora, quando li lasciavano entrare gratis. Allora irrompevano nel parterre come un'onda di piena, ed erano una specie di segnale orario. Chi era dentro e non aveva l'orologio capiva, vedendoli entrare, che il Toro aveva solo più un quarto d'ora da resistere, se vinceva, o da sperare, se inseguiva.
Prima della partita molti già allora cercavano di scavalcare il muro, altri s'arrampicavano per alberi e grondaie, o facevano la guardia fin dal mattino a certi buchi preziosi nei cancelli da cui si poteva sbirciare una fetta di campo.
E i fortunati dei palazzi? Quelli che abitando in Via Spano o Filadelfia, dietro le porte, potevano godersi la partita gratis? Si capiva benissimo che ricevevano ospiti per l'occasione (qualcuno magari li faceva anche pagare, chissà...) perchè ogni finestra, ogni balcone era una siepe d'occhi, e quelli dei piani bassi salivano sui tetti, a guardare in piedi.
Gli squattrinati nella via, invece, si accontentavano di far capannello intorno a chi spiava dai buchi, o passeggiavano su e giù nervosi, con l'orecchio teso agli urli della folla, urli che avevano imparato a decifrare alla perfezione. Non c'erano ancora le radioline, allora, e neanche la trasmissione "Tutto il calcio minuto per minuto" con le mitiche interruzioni "scusa Ciotti, scusa Ameri...". C'era solo la "radiocronaca di Niccolò Carosio" di una partita unica, scelta fra tutte, con l'aggiornamento da studio, ogni tanto, dei risultati dagli altri campi.
Eppure, anche senza radio, il telegrafo senza fili della solidarierà tifosa funzionava alla perfezione fra la strada e il bordo superiore della gradinata. Se il boato era da goal, da sotto non avevano neppure bisogno di chiedere "chi a l'ha segnà?" che da sopra arrivava già la risposta: "Bacci, con la colombarda (la testa)" - "E chi a l'ha dàilo?" - "Bertolon, da snistra". Se l'urlo era da fallo avversario in area, chiedevano dettagli: "Chi a l'han rëssià? (chi hanno segato?)" - "L'han faje trapëtta al cruch (Buhtz)" - "Oh, contàcc, e chi a l'é stait?" - "Cervato, col bastard" - "Cola bruta pleuja? Alora a l'é rigor!" E arrivavano persino a fischiare dalla via, a insultare l'arbitro, quasi per convincersi d'esser dentro anche loro, e patire un po' meno. "Chi a lo tira, 'l rigor?" - "Sempe chiel, ël cruch!" E all'urlo inconfondibile del goal la folla in strada si abbracciava, e saltellava, e i loggionisti, in alto, dovevano aspettare che si calmasse per spiegare com'era entrato il pallone, rasoterra, in alto, a destra, a sinistra...
Nel dopoguerra i tifosi arrivavano allo stadio a piedi (la bici la usavano i giocatori...) da chilometri di distanza, senza soldi in tasca, e per "figurarsi" la partita avevano fessure di cancelli, orecchie e fantasia, non Tv con replay e moviole. C'era un che di religioso in quei poveri, ma dignitosi appassionati del Toro.
A quei tempi mio padre ci portava a villeggiare in montagna, e siccome ad agosto certe chiesette non bastavano a contenere tutti, paesani e villeggianti, molti "prendevano messa fuori" sul sagrato, col cappello in mano. Altoparlanti non ce n'era, e tutti seguivano la liturgia basandosi sull'eco delle preghiere che giungeva da dentro, sui canti, sul campanello che tintinnava lontanissimo, nel silenzio dell'elevazione.
Ecco, forse è da allora che il Filadelfia, con la sua gente fuori, davanti ai cancelli durante il rito delle partite, ha cominciato a ricordarmi una chiesa.

08/12/09






15/12/09 - E nelle cantine del Filadelfia il capo ultras Fracchia gira la fiction della riscossa granata

SECOLO D'ITALIA - pag.13

«Come si ricostruisce lo stadio Filadelfia a Torino?». Domanda da un milione di dollari, si diceva un tempo. Ma non solo: cruccio permanente della tifoseria del Torino Calcio, squadra dai colori granata costituita nel 1906 e con oltre cento anni di storia, in cui si sono alternati straordinari successi - il ciclo del Grande Torino su tutti - a tragedie sportive e umane come la sciagura di Superga, dove perì la compagine capitanata da Valentino Mazzola, o l'incidente che ha tolto la vita a un altro calciatore simbolo, Gigi Meroni, «farfalla granata». Affettuosamente chiamata Toro, è la squadra di calcio che in assoluto ha prodotto più di qualsiasi altra un immaginario fatto di libri, canzoni e film, che in qualche modo evidenzia la particolarità dell'«essere granata», con uno sguardo sempre rivolto al glorioso passato e a un presente che non riesce a decollare. Del resto la sconfitta contro il Sassuolo in casa è storia di questi giorni. Con un cambio in panchina che ha portato Beretta a sostituire Colantuono, la squadra, che partiva tra le favorite del campionato di serie B, si trova per la prima volta dall'inizio della stagione fuori dalla zona play off. Una situazione che sabato scorso ha generato la contestazione dei tifosi verso la squadra e il presidente Urbano Cairo. L'imprenditore alessandrino nel 2005 rilevò il Toro dal fallimento, o meglio lo salvò dal baratro riacquisendo la denominazione storica e conducendolo all'anno del Centenario, nel 2006, sotto auspici che lasciavano presagire che il peggio fosse ormai passato. Rinvigorire i vecchi fasti non era impresa facile, ma pensare a un Toro europeo era possibile. Invece i tifosi hanno dovuto digerire un'altra retrocessione in serie B.
Ma, al di là delle contingenze legate alla stretta attualità, che purtroppo per i torinisti da circa un ventennio non sono felici, come si diceva inizialmente il problema principale rimane quello dello scempio legato al Filadelfia. Si tratta dello stadio che fu del Grande Torino. Fino al '97 ospitava gli allenamenti dei granata e le partite delle squadre del settore giovanile: da lì venivano fuori i "ragazzi del Filadelfia", schiere di giovani calciatori educati professionalmente secondo i valori dei loro più blasonati predecessori, pronti a diventare nuovi interpreti di quel «cuore Toro» e del cosiddetto «tremendismo granata», la capacità di lottare sul campo, senza mollare mai, che aveva caratterizzato la squadra torinese. Dopo di che l'oblio: la demolizione tra eterne promesse di ricostruzione mai mantenute, l'indifferenza della classe politica e il disinteresse apparente dell'imprenditoria, con la minaccia di un centro commerciale da costruire sopra quello che ormai viene considerato da alcuni un vecchio e desueto terreno di gioco.
A riportare all'attenzione dei media la questione, sempre i tifosi del Toro. Con ogni mezzo possibile: «Rivogliamo lo stadio Filadelfia» è il nome di un numeroso gruppo di tifosi su Facebook che recentemente ha anche sensibilizzato, in merito al problema, Cristiano Militello, l'inviato di Striscia la notizia rimasto particolarmente colpito dal Fila dopo una visita effettuata in questi giorni. Un ex stadio, che sarebbe lasciato in stato di abbandono totale se di tanto in tanto i tifosi - sempre, solo loro - non andassero a tagliare l'erba, a pulirlo e a renderlo vivibile e praticabile anche solo per una giornata: lo scorso 8 dicembre, ad esempio, si è svolta una partita tra supporters. Ultras o semplici tifosi che vanno avanti tra mille difficoltà, trascinati dalla carica e dalla forza simbolica di questo luogo di ricordi e possibile sede deputata ad ospitare la memoria storica granata, se si pensa che il Museo della Leggenda Granata si trova fuori città, a Grugliasco. In molti ricordano la struggente interpretazione di Giorgio Albertazzi, nei panni di un ex calciatore granata, nel film Ora e per sempre (di Vincenzo Verdecchi, 2005) che, mentre contempla il silenzio del Filadelfia ormai vuoto e abbandonato, torna col pensiero a quando quello stadio era la "fossa dei leoni" del Grande Toro e, rivolto al suo cane, dice: «Ognuno, amico mio, ha un luogo da ricordare. Questo è il mio».
«Come si fa a ricostruire il Filadelfia?» è la domanda che - rigorosamente in dialetto piemontese - si è posto anche Fracchia, leggendario ultras della curva Maratona e volto noto della tifoseria torinista, nell'ambito della rubrica Parametro zero (all'interno della trasmissione Granata Doc), ambientata proprio negli scantinati del Filadelfia e ideata dal genio creativo di Marco Peroni, scrittore e musicista, nonché curatore della rubrica Fuoriarea su www.toronews.net. Fracchia tenta, con improbabili mezzi di fortuna - degni di Alan Ford e del gruppo Tnt - nell'impresa di ridare vita al "Fila". Fine dei lavori: «Prima püsibil». Tra ironia e disincanto i due parlano, sotto al vecchio stadio, di com'era prima quel posto, di com'erano prima il Toro e il calcio. Nostalgia rivolta a un futuro che sembra non esserci. Almeno i cugini juventini, accomunati negli insuccessi calcistici, il nuovo stadio lo stanno costruendo e quel progetto va avanti spedito. Un esempio che la dirigenza granata dovrebbe seguire.


Giovanni Tarantino

http://www.secoloditalia.it/publisher/In%20Edicola/section/

martedì 15 dicembre 2009

12/12/09 - Ridateci il Fila.


" Noi che proviamo un emozione indescrivibile quando calpestiamo quel terreno che in passato era il simbolo più materiale e vero del Toro.. dove gli invincibili hanno tenuto fede alla loro grandezza....ridateci il Fila."


by .:ULTRAS GRANATA:.: Ridateci il Fila.

14/12/09 - Su ReteSette si parla dello Stadio Filadelfia



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Azionariato ( www.toromio.net )



http://www.youtube.com/watch?v=w9fUIsRjs-E

08/12/09